Città

Gualdo Tadino 瓜尔多塔迪诺


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STORIA
Di antiche origini, sotto Roma fu prefettura, colonia e municipio. Nel 217 a.C. subì una prima devastazione ad opera di Annibale ed una seconda (49-48 a.C.) da Cesare in lotta civile contro Pompeo alleato dei gualdesi. Durante le invasioni barbariche fu uno dei pochi centri che riuscì a resistere a Totila, re dei Goti, che proprio qui fu sconfitto e ucciso da Narsete, re dei Longobardi.
Nel 996 le truppe dell'Imperatore Ottone III distrussero la città, che fu comunque ricostruita per la seconda volta. Risorse con il nome di Gualdo (dal tedesco "wald"=bosco) a metà dell'XI secolo. La terza ricostruzione avvenne nel 1237 dopo un incendio devastante quando gli abitanti ottennero l'aiuto dei frati benedettini e dell'imperatore Federico II. Le vicende che seguirono poco dopo videro prima la supremazia di Perugia e poi quella dello Stato della Chiesa fino all'Unità d'Italia.
ARTE E CULTURA
La città conserva monumenti e collezioni di pregio. Sulla sommità del colle spicca la Rocca Flea, superbo esempio di architettura militare originariamente del XII secolo, ricostruita da Federico II nel 1247 e recentemente restaurata. All'interno si trova il Museo Civico con il grande polittico di Niccolò di Liberatore detto l'Alunno (1471), sculture, ceramiche antiche e reperti archeologici.
Tra gli edifici religiosi meritano una visita la cattedrale di San Benedetto (XIII secolo) con facciata romanico-gotica adornata da un bellissimo rosone a doppio giro di colonnine, la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati (XIV secolo), che conserva un pregevole trittico di Matteo da Gualdo, Madonna con Bambino e i Santi Sebastiano e Rocco, e la chiesa di San Francesco, consacrata nel 1315 e più volte restaurata. L'interno, a tre campate ogivali, è decorato da affreschi del XIV e XV secolo; da segnalare le opere di Matteo da Gualdo, illustre pittore di questa città.
Sulla piazza principale si affaccia il palazzo Comunale con una nobile facciata del XVIII secolo, e la duecentesca torre Civica, ciò che rimane del palazzo del Podestà, alla quale furono addossati diversi edifici successivi.
Da visitare anche il Museo regionale dell'Emigrazione, pensato come luogo della memoria per dare non solo informazioni ma anche suggestioni ed emozioni.

Da Gualdo Tadino muovetevi alla scoperta del territorio, ricco di un importante patrimonio storico, artistico e devozionale testimoniato da numerosi esempi di chiese e castelli. Tra questi: la chiesa di San Facondino, intitolata al vescovo di cui conserva le spoglie, è tra le più antiche del territorio e oggi si presenta sovrastata dal possente campanile ricavato da un'antica torre, la chiesa di San Giovanni Battista a Grello con affreschi di Matteo da Gualdo, la chiesa di Santa Maria del Soccorso a Rigali e i resti dell'antico Castello di Poggio Sant'Ercolano.
Nel vicino borgo fortificato di Pieve di Compresseto, nella chiesa romanica di Santa Maria, si conservano una serie di affreschi, alcuni dei quali riconducibili alla scuola di Matteo da Gualdo. Del Castello di San Pellegrino, posto a controllo della via Flaminia e della strada per Gubbio, resta solo la possente torre, a Caprara, leggendario luogo di sepoltura del re goto Totila, nella chiesa Parrocchiale sono conservati affreschi di Matteo da Gualdo. 
AMBIENTE
Dalla città si sale a Valsorda (1005 metri s.l.m.), meta obbligata per gli escursionisti che transitano lungo il Sentiero Italia e per gli appassionati della montagna che desiderano ammirare la fioritura primaverile dei prati.
Dalla splendida vallata è possibile raggiungere le vette circostanti attraverso antichi sentieri e tratturi, percorribili anche in mountain bike e a cavallo, per ammirare il paesaggio incontaminato e di rara bellezza dell'Appennino Umbro-Marchigiano. Lo sguardo va dal Monte Catria sino ai Sibillini, passando per gli affascinanti borghi pedemontani e, in lontananza, il Mare Adriatico. Comodi rifugi, aperti anche in inverno, sono l'alloggio ideale per chi ama e frequenta la montagna.
Da Valsorda si dirama una fitta rete di sentieri di varia difficoltà che, attraverso boschi e prati o lungo passaiole e balze, conducono a belvederi naturali e sommità che rimangono nella memoria degli escursionisti-visitatori. Da segnalare il Santuario della Madonna del Divino Amore, meta di pellegrinaggio, fondato nel ‘500 e rifatto nei secoli XIX e XX, dal quale si gode un'incantevole vista sulla vallata.   L'ambiente appenninico è caratterizzato da un notevole patrimonio naturalistico e ambientale, costituito da abbondanti sorgenti di acque freschissime, boschi e pinete, ampie distese di prati perenni che danno vita a suggestive fioriture policrome, e cime suggestive: Monte Penna (1432 m), Monte Nero (1413 m), Monte Maggio (1361 m), Monte Serra Santa (1348 m), Monte Fringuello (1186 m).