Todi

Concattedrale della Santissima Annunziata - Todi

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Il duomo di Todi è intitolato a Maria SS. Annunziata.
Fu iniziato nel XII secolo, continuato nel XIII ma completato solo nel XIV secolo.

Esterno

La facciata duecentesca, a coronamento orizzontale, fu modificata più volte, l'ultima nei primi anni del Cinquecento.

In alto spicca il magnifico rosone centrale, i cui vetri originali furono sostituiti, col rinnovamento ottocentesco dell'intero edificio, dagli odierni di Francesco Moretti su cartoni di Eliseo Fattorini e Giuseppe Francisci.

Il portale maggiore è decorato da una fascia con girali di acanto, culminanti al centro con la figura di Cristo benedicente.

Da notare il portone di legno scolpito, i cui quattro pannelli superiori, in legno di noce, sono opera di Antonio Bencivenni da Mercatello, che vi raffigurò la Vergine Annunziata, l'Arcangelo Gabriele, S. Pietro e S. Paolo.
I sei pannelli inferiori, in legno di quercia, furono invece realizzati da Carlo Lorenti, su commissione del vescovo Ulderico di Carpegna, in sostituzione degli originali, danneggiati.

Sul lato destro spica il campanile, forse duecentesco.

 

Interno

La navata destra è aperta da arcate gotiche su colonne ottagonali verso una quarta navata, suddivisa in sette cappelle, dove si trovano numerose opere d'arte: l'affresco della Natività di un maestro peruginesco, la vetrata con Battesimo di Cristo, copia dal Perugino eseguita nel 1860 da Eliseo Fattorini, la tavola Madonna col Bambino e i Ss. Caterina d'Alessandria e Rocco, eseguita intorno al 1516 da Giannicola di Paolo.

L'altare gotico è documentato dal 1343, fu modificato e arricchito con colonne marmoree nel 1574; al di sopra il lampadario composto da un'aquila bicipite in lastra d'argento, realizzato da Giovanni Giardini.

A sinistra del presbiterio, si trova la Cappella Cesi, la cui volta è stata affrescata dal Faenzone.

Nella cripta sono conservate tre sculture provenienti dalla facciata, raffiguranti Madonna col Bambino, Angelo che guida Vescovo e Santa, le prime due attribuite a Giovanni Pisano, la terza allo scultore Rubeus.