La ceramica

La via delle ceramiche in Umbria: da Gubbio a Gualdo Tadino

Da  Gubbio a Gualdo Tadino, uno degli itinerari della ceramica artistica in Umbria: l'eccellenza del made in Italy.

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La ceramica eugubina
Benvenuto a Gubbio: su e giù per il centro trovi una serie di botteghe artistiche tra  via dei Consoli e via XX settembre, le strade di accesso alla piazza Grande (o Pensile). Se non sei qui per il tiro alla balestra (c'è una scuola esclusiva in Italia insieme a quella Sansepolcro) rimani in piazza per una visita al Museo civico: una raccolta di maioliche arcaiche (XIV sec.), manufatti del XIX sec. passando per il lustro rosso e dorato di Mastro Giorgio (XVI sec.) e il vasellame farmaceutico, tra cui originali duomi d'alambicco in terracotta rossa.
Una nota divertente sul carattere degli eugubini…e la loro arte vasaia alla Corsa dei Ceri, quando al momento dell'alzata ogni Capodieci lancia la brocca di ceramica eugubina in mezzo alla folla, mentre i presenti si contendono i frammenti della brocca stessa, quale ricordo e portafortuna!
Per una pausa ristoro ordina pure pasta stesa e spianata a mano e impreziosita dal tartufo bianco, principe della zona. Fuori dal coro, la crescia con il friccò (pollo alla cacciatora rielaborato).  
La ceramica gualdese
Parti alla volta di Gualdo Tadino, passando per San Marco, Torre dei Calzolari e Branca. La maggior parte degli opifici sono nelle zone periferiche della cittadina. In centro qualche negozio, prima di entrare nella Rocca Flea e nel Museo Civico poi, per ripercorrere l'avvincente storia della ceramica gualdese.
Il vero protagonista della tecnica a lustro è la Muffola: apposito forno per il terzo fuoco alimentato dai fasci di ginestre, di cui la dorsale appenninica gualdese è ricca,  particolarmente adatti a produrre i necessari fumi generatori dei magnifici lustri metallici. Alcuni  esemplari sono ancora visibili nei locali dell'ex-convento di San Francesco,in via delle Fornaci e in Via Discepoli. Lungo la statale Flaminia, per uscire da Gualdo in direzione Nocera, fai l'ultima tappa alla chiesa della Madonna del Piano:  si possono ancora oggi ammirare ventisei piastrelle riverberate rosso rubino, probabilmente secentesche, di cui quattro esemplari sono conservati al Museo del Louvre