Elena Sofia Ricci, nei panni di Suor Angela, con un'altra suora in un vicolo medievale soleggiato di Assisi.

Umbria, set d’eccezione

Un viaggio televisivo tra borghi e città 

Piazza IV Novembre a Perugia con il Palazzo dei Priori e la Fontana Maggiore sotto un cielo azzurro.
Come si dice “amore”?

Perugia, la bella cittadina capoluogo di provincia dagli ariosi panorami e dalle strade ricche di storia e suggestioni, già in passato set per numerose produzioni televisive, si conferma un punto di riferimento anche per la fiction internazionale. Nel dicembre 2025 è stato girato infatti nel centro storico della città Come si dice “amore”? (il titolo originale è Can This Love Be Translated?), una produzione coreana targata Netflix. La serie racconta una storia d’amore tra due personaggi che si incontrano presso la troupe cinematografica dove entrambi lavorano, in viaggio per girare un film in vari paesi del mondo. Le riprese in Italia decise dalla troupe nella finzione, ma anche nella realtà, sono Perugia e Siena, ritenute altamente rappresentative del fascino del Bel Paese. A Perugia la fiction è stata girata nei luoghi simbolo della cittadina umbra, come piazza IV novembre, via Alessi, piazza Matteotti e i portici di piazza Italia. I K-drama di genere romantico hanno un vasto seguito in Asia, e la scelta del protagonista maschile, il celebre attore coreano Kim Seon-ho, garantisce ulteriore successo alla serie.

Scalinata in pietra con balaustra decorata che conduce al portale di una chiesa, tra edifici storici e un cielo azzurro.
Luisa Spagnoli

Non è la prima volta che Perugia appare in tutta la sua bellezza presso un set televisivo: ampia risonanza aveva avuto già la fiction Luisa Spagnoli, dedicata all’imprenditrice Luisa Sargentini Spagnoli, creatrice del brand tuttora esistente e fondatrice con il marito Annibale della Perugina, l’industria dolciaria che tanta importanza ebbe nella storia del capoluogo umbro. Le scene sono state realizzate tra Corso Vannucci, piazza IV novembre, via Alessi e le scalette di Sant’Ercolano. Non era affatto raro nei giorni delle riprese incontrare la splendida attrice Luisa Ranieri, che recitava il ruolo di Luisa Spagnoli, e tanti altri figuranti abbigliati con magnifici costumi del primo Novecento. Per conoscere la figura dell’imprenditrice più da vicino e ripercorrere la storia della Perugina, è oggi possibile visitare il L.A.B., Luisa Annibale Base, l’antico primo laboratorio della Perugina, presso la Città del cioccolato.

Scalinata che scende verso il Duomo di Spoleto, con facciata romanica, grande rosone e piazza ampia e luminosa.
Don Matteo

Per Don Matteo, la celebre fiction televisiva con Terence Hill, il set delle riprese, fin dalle prime puntate, è stata l’Umbria. Le prime stagioni sono state girate a Gubbio, bella città medievale tanto amata da registi e videomaker, anche internazionali. Il suo fascino deriva dalle case di pietra, dalle ampie piazze aperte sulla vallata, dallo sfondo di monti e boschi, dalla bellezza dei suoi palazzi pubblici. Per la chiesa e la canonica abitata dal sacerdote venne utilizzata la chiesa di San Giovanni, mentre la caserma del maresciallo Cecchini si trovava in Piazza Grande, dove affaccia il Palazzo dei Consoli, celebre sfondo per le partite a scacchi tra il sacerdote e il maresciallo. Spesso era possibile incontrare Don Matteo pedalare in bicicletta tra le belle strade del centro storico eugubino, come via Piccardi, via Savelli, via Galeotti e via Baldassini.

Nelle stagioni successive, le riprese sono state realizzate presso un’altra iconica cittadina umbra: Spoleto. Il cuore del set della fiction è stata la magnifica piazza ove affaccia la cattedrale di Santa Maria Assunta, vero e proprio capolavoro dell’architettura romanica in Italia. Un lato della piazza ospita Palazzo Bufalini, nella fiction la caserma dei Carabinieri, mentre nella chiesa officiata da Don Matteo è da riconoscere la basilica di Sant’Eufemia, sempre nei pressi della piazza. Il parlatorio del carcere è stato ricostruito all’interno del teatro “Caio Melisso”. Le belle vie di Spoleto, disseminate di edifici antichi e opere d’arte contemporanea, spesso fanno da sfondo alle passeggiate a piedi e in bicicletta del sacerdote investigatore, così come il panoramico percorso del ponte delle torri, presso la Rocca albornoziana

Vicolo in mattoni nel centro storico di Città della Pieve, con porte in legno e vasi di piante lungo la via.
Carabinieri

A proposito di investigazioni, ricordate la celebre fiction Carabinieri? Anche la sua location era umbra! Si tratta di Città della Pieve, il  borgo di mattoni rossi ai confini con la Toscana. Le sue vie e le sue strade hanno fatto da sfondo a furti e inseguimenti, mentre la caserma dei carabinieri era ubicata presso la sede di una scuola, al numero 34 di via Maddalena. Altri luoghi resi celebri dalla fiction sono stati il  Bar Pippo, in piazza Matteotti, tuttora esistente, e la Vecchia Pizzeria di Gemma, a breve distanza dallo splendido  Oratorio dei Bianchi, che ospita  l’Adorazione dei Magi di Pietro Perugino, celebre maestro rinascimentale cui Città della Pieve diede i natali.

Elena Sofia Ricci, suora a sinistra, parla con un vescovo su terrazza con la Basilica di Assisi sullo sfondo.
Che Dio ci aiuti!

Che Dio ci aiuti!: questo il nome di una fiction RAI con protagonista l’attrice Elena Sofia Ricci nella parte di suor Angela. Le numerose avventure della suora a bordo del suo celebre pulmino blu si snodavano soprattutto tra le strade di Assisi. Molte scene sono state girate presso la bellissima basilica di San Francesco, nella chiesa di Santa Chiara e nella cattedrale di San Rufino, monumenti simbolo della città che hanno fatto da sfondo alle vicende divertenti e ironiche della suora televisiva.

Fontana in pietra su basamento ottagonale nella piazza di Panicale, circondata da case medievali in mattoni.
Signora Volpe

Il piccolo borgo di Panicale, sul lago Trasimeno, è stato invece un palcoscenico per le vicende della fiction britannica Signora Volpe: la storia di Silvia (la Signora Fox, appunto), una ex spia britannica giunta in Umbria per il matrimonio della nipote. La signora vorrebbe rifarsi una vita nella quiete della campagna umbra, ma si troverà al centro di intricate indagini. Oltre che a Panicale, scene della fiction sono state girate anche a Perugia, a Magione e sul lago Trasimeno.

Fontana medievale in pietra nella piazza di Bevagna, circondata da palazzi storici in muratura chiara.
The Name of the Rose

Il nome della rosa, dall’omonimo e celeberrimo romanzo di Umberto Eco, è una mini serie televisiva di produzione italo tedesca. L’Umbria è stata tra le regioni scelte per le riprese, effettuate a Perugia e Bevagna. In particolare, la cittadina medievale e il mercato delle Gaite, la manifestazione che con una serie di scene e quadri viventi rievoca il periodo medievale, sono state lo sfondo ideale per le ricerche del monaco benedettino Adso da Melk.

Generi assai differenti tra loro, come si è visto, ma con in comune paesaggi e contesti urbani di grande bellezza.