Il farro è coltivato nelle aree collinari e montane dell’Umbria. Il più noto è quello di Monteleone di Spoleto, che nel 2010 ha ottenuto la certificazione DOP (Denominazione di Origine Protetta).
Secondo una leggenda, fu San Nicola di Bari a portare il farro a Monteleone di Spoleto per aiutare la popolazione afflitta dalla povertà. Sebbene il racconto sia una trasposizione di un episodio legato alla città di Mira, a confermare l’antica presenza del cereale nel territorio ci sono anche prove archeologiche: nella “tomba della biga” etrusca (VI sec. a.C.) sono stati rinvenuti attrezzi per la lavorazione dei cereali e chicchi di farro.
Gli Etruschi lo impiegavano per preparare polente, focacce non lievitate e minestre. Una delle ricette più note era la puls, un piatto diffuso anche nell’antica Roma ottenuto tostando i chicchi in forno, pestandoli e facendoli bollire, talvolta con l’aggiunta di legumi.
