Massa Martana

Abbazia di San Faustino

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Isolata nei pressi di Villa San Faustino, frazione di Massa Martana, l'abbazia fu costruita sopra un insediamento di epoca romana, come si evince da alcuni ruderi ancora presenti vicino all'edificio religioso.
La chiesa era, in età romana, una villa di residenza estiva, appartenuta all'amministratore della colonia romana di Todi, Giulio Marciano, e di sua moglie Onesta. La coppia era stimata e rispettata dalla popolazione, come testimonia la lapide, oggi alla destra della trifora di facciata, in cui sono riportati i giudizi positivi degli abitanti nei confronti dell'ufficiale romano.
La villa andò poi in rovina e si deve all'intervento dei benedettini, intorno all'anno Mille, la ricostruzione di un edificio con il materiale di recupero della casa romana. I frati, per prima cosa, si occuparono della bonifica della zona, quindi cominciarono a costruire l'abbazia, edificando la chiesa con l'abside, il presbiterio, il portico ed infine il convento.
L'uso del materiale romano è testimoniato anche dalle tre metope che si ritrovano in facciata e nella zona absidale.
La prima documentazione in cui è nominata l'abbazia di San Faustino risale al 1104.
La pianta è molto semplice, a unica navata con il soffitto coperto da capriate lignee e abside semicircolare. La facciata, restaurata nel 1956, è preceduta da un portico arioso e conserva in alto una trifora con accanto un frammento romano raffigurante bucrani e rosoni, anche questo riutilizzato dalla peesistente struttura.
Esternamente l'abside è scandita da pilastri e conserva in basso una finestra rettangolare che da luce alla cripta.
L'interno è stato alterato nel corso dei secoli, che ha visto anche la demolizione del presbiterio sopraelevato a copertura della cripta, che probabilmente fu demolita o crollò agli inizi del 1700.
A seguito di ciò vennero interrati i sarcofagi, fu livellato il pavimento e innalzato l'altare maggiore.
Con i restauri effettuati negli anni cinquanta del Novecento, l'altare fu abbattuto e tornarono alla luce i due sarcofagi, in uno dei quali furono rinvenute le reliquie di san Faustino.
Oggi, sulla parete destra, si conserva una porta, dalla quale, passando per il coro, si accedeva al convento. I benedettini, infatti, come detto, avevano eretto anche un convento, adiacente alla chiesa abbaziale, che oggi è stato trasformato in abitazioni.