Nonostante i maccheroni dolci siano parte della tradizione culinaria natalizia dell’Umbria, per raccontare la storia di questo piatto si potrebbe citare Alberto Sordi che, mentre mangia quelli che sono in realtà degli spaghetti in “Un americano a Roma” esordisce con una delle sue frasi più famose: maccarone, tu m’hai provocato e io me te magno!
E chissà se il buon Alberto Sordi avrebbe saputo rispondere a un antico quesito che attanaglia noi umbri: ma a Natale, si fanno gli gnocchi o i maccheroni dolci? La risposta possiamo trovarla ripercorrendo la storia di questo piatto.
Il termine maccherone deriva infatti dal termine makarìa, che indica genericamente un impasto di acqua e farina: questi due ingredienti possono essere impastati insieme, creando dei maccheroni, cioè della pasta nel senso più ampio del termine, oppure possono essere utilizzati per una preparazione di consistenza simile alla polenta che si ottiene cuocendo la farina dentro all’acqua bollente, con cui vengono poi fatti dei rudimentali gnocchi.
La risposta è presto data: in Umbria si fanno sia i maccheroni che gli gnocchi. I primi sono più comuni, anche se è molto probabile che siano gli gnocchi più antichi! Basti pensare che anche gli Etruschi avevano nel loro menù il macco, una sorta di polenta fatta di cereali o legumi, che ricorda proprio questa versione.
Ancora una volta, un po’ come altri dolci, anche i maccheroni o gnocchi che dir si voglia, sembrano ricordarci quanto antichi siano i piatti della tradizione natalizia umbra.
