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La Necropoli del Lauscello

La Necropoli del Lauscello

Vi proponiamo un emozionante viaggio nel tempo e nello spazio, a pochi chilometri da Castel Giorgio, al confine tra Umbria e Lazio, dove fanno capolino nella vegetazione decine di tombe risalenti al III e al IV secolo a. C., con tesori e misteri ancora da regalare.

Per raggiungere il sito potete partire da Castel Giorgio, in provincia di Terni, percorrendo per circa quattro km la strada regionale 74 ter Maremmana fino alla località Casa Perazza, e continuando lungo due rettifili; dopo meno di un chilometro, prima di una curva dove è posizionato il cartello del km 91, imboccate un sentiero sulla destra, segnalato da pannelli dedicati agli escursionisti, che vi conduce su un tratto di un cammino ben più impegnativo, anch’esso da sperimentare: la traversata Orvieto-Bolsena

Dopo poche centinaia di metri, nella vegetazione, appaiono di colpo alla vista gli ingressi squadrati delle tombe etrusche a camera scavate nel tufo, che sono disposte a scacchiera una ogni cinque metri e si sviluppano nell’area per oltre 800 metri. 

Furono scoperte nel 1189 e a lungo depredate dai tombaroli, ma nell’ultima campagna di qualche anno fa, i sedici sepolcri scavati (ma secondo gli studiosi sono diverse decine) hanno sorpreso gli archeologi della Soprintendenza dell’Umbria per i settanta preziosi reperti affiorati dall’oblio, a testimonianza della quantità dei manufatti e della loro raffinatezza, a dispetto del tempo e dei furti. 

Tra gli oggetti rinvenuti, un pistrice – nella classicità drago marino con la coda di serpente – uno specchio, un brucia profumo e vasellame di varie dimensioni, attualmente custoditi nei depositi della Soprintendenza, in attesa di essere esposti. 

In tutto, le meravigliose “memorie” etrusche rinvenute nelle tre campagne di scavo organizzate a partire dagli anni 90, sono circa 230.

Da segnalare anche la diversità tra una tomba e l’altra: alcune presentano un dromos (corridoio di varia lunghezza, scavato nel terreno o ricavato nel tufo, che conduce all’ingresso della sepoltura) lungo pochi metri, altre addirittura venti, altre ancora il tetto a finto cassettone. 

Volete provare ancora emozioni?

Oltrepassate la necropoli rimanendo sempre sullo stesso sentiero, e vedrete dall’alto le sfumature d’argento del lago di Bolsena. Potrete anche toccare con mano, nei pressi, un tratto della Via Traiana Nova, voluta dall’imperatore Traiano nel 108 d. C., con i basoli irregolari di antica roccia eruttiva provenienti dal complesso vulcanico dei Monti Vulsini.

Informazioni e visite guidate
Gruppo archeologico dell’Alfina, tel. +39 328 5424738
 

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