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Torrentismo nella Forra della Villa in Valnerina
Torrentismo e rafting

Torrentismo nella Forra della Villa in Valnerina

Una forra imperdibile per gli amanti del torrentismo: la Forra della Villa in Valnerina

La vertigine non spaventa chi, come te, ama imbracarsi e scendere tra le rocce alla scoperta dei solchi lasciati dall'acqua.

 

A Norcia si trova la Forra della Villa in Valnerina, una dei luoghi più interessanti dove praticare il torrentismo.

 

Dirigiti verso Visso, dopo aver oltrepassato Borgo Cerreto, svolta a sinistra per Norcia e giungi a Casal Volpetti; lì trovi, un piccolo magazzino ANAS rosso, segui il sentiero sterrato che scende a fondovalle, tenendoti sulla sinistra fino a raggiungere uno slargo. Entra quindi nel fosso, dove inizia la forra. Pensa che ti trovi a 1000 metri sul livello del mare!

Ricordati di portare con te 2 corde da almeno 40 metri e una corda da almeno 25 metri. Imbracati e inizia la tua discesa: nella forra non troverai il corso d'acqua perché questo è stato canalizzato a monte dell'acquedotto. La forra ha un andamento verticale: ti accompagna così in una discesa suggestiva. Intorno a te solo la roccia e la ricca vegetazione umbra. Se invece guardi in alto vedi il cielo e le cime verdi che fanno da contorno alla Valnerina.

Ti consigliamo di scegliere quest'escursione in una bella giornata di primavera o d'autunno perché altrimenti il caldo e il freddo potrebbero non farvi gustare al massimo l'esperienza.

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Tappa 1
Norcia

Antica città dei Sabini, Nursia fu conquistata dai Romani e divenne un importante municipio. Libero comune nell'XI secolo, nel Quattrocento passò definitivamente alla Chiesa, che le concesse una notevole autonomia. Attorno al 480 vi nacque San Benedetto. Più volte distrutta nell'arco dei secoli da vari terremoti, conserva un notevole patrimonio d'arte e di memorie storiche legate alla vita del fondatore dell'ordine benedettino. Articolata in rioni (guaite) e con un tessuto urbanistico di impronta sette-ottocentesca, Norcia vanta un ampio patrimonio storico-artistico che la inserisce tra le più importanti città d'arte dell'Umbria. Sulla piazza principale si affacciano i più importanti e antichi edifici storici della città: intorno alla statua dedicata a San Benedetto, fanno da cornice la Castellina, monumentale rocca costruita nel 1554 su disegno del Vignola, oggi sede del Museo Civico e Diocesano, il palazzo Comunale, con doppio loggiato, la Basilica di San Benedetto, eretta su vestigia romane del I secolo, con facciata gotica del XIV secolo, nella cui cripta sono conservati i resti di un antico edificio romano identificato dalla tradizione con la casa paterna dei Santi gemelli Benedetto e Scolastica, il portico delle Misure, costruito intorno alla metà del Cinquecento come mercato al coperto dei cereali. Leggermente defilata rispetto alla piazza la Concattedrale di Santa Maria Argentea, del XVI secolo, con un altare di Duquesnoy (1640).

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Tappa 2
Cascia

Le testimonianze archeologiche attestano una frequentazione dell'area fin dall'età preromana e il borgo di Cascia, l'ager Cassianus dei diplomi medievali, è forse l'erede di un piccolo insediamento rurale frequentato già all'epoca. Centro religioso, carico di misticismo e spiritualità legati alla devozione di Santa Rita, la città offre gioielli di grande interesse artistico come la monumentale chiesa di San Francesco, esempio di architettura gotica con un bel rosone e portone ogivale, la chiesa di Sant' Antonio Abate dell'antico complesso benedettino, riedificata sul finire del XV secolo, ristrutturata e notevolmente modificata nel 1707. La chiesa, parte del circuito museale cittadino insieme a palazzo Santi, conserva due pregevoli cicli di affreschi: gli Episodi della vita di Sant'Antonio Abate nel presbiterio, opera del Maestro della Dormitio di Terni (inizi del XV secolo), e le Storie della Passione di Cristo, nel coro delle monache, tra le più impegnative testimonianze di Nicola da Siena (1461). Da vedere anche la collegiata di Santa Maria, antica pieve con scarse tracce delle primitive strutture romaniche, conserva un ricco patrimonio di dipinti, testimonianza della fiorente attività di frescanti locali quattro-cinquecenteschi, e di arredi sacri, e la gotica chiesa di Sant'Agostino, sulla sommità del colle nei pressi della Rocca, al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi di scuola umbra e perugina.

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Tappa 3
Preci

Secondo la tradizione del luogo fu fondata dal monaco siriano Eutizio alla fine del V secolo d. C. La presenza in quell'epoca di numerosi eremi pre-benedettini è testimoniata in un testo di San Gregorio dell'anno 594 d. C. ed è probabile che il primo insediamento cittadino fosse stato costruito intorno ad uno degli eremi. Nel centro storico, dove spicca il palazzo Comunale che si affaccia sulla piazza principale, merita una visita il castello del XIV secolo, più volte distrutto e ricostruito, e la chiesa di Santa Caterina, con un pregevole esempio di portale gotico, con elementi decorativi di ordine romanico che ne abbelliscono la facciata. Interessante la chiesa di Santa Maria, con affreschi molto frammentari riferibili ai secoli XIV e XV. Poco fuori dal centro storico si incontrano tre frazioni di Preci: i borghi di Roccanolfi, Poggio di Croce e Montebufo, dove di particolare interesse vi sono le due chiese parrocchiali, ricche di tele cinquecentesche e seicentesche raffiguranti scene del Nuovo Testamento. Il gioiello di Preci è sicuramente l'abbazia benedettina di Sant'Eutizio, purtroppo gravemente danneggiata dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016.

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Tappa 4
Poggiodomo

Di antiche origini, dopo la penetrazione romana (IV secolo a.C.) il territorio entrò a far parte di quella che all'epoca era chiamata la Regione Sannio. Sempre sotto il dominio delle città circostanti, prima Spoleto e poi Cascia, ne seguì le vicende. Le caste più potenti la difesero durante il Medioevo, quando furono eretti i quattro castelli di Poggiodomo, Usigni, Mucciafora e Roccatamburo. Passata sotto il dominio dello Stato Pontificio, durante il papato di Urbano VIII conobbe il suo periodo più prospero. Divenuto comune nel 1809 durante l’occupazione Napoleonica, Poggiodomo riuscì a mantenere il proprio assetto politico anche dopo la restaurazione pontificia e, nel 1860, entrò a far parte dello Stato Italiano. Nel centro storico tra gli edifici sacri d'interesse turistico sono da vedere il castello (secoli XIII-XIV), la chiesa di San Pietro (XIV secolo), con interessanti affreschi realizzati tra il XVI e il XVIII secolo, e la chiesa di San Carlo Borromeo (1633), con all'interno nove altari lignei barocchi del XVII e XVIII secolo. Nei dintorni meritano una visita l'eremo della Madonna della Stella, meta mistica e luogo di rifugio e di vita contemplativa, la chiesa di San Bartolomeo in località Mucciafora. Ad Usigni, noto come "paese-palazzo" per la qualità dei suoi edifici fatti costruire dal cardinale Fausto Poli, segretario del papa Urbano VIII, da vedere la chiesa di San Salvatore, edificata tra il 1631 ed il 1644 dal Poli, con facciata cinquecentesca con lo stemma di Urbano VIII, e palazzo Poli, elegante residenza cardinalizia.

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Tappa 5
Monteleone di Spoleto

Abitata fin dall'età del Bronzo, dopo la distruzione della città nel XII secolo, le sue sorti seguirono quasi costantemente quelle del Ducato di Spoleto, che ne mantenne sempre il dominio e ne fortificò il borgo dandogli il nome attuale. Gli scavi archeologici realizzati agli inizi del Novecento in località Colle del Capitano, circa 3 km a nord-est di Monteleone, hanno portato alla luce una vasta necropoli utilizzata dall'età del Bronzo al VI secolo a.C. Il rinvenimento più importante è rappresentato dalla tomba principesca a tumulo con un ricchissimo corredo di cui faceva parte una biga con decorazioni in bronzo lavorato a sbalzo. Il centro storico ha conservato l'assetto urbano tipico del castello di poggio, circondato da mura, con elementi fortificati e porte, mentre le vie interne mantengono le caratteristiche dei borghi medievali. Il gioiello di Monteleone è senza dubbio la biga, un carro da parata, straordinario prodotto di officine etrusche datato intorno al 540 a.C. Il telaio in legno di noce è rivestito da lamine di bronzo dorato lavorate a sbalzo con episodi legati alla figura dell'eroe greco Achille. La biga faceva parte del corredo sistemato nella tomba a tumulo del ricco principe locale e oggi rappresenta il pezzo più prestigioso della collezione etrusca del Metropolitan Museum di New York, che gli americani chiamano "Golden Chariot", Carro d'Oro. A Monteleone di Spoleto è visibile una copia a grandezza naturale custodita nei sotterranei del complesso monumentale di San Francesco della fine del Duecento, formato dalla chiesa e dall'annesso convento. L'interno è a due navate di diversa ampiezza e copertura e dispone di una porta di accesso al chiostro in cui sono esposti i materiali archeologici rinvenuti negli scavi di Colle del Capitano.

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Dopo l'escursione puoi visitare la vicina Norcia e approfittarne per mangiare qualcosa. A Norcia il prodotto tipico per eccellenza è la norcineria, con i suoi gustosi e genuini prodotti tra cui spicca il prosciutto crudo di Norcia IGP; pensa che il prosciutto, per mantenere le caratteristiche IGP deve essere stagionato ad un'altitudine superiore ai 500m e nei comuni di Norcia, Cascia, Preci, Poggiodomo e Monteleone di Spoleto. Buon divertimento e buon appetito!