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Scafata
Le ricette della tradizione

La scafata

Porzioni
Dosi per 4 persone
Preparazione
15 minuti
Cottura
35-40 minuti
Difficoltà
Facile
Preparazione

La scafata (conosciuta anche come baggiana) è un antico piatto del territorio umbro, il cui nome deriva da “scafo”, termine dialettale che indica il baccello della fava.

Si tratta di una minestra che, secondo la tradizione, veniva preparata in primavera, usando verdure fresche dell’orto come fave, cipollotti, pomodori e bietole. Una pietanza a km zero, la cui bontà è rappresentata dalla genuinità e dalla semplicità dei prodotti della natura umbra.

Procedimento
Scottate le fave in acqua salata e sgocciolatele: in questo modo conserveranno il colore verde brillante. Tagliate quindi il guanciale a dadini, affettate le cipolle, mondate il finocchietto e spezzettate le bietole, dopo averle lavate sotto l’acqua corrente, e i pomodori. Fate soffriggere in una casseruola (la tradizione umbra consiglia il coccio) le cipolle e il finocchietto con qualche cucchiaio d’olio, aggiungete il guanciale e lasciate imbiondire.

Dopo qualche minuto unite le fave, fatele insaporire per 1-2 minuti, quindi versate nel recipiente dell’acqua fino a coprirle. Dopo 10 minuti aggiungete la bietola spezzettata. Cuocete a fuoco basso con il coperchio e, dopo 15 minuti, aggiungete i pomodori. Proseguite la cottura ancora per circa 10 minuti, aggiungendo acqua bollente se necessario, finché le fave saranno cotte, quindi regolate di sale e di pepe profumando il piatto con la menta lavata e sminuzzata. 

Servite la scafata, meglio se tiepida, con un giro di olio a crudo e bruschette di pane. 

Photo Credits: Maria Giulia Rubeca (pepeqb)