Titolo: Il Convento della SS. Annunziata ad Amelia

Il Convento della SS. Annunziata ad Amelia

Una storia di fede e arte

Le prime notizie di questo insediamento francescano ad Amelia si hanno a partite dal 1373, quando un gruppo di fraticelli decisero di fondare un convento su un insediamento preesistente. Il convento fu uno dei più importanti tra quelli legati al mondo dei Clareni, frati francescani che intendevano osservare la regola di Francesco in maniera più severa e  radicale.

Una grande trasformazione del complesso originario si ebbe però nel Cinquecento, quando  passò ai Frati Minori Osservanti. Nel 1567, infatti, per opera di papa Pio V, i Clareni vennero soppressi e incorporati ai Minori. Grazie al sostegno delle nobili famiglie amerine e ai fondi dei fedeli, la piccola chiesa divenne un maestoso convento, trasformandosi in un centro di spiritualità e cultura di primaria importanza per l'Umbria meridionale.

Nel 1610 vi ebbe sede la Confraternita degli Zappatori, gruppi di pii laici impegnati, tra l’altro, nella ristrutturazione di chiesa e convento. Nel 1745, il monastero divenne sede di un Ritiro: una comunità religiosa con uno Statuto speciale, in cui si pratica l’austerità.Dal 1810, le demaniazioni napoleoniche allontanarono i religiosi dal convento; tuttavia alcuni frati rimasero, officiando in borghese ma riuscendo così ad assicurare riti e orari della vita monastica fino al 1814, quando la comunità vi fece regolarmente ritorno. Altre demaniazioni si verificarono in seguito all’Unità d’Italia, ma alcuni frati restarono, officiando a porte chiuse e senza suono di campane, sostenuti dall’intera popolazione amerina, fino a quando, nel 1882, riuscirono a ricomprare chiesa e convento. Oggi il convento e la chiesa della SS. Annunziata è un luogo di viva spiritualità, è stata trasformata in Casa di accoglienza e gode anche dell’attività di un Planetario, opera eseguita nel 1989 da Gianpaolo Gambato da Venezia su commissione di padre Bernardino Santini da Giove.

Infine, presso il convento della SS. Annunziata, rivive l'antica tradizione monastica dell'apicoltura. Infatti, grazie alla collaborazione con un'apicoltrice locale, il convento apre su prenotazione le porte a scolaresche e gruppi per percorsi di didattica ambientale. Attraverso l'osservazione di un'arnia didattica, i bambini imparano l'importanza del prendersi cura della biodiversità, scoprendo da vicino il meraviglioso e laborioso mondo delle api.

Rinascimento nascosto e inaspettato

La SS. Annunziata è una delle tappe del "Cammino di Germanico”, un percorso ad anello di circa 75 km che collega la città di Amelia con le sue sette splendide frazioni.

Si trova a circa 2 km dal centro storico di Amelia, è facilmente raggiungibile in auto o con una piacevole camminata in discesa tra gli ulivi. È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.

Fin da lontano spicca la struttura del convento, quasi una cittadella fortificata che conserva ancora l’impianto cinquecentesco; gli edifici che vi appartengono, dalle linee costruttive semplici, si diramano attorno a un chiostro centrale. Caratterizzato da una successione ritmica di archi a tutto sesto, sorretti da eleganti colonne in pietra, trova spazio lungo le sue pareti un ciclo di affreschi del XVII secolo che narra le Storie della vita di San Francesco.

L'interno della chiesa, a navata unica con profonde cappelle laterali, è uno scrigno di tesori che spaziano dal tardo gotico al barocco.

Sull’altare maggiore è la bella tela con l’Annunciazione, opera del pittore perugino Domenico Bruschi. Risalente al 1890, l'opera colpisce per la delicatezza del volto di Maria e la vivacità dei colori. Un tempo, la chiesa ospitava la celebre “Annunciazione Gardner”, opera quattrocentesca del pittore Pier Matteo d’Amelia, oggi conservata al Museo Gardner di Boston.

A sinistra della porta di ingresso, è il bel Crocifisso ligneo policromo, opera di padre Fulgenzio Bakotic da Spalato, scultore di crocifissi tra il XVIII e XIX secolo, che alla SS. Annunziata condusse una vita di santità e preghiera. Nel cortile antistante la chiesa, infine, è stato allestito un interessante Presepe artistico in gesso, opera di Juan Marì Oliva da Barcellona, datato al 1965.

Il convento è circondato da un bosco di lecci secolari, perfetto per belle passeggiate.

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