Arco di San Damiano

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L'estensione dell'abitato romano di Carsulae era segnato a nord dalla porta urbica nota come arco di San Damiano (dal nome della vicina chiesa medievale) realizzato sotto il principato di Augusto (I secolo d.C.). Da sotto l'arco usciva la via Flaminia che, attraversando Carsulae da sud a nord, nel tratto urbano era basolata e delimitata da marciapiedi e canalette.
Dell'arco-porta rimane oggi il fornice centrale montato su due pilastri di calcestruzzo (opus cementicium)  rivestiti da grandi blocchi di pietra squadrati e perfettamente accostati senza malta (opus quadratum). In origine l'arco centrale era fiancheggiato da due fornici minori – passaggi laterali -  di cui si sono recuperati numerosi elementi durante lo scavo del monumento, i quali avevano anche funzione di contrafforti dell'arco centrale. Il fornice superstite è a tutto sesto con una luce di 5 metri. La sua altezza dal livello stradale è di 9,20 metri; lo spessore è di 4,50 metri; tre gradini formano il basamento dei pilastri, largo circa 6 metri. Su ciascuna delle due facce dei piloni si notano ancora degli incassi rettangolari, di cui non è chiara la funzione, uguali per larghezza e tutti nella stessa posizione. Si è ipotizzato che  potessero essere l'alloggio per uno speciale elemento architettonico, ipotesi,  tuttavia, non confermata da alcun ritrovamento. 

L'arco di San Damiano era la porta monumentale della città, senza alcuna funzione difensiva, eretta, come tante altre, in periodo di pace, perché servisse da ingresso solenne all'abitato di Carsulae, che non era circondata da mura di cinta.


Bibliografia
Ciotti U., et al. (1976), San Gemini e Carsulae, Milano-Roma, Bestetti Editore