Palazzo Vitelli alla Cannoniera

map thumbnail

Palazzo Vitelli alla Cannoniera, uno dei palazzi che la famiglia Vitelli fece costruire a Città di Castello, fu voluto da Paola dei Rossi di San Secondo di Parma insieme con il marito Alessandro Vitelli, condottiero al servizio dei Medici, "affinché non perisse la memoria del loro nome e del loro valore" in città. Fu edificato nel centro storico tra il 1521 e il 1532 da Antonio da Sangallo il Giovane e da Pier Francesco da Viterbo. Il termine "cannoniera" si riferisce al luogo in cui sorse il palazzo, e cioè vicino ad un deposito di cannoni.
La facciata principale è decorata a graffito su disegno di Giorgio Vasari. Il giardino intorno al palazzo nel XVI secolo era famoso in tutta Europa per la raccolta di piante esotiche. Tra i proprietari che si susseguirono nel tempo ci fu l'antiquario Elia Volpi, restauratore, che contribuì a riportare il palazzo all'antico splendore. Nel 1912 l'ultimo proprietario lo donò alla città per farne la sede della pinacoteca Comunale.
Questa, ricca di capolavori, è impreziosita dagli affreschi interni di Cristofano Gherardi, detto il Doceno, e di Cola dell'Amatrice sin dallo scalone, in cui si trovano figurazioni a carattere mitologico e allegorico. Nel salone di rappresentanza sono raffigurate le imprese di Annibale, Scipione, Cesare e Alessandro Magno, volute da Alessandro Vitelli, condottiero, per sottolineare le sue doti militari.
Tra le opere conservate in pinacoteca la più antica è la grande pala, dei primi del XIV secolo, raffigurante la Madonna con il Bambino e angeli del Maestro di Città di Castello, sensibile pittore senese seguace di Duccio di Buoninsegna. Da menzionare anche le opere di Luca Signorelli, Raffaello, Ghirlandaio, Antonio Vivarini, Giusto di Gand, Raffaellino del Colle e Pomarancio che contribuiscono a rendere la raccolta tra le più belle dell'Umbria. Il mobilio esposto proviene prevalentemente da chiese e conventi locali.

 

Bibliografia
Zangarelli M. (2000), Città di Castello – Le città e i territori, Octavo Editore.
Tacchini A. (1988), Città di Castello, 1860-1960: la città e la sua gente, Città di Castello, Petruzzi.
Tagliaferri A. (1991), Romani e non romani nell'alta Val Tiberina: da una ricerca archeologica di superficie, Udine, Del Bianco.
Tacchini A. (1992), L'alta valle del Tevere in cartolina, Città di Castello, Petruzzi.
Tacchini A. (1996), Città di Castello e il suo territorio in piante e carte d'archivio, Città di Castello.
Tacchini A. (2000), Artigianato e industria a Città di Castello tra Ottocento e Novecento, Città di Castello, Petruzzi.
Zangarelli M. (2000), Città di Castello – Le città e i territori, Octavo Editore.
T.C.I. (2004), Umbria, Milano, Touring Editore.