Aggregatore Risorse

Acquasparta
Acquasparta
Dall'Accademia dei Lincei al trekking sui Monti Martani
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

Centro di grande cultura, soprattutto sotto la signoria dei Cesi, raggiunse il suo apice con la fondazione nel 1603 dell’Accademia dei Lincei, la prima scuola scientifica in Europa; non a caso ospitò anche Galileo Galilei. Da non perdere gli splendidi itinerari di trekking sui Monti Martani.

 

LA SUA STORIA

Se il suo territorio era noto già in epoca romana come centro termale per le sue acque dalle proprietà curative, le prime notizie storiche sul castello di Acquasparta, sorto dopo la disgregazione dell'antica città romana di Carsulae, risalgono al 996 quando entrò a far parte delle Terre Arnolfe, feudo della famiglia Arnolfi.

Dopo varie dominazioni, conobbe il periodo di massimo splendore sotto la signoria dei Cesi, grazie ai quali divenne centro di una fervente vita culturale che culminò con la fondazione dell'Accademia dei Lincei (1603), prima scuola scientifica europea. La famiglia Cesi governò la città fino all'estinzione del casato nel 1880, in coincidenza con la nascita dello Stato Italiano.

 

UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI

Nel centro storico, l'edificio più rappresentativo è palazzo Cesi, una splendida architettura rinascimentale progettata dall'architetto Gian Domenico Bianchi, che fu sede della prestigiosa Accademia dei Lincei e dimora del duca Federico Cesi; nel 1624 ospitò per un breve periodo Galileo Galilei. All'interno potrete ammirare numerose sale affrescate dagli Zuccari e soffitti a cassettone scolpiti.

Interessanti la chiesa di San Francesco, che risale al 1294 con le sue linee romanico-gotiche, la chiesa di Santa Cecilia, patrona della città, dove è custodita la tomba del principe Federico Cesi, la chiesa della Madonna del Giglio (detta anche del Crocifisso) del 1606 e la chiesa del Sacramento (1684), al cui interno troverete parte di un mosaico romano proveniente dall'antica città di Carsulae.


 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Percorrendo la via Flaminia verso Carsulae, incontrerete ponte Fonnaia, un antico ponte romano di epoca augustea a due archi, su cui, intorno al XIII secolo, è stata costruita la chiesa romanica di San Giovanni de Butris, un tempo dell'Ordine dei Cavalieri di Malta.

Dirigendovi verso le cime dei monti di Acquasparta, raggiungerete un paesino medievale, Portaria, piccolissimo borgo arroccato e immerso in un paesaggio fiabesco, dove si trova la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo per la cui costruzione, alcuni decenni oltre il Mille, fu utilizzato materiale proveniente dalla città di Carsulae, visibile sulla sua rustica facciata in pietra.

Potrete ammirare le risorse ambientali del territorio di Acquasparta percorrendo i sentieri del Martani Trekking, itinerari naturalistici attrezzati che si sviluppano nell'area dei Monti Martani. Infine potrete concedervi un soggiorno nel centro termale delle fonti Amerino, da cui sgorga un'acqua dalle ottime proprietà terapeutiche.

Assisi
Assisi
La città di San Francesco
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

La città di San Francesco ha una storia millenaria con importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Il cantiere di Giotto ha segnato l'arte di tutto il centro Italia.

Situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio e domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere.
La città, che ha dato i natali a san Francesco e santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza.
Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo.

 

STORIA

Agli Umbri, che fondarono Assisi, subentrarono gli Etruschi. Nel I secolo a. C. la città divenne un importante municipio romano. Nel 545 d.C. venne assalita e distrutta dai Goti di Totila, ai quali subentrarono i Longobardi che la inclusero nei territori del Ducato di Spoleto.

Nel XII secolo acquistò i privilegi di libero Comune, ma la sua indipendenza non durò a lungo: l'instabilità politica e militare continuò fino al XVI secolo quando, dopo varie dominazioni (Papato, Visconti, Braccio Fortebraccio e Francesco Sforza), Assisi entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860 con la nascita dello Stato Italiano.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Assisi, con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, unitamente alla quasi totalità del territorio comunale, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco.
Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino.

Sulla piazza del Comune si trovano il palazzo dei Priori, il duecentesco palazzo del Capitano del Popolo con la torre Civica e il cosiddetto tempio di Minerva, l'edificio romano più conservato dell'intera regione, realizzato tra il 40 e 30 a.C.

Appena fuori le mura, a dominare la città c'è la superba rocca Maggiore, ricostruita nel 1367 dal Cardinale Albornoz su una precedente struttura (1174) di un antico castello feudale.

Nelle immediate vicinanze sono visitabili i luoghi legati alla vita di San Francesco come l'eremo delle Carceri, immerso in un fitto bosco sulle pendici del Subasio, il convento di San Damiano, l'imponente basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita tra il 1569 e il 1679 per proteggere la Porziuncola, la piccola chiesa che accolse la prima comunità dei francescani e la cappella del Transito, dove san Francesco morì il 4 ottobre 1226.

Dal punto di vista naturalistico merita una visita l'area del Parco Regionale del Monte Subasio, istituito per proteggere un ambiente di grande valore ambientale e permeato da un'atmosfera mistica.


Intermodalità:  

dal 1 luglio 2022, è attivo Perugia Airlink (allegato)  in collaborazione con Trenitalia. Il nuovo servizio dedicato collega in maniera rapida, conveniente e sostenibile le città di Perugia ed Assisi all’aeroporto Internazionale dell’Umbria "San Francesco d'Assisi". 

Perugia
Perugia
Città d'arte dall'immenso patrimonio culturale
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

Mappa delle attrazioni turistiche

 

Capoluogo dell’Umbria e città d’arte tra le più dinamiche d’Italia, Perugia accoglie i suoi visitatori in un’atmosfera senza tempo, offrendo in ogni angolo la candida bellezza del suo prestigioso passato e la vitalità del suo fervido presente, connubio di modernità e tradizione. 
Importante centro etrusco, prosperoso Municipio romano, famosa città medievale, Perugia conserva gelosamente i resti delle antiche civiltà all’interno di un contesto culturale e sociale d’eccezione, dove tradizione enogastronomica e artigianale convivono con l’avanguardia di realizzazioni artistiche contemporanee e l’energia dei grandi eventi. 
Musei, laboratori di artigianato artistico, il gusto della cucina tipica più autentica, scorci incantevoli e viste mozzafiato sulla valle umbra: un piccolo mondo in fermento che, ad ogni passo, regalerà stupore e meraviglia ai vostri occhi.

 


LA SUA STORIA  

Città etrusca, fu un florido Municipio romano con il nome di "Augusta Perusia". 
Dopo la caduta dell'Impero subì le vicende delle invasioni barbariche e fu distrutta dai Goti di Totila (547 d.C.). Conquistata dai Bizantini, divenne uno dei capisaldi del loro dominio contro l'espansione del Ducato Longobardo di Spoleto.
Perugia restò bizantina fino all'VIII secolo quando passò sotto il potere ecclesiastico e, quando nell'anno Mille si costituì in libero Comune, restò alleata del Papato. Nel XIV secolo l'amicizia con la Chiesa di Roma si deteriorò irrimediabilmente quando Perugia distrusse Foligno, alleata del Papa: da quel periodo la storia di Perugia è tutto un susseguirsi di lotte intestine, congiure, tradimenti e guerre fino a quando, con Papa Paolo III (1531), il controllo della Chiesa divenne definitivo.
Da quel momento Perugia venne di fatto privata di ogni libertà e autonomia e tutti i tentativi di ribellarsi al potere pontificio vennero puniti con nuove stragi e distruzioni, finché nel1860 fu unita al Regno d'Italia.


 

UN VIAGGIO TRA LE SUE MERAVIGLIE ARTISTICHE E CULTURALI  

Perugia dispone di un immenso patrimonio artistico e culturale. 
Porte di accesso al centro storico, musei, chiese, monumenti, palazzi, torri, installazioni moderne e contemporanee: in ogni angolo e piazza della città si possono ammirare monumenti che testimoniano secoli di storia, arte e cultura. 
Tra saliscendi, strade, passaggi sotterranei, vicoli e scalinate, attraversare i suoi cinque rioni è un’esperienza unica, che ci sorprende già con la peculiarità della sua cinta muraria etrusco-romana e di quella medievale.

Tra i luoghi d’interesse: l'Arco Etrusco o Arco di Augusto, porta monumentale dell'antica cinta muraria etrusca poi restaurato in epoca romana; il Pozzo Etrusco e Porta Marzia, seconda porta monumentale etrusca, inglobata nella fronte del bastione della Rocca Paolina, fortezza fatta erigere da Papa Paolo III nel 1540: si tratta di un complesso storico-architettonico unico nel suo genere, da ammirare salendo le scale mobili verso il cuore della città.

Piazza Italia prima, poi Corso Vannucci, per arrivare su Piazza IV Novembre, una delle più belle d'Italia. È qui che si affacciano la cattedrale di San Lorenzo con annesso il Museo del Capitolo; la stupenda Fontana Maggiore duecentesca di Fra Bevignate da Perugia con bassorilievi di Nicola e Giovanni Pisano e il palazzo dei Priori, elegante edificio gotico che ospita la Galleria Nazionale dell'Umbria e in cui sono custoditi capolavori assoluti dell'arte italiana dal Medioevo al XVIII secolo di Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Pinturicchio, il Perugino. All’interno del palazzo, meritano una visita, il Collegio della Mercanzia, la sala della Vaccara, la sala dei Notari e il Collegio del Cambio, antica sede dei cambiavalute (corporazione di arti e mestieri di Perugia), dove è possibile ammirare il prestigioso ciclo pittorico del Perugino e la cappella di San Giovanni Battista con affreschi del XVI secolo. 

Da non perdere, in una passeggiata di relax o per immortalarlo in un magistrale scatto fotografico, l’Acquedotto medievale. 
Rilevanti anche il palazzo del Capitano del Popolo e il palazzo della Vecchia Università, oggi sede del palazzo di Giustizia, in Piazza Matteotti, che ospita anche la Loggia dei Lanari; palazzo Donini e palazzo Cesaroni, il palazzo della Provincia (1870) in stile lombardo e palazzo della Penna, sede espositiva di collezioni permanenti e mostre temporanee.  

Molti gli edifici religiosi degni di nota: l'abbazia di San Pietro, con uno splendido chiostro, la chiesa di San Domenico, cui è annesso il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, ricco di reperti umbri, etruschi e romani, il tempio di san Michele Arcangelo a pianta circolare, il complesso di San Francesco al Prato con l'ex chiesa e l'oratorio di San Bernardino e la chiesa di San Filippo Neri, la chiesa di San Severo con l’affresco "Trinità e Santi", in parte di Raffaello e del Perugino, la chiesa di Santa Maria Nuova con coro ligneo ed organo del 1584, la chiesa di Sant'Ercolano e la chiesa di San Bevignate (XIII secolo).

Altri gioielli della città: il Teatro comunale Morlacchi (1788), il settecentesco Teatro del Pavone e palazzo Gallenga- Stuart (1754), sede dell'Università per Stranieri. 

Un giro nel capoluogo umbro poi, non può prescindere dalle sue aree verdi urbane come l'orto Botanico e l'orto Medievale, situati presso l'abbazia di San Pietro; i giardini Carducci, i giardini del Frontone e il parco di Santa Giuliana

E per chi volesse vivere esperienze all’insegna del gusto, Perugia custodisce la tradizione dei migliori prodotti enogastronomici dell’Umbria: il Torcolo di San Costanzo, la Ciaramicola, la Torta al formaggio, la Torta al testo, il Torciglione, le Pinoccate e poi ancora tartufo e norcineria. E a deliziare i vostri palati non mancheranno degli ottimi vini bianchi e rossi: Perugia infatti è parte della Strada dei vini del cantico e della Strada del Vino Colli del Trasimeno.

 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Visitare Perugia è un’occasione per tutte le stagioni dell'anno, un modo per perdersi nella storia, nell’arte e nella cultura: meraviglie che si estendono anche al di là del centro storico. 
Nei dintorni si segnalano numerosi luoghi d’interesse storico come: l'Ipogeo dei Volumni (II sec. a.C.) a Ponte San Giovanni, la tomba e gli affreschi del Perugino a Fontignano, l’Ipogeo di San Manno, la Tomba del Faggeto, l’area archeologica e il complesso templare di San Bevignate. Per chi volesse godersi un po’ di relax, anche in compagnia dei più piccoli, da non perdere il Parco di Pian di Massiano raggiungibile con il moderno Minimetrò, il Bosco Didattico di Ponte Felcino e il Parco della Città della Domenica. 


Intermodalità:  

dal 1 luglio 2022, è attivo Perugia Airlink (allegato)  in collaborazione con Trenitalia. Il nuovo servizio dedicato collega in maniera rapida, conveniente e sostenibile le città di Perugia ed Assisi all’aeroporto Internazionale dell’Umbria "San Francesco d'Assisi"

 

Valtopina
Valtopina
Una porta di accesso del Parco del Monte Subasio
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

 

Sebbene sia stata riscontrata una presenza preromana è con la realizzazione della via Flaminia (III secolo a.C.) che inizia la storia della Valle del Topino. L’importante via, per la comunicazione e per il commercio, favorì infatti l'insediamento sulle zone collinari circostanti. Tra il X e il XI secolo sorsero vari castelli e villaggi formando una federazione detta Universitas Vallis Topini e Villae Balciani,  viscontea del Ducato di Spoleto e godeva quindi di un’amministrazione autonoma.
 

Nel 1282 Valtopina fu sottomessa ad Assisi, il territorio riacquistò la sua autonomia nel 1300 per volere di papa Bonifacio VIII. Nel 1383 Papa Urbano VI la assegnò alla Signoria dei Trinci di Foligno, alla quale restò assoggettata sino al 1439, anno della caduta dei Trinci.

Nel medioevo la popolazione rimase prevalentemente stanziata nella zona collinare mentre la valle era riservata a coloro che si dedicavano ad attività commerciali  per il cospicuo transito sulla via Flaminia: albergatori, riparatori di carri, scambi di merci.  Solo nella seconda metà del 1400, non distante dalla chiesa di San Pietro de Cerqua e proprio a cavallo della via Flaminia, nasce il villaggio di Cerqua, ovvero l’attuale Borgo di Valtopina.

Passata sotto il diretto controllo della Chiesa, subì l'invasione delle truppe francesi e, nel 1849, entrò a far parte della Repubblica Romana. Nel 1860 si unì al Regno d'Italia e, dopo aver subito il controllo del Comune di Foligno dal 1927 al 1947, tornò ad essere Comune autonomo nel 1948.

 


ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Da vedere il palazzo Comunale, ottocentesca residenza signorile che ospita dal 2007 il Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina, e la chiesa medievale di Santa Cristina, in cui si possono ancora vedere alcuni degli affreschi che un tempo la decoravano internamente (uno di essi, risalente al XV secolo, è conservato presso il museo vescovile di Foligno).

Il territorio è caratterizzato dalle testimonianze del passaggio dei Romani e dalla presenza dei castelli edificati tra il X e il XII secolo.  L’Universitas Vallis Topini et Villae Balciani, le cui dimensioni territoriali erano il doppio rispetto alla attuale estensione comunale, era costituita dai terzieri di Poggio, Santa Cristina, Gallano , Pasano, Serra e Balciano. Il Castello di Poggio (XI secolo) è stato sede amministrativa dal Medioevo al 1867, ancora oggi in cui si possono osservare la Torre, le mura e la chiesa castellana.

Interessanti le opere relative alla viabilità per la realizzazione della Via Flaminia: poco prima di raggiungere Valtopina, in località Ponte di Ferro, la via si portava di nuovo sulla riva destra del Topino tramite un ponte a più arcate di cui restano le fondazioni di due piloni. Resti di una Villa rustica romana risalente al (I a.C.-II d.C) è visibile lungo la strada che conduce a Santa Cristina, sulle colline che dominano la sponda sinistra del Topino tra Casa Nova e Casa Balconi.

I

Spello
Spello
Il paese dei vicoli fioriti e dell'Infiorata
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Agli Umbri, che secondo molti studiosi fondarono Spello, subentrarono i Romani: elevata a municipio nel 90 a.C. fu rifondata con il titolo di Colonia Julia Hispellum all'inizio del regno di Augusto; a questa fase risale la definitiva strutturazione dell'impianto urbano.

Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta dai Goti di Totila ed entrò a far parte del Ducato Longobardo di Spoleto.

Nel XII secolo divenne Comune indipendente. Verso la fine del XIV secolo fu sotto i Baglioni di Perugia dove restò fino al 1583, quando, dopo un'epoca di intensa attività artistica in cui la città si arricchì di capolavori rinascimentali del Pinturicchio, Perugino e dell'Alunno, entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Spello unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana, come la cinta muraria, lungo il cui tracciato si aprivano le porte ancora ben conservate, i resti del teatro, dell'anfiteatro e delle terme. L'abitato è ancora circondato da mura, erette nel 1360 inglobando parte della cinta romana e tre splendide porte: porta Consolare (I secolo a.C.), la porta Urbica (o porta San Ventura) e la porta Venere di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri cosiddette di Properzio a pianta dodecagonale.

Tra gli edifici religiosi è notevole la chiesa di Santa Maria Maggiore (XII-XIII secolo), con grandi tesori d'arte all'interno: sul lato sinistro della navata la splendida cappella Baglioni decorata con affreschi del Pinturicchio e impreziosita da un pavimento in maiolica di Deruta (1566) oltre a dipinti del Perugino. Del Pinturicchio (con largo aiuto di Eusebio da San Giorgio) è anche la grande tavola Madonna e Santi (1508) custodita nella duecentesca chiesa di Sant'Andrea, che conserva anche un Crocifisso di scuola giottesca, ed è esposto il corpo del Beato Andrea Caccioli, compagno di San Francesco.

Oltre al palazzo Comunale, sede della Biblioteca (fondo antico), dell'Archivio storico e dell'Accademia di Studi Costantiniani, sono da visitare palazzo Baglioni (1358), palazzo dei Canonici, sede della Pinacoteca, e la chiesa di San Lorenzo (XII secolo), che conserva un prezioso tabernacolo in marmo, opera monumentale dello scultore Flaminio Vacca (1587).

Nei dintorni l'interessante chiesa di San Claudio, bellissimo esempio di architettura romanica, la chiesa di San Girolamo con annesso convento, complesso edificato nel 1472 con il finanziamento di Braccio II Baglioni, signore di Spello, Villa Fidelia di origine cinquecentesca poi notevolmente trasformata e ampliata nei secoli XVIII e XIX, edificata sul luogo di un grandioso santuario ellenistico dedicato a diverse divinità, tra cui certamente Venere. La villa ospita una ricca collezione di quadri, sculture, oggetti di antiquariato.

Il complesso di San Girolamo si colloca nella parte più suggestiva del territorio: la zona, a ridosso del monte Subasio, è caratterizzata da una vegetazione che in modo naturale ha seguito nel corso degli anni la morfologia del monte, sviluppandosi in modo omogeneo alle peculiarità ambientali e naturalistiche del luogo.


Nocera Umbra
Nocera Umbra
e le sue acque naturali
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Fondata dagli Umbri nel VI secolo a.C., la città fu conquistata dai Romani che nel 161 a.C. ne fecero un loro Municipio e un'importante stazione sulla via Flaminia.

Nel primo Medioevo Nocera Umbra fu prima conquistata e distrutta dai Goti di Totila (552 d.C.) e poi inclusa nel Ducato di Spoleto. Dopo le lotte per il potere che dal XII al XIV secolo caratterizzarono gran parte dell'Umbria, nel 1439 fu definitivamente annessa allo Stato della Chiesa di cui seguì le vicende fino alla nascita del Regno d'Italia (1860).

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Con il suo aspetto arroccato, la città mostra segni evidenti del suo passato di struttura difensiva, a partire dalle possenti mura castellane di epoca medievale. Passata porta Vecchia si incontra la trecentesca Chiesa di San Francesco, sede della Pinacoteca e del Museo Civico, che conserva affreschi di Matteo da Gualdo, un Polittico dell'Alunno del 1483 ed opere di scuola umbra.
Tra gli edifici di maggior pregio artistico il Duomo, antico edificio romanico del XII secolo. Completamente ricostruito nel 1448, conserva il bel pavimento maiolicato della sagrestia e la cappella decorata con tele del 1600 dell'artista Giulio Cesare Angeli. Accanto si trova il Campanaccio (Torre Civica), imponente torrione dell'XI secolo, unico resto dell'antica rocca.

Nel centro storico meritano una visita la chiesa di San Filippo, di stile neogotico, realizzata dall'architetto Luigi Poletti tra il 1864 e il 1868, la chiesa di Santa Chiara (XIII secolo), completamente ristrutturata nel corso dell’Ottocento, che custodisce la Natività della Vergine, tela seicentesca di Carlo Maratta, e il Teatro Comunale, splendido esempio di architettura liberty.
Nei dintorni importanti centri culturali e artistici sono la Rocca di Postignano, Colle di Nocera, Col Pertana, Salmaregia, le edicole sacre e le chiesette di campagna di Acciano, Aggi, Bagnara, Casaluna e Colle.

La misticità de luoghi è testimoniata dalla strada francescana: ogni anno, a settembre, durante la Cavalcata di Satriano, cavalieri in costume d'epoca ripercorrono l'ultimo viaggio di San Francesco del 1226 da Nocera Umbra ad Assisi.
Nocera Umbra ha un'antica tradizione di stazione termale: a Bagni di Nocera sgorgano le acque della sorgente Angelica.


null
Montone
Il borgo di Braccio Fortebraccio e della Sacra Spina
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

La storia di Montone, iniziata nel IX secolo, è profondamente legata alle vicende della famiglia Fortebraccio, che aveva la signoria del territorio.

Nel 1200 la famiglia decise di superare politicamente e pacificamente le lotte per la conquista del territorio conteso da Perugia, Gubbio e Città di Castello: cedettero a Perugia ogni loro bene e ricevettero in cambio il titolo di "nobili perugini" e altri privilegi.

Nel 1368 nacque a Montone il più famoso dei Fortebraccio: Andrea detto poi Braccio da Montone, che divenne uno dei più celebri capitani di ventura. Dopo la sua morte e dopo alterne vicende, Montone fu sottoposta al dominio della Chiesa. Ritornò Comune autonomo solo alla nascita del Regno d'Italia (1860).

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

L'edificio di maggior pregio artistico di Montone è la gotica chiesa di San Francesco (XIV secolo) ad unica navata e abside poligonale: all'interno numerosi affreschi di scuola umbra, alcuni attribuiti al maestro Bartolomeo Caporali, e interessanti gruppi lignei. Nella chiesa è allestito il Complesso museale di San Francesco, dove è possibile ammirare pitture, argenti e paramenti sacri di grande valore artistico, e al piano terra il Museo Etnografico, con più di 600 pezzi provenienti dall'Africa Orientale. Da piazza Fortebraccio, su cui si affaccia il bel palazzo Comunale, si raggiunge il punto più elevato del borgo in cui si trovano i ruderi della Rocca di Braccio, distrutta nel 1478 per volere di Sisto IV. Sui resti della fortezza sorge l'ex convento di Santa Caterina, che oggi ospita l'archivio storico comunale, uno dei più importanti dell'Umbria per il ricco patrimonio documentario.

Altro importante edificio religioso è la collegiata di Santa Maria e San Gregorio Magno, realizzata nel 1310 e restaurata nel corso del XVII secolo, dove il lunedì di Pasqua si espone la reliquia della Sacra Spina.

Dedicata a San Gregorio, fuori dalle mura cittadine, si trova la Pieve vecchia. Costruita intorno al 1000 in stile romanico-bizantino, è stata rifatta nel XVI secolo. Nell'abside affreschi di scuola umbra.
Sempre fuori del centro abitato la Rocca d'Aries, imponente castello riportato al suo antico splendore grazie ad un attento restauro.


Orvieto
Orvieto
La Città della Rupe
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Le origini di Orvieto risalgono alla civiltà etrusca: i primi insediamenti del IX secolo a.C. si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la città. Le testimonianze archeologiche attestano che la città raggiunse il suo massimo splendore economico e artistico tra il VI e il IV secolo a.C. Dal 263 a.C. i Romani, pur lasciando istituzioni, riti e lingua degli etruschi, si impadronirono della città, ribattezzandola Urbs Vetus (da cui il nome attuale di Orvieto).

Dopo la caduta dell'Impero Romano fu conquistata prima dai Goti, poi dai Bizantini e poi dai Longobardi del Ducato di Spoleto. Intorno all'anno Mille conobbe un nuovo sviluppo urbanistico, economico e sociale e ben presto si costituì in libero Comune con un governo che, nel 1157, Papa Adriano VI riconobbe e legittimò ufficialmente. Nel XII secolo, dopo la vittoria nelle battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi e con l'alleanza di Firenze, estese i propri confini e dominò un territorio che comprendeva vaste zone delle attuali regioni Toscana e Lazio.

La potenza e la ricchezza di Orvieto medievale si espressero al massimo grado nel XIII e XIV secolo, come testimoniano gli splendidi edifici ancora oggi orgoglio della città. Dopo un periodo di lotte civili e religiose tra le famiglie patrizie, nel 1354 il cardinale Albornoz riaffermò il controllo della Chiesa sul territorio. Nel 1449 entrò definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa per restarvi fino al 1860, nascita del Regno d'Italia.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

La città dispone di un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria.

Il Duomo è tra le più maestose realizzazioni dell'architettura italiana. La sua imponente facciata gotica, con mosaici e bassorilievi, domina l'intero borgo. Pur restando ignoto l'autore del progetto originale si sa per certo che dal 1310 la direzione dei lavori passò a Lorenzo Maitani, che con il suo intervento caratterizzerà la struttura in maniera decisiva. All'interno, tra le molte opere custodite, uno dei capolavori della pittura italiana, il ciclo di affreschi raffigurante temi legati al Giudizio Universale dipinto dal pittore Luca Signorelli, succeduto al Beato Angelico, tra il 1499 e il 1504.

Tra gli edifici religiosi più antichi: la chiesa di San Giovenale, costruita nel 1004 e ampliata nel XIV secolo, presenta affreschi di scuola orvietana, la chiesa di San Giovanni, costruita nel 916 sopra il teatro di Costantino con facciata del ‘500, la chiesa di Sant'Andrea, del VI secolo ma completata nel Trecento, la chiesa di San Lorenzo de' Arari, la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo), che conserva il famoso monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio.

Tra gli edifici pubblici più rappresentativi: palazzo Comunale (1216-1219), palazzo del Popolo (XIII secolo), costruzione romanico-gotica e palazzo dei Sette (1292). Svettano la torre del Moro del XIII secolo, e la torre medioevale di Maurizio con l'originale orologio-statua in cima all'edificio. A palazzo Faina ha sede, oltre alla raccolta di famiglia, il museo Civico, mentre i vicini palazzi papali ospitano la parte più consistente del M.O.D.O. (Museo dell'Opera del Duomo) e il Museo Emilio Greco. Da vedere anche il bel teatro Comunale intitolato a Luigi Mancinelli (1844). Singolare la visita al pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria (1527-1537) di Antonio da Sangallo il Giovane, per rifornire di acqua la città. Profondo 62 metri è formato da due scale elicoidali indipendenti che permettevano di scendere in fondo per prendere acqua senza incontrare chi risaliva. Oggi è sede museale. Oltre al pozzo, Papa Clemente VII fece realizzare su una preesistenza etrusca il pozzo della Cava, inglobato in un complesso di nove grotte ricche di ritrovamenti etruschi, medioevali e rinascimentali. Sotto la città si nasconde la suggestiva Orvieto sotterranea, dove un incredibile numero di cavità artificiali hanno dato vita ad un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine oggi parzialmente percorribile attraverso una visita guidata.

Appena fuori dalle mura la necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo (IV-V secolo a.C.) con tombe a camera costruite con blocchi di tufo e identificate con il nome del capostipite inciso sull'architrave. La necropoli è raggiungibile anche a piedi dal centro storico, lungo un suggestivo percorso nel parco archeologico della rupe.

Orvieto è la capitale delle Città Slow. La città e il territorio sono caratterizzati da una viva tradizione enogastronomica: il prestigioso vino di Orvieto può essere degustato lungo la strada dei vini Etrusco-Romana che comprende tutta la provincia di Terni (i centri di riferimento sono l'Enoteca Regionale ed il Palazzo del Gusto).


Intermodalità:  Per visitare Orvieto è attivo Orvieto Link, il nuovo servizio intermodale funicolare+treno (Busitalia/Trenitalia) che rende ancora più semplice raggiungere il centro storico di Orvieto.

Cannara
Cannara
L'antico municipio romano di Urvinum Hortense
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

Situata nel cuore dell'Umbria, Cannara sorge alla sinistra del fiume Topino, al centro della pianura della Valle Umbra, di fronte ad Assisi e Spello. Secondo la tradizione, il nome deriverebbe dalla presenza di abbondanti canneti che anticamente crescevano lungo la zona paludosa del Topino.

 

LA SUA STORIA

Sorge in età romana forse in seguito all'attività di bonifica operata dagli abitanti del municipio romano di Urvinum Hortense. Dopo la caduta dell'Impero Romano e l'invasione dei Longobardi, fu a lungo contesa da Assisi e Perugia. Nel 1352 entrò a far parte del Ducato di Spoleto e nel 1424 Braccio da Montone la concesse alla famiglia Baglioni di Perugia che la governò fino al 1648, quando il territorio entrò a far parte dei domini della Chiesa fino alla nascita del Regno d'Italia (1860).

 


UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI

Nel centro storico della città, cinto da mura medievali, meritano una visita il palazzo Comunale e la torre Civica del XV secolo. Molto interessanti la chiesa di San Biagio, esempio di tardo romanico umbro, che conserva l'antica facciata del XIII secolo e un portale in pietra di Assisi, la chiesa di San Matteo (XVIII), con all'interno un trittico dell'Alunno e la statua lignea dell'Addolorata e la ex chiesa di San Sebastiano, sede dell'auditorium comunale.

Di notevole interesse religioso i tre siti che ripercorrono la vita di san Francesco, a cominciare dalla chiesa di San Francesco, che tiene vivo il ricordo dell'Istituzione del Terzo Ordine e dal palazzo Majolica-Landrini, al cui interno è visitabile il Sacro Tugurio, in cui Francesco dimorava durante le sue visite a Cannara.
Nell'ex convento delle salesiane, in via del Convitto, è ospitato il Museo della Città di Cannara che espone materiali archeologici rinvenuti nel corso degli scavi di Hurvinum Hortense, tra cui è degno di nota il mosaico di 65 metri quadrati appartenente alle terme datato tra la fine del I secolo e gli inizi del II secolo d.C. Rappresenta scene nilotiche con animali esotici, con una folta vegetazione come fondale di ambientazione delle diverse scene figurate. Il quadro centrale rappresenta pigmei intenti a pescare con intorno animali marini. Il Museo conserva inoltre numerosi affreschi staccati, tele e sculture di diversi artisti locali come Dono Doni e Marcantonio Grecchi.

Il terzo sito legato alla figura di San Francesco si trova a circa 3 km dal centro storico, sulla strada per Bevagna. Si tratta della famosa edicola di Piandarca costruita nel 1926, in occasione del VII centenario della morte di san Francesco, per ricordare il luogo della "predica agli uccelli", che secondo la tradizione si svolse in aperta campagna, a circa 1 km dall'edicola.

 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Nei dintorni da non perdere la chiesa di San Donato, costruita nel 1667 per preservare una miracolosa immagine della "Madonna col Figlio tra i Santi Francesco e Donato”, affrescata in un’edicola campestre, e la chiesa di San Giovanni Decollato, con resti di affreschi del ‘500.

Merita una visita il pittoresco borgo di Collemancio, frazione di Cannara, le cui solide mura a strapiombo e il robusto cassero a protezione della principale porta d’accesso, dove è scolpito lo stemma del borgo (una torre sormontata da un cassero e merli guelfi), rievocano un fascino antico ancora vividamente presente. In questa località si possono ammirare i resti dell'antico municipio romano di Urvinum Hortense sorto nel I secolo a.C., dove gli scavi archeologici hanno riportato alla luce molti reperti esposti in modo permanente nell'Antiquarium e nel Museo della Città di Cannara.

Bettona
Bettona
Tra i suoi vicoli, le antiche case con gli orti-giardino
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Antico centro etrusco alla sinistra del Tevere controllato dalla vicina Perugia, Bettona acquisì la cittadinanza romana nel 90 a.C.. Nel XII secolo, dopo le invasioni barbariche, divenne Comune autonomo ma, nel 1352, dopo un lungo assedio, venne conquistata e distrutta da Perugia.
Nel 1367 la Chiesa incaricò il Cardinale Albornoz di ricostruire la città, che per breve tempo entrò a far parte dello Stato Pontificio. Subito dopo tornò sotto il dominio di Perugia e dei signori Baglioni. Nel 1648 entrò definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa dove rimase fino al 1860.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il borgo medievale coincide con il sito della città etrusca e romana ed è circondato per intero dalla cinta muraria di epoca medievale, che ingloba vari tratti delle mura etrusche.

L'abitato è strutturato sullo spazio centrale formato dalle piazze Cavour, luogo dell'antico Foro, e Garibaldi, dove affacciano i principali edifici civili e religiosi. Tra questi ultimi la duecentesca chiesa di Santa Maria Maggiore, trasformata nel corso del Seicento, con abside affrescata nel 1939 dal futurista Gerardo Dottori e dalla quale provengono molte opere conservate nel Museo della Città.

Nella centrale piazza Cavour, luogo dell'antico foro, sorge invece il palazzo del Podestà (1371), oggi sede del Museo della Città che occupa anche alcuni ambienti della residenza della famiglia Biancalana: un edificio ottocentesco in stile neoclassico. Tra le opere in pinacoteca si segnalano: il Sant'Antonio di Padova e la Madonna della Misericordia con i Santi Stefano, Girolamo e committenti di Pietro Vannucci detto il Perugino e la terracotta invetriata raffigurante Sant'Antonio di Padova, riconducibile all'ambiente dei Della Robbia. Oltre a queste, opere di artisti come l'Alunno, Tiberio di Assisi e Dono Doni.

Non solo edifici di pregio e opere difensive: ancora oggi il centro storico si caratterizza per la presenza di case dotate di un piccolo orto-giardino recintato, di una cisterna per l'acqua piovana e il pozzo. Un insieme che crea un felice equilibrio tra l'edificato e gli spazi verdi.

Nei dintorni (frazione Colle) da vedere la tomba a camera etrusca (fine III – inizi II secolo a.C.) con ricco corredo esposto al Museo Archeologico Nazionale di Perugia. Uscendo dalla porta settentrionale del paese si possono raggiungere il monastero di Sant'Antonio e le chiese di San Gregorio e di San Quirico.

Scendendo verso la frazione di Passaggio di Bettona si incontra la bella torre del Molinaccio (XIII secolo), vedetta di avvistamento nelle guerre contro Perugia. In pianura, la villa del Boccaglione, grandiosa residenza di campagna del XVIII secolo costruita dal Piermarini; poco distante, in Piazza Garibaldi, il complesso della Badia di San Crispolto al Piano, costruita prima dell'anno 1000 su un edificio romano. Sel pendio opposto, a Colle di Bettona, è visitabile la tomba etrusca con volta a botte (II-I secolo a.C.) con pregevoli oggetti di corredo oggi esposti al museo archeologico nazionale di Perugia.


Collazzone
Collazzone
Il borgo dalla tipica architettura militare longobarda
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Territorio già abitato al tempo degli Umbri, in seguito occupato dagli Etruschi e dai Romani. Dopo la caduta dell'Impero romano fu conteso tra il Ducato di Roma e di Spoleto finché, nell'VIII secolo, furono tracciati i confini che inserirono Collazzone nei domini di Todi.
Durante il XIII e XIV secolo, dopo un breve periodo di autonomia comunale e gli scontri tra Guelfi e Ghibellini, fu annesso allo Stato Pontificio fino alla nascita del Regno d'Italia (1860).

 


ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il borgo, di origine medievale, conserva le caratteristiche essenziali dell'architettura militare longobarda, con le sue mura, i terrapieni, i contrafforti, i torrioni ancora intatti, e le piccole e strette vie. Da vedere la chiesa di San Lorenzo, con un campanile settecentesco, costruito su uno dei torrioni del castello, dietro l'abside della chiesa nuova che sostituì l'antica parrocchiale del 1671: all'interno conserva una pregevole Madonna lignea policroma del XIII secolo, una tela che ritrae San Carlo Borromeo datata 1615, opera del pittore Pietro Paolo Sensini, del quale si può ammirare anche un altro dipinto, l'Adorazione dei pastori. Interessanti la chiesa di San Michele Arcangelo e il palazzo Comunale, con il portale attribuito alla scuola del Vignola.

Nei dintorni, poco distante dalle mura del castello, il Convento di San Lorenzo, sede benedettina dal 1227 e poi francescana dal 1236: composto da un massiccio corpo di fabbrica in muratura e da una chiesa. Ritenuto di origine romanica, una conferma è data dalla struttura della cripta sotterranea dove, secondo la tradizione, morì Jacopone da Todi nella notte di Natale del 1306.

Molto interessanti i piccoli borghi del territorio circostante: il Castello di Assignano, completamente immerso nella campagna, del quale è rimasto ben conservato il Torrione principale e le fortificazioni della porta d'ingresso, a Collepepe si trova la chiesa della Madonna del Buon Consiglio e i resti del rudere conosciuto con il nome "Le Carceri", che testimoniano la presenza dei Romani nel territorio in epoca tardo Imperiale (I secolo d.C.): ad oggi rimane una grande cisterna per la raccolta dell’acqua, realizzata a servizio delle terme di una villa romana oppure utilizzata dal sistema idrico di un consistente insediamento abitativo dell'epoca.

Il territorio è di grande interesse ambientale: le colline, ricche di boschi di querce e di pini, ma anche di uliveti rendono l'ambiente salubre e ospitale. Dalle mura del castello è possibile ammirare lo stupendo paesaggio della vallata del Tevere, da Perugia fino a Todi, rimanendo immersi nel caratteristico paesaggio collinare umbro, fatto di boschi e di terreni coltivati, secondo le tradizioni di un tempo.


Vallo di Nera, Valnerina
Vallo di Nera
Il borgo dal tipico impianto urbano medievale
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Ha origini romane, ma il territorio (IV-II sec. a.C.) era già abitato dai Naharci (dal fiume Nahar ovvero il Nera) di probabile origine celtica. Nel IV secolo, la curtis longobarda di Vallo apparteneva al ducato di Spoleto. Nel 1217, Spoleto concesse a Vallo l’edificazione del Castello, dando vita così all’attuale assetto urbanistico. Nel 1522-23 il condottiero Pietrone da Vallo, a capo di una coalizione dei castelli della valle, insorse contro Spoleto, ma finì bruciato. Alla rovinosa sconfitta seguì anche una depredazione da parte dei Lanzichenecchi. Il castello di Vallo risorse poco dopo, come dimostra un affresco di Jacopo Siculo che rappresenta la città integra e fiorente. nbsp

Il riferimento al Nera, nel nome, fu aggiunto solo dopo l’Unità d’Italia.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

L'impianto urbano conserva ancora il cassero, buona parte della cinta muraria (la Carbonaia) e la possente torre munita di mensoloni e caditoie. Le porte di accesso sono due: Porta Ranne e la porta doganale, Portélla. Dentro le mura si ha la sensazione di volare indietro nel tempo: feritoie, mensoloni, passaggi stretti, vicoli bruniti e serrati, chiese romaniche e portali in pietra.

Da visitare la chiesa di Santa Maria Assunta (XII sec.), che conserva importanti affreschi di scuola giottesca e la famosa “Processione dei Bianchi” (1401), la chiesa di San Giovanni Battista, edificio romanico del XIII secolo eretto sul punto più alto di Vallo di Nera e dedicato al patrono di Vallo, che conserva nell’abside affreschi di Jacopo Siculo, e la chiesa di Santa Caterina alla quale era annesso il convento delle terziarie francescane.
Fuori dalle mura si trova la quattrocentesca chiesa di San Rocco, con facciata a capanna, ornata da una grata in ferro battuto.

Il territorio è costellato di castelli e ville: a Piedipaterno, antico insediamento di fondovalle, si trova la parrocchiale chiesa di San Sebastiano, eretta nel 1253, la Cappella di Madonna delle Grazie, la chiesa dei SS. Pietro e Paolo e i resti dell'antica Abbazia di Santa Maria dell'Eremita, posta lungo la Via Nursina.
Nel borgo di Geppa, piccolo castello di origini altomedievali, è possibile visitare la chiesa di Santo Stefano, mentre nella vicina Paterno, antico insediamento sorto in epoca altomedievale, si ammirano le chiese di San Giusto e di San Bernardo. A Meggiano si trovano la chiesa di San Michele Arcangelo, dell'inizio XVII secolo, e la chiesa di Santa Maria de Pedemonte. Nei pressi si scorgono le case dirute di Roccagelli e La Forca.


Scheggino
Scheggino
Nel cuore della Valnerina
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

In Umbria ogni luogo ha una storia da raccontare. Come il piccolo borgo di Scheggino, situato nell’area sud-orientale dell’Umbria, che si estende lungo le rive del fiume Nera nel cuore della Valnerina. Sorto intorno a un castello e interamente percorso da un canale artificiale, il borgo si trova in un territorio che offre un paesaggio unico. A poca distanza dal paese, le fonti di Valcasana sono un esempio dello spettacolo che la natura qui può regalare.

 

LA SUA STORIA

L’antica Schiaginum ebbe origine come castello medievale recintato da mura triangolari, coronato al vertice dalla torre di avvistamento a pianta quadrata di cui ancora oggi è possibile ammirare la struttura primitiva.

Fu edificato intorno al XII secolo dal Ducato di Spoleto per difendere uno dei tre ponti sul fiume Nera, assolvendo così a una funzione di sentinella.  
Fedele al Ducato, nel XIII secolo assunse un rilevante ruolo strategico ed economico, nonostante attacchi e saccheggi da parte dei comuni che si ribellarono a Spoleto.

Le cronache raccontano di una vittoriosa resistenza a un assedio tentato dal condottiero Picozzo Brancaleoni (nel 1522) che non riuscì a superare le mura. Era il 23 luglio, mentre gli uomini erano in montagna intenti nei lavori dei boschi e nella mietitura, Scheggino fu presa d’assalto. La difesa fu sostenuta unicamente dalle donne che si scagliarono contro gli aggressori con qualsiasi mezzo, riuscendo così a respingere gli attacchi e salvando il paese. Una rievocazione storica itinerante per le vie del borgo ogni anno celebra questa impresa tutta al femminile.

Scheggino restò assoggettata a Spoleto fino a tutto il XVIII secolo godendo tuttavia di una particolare autonomia (nel 1561 si dotò infatti di un proprio Statuto). 

Il nucleo abitato più antico, detto Capo la terra, risale al XIII secolo e si è sviluppato a ridosso della rocca, probabilmente per accogliere gli abitanti del vicino castello-feudale di Pozzano dopo la sua distruzione. A questa prima cerchia si è addossata, digradando verso valle, l’espansione dei secoli XIV e XV, completata nel XVI secolo con la creazione del borgo, costeggiato dal canale di alimentazione del mulino.
 


UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI 

In pieno centro storico da vedere la chiesa di San Nicola, del XIII secolo e interamente rifatta nel corso del ‘500, con pregevoli affreschi in corrispondenza dell'abside attribuibili allo Spagna, e la chiesa di Santa Felicita, che pur essendo del pieno periodo romanico stupisce per il suo stile primitivo che ne fece erroneamente attribuire la datazione al periodo longobardo. 

Emergono dal tessuto edilizio del paese il Palazzo Graziani, residenza padronale del XVIII secolo costruita a ridosso della prima cerchia di mura e di una delle torri angolari, e il Palazzo comunale insediato in un edificio singolare del XVII secolo, caratterizzato da un piano mansardato o loggia coperta, destinato nel XX secolo a uso pubblico con l’innalzamento del lato destro di una moderna torre civica munita di orologio e campane.

Nell’archivio storico comunale sono conservati i documenti del comune di Scheggino, a partire dal XIV secolo e dei comuni soppressi di Ceselli, Civitella e Monte S. Vito.

Al termine meridionale della Via di Borgo si apre, sull’antica strada della Valnerina in direzione di Osteria di Ceselli, la seicentesca Porta del Pozzo, così chiamata per la presenza di una sorgente. All’estremità opposta della Via si incontra Palazzo Profili, tipico palazzo signorile settecentesco recentemente restaurato, che conserva ancora il portale principale, l’atrio d’ingresso, il cortile con ninfeo e la scala di accesso ai piani superiori. L’edificio comprendeva originariamente anche un giardino nello spazio antistante, la serra e la peschiera.
Sotto un’ala del palazzo Profili, si apre la Porta Valcasana del XVI secolo, da dove un tempo si dipartiva un tratto della Via del Ferro, ossia la strada utilizzata per il trasporto dei materiali delle miniere e delle ferriere, che da Scheggino raggiungeva Monteleone di Spoleto attraversando Caso e Gavelli. La strada fu potenziata nel XVII secolo, sotto il pontificato di Urbano VIII, grazie ai buoni uffici del cardinale Fausto Poli di Usigni.

L’area fuori della Porta Valcasana è ricca di acque sorgive e di vegetazione acquatica, tanto che, fin dall’inizio del XIX secolo, fu destinata a parco pubblico.

 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Il territorio offre un paesaggio veramente singolare, dovuto alla particolare bellezza della vallata del Nera: le splendide fonti di Valcasana che sgorgano a poca distanza dal paese sono un esempio dello spettacolo che si può osservare in quest’area e una meta ideale per gli appassionati degli sport acquatici.

Scheggino è tappa lungo la Via di Francesco.
 

Sant'Anatolia di Narco
Sant'Anatolia di Narco
Il borgo del Drago
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Abitato già in epoca preistorica, nel Medioevo ha subito il dominio e l'influenza della vicina e potente città di Spoleto. Dal XV secolo fu coinvolta in varie vicende di lotta con i centri vicini e con i domini pontifici.

La sua autonomia fu definitivamente conquistata solo nel 1930, quando ottenne la separazione dal territorio del comune di Spoleto, che il Regno d'Italia del 1860 aveva ridisegnato con confini più vasti degli attuali.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il centro storico mantiene le caratteristiche di antico borgo fortificato, con mura di cinta, torrioni e tre porte di accesso, una delle quali ancora ben conservata e posta a controllo della strada che risaliva dal Nera. Dentro le mura, sulla centrale piazza, si può ammirare l'ex palazzo Comunale (XVI secolo), sede del Museo della Canapa, con portico e botteghe medioevali, la chiesa parrocchiale di Sant'Anatolia, recentemente restaurata, con all'interno una decorazione pittorica dei secoli XIV-XV, il paliotto di marmo intarsiato dell'altare maggiore di scuola seicentesca napoletana, il Crocifisso ligneo ed alcune tele seicentesche.

Fuori le mura il santuario della Madonna delle Grazie, ampliamento cinquecentesco di un'antica edicola campestre, con un'immagine miracolosa della Madonna affrescata dal Maestro di Eggi, e il complesso dell'ex convento di Santa Croce dei Minori Osservanti, forse del XIII secolo: la chiesa, trasformata in sala Campani e dedicata ai fratelli ottici ed orologiai romani del XVII secolo, originari di Castel San Felice.

Nei dintorni del paese sorgono castelli e luoghi di culto: Castel San Felice, antico centro medievale dove spicca l'abbazia di San Felice di Narco, splendido esempio di architettura romanica umbra. Poco distante Grotti, dove, oltre ai resti dell'antico castello medievale, si trova la chiesa parrocchiale di San Pietro, al cui interno si conservano alcune tele del ‘600 ed un organo del 1857.

Il territorio comunale si colloca al centro della Valnerina, nel punto in cui, dopo la stretta di Piedipaterno e prima di quella di Scheggino, la valle si allarga dando origine ad ampi terreni alluvionali pianeggianti denominati Canapine. La purezza delle acque del Nera alimenta un’intensa attività di pesca sportiva, per favorire la quale è stata creata una zona No Kill gestita da Legambiente, dove i pesci possono essere pescati soltanto con ami senza ardiglione e devono essere ributtati in acqua dopo la cattura.


Preci
Preci
Il borgo dei chirurgi dal 1500
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Secondo la tradizione del luogo fu fondata dal monaco siriano Eutizio alla fine del V secolo d. C. La presenza in quell'epoca di numerosi eremi pre-benedettini è testimoniata in un testo di San Gregorio dell'anno 594 d. C. ed è probabile che il primo insediamento cittadino fosse stato costruito intorno ad uno degli eremi.

Nel XIII secolo entrò a far parte del territorio di Norcia e quando tentò di ribellarsi fu vinta e distrutta. La sua ricostruzione (1533) poté avvenire per volere di papa Paolo III, ma solo dopo un formale atto di sottomissione a Norcia. La separazione da Norcia avvenne poi per volontà di papa Pio VII, che assegnò a Preci il titolo di comune.

Con la nascita del Regno d'Italia (1860) mantenne la sua individualità comunale.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Nel centro storico, dove spicca il palazzo Comunale che si affaccia sulla piazza principale, merita una visita il castello del XIV secolo, più volte distrutto e ricostruito, e la chiesa di Santa Caterina, con un pregevole esempio di portale gotico, con elementi decorativi di ordine romanico che ne abbelliscono la facciata. Interessante la chiesa di Santa Maria, con affreschi molto frammentari riferibili ai secoli XIV e XV.

Poco fuori dal centro storico si incontrano tre frazioni di Preci: i borghi di Roccanolfi, Poggio di Croce e Montebufo, dove di particolare interesse vi sono le due chiese parrocchiali, ricche di tele cinquecentesche e seicentesche raffiguranti scene del Nuovo Testamento.

Il gioiello di Preci è sicuramente l'abbazia benedettina di Sant'Eutizio, purtroppo gravemente danneggiata dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016. Fu realizzata in tre fasi successive dal X al XIV secolo. Fondata sulle tombe dei monaci siriaci che, a partire dal V secolo, avevano scelto questi luoghi sperduti per vivere da asceti e da eremiti, la "badia" divenne un importante monastero dotato di oratorio, alloggio per pellegrini, farmacia, scuola di paleografia e miniatura, scriptorium e persino di una biblioteca di codici miniati. A partire dal 1200 e per tutto il Medioevo divenne un fiorente centro di sviluppo della scuola chirurgica preciana in tutta Europa: la tradizione delle tecniche operatorie dei monaci benedettini venne trasmessa agli abitanti di Preci e si diffuse tra Norcia, Spoleto, Foligno e Roma.

Immerso nella natura selvaggia ed incontaminata, il territorio di Preci si trova all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, una delle aree naturali protette più belle dell'Italia Centrale, dove ai picchi rocciosi si alternano colline ed altopiani di origine carsica e dove si trovano boschi di roverella, cerro e carpino nero, faggete e pascoli con essenze endemiche dell'Appennino centrale.


Poggiodomo
Poggiodomo
Il borgo arroccato su uno sperone di roccia
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Di antiche origini, dopo la penetrazione romana (IV secolo a.C.) il territorio entrò a far parte di quella che all'epoca era chiamata la Regione Sannio. Sempre sotto il dominio delle città circostanti, prima Spoleto e poi Cascia, ne seguì le vicende. Le caste più potenti la difesero durante il Medioevo, quando furono eretti i quattro castelli di Poggiodomo, Usigni, Mucciafora e Roccatamburo. Passata sotto il dominio dello Stato Pontificio, durante il papato di Urbano VIII conobbe il suo periodo più prospero. Divenuto comune nel 1809 durante l’occupazione Napoleonica, Poggiodomo riuscì a mantenere il proprio assetto politico anche dopo la restaurazione pontificia e, nel 1860, entrò a far parte dello Stato Italiano.

 

ARTE E CULTURA

Nel centro storico tra gli edifici sacri d'interesse turistico sono da vedere il castello (secoli XIII-XIV), la chiesa di San Pietro (XIV secolo), con interessanti affreschi realizzati tra il XVI e il XVIII secolo, e la chiesa di San Carlo Borromeo (1633), con all'interno nove altari lignei barocchi del XVII e XVIII secolo.

Nei dintorni meritano una visita l'eremo della Madonna della Stella, meta mistica e luogo di rifugio e di vita contemplativa, la chiesa di San Bartolomeo in località Mucciafora.
Ad Usigni, noto come "paese-palazzo" per la qualità dei suoi edifici fatti costruire dal cardinale Fausto Poli, segretario del papa Urbano VIII, da vedere la chiesa di San Salvatore, edificata tra il 1631 ed il 1644 dal Poli, con facciata cinquecentesca con lo stemma di Urbano VIII, e palazzo Poli, elegante residenza cardinalizia.


Basilica di San Benedetto
Norcia
Nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Antica città dei Sabini, Nursia fu conquistata dai Romani e divenne un importante municipio. Libero comune nell'XI secolo, nel Quattrocento passò definitivamente alla Chiesa, che le concesse una notevole autonomia. Attorno al 480 vi nacque San Benedetto. Più volte distrutta nell'arco dei secoli da vari terremoti, conserva un notevole patrimonio d'arte e di memorie storiche legate alla vita del fondatore dell'ordine benedettino.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Articolata in rioni (guaite) e con un tessuto urbanistico di impronta sette-ottocentesca, Norcia vanta un ampio patrimonio storico-artistico che la inserisce tra le più importanti città d'arte dell'Umbria.

Sulla piazza principale si affacciano i più importanti e antichi edifici storici della città: intorno alla statua dedicata a San Benedetto, fanno da cornice la Castellina, monumentale rocca costruita nel 1554 su disegno del Vignola, oggi sede del Museo Civico e Diocesano, il palazzo Comunale, con doppio loggiato, la Basilica di San Benedetto, eretta su vestigia romane del I secolo, con facciata gotica del XIV secolo, nella cui cripta sono conservati i resti di un antico edificio romano identificato dalla tradizione con la casa paterna dei Santi gemelli Benedetto e Scolastica, il portico delle Misure, costruito intorno alla metà del Cinquecento come mercato al coperto dei cereali. Leggermente defilata rispetto alla piazza la Concattedrale di Santa Maria Argentea, del XVI secolo, con un altare di Duquesnoy (1640).

Da vedere il complesso di San Francesco, del secolo XIV, oggi sede dell'Auditorium, della Biblioteca comunale e dell'Archivio storico, il palazzo dei Cavalieri di Malta, attuale sede del Museo dell'Arte Contadina, e la chiesa di Sant'Agostino, edificata nel XIV secolo.
Molto interessanti il Tempietto, l'edificio storico più originale e meglio conservato di Norcia, opera del 1354 del nursino Vanni della Tuccia, la chiesa di San Giovanni, una delle più antiche di Norcia, che conserva un bel soffitto ligneo e l'altare rinascimentale del 1649, l'oratorio di Sant'Agostinuccio, con un elegante soffitto ligneo e un prezioso altare barocco, la chiesa della Madonna Addolorata, che custodisce la miracolosa immagine della Madonna raffigurata su una tela dipinta nel XVIII secolo, la chiesa del Crocifisso, proprio a ridosso delle mura urbiche, nella parte alta della città, e la chiesa di San Lorenzo, la più antica di Norcia.

Norcia è nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: la città è circondata da montagne che arrivano ad oltre 2000 metri di altezza, autentico paradiso per escursionisti e sciatori. Tra le montagne, in grandi anfiteatri pianeggianti, si producono pregiati raccolti (famose le lenticchie del piano di Castelluccio) e si allevano grandi quantità e varietà di animali (i maiali per la produzione dei pregiati salumi della norcineria).

A poca distanza dalla città, negli ampi piani di Castelluccio, ha sede la scuola europea di volo libero, mentre nei numerosi sentieri all'intero del Parco Nazionale si svolgono escursioni a piedi, a cavallo e anche trekking con i muli; i corsi d'acqua del Sordo e del Corno offrono la possibilità di praticare rafting e canyoning, mentre le suggestive pareti rocciose, le grotte carsiche e le gole che caratterizzano l'intero territorio della Valnerina sono il luogo ideale per free-climbing e speleologia.

Nei dintorni meritano una visita Forca Canapine (20 km da Norcia, a 1541 metri), centro turistico attrezzato per sport invernali ed escursioni, i Piani di Castelluccio (Pian Perduto, Piano Piccolo e Piano Grande, vasto bacino carsico, caratterizzato in primavera da una splendida fioritura alpina), Monte Porche (2235 metri), con suggestivo panorama sui Monti Sibillini e sulle Montagne dell'Abruzzo, il monte Vettore (2476 metri), con il lago di Pilato e la grotta della Sibilla, e la necropoli della pianura di Santa Scolastica, con reperti dall'Età del Ferro fino all'epoca romana.

Norcia è stata interessata dal terremoto che colpì il Centro Italia nel 2016 e che ha danneggiato alcuni tra i tesori più importanti del suo patrimonio artistico culturale.
Tra questi, la chiesa di San Benedetto, che in seguito alle forti scosse susseguitesi, è crollata completamente, conservando intatta solo la facciata esterna.
Oggi, grazie a vari interventi a sostegno della città e delle frazioni circostanti, Norcia sta muovendo i primi passi verso la ricostruzione, che vedrà la nascita di un nuovo arredo urbano in linea con il volto storico-culturale della città di San Benedetto.


Monteleone di Spoleto
Monteleone di Spoleto
Il borgo della biga d'oro
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Abitata fin dall'età del Bronzo, dopo la distruzione della città nel XII secolo, le sue sorti seguirono quasi costantemente quelle del Ducato di Spoleto, che ne mantenne sempre il dominio e ne fortificò il borgo dandogli il nome attuale. Gli scavi archeologici realizzati agli inizi del Novecento in località Colle del Capitano, circa 3 km a nord-est di Monteleone, hanno portato alla luce una vasta necropoli utilizzata dall'età del Bronzo al VI secolo a.C. Il rinvenimento più importante è rappresentato dalla tomba principesca a tumulo con un ricchissimo corredo di cui faceva parte una biga con decorazioni in bronzo lavorato a sbalzo.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il centro storico ha conservato l'assetto urbano tipico del castello di poggio, circondato da mura, con elementi fortificati e porte, mentre le vie interne mantengono le caratteristiche dei borghi medievali.

Il gioiello di Monteleone è senza dubbio la biga, un carro da parata, straordinario prodotto di officine etrusche datato intorno al 540 a.C. Il telaio in legno di noce è rivestito da lamine di bronzo dorato lavorate a sbalzo con episodi legati alla figura dell'eroe greco Achille. La biga faceva parte del corredo sistemato nella tomba a tumulo del ricco principe locale e oggi rappresenta il pezzo più prestigioso della collezione etrusca del Metropolitan Museum di New York, che gli americani chiamano "Golden Chariot", Carro d'Oro. A Monteleone di Spoleto è visibile una copia a grandezza naturale custodita nei sotterranei del complesso monumentale di San Francesco della fine del Duecento, formato dalla chiesa e dall'annesso convento. L'interno è a due navate di diversa ampiezza e copertura e dispone di una porta di accesso al chiostro in cui sono esposti i materiali archeologici rinvenuti negli scavi di Colle del Capitano.

Interessanti anche il complesso di Santa Caterina, che ha la forma di un ovoide generato da quattro triangoli equilateri intersecantesi tra loro, la chiesa di San Nicola, con le pale dell'altare attribuite al Ghezzi e al Masucci, la torre dell'Orologio, porta dell'antico castello medioevale che domina il borgo, e il bel palazzo quattrocentesco Bernabò, a due piani con altana centrale.

Monteleone di Spoleto ha un notevole patrimonio naturalistico: il suo territorio è situato all'interno del Parco Naturale Coscerno-Aspra, tra i più gradevoli e interessanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico dell'intero Appennino centrale, costituito da una serie di imponenti rilievi montuosi separati da strette e profonde valli. La superficie di territorio è prevalentemente ricoperta da boschi intervallati da ampi pascoli e piccoli campi, frutto del rapporto che da millenni intercorre tra l'ambiente naturale e l'uomo.


Cerreto di Spoleto
Cerreto di Spoleto
Il paese dei Ciarlatani
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

È noto come il “paese dei Ciarlatani”: nel 1612 nel vocabolario della Crusca gli abitanti di questo borgo erano definiti "Coloro che per le piazze spacciano unguenti, o altre medicine, cavano i denti o fanno giochi di mano che oggi più comunemente dicesi Ciarlatani[…]”. Ma ritroverete tracce dell’antica storia di questo piccolo centro nelle sue numerose chiese e nelle notevoli raccolte documentali sulle tradizioni popolari e i mestieri di un tempo di Cerreto di Spoleto e dell'intera Valnerina

 

LA SUA STORIA

Per la sua posizione strategica fu, nel Medioevo, causa di aspre contese tra Spoleto e Norcia. La città visse gran parte delle sue vicende nell'orbita del Ducato di Spoleto, al quale subentrò lo Stato Pontificio fino alla nascita del Regno d'Italia.

 

UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI

Nel centro storico, che conserva tratti di mura medioevali e la Torre civica, potrete ammirare interessanti edifici religiosi come l'ex monastero di San Giacomo, complesso fortificato fondato nel XIII secolo e splendidamente ristrutturato, al cui interno sono custoditi affreschi di scuola umbra realizzati tra il XIV e XVI secolo. L'ex monastero è attualmente sede dell'Archivio Storico Comunale e del Cedrav (Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra), che dispone di una ricca documentazione multimediale sulle tradizioni popolari e di una interessante raccolta di oggetti domestici e strumenti di lavoro di un tempo.

Notevoli anche la chiesa di Santa Maria De Libera, di fabbrica rinascimentale, formata da due ambienti sacri sovrapposti, con preziosi affreschi quattro-cinquecenteschi, e, nella parte più elevata del borgo, la chiesa di Santa Maria Annunziata risalente al 1517, epoca in cui sono state unificate due piccole chiese preesistenti: al suo interno troverete una fonte battesimale a forma di un tempietto ottagonale (1546) e la Madonna del Rosario di Felice Damiani (1583).


 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI 

Sotto al paese, lungo la strada statale, fermatevi a Borgo Cerreto, grazioso villaggio dove sono ancora visibili i resti delle mura e dei torrioni difensivi. Qui sorge la chiesa di San Lorenzo, eretta in stile gotico nel XIII secolo, che conserva una Crocefissione dell'inizio del XIV secolo), una Madonna in trono con Santi del XVI secolo e, sull'altare maggiore, il Martirio di San Lorenzo della metà XV secolo.

In località Ponte, invece, potrete visitare la notevole chiesa di Santa Maria Assunta, antica pieve romanica con facciata a terminazione piatta su cui si apre un bel rosone, con doppio ordine di archetti. Sempre nelle vicinanze, in prossimità del villaggio di Ruscio, da non perdere il Santuario della Madonna della Stella, antico eremo agostiniano con la chiesa e le celle rupestri degli eremiti.

Infine, per dedicare un po’ di tempo al vostro relax e benessere, potete approfittare delle Terme di Cerreto di Spoleto, gli antichi Bagni di Triponzo, noti già in epoca romana per le proprietà terapeutiche delle acque ricche di zolfo e magnesio

Veduta di Cascia
Cascia
La città di Santa Rita
Vivi la città
Dove dormire
Scopri la città

STORIA

Le testimonianze archeologiche attestano una frequentazione dell'area fin dall'età preromana e il borgo di Cascia, l'ager Cassianus dei diplomi medievali, è forse l'erede di un piccolo insediamento rurale frequentato già all'epoca.

Assediata e conquistata dal bizantino Narsete nel 553, venne compresa nel Ducato Longobardo di Spoleto, e nel X secolo divenne una repubblica indipendente con propria moneta. Di tendenze ghibelline, fu costretta a lunghe guerre con Spoleto e con la Chiesa.

Dopo il dominio della signoria dei Trinci di Foligno, nel 1228 fu occupata da Federico II di Svevia. Devastata da un terremoto nel 1300, fu ricostruita e fortificata.

Nel 1516 fu nuovamente assediata e conquistata e la sua rocca distrutta. Nel XVI secolo si arrese allo Stato Pontificio sotto il cui dominio rimase fino al 1860.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Centro religioso, carico di misticismo e spiritualità legati alla devozione di Santa Rita, la città offre gioielli di grande interesse artistico come la monumentale chiesa di San Francesco, esempio di architettura gotica con un bel rosone e portone ogivale, la chiesa di Sant' Antonio Abate dell'antico complesso benedettino, riedificata sul finire del XV secolo, ristrutturata e notevolmente modificata nel 1707.
La chiesa, parte del circuito museale cittadino insieme a palazzo Santi, conserva due pregevoli cicli di affreschi: gli Episodi della vita di Sant'Antonio Abate nel presbiterio, opera del Maestro della Dormitio di Terni (inizi del XV secolo), e le Storie della Passione di Cristo, nel coro delle monache, tra le più impegnative testimonianze di Nicola da Siena (1461).
Da vedere anche la collegiata di Santa Maria, antica pieve con scarse tracce delle primitive strutture romaniche, conserva un ricco patrimonio di dipinti, testimonianza della fiorente attività di frescanti locali quattro-cinquecenteschi, e di arredi sacri, e la gotica chiesa di Sant'Agostino, sulla sommità del colle nei pressi della Rocca, al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi di scuola umbra e perugina.

Di notevole interesse storico e religioso sono la basilica e il monastero di Santa Rita: il santuario, costruito nel 1947, è un intreccio di stili di imitazione del gotico e del bizantino e conserva la cella della Santa e il suo roseto.

Da visitare anche il Museo comunale di palazzo Santi, con importanti reperti archeologici e una collezione di sculture lignee tra le più importanti d'Italia, e palazzo Carli, forse l'esempio più rappresentativo dell'architettura civile della città, dove vengono conservati gli archivi e la biblioteca.

Nei dintorni meritano una visita il centro di Roccaporena, paese natale di Santa Rita, ricco di ricordi legati alla sua vita (la casa dove visse, l'orto del miracolo, lo scoglio e il roseto), e il tempio romano in località Villa San Silvestro (altopiano di Chiavano): esteso nell'area della chiesa di San Silvestro, l'edificio templare, tuttora in corso di scavo, è certo da collegare alla colonizzazione della Sabina attuata nel 290 a.C.


Banner: Dove dormire a TOREPLACE

Scopri le offerte
dove dormire in umbria
Dove dormire a Dettaglio luogo
Scopri le migliori strutture e offerte per dormire in città