Scheggia e Pascelupo

Scheggia, tra storia e natura

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Scheggia, l'antica Ad Ensem, era una importante mutatio, cioè stazione di cambio, situata nei pressi della strada consolare Flaminia. 

Durante le guerre che si svolsero tra Goti e Bizantini (532 - 552 d.C.) fu rasa al suolo, ma venne presto ricostruita dai Bizantini per porre freno alle incursioni Longobarde. Sulle rovine della stazio nacque così il Castello di Luceoli la cui edificazione va fatta risalire all'inizio dell'XI secolo. Il nuovo centro fu chiamato Schiza dagli abitanti del luogo che ancora risentivano nel loro parlato dell'influsso della lingua greca.

 
Nei secoli successivi Scheggia entrò a far parte del territorio di Gubbio, passando poi sotto il Ducato di Urbino e infine sotto lo Stato della Chiesa, che dal XV secolo mantenne la propria giurisdizione sul territorio fino all'Unità d'Italia. Dal 1878 si è unita a Pascelupo formando un unico Comune.
Scheggia fu centro dell'antichissimo culto a Giove Pennino, venerato in un famoso tempio nelle immediate vicinanze dell'abitato, di cui però non rimane alcuna testimonianza, nonostante i numerosi ed importanti ritrovamenti archeologici fatti nel territorio.
Il grazioso centro, all'interno del Parco del Monte Cucco, è ricco di storia: dalla Torre Civica, del XIV secolo, l'unica delle porte dell'antico castello che si è conservata fino ad oggi, alla chiesa di Sant'Antonio Abate (1665); dalla parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo (XVI secolo), che conserva al suo interno pregevoli opere, alla chiesa di Monte Calvario (XVII secolo) che domina l'intero abitato