Preci

Abbazia di Sant'Eutizio

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L'abbazia di Sant'Eutizio sorge a breve distanza da Preci, su un alto dirupo che domina la Valle Castoriana.
Come scrive San Gregorio Magno nei Dialoghi (fine VI secolo), la fondazione risale al V secolo d. C. ad opera di un eremita siriano, San Spes, che qui edificò un oratorio in onore della Vergine e costituì un piccolo gruppo di monaci. All'eremita siriano successe Eutizio che sull'oratorio costruì la primitiva chiesa dove furono custodite le spoglie di Spes. Nell'VIII secolo agli eremiti siriani successero i monaci benedettini che costruirono un monastero, ampliando l'oratorio originario.
Immersa all'interno del verde e suggestivo paesaggio della Valnerina, rappresenta uno dei primi esempi di insediamento eremitico in Umbria, poi divenuto potente abbazia benedettina.

Descrizione
La facciata della chiesa è a capanna con un bel portale romanico nella cui lunetta è possibile leggere 1190, anno di inizio della costruzione; è inoltre caratterizzata dal grande rosone, con doppio ordine di colonnine, incorniciato da un riquadro consimboli dei quattro Evangelisti. Nel XVII secolo venne edificato il campanile ad opera dell'architetto Crescenzi. 
L'interno della chiesa, a navata unica con presbiterio rialzato, negli anni '50 del Novecento ha subito un intervento di restauro finalizzato al recupero delle forme originarie. Sulle finestre sono presenti alcuni frammenti della primitiva decorazione a fresco. Dietro l'altare maggiore, con Crocifisso dipinto da Nicola da Siena - attivo durante il XV secolo anche nella chiesa di chiesa di San Francesco a Cascia e di San Salvatore a Campi -, si può vedere un elegante monumento sepolcrale di Sant'Eutizio attribuito a Rocco di Tommaso (1514). Il pregevole coro ligneo cinquecentesco proviene dalla bottega dei Seneca di Piedivalle, un pulpito ligneo è conservato presso la chiesa di Sant'Andrea a Campi Alto. Sotto il presbiterio si apre la cripta con due colonne del XIV secolo.

Curiosità
Intorno al mille, l'abbazia divenne un importante centro culturale dotato di una ricca biblioteca e di una scuola di miniatura. Dalla biblioteca proviene la formula di confessione del 1095, uno dei più antichi testi in volgare. L'abate Giacomo Crescenzi nel 1605 donò una parte dei libri a San Filippo Neri che li trasferì nella Biblioteca Vallicelliana di Roma.
Dal X al XIII secolo il potere dell'abbazia aumentò, annettendo molti territori ai propri possedimenti e facendosi promotrice di un'importante scuola chirurgica.

Informazioni e consigli utili
L'abbazia è visitabile; una parte è sede museale.
Per informazioni riguardo gli orari di visita si consiglia di contattare direttamente lo IAT del Comprensorio Valnerina-Cascia o l'abbazia al tel. 074399659.