Rocca di Umbertide

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Nel centro storico di Umbertide spicca il poderoso mastio della fortezza medievale progettata nel 1374 da Angeluccio di Ceccolo detto Il Trucascio e completata nel 1389, sotto la guida di Alberto Guidalotti. La costruzione è formata da un'imponente torre quadrata alta più di 30 metri e da altri tre torrioni merlati più bassi. Nella parte inferiore è provvista di spesse mura ed un tempo da porte dotate di ponti levatoi.

Nelle segrete della rocca, nel 1394, vi fu rinchiuso Braccio Fortebracci da Montone, ma, liberato dopo il pagamento di un riscatto, questi la conquistò e vi risedette fino alla sua morte avvenuta nel 1424. 
Dopo questo evento, la rocca passò sotto lo Stato della Chiesa e negli anni successivi, vide il passaggio di numerosi eserciti, fino a quando nel 1478, le milizie di Federico II da Montefeltro, devastarono sia la struttura che il territorio frattigiano.
Nel 1521, il papa Leone X, affidò la custodia della rocca alle maggiori autorità di Fratta (antico nome di Umbertide) per sette anni e tale onore fu procrastinato da Clemente VII per altri dieci, al fine di utilizzare lo stipendio che altrimenti si doveva versare al castellano ed ai soldati, per il restauro delle mura.
Sempre durante questo secolo, divenne sede di una guarnigione militare pontificia e ne fu ampliato l'apparato difensivo.
La sovvenzione perugina fu abolita nel 1798, quando la Fratta divenne uno dei tredici Cantoni del Dipartimento del Trasimeno. Con il ritorno del papa Pio VII alla guida dello Stato Pontificio nel 1814, la rocca fu destinata a pubbliche carceri, utilizzazione che durò fino al 1923. Da questo momento fino al 1974, il complesso venne destinato ad uso abitativo, dovendo subire alcune trasformazioni interne e la copertura dei due torrioni circolari.

La rocca è composta da un imponente mastio, di m 7,60 di lato e di m 31,60 di altezza, e da tre torrioni merlati più bassi di cui due circolari ed un terzo a pianta quadrata. Le mura, un tempo dotate di porte con ponti levatoi, mostrano l'imponente spessore che alla base misura m 2,20, donando all'intero complesso un aspetto di fortezza invalicabile. È possibile accedere all'interno attraverso la sola porta nella piazza Fortebracci; l'altra, attualmente demolita, era in direzione della Reggia, detta " del soccorso".

Nel 1984 l'Amministrazione comunale si è interessata di risanare la struttura con un lungo e sapiente restauro votato al recupero della sua identità storica e al consolidamento statico, che si è concluso nel maggio del 1986. 
Durante i lavori di ristrutturazione sono stati rinvenuti alcuni elementi che hanno permesso di ricostruire l'identità di parti del complesso altrimenti smarrite; un'antica scala in muratura, ritrovata nella prima sala della rocca, al primo piano, ed una botola portata alla luce al piano terra, sotto un metro e mezzo di terriccio, utilizzata per l'accesso ai sotterranei, hanno consentito di ricucire il collegamento verticale interno alla torre: dalla segreta alle merlature.
Sono state apportate inoltre, alcune modifiche per migliorare l'utilizzo degli ambienti interni, eliminando alcuni muri divisori delle celle della torre e la copertura a padiglione della stessa, è stata sostituita da un pavimento praticabile. Infine è stata creata un'entrata alla base del torrione sinistro, per consentire il collegamento tra piazza del Mercato e piazza Fortebracci.
Attualmente l'amministrazione comunale ha destinato alcune sale della rocca alla sede del Centro per l'arte contemporanea.

Bibliografia
Amoni D. (1999), Castelli Fortezze e Rocche dell'Umbria, Ponte S. Giovanni, Perugia, Quattroemme.