Atrium of Palazzo dei Priori in Città di Castello, with cross vaults, octagonal pillars and a staircase.

Il palazzo dei Priori

Se passeggiando per il centro storico di Città di Castello avvertite un sottile richiamo all'architettura toscana, non è un'illusione: il Palazzo dei Priori, oggi del Comune, vanta una maestosa facciata in bugnato rustico che evoca subito l'eleganza severa dei palazzi fiorentini.

Tuttora sede dell'amministrazione comunale, è considerato uno dei palazzi pubblici trecenteschi più significativi dell'intera Umbria.

Tra orgoglio civico e progetti incompiuti: la storia

Il palazzo sorse sul sito di un primitivo palazzo vescovile, venduto dal vescovo Azzo nel 1234 al Comune. La costruzione attuale risale tuttavia alla prima metà del Trecento, con i lavori avviati tra il 1322 e il 1338. A firmare il progetto fu Angelo da Orvieto, uno dei grandi maestri dell'architettura medievale della regione. Nello stesso periodo, l'architetto lavorava parallelamente a due altri grandi cantieri umbri: il Palazzo dei Consoli a Gubbio e il vicinissimo Palazzo del Podestà.

Il Palazzo dei Priori è a tutti gli effetti un'opera incompiuta. Il disegno originale prevedeva infatti la realizzazione di un secondo piano e di un'imponente torre campanaria. I lavori si interruppero nel 1338, dopo l'ultimazione del primo ordine di bifore; la torre non vide mai la luce: la vicina Torre Civica (o Torre del Vescovo) ne rilevò visivamente la funzione dominando lo skyline del centro.

Architettura e tesori interni

Nonostante sia rimasto parzialmente incompiuto, il palazzo offre scorci di grande impatto ed elementi artistici di grande pregio:

La facciata in arenaria è stata realizzata con blocchi di pietra dalle colline altotiberine, ed è scandita da un primo ordine di raffinate bifore gotiche trilobate. Il portale d'ingresso mostra sulla lunetta lo stemma scolpito del Comune di Città di Castello: la croce e la rocca con tre torri. Sulla lunetta della porta minore è scolpita la figura della Giustizia.

Appena varcata la soglia si viene accolti da un atrio monumentale, con volte a crociera sorrette da due soli possenti pilastri ottagonali. Dai capitelli, scolpiti a motivi vegetali, partono delle nervature rettangolari e dei costoloni rotondi incrociati.

Un elegante scalone, costruito nel Cinquecento, sostituisce l'accesso originale e permette di salire al piano nobile. Al termine dello scalone, sulla destra, si apre la spaziosa Sala del Consiglio, o Sala Maggiore dove, dopo i lavori di restauro, sono venuti alla luce dei frammenti di affreschi. Oltre a essere il cuore della vita civica, custodisce un prezioso patrimonio archeologico fatto di lapidi ed epigrafi di epoca romana dell'antica Tifernum Tiberinum. Vi svetta anche il modello in gesso dell'Allegoria dell'Umbria, opera dello scultore Elmo Palazzi (Città di Castello, 1871 – 1915), realizzata per il Vittoriano di Roma. Da vedere anche la Sala della Giunta: tra i vari dipinti e cimeli risorgimentali, ospita la grande tela del Martirio di San Lorenzo del pittore locale Vincenzo Barboni (Città di Castello, 1803- 1859).

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