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Agliano- antico borgo lungo la via della Spina

Lungo la via della Spina, un diverticolo della Flaminia, c’è un paesino dimenticato, ma di grande bellezza: Agliano.

Sembra di tornare indietro nel tempo percorrendo l’itinerario che da Spoleto, passando per Eggi, porta fino a questo antico borgo. Sono circa 20 chilometri immersi nella natura, in una via che nei secoli passati era molto transitata dai pastori nei periodi della transumanza collegando, attraverso il valico di Colfiorito, Spoleto con il mare Adriatico. Lungo la via, detta Spina Nuova, si arriva ad un bivio, e dopo tre chilometri in salita si raggiunge finalmente il paese.

Sorto probabilmente sulla fine del sec. XIV, Agliano è situato a 1030 mt. S.l.m. Si trova elencato tra i luoghi appartenenti al distretto di Spoleto nel.1490, con il nome di Alliano, che conserverà fino al secolo scorso. Da allora fu sempre alle di­pendenze di questa città, cui tuttavia si ribellò nel 1522 con gli altri castelli della montagna, venendo però subito ricondotto all'obbedienza. Sul finire del sec. XVIII Alliano passò con il comune di Postignano e dopo il 1860 fu aggregato al Comune di Campello sul Clitunno.

Detto anche Rocca degli Alberici, Agliano sorge in posizione di grande bellezza paesaggistica. Si rimarrà estasiati dalla visione delle montagne intorno, in particolare i Sibillini, con il monte Vettore che svetta in lontananza con tutta la sua imponenza.

La piccola piazza del paese, situata in cima, è dedicata ai Martiri di Agliano in onore dei cinque contadini del paese che nel dicembre del 1943 vennero fucilati dalle truppe tedesche durante un'azione di contrasto alla lotta partigiana.

Dalla piazza è possibile muoversi con facilità, percorrendo itinerari naturalistici piuttosto pianeggianti. Tra pic nic all’aria aperta ci si può sbizzarrire con i percorsi trekking e mountain bike.

Il paese è praticamente spopolato durante la stagione fredda; i pochi abitanti rimasti (attualmente Agliano conta un solo residente fisso), praticano l’allevamento del bestiame nei numerosi pascoli montani e in inverno si trasferiscono con i loro animali verso le zone della pianura spoletina. Durante l’estate invece il paese si rianima grazie ai numerosi villeggianti che vengono a ripopolare gli antichi casali.

Sono strutture che ancora conservano il loro carattere medievale con portali cinquecenteschi, antiche torri colombaie e molte finestre in pietra.

Per chi visita il paese, oltre alla porta d’ingresso è possibile mirare l’antico forno pubblico, i cui resti sono ampiamente visibili nelle vicinanze della piazza principale.

Domina dalla sua posizione centrale la bellissima chiesa in stile romanico del XIV sec., intitolata a San Pietro, che vale sicuramente una visita. Numerosi sono visibili sulla parete di fondo con vari dipinti votivi; al centro, entro una nicchia absidata, è raffigurata una Crocifissione.

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