Gubbio

Gola del Bottaccione

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La Gola del Bottaccione è una profonda incisione del terreno con pareti verticali tra il monte Ingino e il monte Foce, detto anche monte Calvo. 
Importante sito naturalistico e scientifico la Gola del Bottaccione è anche ricca di importanti testimonianze storico-­artistiche.
La Gola del Bottaccione deve la sua origine all'azione erosiva esercitata negli ultimi due-tre milioni di anni dal torrente Camignano, che ancora oggi scorre a fondo valle.

Le rocce del Bottaccione costituiscono una sequenza stratigrafica completa, originale e ordinata: abbracciano parte del Giurassico, tutto il Cretaceo e gran parte dell'era Terziaria.
Le diverse forme di fossili che si trovano nelle rocce hanno permesso così lo studio delle condizioni ambientali in cui le rocce stesse si sono formate. Ecco perché la Gola del Bottaccione è anche chiamata "archivio della Terra".
Ma il sito geologico è diventato famoso in tutto il mondo negli anni Settanta del Novecento, quando un geologo americano scoprì che uno strato di roccia presentava un'altissima concentrazione di iridio, metallo raro sulla terra ma presente nello spazio. Questa scoperta portò alla formulazione dell'ipotesi più plausibile, e cioè che la terra fu colpita da un grosso meteorite che nell'impatto avrebbe prodotto un enorme cratere (150­200 Km di diametro), distruggendo interi ecosistemi e portando all'estinzione di tutti gli animali che erano direttamente legati a tale vegetazione; tra questi i grandi dinosauri che dominavano la terra da milioni di anni. Solo gli organismi meno specializzati riuscirono a sopravvivere. Si può quindi affermare che grazie a questo sito geologico è stata trovata la causa che determinò l'estinzione dei dinosauri.
Oltre che per la sua grande importanza geologica, la Gola del Bottaccione ha un notevole interesse anche per le testimonianze storico­artistiche che racchiude, a cominciare dall'antico acquedotto medievale e l'Eremo di Sant'Ambrogio, di fondazione trecentesca.