Deruta

La ceramica di Deruta

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La felice posizione geografica di Deruta, in prossimità di importanti vie di comunicazioni terresti e fluviali, e la facile reperibilità dell'argilla nelle colline adiacenti ha sostenuto lo sviluppo dell'attività dei vasai derutesi e l'espansione dei loro commerci. 

Già diffusa in età romana, la ceramica derutese ha costituito in alcuni secoli una monoeconomia per la cittadina. In un pubblico incanto del 1277 si richiede una fornitura da eseguire " ad modum mattorum  Dirupta". Mentre dal 1336 risultano organizzazioni cooperativistiche per la produzione di oggetti d'uso comune, dipinti nei soli colori di bruno e verde ramino su uno smalto di fondo biancastro, la "Maiolica Arcaica": ceramica rivestita da una coperta vetrificata con decori in verde/rame o bruno di manganese e foggiata al tornio in unica soluzione. I decori avevano principalmente motivi geometrici e floreali.  

Dal 400 in poi la rigidità di forme e stili lascia il posto a una serie di varianti iconografiche, con l'acquisizione dell'arancio, del giallo e del blu: si passa dalla funzione d'uso a quella decorativa, come nel caso dei piatti da pompa. Nuovi ornamenti vengono codificati  secondo uno schema formale: un medaglione centrale e una serie di fasce concentriche parallele che lo attorniano. Dalla seconda metà del Quattrocento due fenomeni interessano Deruta: la consistente immigrazione di vasai, dopo la peste del 1456, e il più stretto rapporto con i maggiori esponenti della pittura umbra. Così l'offerta di Deruta si propone a mercati tanto ricchi che popolari: accanto ai raffinatissimi e sofisticati lustri è fiorente anche l'arte delle terrecotte invetriate. Anzi, nelle stesse fornaci si concentravano produzioni di laterizi, terrecotte e vasi dipinti: nuovi protagonisti si aggiunsero agli originari nuclei dando vita ad una vivacità artistica e commerciale senza precedenti.

Nel Cinquecento prende forma lo stile "Compendiario": riassuntivo e sommario nel tracciare le raffigurazioni ma con forme complesse di baccellature, rilievi plastici e orli sinuosi. Con lo stile  "calligrafico", infine, le decorazioni, in monocromia blu o arancio, sono composte di un fitto intreccio di fogliame con inserti paesaggistici, scene di caccia, raffigurazioni zoomorfe.