Terni

Lago di Piediluco

map thumbnail


Ufficio informazioni accoglienza turistica
Via Cassian Bon, 4 - 05100 Terni
info@iat.terni.it
Collocato alle propaggini sud-orientali dell'Umbria, con un ramo che sconfina nel Lazio, il lago di Piediluco può essere considerato il più grande bacino lacustre naturale dell'Umbria dopo il Trasimeno.
Il nome sembra potersi interpretare come "ai piedi del bosco sacro". Insieme ai laghi Lungo, di Ripasottile e di Ventina situati in provincia di Rieti, rappresenta uno dei resti dell'antico Lacus Velinus, grande bacino di origine alluvionale venutosi a formare a partire dal Quaternario.
Di forma irregolare con un perimetro di circa 13 chilometri, il lago si trova ad un'altitudine di 375 metri, con una profondità massima attestata sui 19 metri. Il suo immissario naturale è il rio Fuscello, gli altri due immissari sono invece rappresentati da canali costruiti dall'uomo, uno che lo collega al fiume Velino, l'altro che fa convogliare nel lago una porzione di acqua derivata invece dal fiume Nera, lungo ben 42 chilometri. L'emissario, cioè il fiume Velino, è deviato verso Marmore dove si getta nel fiume Nera formando la cascata delle Marmore.
Di suggestiva bellezza, il lago ha rappresentato per molti artisti una tappa obbligata di quel Grand Tour così definito nel 1670 dal prete e scrittore Richard Lassels, autore di An Italian Voyage. Noti i dipinti ad olio realizzati nell'anno 1826 dal pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot che hanno come soggetto il suo scenario. Molto ricca è anche la fauna ittica: da uno studio del 2010 è risultato che le specie ittiche che popolano il lago di Piediluco sono 15 di cui 8 sono alloctone.
La mancanza di correnti e la presenza di venti abbastanza regolari rendono il lago un eccellente campo di gara per regate di canottaggio nazionali e internazionali.