Trekking

Trekking nei dintorni di Polino

Una camminata nel verde e nella storia dell'Umbria
 

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Siete alla ricerca di un percorso da fare a piedi? Possibilmente tra fiori e piante selvatiche? L'Umbria, come sempre, non vi lascerà insoddisfatti.

Che vi piaccia fare trekking o andare in bicicletta poco importa: l'essenziale è partire con poche cose nello zaino e avventurarsi nel verde, senza guardarsi indietro.

Vi proponiamo un'escursione davvero accattivante che ha inizio a Colle Fergiara, una zona rilevante dal punto di vista della vegetazione ma anche per i fossili di origine marina rinvenuti in epoca recente. Questi testimoniano i profondi cambiamenti che si sono verificati col tempo a causa degli spostamenti tettonici.

Questa zona è particolarmente indicata per gite in primavera, quando le genziane, i tulipani e le peonie sprigionano i loro profumi e i loro colori più vivaci.

Da qui, si giunge facilmente al Salto del Cieco, l'antica dogana che un tempo divideva lo stato pontificio e il regno borbonico. Si possono vedere ancora alcuni ruderi, in parte recuperati, in parte lasciati a loro stessi. Di grande interesse anche gli esemplari di pino d'Aleppo, di lecci e roverelle.

Ci troviamo quindi a Polino, ubicata a circa 830 m di altezza e – in passato – divenuta feudo della famiglia ternana Castelli che la utilizzò come roccaforte, sfruttando la sua posizione privilegiata.

Nei pressi della piazza centrale, salta agli occhi la porta del paese e, successivamente, anche un torrione che veniva adibito a ufficio militare. Il castello, la fontana e la torre Oesina sono altri monumenti da non perdere nel centro storico, anche se la cosa che più colpisce è senz'altro la natura circostante. A pochi chilometri si possono raggiungere i monti Coscerno e Aspra, oppure il lago di Piediluco e Monteleone di Spoleto.

Proseguiamo il nostro viaggio alla volta di Colle Bertone, una località arroccata su rocce, intorno alle quali si trovano i resti dei cosiddetti gigli e ricci di mare.

La nostra meta è il Monte La Pelosa, ovvero l'elevazione massima di tutta la provincia di Terni. Dalla vetta si ammirano ben cinque regioni: un punto di vista eccezionale per scorgere tutte le meraviglie della Valnerina, dell'Appennino centrale, dei monti Sibillini, della Laga e del Gran Sasso. La destinazione è ideale anche per chi ama fare avvistamento animali: se si è fortunati si possono spiare caprioli, volpi, scoiattoli e diverse specie di volatili.