Luoghi della cultura

Abbazia di Vallingegno

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L'abbazia di Vallingegno sorge sulla cima di una collina a pochi chilometri da Gubbio, immersa nella bella natura della campagna umbra.

Il periodo di fondazione dell'abbazia non è noto, ma è già citata nella "Legenda Sancti Verecundi", del sec. VII, dove si racconta del martirio di un giovane cavaliere convertito alla religione cristiana.

Probabilmente di origine pagana - si parla infatti di un tempietto dedicato al dio Genio, da cui il nome Vallis Genii - l'abbazia, officiata dai monaci benedettini per circa quattro secoli, rimane un centro fiorente fino al tempo della soppressione, avvenuta intorno al 1442.

Il complesso attuale è composto dalla chiesa, dal monastero e dal campanile a vela, eretto sulla muratura della torre.

All'interno della chiesa, a navata unica, si conservano tracce degli impianti preesistenti, in particolare nella cripta, a pianta quadrata con pilastro centrale a rinforzo della volta a crociera, vi sono capitelli scolpiti secondo stilemi antecedenti all'XI secolo.

All'abbazia sono legati molti fatti della vita di San Francesco. Le fonti la ricordano come il luogo in cui Francesco cercò rifugio dopo essere stato aggredito nei pressi di Caprignone; l'accoglienza del priore non fu delle migliori e al Santo furono assegnate mansioni da sguattero. Anni dopo, il priore dell'abbazia tornò a chiedergli perdono: da quel momento in poi, durante i frequenti pellegrinaggi verso La Verna, Francesco riceverà spesso ospitalità proprio a Vallingegno.

Si narra inoltre che nella stalla del monastero il Santo, commosso per la morte di un agnellino ucciso dal morso di una scrofa crudele, avesse lanciato una maledizione all'animale, che morì dopo tre giorni di sofferenze.