Orvieto

Merletto di Orvieto

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L'idea fu lanciata dal Senatore Conte Eugenio Faina e realizzata dal figlio Claudio che diede un fondo per un lavoro semplice ma pregevole che le donne potessero svolgere a domicilio così da avere un reddito personale
Merletto unico nel suo genere, sia per la tecnica  di lavorazione  che per i disegni da cui scaturiscono delle vere opere d'arte come centri e intarsi per abbigliamento e biancheria. La tecnica di esecuzione è composta da più fasi realizzate anche da persone diverse, specializzate nelle varie parti di lavorazione.
Gli strumenti essenziali sono uncinetto e filo di cotone sottilissimi: si fa un disegno su carta e si  riporta su una tela a trama fitta. Si esegue l'ornato in base al disegno e si cuce sulla tela. Alla fine il fondo che unisce tutti i pezzi:  il disegno e la parte centrale formata da tondini, con una rete che può essere di diversa  forma e i "pippiolini" che rifiniscono il lavoro. Una cosa da mettere in evidenza è la particolare stiratura inamidata, fatta con caratteristici attrezzi in ferro somiglianti a punteruoli con la punta arrotondata, precedentemente riscaldati, con i quali si  crea l'effetto a rilievo del disegno  che distingue il merletto di Orvieto.
Oggi  la passione per le tradizione non si è spenta  e l'antica arte del merletto si è arricchita  di nuove e originali  forme. Abili merlettaie partendo dagli antichi disegni  hanno creato un percorso tutto individuale dove il sapere  antico si fonde in nuove creazioni con materiali  apparentemente lontani dall'uso tradizionale.
Pelli, maglie e tessuti particolari entrano  a pieno titolo nel mondo della moda e dell'arredamento proponendo intarsi su  scarpe,  abiti da sposa, paralumi, sedie e  articoli  rivolti  ad una clientela raffinata e competente che sa apprezzare il valore inestimabile di pezzi fatti a mano.
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