Pochi chilometri a ovest di Castiglione del Lago, su una collina che domina la Valdichiana, sorge Gioiella, un borgo di origine etrusca che conserva ancora oggi il fascino di un insediamento rurale antico. Qui gli Etruschi lasciarono una necropoli con tredici camere, testimonianza di un villaggio che fiorì tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. . In epoca rinascimentale, Gioiella divenne il rifugio di caccia preferito di Ascanio della Corgna, che vi fece costruire un palazzo, oggi noto come Palazzo Dini.
Ma è un altro capitolo, meno noto, a rendere Gioiella un luogo emblematico per chi ama leggere il paesaggio. Nel 1566, la Compagnia di Gesù ottenne in enfiteusi perpetua ampi terreni nel territorio di Gioiella, dando vita ad un sistema agricolo di vaste dimensioni, inusuale per il paesaggio locale. Nel 1766, il geometra e architetto bolognese Francesco Maria Tiroli redasse un Cabreo— ovvero un registro illustrato—che documentava con precisione le piante e i prospetti dei nove complessi rurali di proprietà dei Gesuiti.
A Gioiella, la chiesa di San Lorenzo (la "Chiesa Maggiore") è ciò che resta di quell'antica tenuta gesuitica. Passeggiando tra le case del borgo, si possono ancora intuire le tracce di quel passato: le murature che si stratificano, gli ampliamenti che si sovrappongono, il disegno di un paesaggio agrario che ha saputo reinventarsi senza mai cancellare del tutto la memoria.