Parchi naturalistici e tematici

Escursioni nei dintorni della Cascata delle Marmore

Passeggiate nella natura, tra storia, sapori e tradizioni

 

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Una lunga camminata in alcuni dei borghi e dei paesaggi più belli della regione: un modo per allontanare lo stress quotidiano e trovare benessere a contatto con la natura. Se anche voi amate i piccoli paesi in scenari fuori dal tempo, avete trovato il luogo che fa al caso vostro.

Gli amanti dell'outdoor avranno sicuramente sentito parlare della Cascata delle Marmore, ed è proprio qui che vi portiamo oggi: nell'incantevole bellezza dell'Umbria.

Forse non tutti sanno che si tratta di un impianto artificiale di una sistemazione idraulica realizzata dai romani. Il fiume Velino, infatti, straripava sui terreni circostanti e ciò creava zona di acque stagnanti, paludose e quindi anche nocive per la salute. Fu il console Curio Dentato a far costruire un apposito canale per far defluire il flusso.

Da allora, la rupe e il suo spettacolare getto d'acqua hanno ispirato decine di artisti e scrittori di ogni epoca storica. Si pensi solo a Virgilio, Cicerone o Byron.

Oggi, quando si sente parlare di Cascata delle Marmore si pensa subito alla ricca offerta di sport – anche estremi – che si possono praticare in loco. Uno tra tutti il rafting, un'attività divertente che, in alcuni tratti, può essere adatta anche ai bambini. Oppure il soft rafting, il torrentismo, l'hydrospeed, la canoa kayak o il rilassante River walking, discesa guidata adatta a chiunque, anche a chi non sa nuotare. 

Proseguiamo il nostro viaggio verso il borgo fortificato di Casteldilago in stile medievale. Da vedere qui sono la chiesa di San Valentino, al cui interno si trova un affresco della Madonna col Bambino risalente al Cinquecento; la chiesa di San Nicola e il vecchio mulino.

La meta del nostro itinerario è infine l'eremo dedicato alla Madonna dello Scoglio o dello Schippo. Tale santuario, custodito da una folta vegetazione, è situato lungo una strada che porta alla Forcella e si erge su uno sperone di roccia a strapiombo. Attualmente, l'edificio, costruito tra il XVI e il XVIII secolo, è preso d'assalto da pellegrini e devoti che, arrivati a destinazione, intonano una canto composto da Don Ignazio Dionisi.