Città

Calvi dell'Umbria


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STORIA

Antico insediamento le cui tracce risalgono all'età del Bronzo.

I primi documenti che citano il nome del paese risalgono al IX secolo, quando fu probabilmente un possedimento dell'Abbazia di Farfa. Successivamente subì varie dominazioni per finire nei domini dello Stato della Chiesa fino all'unità d'Italia.

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il centro storico si sviluppa lungo una serie di vicoli medioevali che salgono e scendono tra gli archi, le volte e i resti delle mura e delle torri. Di notevole interesse storico-artistico è il grande complesso del Monastero delle Orsoline, progettato dall'architetto Ferdinando Fuga e realizzato dal 1739 al 1743, che ospita il Museo con la raccolta locale e la collezione Chiomenti – Chiomenti Vassalli. Il complesso comprende inoltre la chiesa di Santa Brigida e la chiesa di Sant'Antonio, dove è collocato un monumentale Presepe in terracotta policroma realizzato nel 1546. Del percorso museale fanno parte anche gli ambienti storici del monastero come le cucine, il lavatoio, la spezieria, l'orto e il giardino.

Tra gli altri monumenti meritano una visita la chiesa di Santa Maria Assunta, con un fonte battesimale del 1559, la chiesa della SS. Trinità, a pianta ottagonale, eretta nella prima metà del '400, e la chiesa di San Francesco, che secondo la tradizione fu fatta erigere per volontà del santo, di passaggio a Calvi nel 1213.

Nei dintorni, sulla cima del monte San Pancrazio, sono visibili i resti di un santuario (Eremo di San Pancrazio), centro di culto del VI secolo a. C., a cui si può accedere grazie ad una strada che si snoda tra boschi e pianure, che aprono all'orizzonte visioni panoramiche veramente incantevoli.

La fama e il prestigio che hanno fatto guadagnare a Calvi dell'Umbria il titolo di "paese dei presepi" è visibile anche passeggiando per le sue vie: i muri delle antiche case sono infatti abbelliti dai murales raffiguranti la Natività, opera di noti pittori italiani e stranieri che ogni anno, dal 1982, arrivano a Calvi per affrescare le pareti delle antiche case cittadine, creando una galleria di dipinti murali a cielo aperto.