Un’identità genetica riscoperta
Per lungo tempo il Grechetto di Todi è stato considerato affine al Grechetto di Orvieto e, più in generale, alla vasta famiglia dei cosiddetti “Greci”, un gruppo di vitigni accomunati, almeno nel nome, da una presunta origine ellenica.
La denominazione di “Grechetto”, attribuita al vino di Todi probabilmente nel Medioevo, non sembra riferirsi all’origine geografica del vitigno. Il nome richiamerebbe piuttosto le caratteristiche organolettiche di vini prodotte con quest’uva, che ricordavano il sapore e l’aroma di quelli provenienti dalle regioni orientali del Mediterraneo.
Le ricerche genetiche hanno infatti dimostrato come il Grechetto di Todi costituisca una varietà autonoma, distinta sia dal Grechetto di Orvieto che dai vitigni della famiglia dei Greci. Nel 2003 è stato ufficialmente riconosciuto come un vitigno unico, profondamente legato al territorio tuderte.
Il Grechetto di Todi e la Todi DOC
Il Grechetto di Todi è oggi valorizzato dalla Denominazione di Origine Controllata Todi DOC, istituita nel 2010, che comprende i comuni di Todi, Collazzone, Massa Martana e Monte Castello di Vibio.
Secondo il disciplinare di produzione, il vino “Todi” Grechetto (o Grechetto di Todi) deve essere ottenuto da almeno l’85% di uve Grechetto; la restante quota può provenire esclusivamente da altri vitigni a bacca bianca autorizzati alla coltivazione in Umbria, con esclusione delle varietà aromatiche.
Si tratta di un vino bianco dal colore giallo paglierino con riflessi dorati; l’odore è leggermente vinoso ma delicato, mentre il sapore può variare dal secco al leggermente abboccato, vellutato, pieno, con retrogusto lievemente amarognolo, fruttato, caratteristico.
È ottimo per accompagnare primi piatti non molto strutturati, carni bianche, pesce alla griglia e formaggi a pasta morbida.