Scheggia e Pascelupo

Abbazia di Santa Maria di Sitria

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Fremdenverkehrsamt
Via della Repubblica 15 - 06024 Gubbio
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Contesto: montagna
Datazione: XI SECOLO
L’antica abbazia è situata nel parco naturale del Monte Cucco in una valle tra il fosso Artino e le pendici del monte Catria, lungo il percorso che unisce Scheggia ad Isola Fossara.
Attualmente l’edificio si presenta con impianto a croce latina immissa (a”T”), a navata unica. Il presbiterio è fortemente rialzato ed un’abside semicircolare conclude l’impianto. In corrispondenza del lato destro del transetto, sopraelevato per far spazio alla cripta sottostante, si apre un ambiente destinato a sacrestia ed una sala con volta a botte.
La chiesa è stata costruita tutta in pietra squadrata.
La copertura della navata è costituita da una volta a botte ogivale, poggiante su una mensola che corre lungo i muri perimetrali; l’abside, con una piccola feritoia centrale, ha una copertura a catino (vi sono tracce di un affresco del XVIII secolo).
All’interno è possibile ammirare un altare in travertino del Duecento, formato da una pietra sorretta da 14 esili colonne raccordate da archetti.
La sottostante cripta, alla quale si accede da una stretta scala situata ai piedi del transetto, è composta da un piccolo ambiente con abside terminale. La copertura a volta, poggia su un’unica colonna monolitica con capitello corinzio (VI secolo), probabilmente proveniente da vicine costruzioni.
L’antico eremo, di cui non resta traccia, consisteva in piccole celle in pietra e legname.
Secondo lo storico Iacobilli, la badia venne fondata nel 1017 da San Romualdo che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita in completa clausura.
Nel corso del tempo, la badia crebbe inglobando molte chiese,  ma nel XIV secolo incominciò una lenta decadenza fino a quando (1450) fu data in commenda da papa Niccolò V. Gli abati commendatari ne curarono il restauro nel XVI secolo e durarono fino al 1810, quando il papa Gregorio XVI li assegnò al vicino monastero di Fonte Avellana.
Nel 1861 i beni dell’abbazia furono soppressi dal Governo Italiano che li affidò a privati; la chiesa diventò casa colonica e il fonte battesimale fu trasferito nella Chiesa di Isola Fossara.
Successivamente ritornò ai monaci di Fonte Avellana che provvidero a restaurarlo nel 1972.