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Church of San Pietro Extra Moenia in Spoleto

Chiesa di San Pietro Extra Moenia a Spoleto

Non lontano dal centro storico di Spoleto, alla confluenza tra la SS3 Flaminia e la strada per Monteluco, si trova la chiesa romanica di San Pietro, che per l’impianto architettonico e per la ricchezza decorativa è una delle più importanti dell’Umbria.

Il primitivo edificio venne probabilmente eretto dal vescovo spoletino Achilleo all’inizio del V sec.; la chiesa, forse il primo duomo di Spoleto, fu utilizzata come luogo di sepoltura per i vescovi della città. L’uso cimiteriale dell’area, molto antico, è testimoniato da alcune sepolture del V-VI secolo rinvenute nelle campagne di scavi e i numerosi materiali di reimpiego presenti soprattutto nei pressi del chiostro della canonica. In età romana sotto la chiesa erano vi erano vari edifici di notevole importanza.

Al suo interno, oltre a una serie di lapidi marmoree appartenenti a diverse epoche, sono conservate le spoglie di importanti vescovi, come quella di Antimo Martire morto nel 176, quelle traslate dalla chiesa di Sant’Eufemia di Giovanni II, martirizzato dai Goti di Totila presumibilmente al 546, e del vescovo Pietro, in carica durante la creazione del Ducato Longobardo e fino al 594.

La chiesa fu interamente riedificata in epoca romanica.

La facciata

Realizzata probabilmente intorno al 1180, costituisce un unicum per l’impianto architettonico e per l’organizzazione scultorea. A fine Seicento subì interventi nei campi laterali e nel timpano che risultano infatti intonacati e non a pietra.

Nel registro superiore si trovano le statue di san Pietro e sant’Andrea, separate dai registri inferiori con tre rosoni, il centrale con agli angoli gli animali che simboleggiano i quattro Evangelisti, che ricorda quello del famoso Duomo di Spoleto.

Nel registro inferiore si aprono tre portali, tra i quali si inseriscono i bellissimi bassorilievi con racemi, figure e animali a rappresentare un programma iconografico costituito da numerosi pannelli con sculture di eccezionale qualità, che rappresentano scene di vita dell’apostolo Pietro, ed episodi tratti dai bestiari e favole medievali.

Partendo da sinistra, sono scolpite numerose scene di intento moralistico, come la Morte del Giusto e la Morte del Peccatore, seguite da scene che hanno come protagonista il leone, metafora della superiorità umana rispetto al demonio.

La scena con la volpe e i corvi si ispira a una favola dove la protagonista, che simboleggia il demonio e il peccato, si finge morta per attirare a sé gli ignari uccelli prima di divorarli.

Le ultime due scene sono quelle del lupo studente e del montone, ispirata anch’essa a una favola di Marie de France, una versione zoomorfa de “l’abito non fa il monaco”, e infine il leone e il drago, rispettivamente simbologia di Dio e del demonio.

L’interno

L’interno della chiesa, semi occultato dall’intervento seicentesco, fu ricostruito del 1329, a seguito di un incendio che l’aveva devastato durante una guerra. La chiesa è a tre navate absidate in stile barocco romano, con pilastri che sorreggono archi a tutto sesto, sormontati da una cupola ellittica.

Gli affreschi che un tempo dominavano le pareti sono conservati solo in parte: nella controfacciata destra sono presenti alcuni frammenti di difficile lettura, mentre in quella sinistra è presente la raffigurazione dell’Eterno, con in basso due santi vescovi e il committente, datato alla fine XV-inizio XVI sec. Numerose tele, per la maggior parte risalenti al XVI sec., sono conservate presso gli altari.

Nel primo nicchione della navata di sinistra, è presente anche un Battistero del 1487 in marmo finemente lavorato, mentre in entrambi le navate laterali, all’altezza del primo pilastro sono presenti due acquasantiere. Nel transetto sinistro è presente infine un Crocifisso ligneo risalente alla fine XV- inizio XVI sec.

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