Scheggino

Castello di Scheggino

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Scheggino è un castello di pendio a forma triangolare, coronato al vertice dal Cassero di una roccia.
La presenza di una possente fortificazione denuncia la funzione strategica dell’insediamento, sorto sulla riva sinistra del Nera (m.281), a guardia di un passaggio obbligato dell’antica strada della Valnerina, alla confluenza del percorso montano lungo la Valcasana.
Il nucleo più antico, detto “Capo la terra” risale al sec. XIII e si è sviluppato a ridosso della rocca, probabilmente per accogliere gli abitanti del vicino castello-feudale di Pozzano dopo la sua distruzione. A questa prima cerchia, si è addossata, digradando verso valle, l’espansione dei secoli XIV e XV, completata nel sec. XVI con la creazione del borgo, costeggiato dal canale di alimentazione del mulino.
Emergono dal tessuto edilizio del paese il Palazzo Graziani, residenza padronale del sec. XVIII costruita a ridosso della prima cerchia di mura e di una delle torri angolari, e il Palazzo comunale insediato in un edificio singolare del sec. XVII, caratterizzato da un piano mansardato o loggia coperta, destinato nel sec. XX ad uso pubblico con l’innalzamento del lato destro di una moderna torre civica  munita di orologio e campane. Nell’archivio storico comunale sono conservati i documenti del comune di Scheggino, a partire dal sec. XIV e dei comuni soppressi di Ceselli, Civitella e Monte S. Vito. Al termine meridionale della Via di Borgo si apre, sull’antica strada della Valnerina in direzione di Osteria di Ceselli, la seicentesca Porta del Pozzo, cosiddetta per la presenza di una sorgente.
All’estremità opposta della Via s’incontra il Palazzo Profili, tipico palazzo signorile settecentesco, attualmente diviso in più appartamenti. L’edificio, recentemente restaurato e che conserva ancora il portale principale, l’atrio d’ingresso, il cortile con ninfeo e la scala di accesso ai piani superiori, comprendeva originariamente anche un giardino nello spazio antistante, la serra, la peschiera.
Sotto un’ala del palazzo Profili, si apre la porta Valcasana, del sec. XVI, da dove un tempo si dipartiva un tratto della “Via del Ferro” ossia la strada utilizzata per il trasporto dei materiali delle miniere e delle ferriere, che da Scheggino raggiungeva Monteleone di Spoleto attraversando Caso e Gavelli.
La strada fu potenziata nel sec. XVII, sotto il pontificato di Urbano VIII, grazie ai buoni uffici del cardinale Fausto Poli di Usigni. L’area fuori della Porta Valcasana è ricca di acque sorgive e di vegetazione acquatica, tanto che fin dall’inizio del sec. XIX, fu destinata a parco pubblico.
Fonte: http://www.comunescheggino.it/