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Citerna
Citerna
Il borgo e le sue antiche cisterne sotterranee
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Situato a nord dell'Umbria, al confine con la Toscana, Citerna è un incantevole borgo medievale adagiato al di sopra di un colle tra la valle del torrente Cerfone e la pianura attraversata dal Sovara in posizione dominante sulla valle Tiberina.
Secondo alcuni autori, il nome deriverebbe dalla presenza di cisterne, distribuite entro il perimetro delle mura, che anticamente fungevano da serbatoio idrico.

 

LA SUA STORIA

CIterna ha antiche origini umbro-etrusche. Dopo la conquista romana, ha subito nei secoli le vicende che nel Medioevo videro alternarsi varie dominazioni, prima barbariche e poi delle varie famiglie locali.

Nel 1221, per sottrarsi alle insidie dei comuni vicini, fece atto di sottomissione a Città di Castello e ne seguì le sorti sino a quando entrò nei possedimenti dello Stato Pontificio (1463). Agli inizi del ‘500 fu data in vicariato alla famiglia Vitelli di Città di Castello, che la tenne sino alla fine del secolo.

Nel 1860 fu la prima cittadina umbra che entrò a far parte del Regno d'Italia.


 

UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI

Dalla terrazza della Rocca, fortificazione di origine Longobarda, si può scorgere il monte della Verna e il monte Fumaiolo, da cui nasce il Tevere: seguendo il suo corso appaiono il borgo di San Sepolcro e gli altri centri dell'Alto Tevere. Dall'arco che guarda a nord-ovest, oltre il Torrione rotondo e il Cassero, si scorge la valle del Cerfone, che conduce ad Arezzo.

Nel centro storico meritano una visita la chiesa di San Michele Arcangelo, che custodisce la pregevole Crocifissione su tavola di Nicolò Circignani detto il Pomarancio, il quattrocentesco palazzo Vitelli, per la ricchezza degli arredi, e la chiesa di San Francesco (1316), che conserva importanti opere. Tra queste una Deposizione (XVI secolo) del Pomarancio, una terracotta robbiana con frutti e cherubini, dipinti attribuiti a Raffaellino del Colle, affreschi riferiti alla bottega di Luca Signorelli, un coro ligneo del 1550, altari e raffinati intagli. Fa parte della chiesa anche la splendida Madonna con Bambino in terracotta policroma, datata attorno al 1415 e recentemente attribuita a Donatello giovane.

Uscendo dalla chiesa si incontra il piccolo palazzetto "Prosperi", con la cinquecentesca sala del Camino detto degli innamorati. Poco dopo un piccolo arco immette nel percorso del suggestivo camminamento medievale che corre lungo il perimetro delle mura.

 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Da vedere, nei dintorni, l'ex monastero del SS. Crocifisso (XVI secolo) in località Cerecchio, e le chiese di Santa Maria e di Santo Stefano a Pistrino. Vicino a Citerna, la frazione di Fighille, importante centro di produzione di ceramiche nel Medioevo.

Le strade che conducono sulla collina di Citerna, con un fantastico panorama dell'Alta Valle del Tevere umbra e toscana, sono il miglior biglietto da visita di questo borgo medievale.

Panicale
Panicale
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STORIA

Il territorio, abitato dagli Etruschi, fu un rifugio sicuro dei soldati romani scampati alla battaglia del Trasimeno vinta dai Cartaginesi di Annibale. Dopo la caduta dell'Impero Romano e la fine del dominio longobardo, Panicale, nel 1037, divenne uno dei primi Comuni italiani che si dichiararono liberi e indipendenti da ogni dominazione esterna. Nel XIII secolo accettò la signoria di Perugia, ma nel 1316 tornò libero Comune con un proprio governo autonomo. Il castello di Panicale era considerato uno dei più importanti e fortificati d'Italia e resistette a ogni tentativo di conquista fino al 1643, quando le armate di Firenze lo conquistarono durante la guerra tra lo Stato Pontificio e il Ducato di Parma. Panicale fece poi parte dei domini della Chiesa sino alla costituzione del Regno d'Italia.

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il centro storico ha mantenuto intatto l'impianto tipicamente medievale. Tra le due porte d'accesso, Porta Fiorentina e Porta Perugina, ci sono tre piazze su tre livelli diversi: in quella più in basso si trova la fontana quattrocentesca, nella seconda, l'imponente Collegiata di San Michele identifica la piazza del potere religioso e nella terza, più in alto, il Palazzo del Podestà è il cuore del potere politico.

Tra i monumenti di maggior pregio artistico si segnalano la bella Fontana, la Collegiata di San Michele Arcangelo, ottimo esempio del barocco umbro, il Palazzo del Podestà, edificio del ‘300, con finestre a doppia ogiva e un alto campanile che si scorge fin da sotto la valle, il Teatro Cesare Caporali, uno dei più piccoli dell'Umbria, interamente realizzato in legno e decorato con stucchi dorati e festoni dipinti.

Da non perdere anche la visita al Museo del Tulle, nell'ex chiesa di Sant'Agostino, in piazza Regina Margherita, dedicato ad Anita Belleschi Grifoni, la panicalese che ripropose agli inizi del Novecento un particolare tipo di ricamo su tulle denominato "Ars Panicalensis".

All'interno del palazzo Comunale la Pinacoteca Mariottini ospita 31 tele raffiguranti ritratti celebrativi di uomini della città.

Notevole il complesso del San Sebastiano, realizzato nel XVII secolo dai Padri Gesuiti, inserito in un bel parco e appoggiato a ridosso della Chiesa di San Sebastiano, che custodisce due splendidi affreschi del Perugino: il Martirio di San Sebastiano e la Madonna con il Bambino tra santi.

Poco distante sorge la Chiesa della Madonna della Sbarra, costruita nel 1625, fuori dalle mura del castello nel luogo dove anticamente sorgeva il casello daziario (da cui "sbarra").

Nei dintorni sono da visitare il Santuario della Madonna di Mongiovino, in puro stile rinascimentale, che all'interno contiene opere dei maggiori scalpellini e intagliatori dell'epoca (Lorenzo da Carrara, Giovanni Lombardo, Domenico Fiorentino), e il Santuario della Madonna di Grondici, immerso tra boschi di querce, olivi, cipressi e pini in una suggestiva posizione, meta di pellegrinaggi per la presenza di un'immagine ritenuta miracolosa, dipinta nel 1495 da Gregorio Gregari.


Piegaro
Piegaro
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STORIA
Fondata dai Romani nel 290 a.C., nel Medioevo fece parte dei feudi delle città vicine (Montegabbione, Orvieto, Perugia, Marsciano. Nel XVI secolo entrò a far parte dello Stato della Chiesa e vi rimase fino all’unità d’Italia. ARTE, CULTURA, AMBIENTE

 

Nel centro storico del borgo sono interessanti da vedere il Museo del Vetro, situato in un'antica fabbrica di vetri, la Chiesa di San Silvestro, la Chiesa della Madonna della Crocetta (XVI secolo), con una statua lignea dell'Ecce Homo, Palazzo Misciatelli-Pallavicini (XVIII sec.) e il Palazzo dei Conti Bulgarelli di Marsciano.

 

Nei dintorni, Piegaro offre interessanti opportunità di visita: a Castiglion Fosco, piccolo borgo medievale caratteristico per la particolare torre a forma cilindrica, la Chiesa di Santa Croce; nel borgo medievale di Cibottola il Castello, la Chiesa di San Fortunato e il Convento di San Bartolomeo; a Gaiche il Castello (XIII secolo), la Chiesa di San Lorenzo (1391) e l'Oratorio di San Bernardino, a Greppolischieto la Chiesina di San Lorenzo (XIV secolo); a Pietrafitta l'Abbazia dei Sette Frati (XI-XII secolo), la Chiesa della Madonna del Fosso e di Santa Maria Assunta. Nella zona di Pietrafitta sono presenti antichi giacimenti di lignite dovuti all'antica presenza del lago Tiberino. Da qui provengono i reperti di vertebrati fossili (elefanti, cervi rinoceronti) conservati nel Museo Paleontologico Luigi Boldrini.

Da non perdere la bella vista panoramica dalla valle del Nestore fino a Perugia e al Lago Trasimeno, che si gode dal parco del Monte Arale.


Tuoro sul Trasimeno
Tuoro sul Trasimeno
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STORIA
Il primo grande evento della storia di Tuoro è legato alla " battaglia del Trasimeno", avvenuta il 24 giugno del 217 a.C., nella quale l'esercito cartaginese di Annibale annientò l'esercito romano.
Durante il Medioevo subì le vicende e le lotte legate alla conquista di una posizione strategica al confine tra Perugia e la Toscana. Nel XVI secolo fu inserita nei domini della Chiesa come importante stazione di posta e dogana e conobbe un lungo periodo di pace.
ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Nel centro storico, dal caratteristico aspetto di borgo medievale, si può ammirare il Palazzo della Capra che secondo la leggenda sorge sul mausoleo del comandante romano.

Nei dintorni, nei pressi del Lido di Tuoro, in località Punta Navaccia, area di grande interesse naturalistico, si ammira Campo del Sole, un museo all'aperto che raccoglie 27 grandi sculture a colonna realizzate in pietra arenaria da famosi artisti italiani e stranieri: le opere, disposte a spirale con al centro una tavola sormontata da un simbolo solare, hanno l'aspetto di moderni totem. Interessante anche Castel Ranieri, appartenuto alla famiglia dei Montemelino, da dove si può godere di una bella vista del lago, e la Pieve di Confine, eretta agli inizi del XII secolo e posta solo a qualche chilometro dall'abitato.

Molto suggestivo il percorso storico della "battaglia del Trasimeno", che ricostruisce le fasi salienti della disfatta dell'esercito romano contro i cartaginesi di Annibale. Attraverso un itinerario guidato è possibile visitare gli scavi archeologici circostanti, dove sono visibili gli "Ustrina", grosse fosse ricavate nel calcare dove Annibale fece incenerire i soldati morti in battaglia.

Del territorio comunale fa parte l'Isola Maggiore, dove si possono visitare la chiesa romanica di San Salvatore, del XII secolo, quella di San Michele Arcangelo del XIV secolo e il Castello Guglielmi, eretto nel 1891 su resti dell'ex convento di S. Francesco.


Corciano
Corciano
Caratteristico borgo medievale
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STORIA

Nel VI secolo a.C. il territorio fu abitato dagli Etruschi e poi dai Romani, nel 1136 il castrum di Corciano divenne parte dei possedimenti del vescovo di Perugia. Nel 1223, San Francesco, di ritorno dall'isola Maggiore sul lago Trasimeno, si fermò a Corciano e, secondo la tradizione, in ricordo del suo passaggio venne iniziata la costruzione della chiesa di San Francesco.
Nel 1334 una Bolla Pontificia di Giovanni XXII autorizzò l'edificazione del complesso monastico di Sant'Agostino. Nel 1364 il castello fu saccheggiato dalla "Compagnia Bianca" al servizio del legato pontificio Egidio Albornoz. Nel 1416 il capitano di ventura Braccio Fortebraccio da Montone espugnò Corciano dopo un lungo assedio. Nel 1482 venne iniziata la costruzione del torrione di porta Santa Maria per potenziare le difese del castello. Nel 1860 entrò a far parte del Regno d'Italia.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Un'alta cinta muraria racchiude l'antico castello medievale di Corciano, ricco di testimonianze storiche e di opere d'arte. Al suo interno si susseguono vicoli, scalinate, palazzi, torri, giardini, chiese e campanili, nella cornice di un'intatta struttura medievale.
Da vedere, nel centro storico, il torrione di porta Santa Maria, la centrale piazza Coragino con un bel pozzo del ‘500, il palazzo Municipale, già residenza cinquecentesca dei duchi Della Corgna, il palazzo del Capitano del Popolo e il palazzo dei Priori, la chiesa di Santa Maria Assunta al cui interno si trovano la tavola dell'Assunta del Perugino (1513) e il Gonfalone di Benedetto Bonfigli dipinto nel 1472, la chiesa museo di San Francesco, in stile gotico, con affreschi databili tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV secolo (sotto il cui pavimento sono state ricavate 21 tombe familiari, chiuse da lastre tombali, dove sono riprodotti gli stemmi delle più importanti famiglie corcianesi).

 

Interessante anche la chiesa di Sant'Agostino (1334), in cima ad una collina ricca di ulivi di fronte al colle di Corciano, con tele del XVIII secolo e statue lignee dei santi patroni San Michele Arcangelo, San Sebastiano, San Rocco e San Macario.

A Corciano è inoltre possibile visitare, dentro le mura cittadine, nella cinquecentesca chiesa di San Cristoforo, il museo della Pievania e, in una tipica abitazione del centro cittadino, in via Tarragone, il museo della casa contadina.
Fuori le mura, in via Cornaletto, all'interno di un edificio destinato a divenire un centro culturale di grande importanza per il territorio, sorge l'Antiquarium che raccoglie reperti paleontologici, preistorici e numerose testimonianze di età etrusca e romana provenienti dal territorio comunale.

Nei dintorni, oltre alla necropoli etrusca di Strozzacapponi (quest’area archeologica è temporaneamente chiusa al pubblico), merita una visita il magnifico castello di Pieve del Vescovo, restaurato e trasformato in villa nel 1570 su disegno dell'architetto Galeazzo Alessi: nella chiesetta dedicata a San Giovanni è conservato un importante affresco della scuola del Perugino. Infine, sono interessanti da vedere i castelli di San Mariano, Mantignana, Solomeo, borgo magnificamente ristrutturato, Chiugiana, Castelvieto, Capocavallo e Migiana, dove si trova una Cava di notevole interesse paleontologico per i fossili di ammonite.

Il territorio di Corciano offre un patrimonio naturalistico di interesse comunitario: dal borgo storico si gode di un vasto panorama che spazia dalle verdeggianti pendici del Monte Malbe, del Monte Tezio e Monte Acuto a quelle del Monte Amiata, che è possibile scorgere, in lontananza, nelle giornate più limpide. La sommità di Monte Malbe, nota come Colle della Trinità è un'area boschiva, tipica macchia mediterranea, costituita da svariate specie arboree (leccio, roverello, cerro, corbezzolo e ginepro).


Paciano
Paciano
Paciano
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STORIA
Le origini etrusco-romane sono testimoniate dai reperti archeologici della zona, mentre i primi documenti scritti risalgono al X secolo. Nei secoli successivi Paciano fu sottoposta prima a Chiusi e poi a Perugia, che gli assegnò il ruolo di borgo fortificato di frontiera. ARTE E CULTURA

Il centro storico, racchiuso da una cinta muraria trecentesca con torri e tre porte di accesso (Porta Fiorentina, Porta Perugina, e Porta Rastrella) mantiene intatto l'aspetto di borgo medievale. Del castello più antico rimane un unico rudere di una torre, detta Torre d'Orlando, mentre tra le opere architettoniche spiccano la Rocca Buitoni, Palazzo Cennini e Palazzo Baldeschi, sede del Museo Banca della Memoria del Trasimeno, archivio virtuale di memorie e patrimoni culturali collettivi.

Nel nucleo urbano si trovano numerose chiese edificate in epoche diverse. La più antica è la cosiddetta Chiesa Dentro (o di San Giuseppe), oggi sede del Museo Don Aldo Rossi che conserva un antico gonfalone comunale della bottega del Bonfigli, oltre a una serie di espositori nei quali sono collocati pregevoli arredi ecclesiastici del XVI-XVIII secolo provenienti dal territorio. Da vedere anche la Chiesa di San Carlo Borromeo, ornata da un ricco portale seicentesco. Dinanzi alla Porta Fiorentina si trova l'omonima Pieve, anteriore all'anno 1000, circondata da distese verdi che fanno da sfondo alle numerose manifestazioni che ospita ogni anno. Interessante anche la Chiesa della Madonna della Stella, costruita nel 1572 in seguito all'avvistamento, da parte di un pellegrino, di una stella adagiata per tre giorni sopra l'immagine della Madonna.

La Confraternita del Santissimo Sacramento, sede della Pinacoteca, conserva una grande Crocifissione del pittore Francesco Nicolò di Città della Pieve dietro commissione del priore Andrea di Giovanni.

Nella grande sala confraternale sono stati collocati anche alcuni tra i più importanti dipinti che Paciano tuttora conserva: la Madonna del davanzale assegnata a Bernardino di Mariotto (fine XV secolo), un'Annunciazione della prima metà del Seicento, due dipinti raffiguranti Santa Lucia. Una piccola sezione è dedicata al pacianese Antonio Castelletti (1764-1840)

Nel museo è anche ricostruito il polittico di Antonio e Giovanni Sparapane, di cui si conservano due laterali raffiguranti Santa Mustiola e San Pietro apostolo (1475-78).


Città della Pieve
Città della Pieve
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STORIA

 

Centro etrusco-romano, nel VII secolo divenne la potente "Castrum Plebis", sorta attorno alla Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Nel 1188 fu sottomessa a Perugia e, sotto Federico II di Svevia, il libero Comune assunse l'attuale assetto urbanistico (1250).

 

L'instabilità politica e militare continuò fino al 1600 quando Città della Pieve entrò a far parte dello Stato Pontificio divenendo un centro amministrativo e religioso importante. Rimase sotto il dominio della Chiesa (salvo la parentesi napoleonica) fino al 1860.

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

 

Il centro storico mantiene l'impianto urbanistico originario tipicamente medievale sul quale si sono innestati elementi architettonici di gusto rinascimentale, barocco, rococò, neoclassico, che evidenziano la vitalità artistica della città. Da visitare la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio (Duomo), che conserva le opere di due grandi pittori di Città della Pieve, il Perugino e il Pomarancio, e l'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, dove si trova la straordinaria "Adorazione dei Magi" del Perugino.

 

Oltre alla torre Civica, eretta nel XII secolo, e la torre del Vescovo, torrione di avvistamento edificato probabilmente nel 1326, notevoli sono la Rocca (1326), con cinque torri, il Palazzo della Corgna (XVI secolo), sede della biblioteca comunale e di esposizioni temporanee, palazzo Bandini (XVI secolo) e palazzo Baglioni, del XVIII secolo.

Fuori dalle mura cittadine si trovano la chiesa di Sant'Agostino, di San Francesco, oggi santuario della Madonna di Fatima, la chiesa di Santa Maria dei Servi, con l'affresco del Perugino raffigurante la Deposizione dalla Croce, e la chiesa di Santa Lucia.

Una curiosità: lungo via Vannucci si incontra il "vicolo Baciadonne", considerato il vicolo più stretto d'Italia per la sua larghezza che varia dai 50 ai 60 centimetri.

Nei dintorni, poco fuori la città, si incontra Santa Maria degli Angeli, eremo francescano che ha l’aspetto di una costruzione gotica con campanile a vela.

La collocazione in un'area di confine rappresenta un elemento caratteristico del paesaggio, nel quale si intrecciano armonicamente impronte umbre, toscane e laziali, impreziosite dalla grazia dell'ambiente naturale: colline morbide che si colorano della luminosità magnetica sprigionata dai dipinti del Perugino, del verde argentato che incornicia la campagna intorno al suo splendido borgo, che esalta le forme addolcite dei campi coltivati, e del rosato intenso del cotto, eco dell'antica tradizione locale nella fabbricazione del laterizio prodotto in loco fin dagli inizi del Duecento.


Castiglione del Lago
Castiglione del Lago
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STORIA

 

Conquistata dagli Etruschi, fu sottoposta alla giurisdizione della vicina Chiusi e conservò per molti secoli il nome di "Castrum Clusii" (castello di Chiusi). Dopo l'epoca romana il territorio fu bonificato e collegato alla Valdichiana.

 

Nel Medioevo divenne borgo potentemente fortificato, con la costruzione del Castello, poi distrutto e riedificato fino a che Federico II di Svevia (XIII secolo) lo fece abbattere e ricostruire per trasformarlo in una fortezza chiamata 'Castello del Leone’, da cui l'attuale denominazione del Comune.

Dal XVI al XVII secolo fu marchesato e poi ducato dei Della Corgna. Quando, nel XVII secolo, la famiglia dei della Corgna si estinse, Castiglione del Lago divenne un possedimento della Chiesa fino all'Unità d'Italia (1860).

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

 

Il centro storico è circondato dalle mura medievali con le tre porte Fiorentina, Senese e Perugina. Notevole la Rocca del Leone, uno degli esempi più interessanti di architettura militare umbra del Medioevo: realizzata nel 1247, su progetto di Frate Elia Coppi da Cortona, è a forma di pentagono irregolare, con cinque torri e tre porte, dominata dal mastio triangolare alto quasi 30 metri. Il cammino di ronda offre una splendida visuale sul lago, mentre il vasto spazio interno è oggi utilizzato come anfiteatro naturale per spettacoli.

 

Altro edificio di grande pregio artistico è Palazzo Ducale o della Corgna, fatto costruire da Ascanio della Corgna nel 1560 su progetto del Vignola o di Galeazzo Alessi: offre interni riccamente affrescati da Niccolò Circignani detto "Il Pomarancio" e Salvio Savini, con scene mitologiche e imprese del capitano di ventura Ascanio della Corgna che nell'insieme rappresentano uno dei migliori esempi della pittura manieristica della regione.

Da vedere la chiesa di Santa Maria Maddalena, con una pregevole tavola del 1500 di un allievo del Perugino, una "Madonna del Latte" di scuola senese del ‘300 e affreschi di Mariano Piervittori (1850), la chiesa di San Domenico di Guzman, con un bel soffitto ligneo a cassettoni e un ambulacro destinato a tomba dei della Corgna, e, sulla piazza principale del borgo, piazza Mazzini, il palazzo del Capitano del Popolo del XIII secolo.

Nei dintorni, Castiglione del Lago presenta numerosi insediamenti di origine etrusca diffusi in vari piccoli centri costruiti sulle colline circostanti: a Gioiella, Vaiano, Pozzuolo, e nei pressi di Panicarola il santuario della Madonna della Carraia (necropoli protovillanoviana). Il santuario, eretto nel XVII secolo, ha un interno ampio a croce greca e un notevole altare ligneo con la venerata immagine della Madonna con Bambino.

Di grande interesse naturalistico e ambientale l'Isola Polvese, la più grande del lago Trasimeno, destinata ad oasi attrezzata e parco didattico-ambientale, presenta una ricca vegetazione con boschi di leccio, alloro, roverella e offre la possibilità di ammirare un patrimonio faunistico di grande interesse.


Magione
Magione
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STORIA

Di origini etrusco-romane, le prime notizie storiche risalgono al Medioevo, in una documentazione in cui si parla di Villa di Pian di Carpine posto all'incrocio dalle strade tra Perugia, Chiusi e il Lago Trasimeno, passaggio obbligato di tutti i pellegrini provenienti o diretti a Roma. Per assistere questi pellegrini, i Cavalieri dell'Ordine Ospitaliero di San Giovanni da Gerusalemme fondarono uno ospizio chiamato "La Magione di Pian del Carpine". Dalla Casa Ospitale dei Cavalieri, il nome si estese a tutto l'abitato che lo circondava dando vita all'odierna Magione.

Asservita a Perugia, verso la fine del 1300, i Cavalieri di Malta trasformarono l'ospizio in castello per motivi di sicurezza, dentro il quale, nel 1502, fu ordita la congiura contro Cesare Borgia, figlio naturale di Papa Alessandro VI. Il complotto fu scoperto e Cesare Borgia si vendicò facendo strangolare i congiurati.

Magione è anche la patria di Frate Giovanni da Pian del Carpine, seguace di San Francesco e così affascinato dai grandi viaggi, che nel 1245 partì per l'Oriente arrivando fino in Mongolia, alla corte del Gran Khan. Al suo ritorno scrisse una Historia Mongolorum (Storia dei Mongoli).

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

L'edificio più rappresentativo della città è il Castello dei Cavalieri di Malta, uno dei più belli dell'Umbria, caratterizzato da una pianta quadrata con torrioni circolari e un cortile sul quale per tre lati si affacciano logge sovrapposte in tre ordini. La struttura attuale, sorta sul nucleo di un ospizio fondato nel XII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani, è frutto di un ampliamento del castello preesistente che incorporò anche un'antica abbazia benedettina del XII secolo, che si suppone fosse stata sede dell'ordine dei Templari.
Interessanti la Chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1571, con una maestosa facciata decorata secondo lo stile barocco e arricchita dal ciclo di affreschi di Gerardo Dottori, la chiesa della Madonna delle Grazie (1209), che conserva la "Vergine in Trono con il Bambino" (1371), dipinto attribuito ad Andrea Di Giovanni da Orvieto, la Torre dei Lambardi, realizzata tra il XII e XIII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani come sistema difensivo, e il Palazzo Comunale, dove si trovano affreschi di Gerardo Dottori.

Nei dintorni meritano una visita l'antico borgo medievale di Montecolognola, da dove si gode di una vista magnifica sul Trasimeno, con la Chiesa di Santa Maria Annunziata, il Castello di Agello, la Badia con la Chiesa Romanica a Sant'Arcangelo, il Museo della Pesca di San Feliciano, con una interessante retrospettiva storico antropologica del lago Trasimeno.

Di grande interesse ambientale l'Oasi naturalistica "La Valle", posta all'interno del Parco Regionale del Trasimeno, che dispone di un Centro visite, un Centro di documentazione del Trasimeno con testi naturalistici e scientifici, una stazione di inanellamento degli uccelli, una Passerella in legno e degli Osservatori per praticare il birdwatching.


Passignano sul Trasimeno
Passignano sul Trasimeno
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STORIA

Sul territorio, abitato dagli Etruschi e dai Romani, si fermarono le truppe di Annibale (217 a.C.) per decimare le truppe romane sconfitte nella famosa battaglia del Trasimeno, ma anche i Goti, i Longobardi e i Bizantini che si contendevano il controllo del territorio.

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il nucleo più antico della città mantiene intatto l'aspetto di borgo fortificato, racchiuso entro la cinta di mura medioevali, della quale sopravvivono le porte di accesso e le torri come la cosiddetta Torre di Ponente, che ancora custodisce lo stemma del Comune.

Nel punto più alto del paese sorge la Rocca, di epoca medievale, al cui interno è allestito il Museo delle Barche, dove sono esposte alcune imbarcazioni del Lago Trasimeno, di Piediluco, del Padule di Fucecchio, oltre al "Fassoi", barca realizzata con piante palustri, dello Stagno di Cabras, in Sardegna.

Tra gli edifici di pregio artistico si segnalano la Chiesa di San Cristoforo, chiesa del cimitero, antica Pieve costruita prima del 1000 sulle rovine di un precedente tempio pagano, la quattrocentesca Chiesa di San Rocco, la Chiesa di San Bernardino.

Notevole il cinquecentesco Santuario della Madonna dell'Uliveto, al cui interno si conservano opere pittoriche e scultoree di pregio come la Madonna col Bambino in pietra arenaria di Ascanio da Cortona.

Nei dintorni merita una visita il piccolo borgo di Castel Rigone, splendida terrazza panoramica sul Trasimeno, dove si trova il Santuario della Madonna dei Miracoli, considerato uno dei capolavori del Rinascimento umbro.

Tutto il territorio è ricco di testimonianze ambientali: da Passignano si raggiungono in battello l'Isola Polvese e l'Isola Maggiore, dove si possono visitare la Chiesa Romanica di San Salvatore, del XII secolo, e quella di San Michele Arcangelo (XIV secolo).


Gualdo Cattaneo
Gualdo Cattaneo
Il piccolo borgo circondato da boschi
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STORIA

La fondazione dell'antico "Gualdum Captaneorum", castello arroccato sulle pendici dei Monti Martani, risale al 975, quando il Conte Edoardo Cattaneo, vassallo dell'imperatore Ottone II di Sassonia, lo ricevette in feudo e vi costruì una Rocca. Di sicuro ebbe origine longobarda: il toponimo Gualdo deriva da "Wald" (selva, bosco) e Cattaneo da "Captaneorum" (capitani, signori al servizio del re).

Per la sua posizione militarmente strategica, fu spesso al centro di aspre contese e alterne dominazioni tra Foligno e Spoleto. Nel 1198 divenne feudo del Ducato di Spoleto: in seguito, Foligno riprese il dominio su Gualdo Cattaneo e lo conservò fino al 1439 quando la città viene annessa allo Stato Pontificio e, salvo la parentesi napoleonica, la Chiesa conservò il dominio fino all'Unità d'Italia (1860).

 

ARTE E CULTURA

Sulla piazza principale del borgo si erge la poderosa Rocca, un fortilizio a forma di triangolo equilatero con tre torri comunicanti tra di loro e per vie sotterranee con le sottostanti mura castellane. Interessanti la chiesa di Sant'Agostino, del 1136 con affreschi di scuola folignate, la chiesa parrocchiale intitolata ai Santi Antonio e Antonino (1260), ristrutturata nell'Ottocento, con un'elegante cripta romanica detta anche chiesa sotterranea, che conserva le reliquie dei santi, e la chiesa di Sant'Andrea, romanica, ma rifatta nel 1804.

Nei dintorni, il territorio offre un interessante itinerario grazie ad un sistema di castelli e costruzioni medievali che si configurano come un vero e proprio sistema difensivo: sorti prevalentemente nel basso Medioevo (XIII-XIV secolo), costituiscono uno straordinario museo all'aperto. Tra le fortificazioni il castello di Barattano è l'archetipo più marcato. Notevole il borgo fortificato di San Terenziano, dove merita una visita la chiesa omonima.

A Grutti da vedere le grotte sotterranee e l'abbazia romanica di Santa Maria di Agello, a Marcellano la chiesa della Madonna del Ponte, a Saragano il Castello longobardo, e a Pomonte il palazzo baronale e i resti del "Castellaccio".


Fossato di Vico
Fossato di Vico
Il borgo delle "Rughe"
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STORIA

La sua importanza strategica lungo la Via Flaminia fu all'origine del suo primitivo sviluppo, ma anche causa, dopo la caduta dell'Impero Romano, di violenti scontri tra Goti e Bizantini e di successive contese e dominazioni per tutto il Medioevo. Nel X secolo fu feudo dei Conti di Nocera, nel XII passò ai Conti di Marsciano che, dopo averlo sottomesso prima a Gubbio e poi a Perugia, lo cedettero definitivamente a Gubbio.

Nel XIII secolo, dopo che Perugia riconquistò militarmente il territorio, si costituì in libero comune. Nel 1442 riuscì a resistere agli assalti delle truppe di Francesco Sforza, ma nel 1500 Cesare Borgia, figlio del Papa, distrusse e saccheggiò il paese come poi fece il Duca di Urbino nel 1517. Nel 1540 entrò a far parte dello Stato della Chiesa e, salvo la parentesi napoleonica, vi restò fino alla creazione del Regno d'Italia (1860).

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il territorio comunale si compone di due parti. Una, lineare e pianeggiante, lungo la strada statale Flaminia e l'altra arroccata sulla collina. Quest'ultima, chiamata Fossato Alto, è un tipico borgo medievale, che conserva importanti testimonianze storiche, come il vecchio Palazzo comunale, la Torre dell'Orologio costruito dai fratelli Gricci, la Torre merlata della porta d'ingresso, e antichi edifici di culto come la chiesa di San Pietro, con forme gotiche francesi importate dai Cistercensi e la chiesa di San Benedetto, edificata nel XIV. All'interno resti di affreschi di scuola eugubina tra cui un ritratto di Urbano V.

Di straordinaria bellezza sono le "Rughe", una via coperta con volte in pietra a tutto sesto, raro esempio di architettura castellana duecentesca con funzione prevalentemente difensiva.

Interessante la Cappella della Piaggiola, con pregevoli affreschi attribuiti al pittore eugubino Ottaviano Nelli, la chiesa Camaldolese di San Cristoforo (XIII secolo), la chiesa di San Sebastiano e il Monastero di Santa Maria del Fonte (XIII secolo), che ospita una comunità di monache benedettine di clausura. Da visitare anche l'Antiquarium comunale che documenta siti e manufatti di età romana.

Nei dintorni del borgo si trova il Ponte di San Giovanni, della prima età imperiale, situato lungo il percorso della Via Flaminia, un secondo ponte Romano, del I secolo a.C., è visibile in località Palazzolo, realizzato in grossi conci calcarei lavorati a bugnato e, in aperta campagna, il Santuario della Madonna della Ghea.

Il territorio comunale è in parte inserito nel Parco Regionale del Monte Cucco, area naturale protetta dal 1995. Il suo patrimonio paesaggistico e ambientale è molto ricco, sia per la fauna che per la flora.


Basilica di San Benedetto
Norcia
Norcia
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STORIA

 

Antica città dei Sabini, Nursia fu conquistata dai Romani e divenne un importante municipio. Libero comune nell'XI secolo, nel Quattrocento passò definitivamente alla Chiesa, che le concesse una notevole autonomia. Attorno al 480 vi nacque San Benedetto. Più volte distrutta nell'arco dei secoli da vari terremoti, conserva un notevole patrimonio d'arte e di memorie storiche legate alla vita del fondatore dell'ordine benedettino.

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

 

 

Articolata in rioni (guaite) e con un tessuto urbanistico di impronta sette-ottocentesca, Norcia vanta un ampio patrimonio storico-artistico che la inserisce tra le più importanti città d'arte dell'Umbria.

 

Sulla piazza principale si affacciano i più importanti e antichi edifici storici della città: intorno alla statua dedicata a San Benedetto, fanno da cornice la Castellina, monumentale rocca costruita nel 1554 su disegno del Vignola, oggi sede del Museo Civico e Diocesano, il palazzo Comunale, con doppio loggiato, la Basilica di San Benedetto, eretta su vestigia romane del I secolo, con facciata gotica del XIV secolo, nella cui cripta sono conservati i resti di un antico edificio romano identificato dalla tradizione con la casa paterna dei Santi gemelli Benedetto e Scolastica, il portico delle Misure, costruito intorno alla metà del Cinquecento come mercato al coperto dei cereali. Leggermente defilata rispetto alla piazza la Concattedrale di Santa Maria Argentea, del XVI secolo, con un altare di Duquesnoy (1640).

Da vedere il complesso di San Francesco, del secolo XIV, oggi sede dell'Auditorium, della Biblioteca comunale e dell'Archivio storico, il palazzo dei Cavalieri di Malta, attuale sede del Museo dell'Arte Contadina, e la chiesa di Sant'Agostino, edificata nel XIV secolo.
Molto interessanti il Tempietto, l'edificio storico più originale e meglio conservato di Norcia, opera del 1354 del nursino Vanni della Tuccia, la chiesa di San Giovanni, una delle più antiche di Norcia, che conserva un bel soffitto ligneo e l'altare rinascimentale del 1649, l'oratorio di Sant'Agostinuccio, con un elegante soffitto ligneo e un prezioso altare barocco, la chiesa della Madonna Addolorata, che custodisce la miracolosa immagine della Madonna raffigurata su una tela dipinta nel XVIII secolo, la chiesa del Crocifisso, proprio a ridosso delle mura urbiche, nella parte alta della città, e la chiesa di San Lorenzo, la più antica di Norcia.

Norcia è nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: la città è circondata da montagne che arrivano ad oltre 2000 metri di altezza, autentico paradiso per escursionisti e sciatori. Tra le montagne, in grandi anfiteatri pianeggianti, si producono pregiati raccolti (famose le lenticchie del piano di Castelluccio) e si allevano grandi quantità e varietà di animali (i maiali per la produzione dei pregiati salumi della norcineria).

A poca distanza dalla città, negli ampi piani di Castelluccio, ha sede la scuola europea di volo libero, mentre nei numerosi sentieri all'intero del Parco Nazionale si svolgono escursioni a piedi, a cavallo e anche trekking con i muli; i corsi d'acqua del Sordo e del Corno offrono la possibilità di praticare rafting e canyoning, mentre le suggestive pareti rocciose, le grotte carsiche e le gole che caratterizzano l'intero territorio della Valnerina sono il luogo ideale per free-climbing e speleologia.

Nei dintorni meritano una visita Forca Canapine (20 km da Norcia, a 1541 metri), centro turistico attrezzato per sport invernali ed escursioni, i Piani di Castelluccio (Pian Perduto, Piano Piccolo e Piano Grande, vasto bacino carsico, caratterizzato in primavera da una splendida fioritura alpina), Monte Porche (2235 metri), con suggestivo panorama sui Monti Sibillini e sulle Montagne dell'Abruzzo, il monte Vettore (2476 metri), con il lago di Pilato e la grotta della Sibilla, e la necropoli della pianura di Santa Scolastica, con reperti dall'Età del Ferro fino all'epoca romana.

Norcia è stata interessata dal terremoto che colpì il Centro Italia nel 2016 e che ha danneggiato alcuni tra i tesori più importanti del suo patrimonio artistico culturale.
Tra questi, la chiesa di San Benedetto, che in seguito alle forti scosse susseguitesi, è crollata completamente, conservando intatta solo la facciata esterna.
Oggi, grazie a vari interventi a sostegno della città e delle frazioni circostanti, Norcia sta muovendo i primi passi verso la ricostruzione, che vedrà la nascita di un nuovo arredo urbano in linea con il volto storico-culturale della città di San Benedetto.


Foligno
Foligno
La città della Quintana
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La città della Quintana ha origini antiche, rintracciabili in eleganti architetture e preziosi dipinti. Non mancano curiosità storiche: qui fu stampata la prima edizione della Divina Commedia (1472).

Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Foligno si distende ai piedi dell'Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Menotre.

Il territorio comprende la bella pianura della Valle Umbra, con i dolci rilievi collinari e i contrafforti della dorsale appenninica.

 

STORIA

Agli Umbri, che fondarono Foligno, seguirono i Romani che ne fecero un loro Municipio e un'importante stazione della Via Flaminia. Distrutta successivamente da invasioni barbariche e riedificata, fu libero comune dall'XI secolo, ma intorno al 1310 passò sotto la signoria dei Trinci (dal 1336 vicari della Chiesa), e si sviluppò notevolmente.

Con i Trinci estese il proprio dominio su molte città vicine (Assisi, Spello, Montefalco) e nel XV secolo entrò a far parte dello Stato Pontificio e, salvo la parentesi napoleonica, vi rimase fino al 1860.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio. In piazza della Repubblica, fulcro della vita sociale e civile già dal Medioevo, si affacciano: il palazzo Comunale, di facciata neoclassica; palazzo Trinci (1389-1407), oggi Museo della Città, che conserva splendidi affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Gentile da Fabriano; il Duomo, dedicato al santo patrono Feliciano, con ricco portale scolpito dai maestri Rodolfo e Binello (1201); palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia e il palazzo del Podestà, sede della magistratura comunale dagli inizi del XIII secolo. Vicino, l'oratorio della Nunziatella, pregevole esempio di architettura rinascimentale con affreschi del Perugino (1507); poco distante, la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas, con interessanti decorazioni votive e la ex chiesa di San Domenico, oggi trasformata in Auditorium su progetto di Franco Antonelli (1994). Da vedere anche la Chiesa di San Francesco, che conserva i resti della Beata Angela da Foligno, celebre mistica e maestra di teologia, e la chiesa del SS. Salvatore, con facciata trecentesca e interno ristrutturato nel 1747. Tra i palazzi signorili sono da segnalare palazzo Cantagalli, palazzo Deli, palazzo Alleori Ubaldi, palazzo Bartocci e palazzo Candiotti, quest'ultimo sede dell'Ente Giostra della Quintana. La gara, uno dei Tornei più antichi d'Italia, vanta ben due edizioni ogni anno, una a giugno e una a settembre, in cui cavalli e cavalieri si sfidano in una singolare corsa all'anello.
Fuori le mura, sorge la chiesa di Santa Maria in Campis, di origine paleocristiana.

 

Nei dintorni, in un solitario paesaggio boscoso, da non perdere l'abbazia di Sassovivo (XI secolo), con bellissimo chiostro romanico composto da 128 colonnine binate o a spirale e, in località Sant'Eraclio, la Rocca dei Trinci (XV secolo) uno dei principali baluardi del sistema di fortificazioni organizzato dalla famiglia.
A Pale, nucleo antico famoso per le cartiere sorte nel XIII secolo, da vedere la chiesa parrocchiale di San Biagio e, salendo, l'Eremo di Santa Maria Giacobbe, eretto nel tardo Duecento; la chiesa, in parte scavata nella roccia, è decorata da affreschi votivi del XIV, XV e XVI secolo. A Colfiorito merita una visita il Museo archeologico, organizzato in sezioni tematiche, in cui sono esposti reperti provenienti, in gran parte, da scavi del territorio, e la chiesa di Santa Maria di Plestia (X secolo), sorta sui resti di un antico tempio.

Di grande interesse paesaggistico e ambientale il Parco regionale di Colfiorito, vasto altopiano con elementi di eccezionale valore: dalla fitta vegetazione acquatica alle numerose testimonianze storiche e culturali.


Scheggino
Scheggino
Immerso nella vallata del Nera, nel cuore della Valnerina
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In Umbria ogni luogo ha una storia da raccontare. Come il piccolo borgo di Scheggino, situato nell’area sud-orientale dell’Umbria, che si estende lungo le rive del fiume Nera nel cuore della Valnerina. Sorto intorno a un castello e interamente percorso da un canale artificiale, il borgo si trova in un territorio che offre un paesaggio unico. A poca distanza dal paese, le fonti di Valcasana sono un esempio dello spettacolo che la natura qui può regalare.

 

LA SUA STORIA

L’antica Schiaginum ebbe origine come castello medievale recintato da mura triangolari, coronato al vertice dalla torre di avvistamento a pianta quadrata di cui ancora oggi è possibile ammirare la struttura primitiva.

Fu edificato intorno al XII secolo dal Ducato di Spoleto per difendere uno dei tre ponti sul fiume Nera, assolvendo così a una funzione di sentinella.  
Fedele al Ducato, nel XIII secolo assunse un rilevante ruolo strategico ed economico, nonostante attacchi e saccheggi da parte dei comuni che si ribellarono a Spoleto.

Le cronache raccontano di una vittoriosa resistenza a un assedio tentato dal condottiero Picozzo Brancaleoni (nel 1522) che non riuscì a superare le mura. Era il 23 luglio, mentre gli uomini erano in montagna intenti nei lavori dei boschi e nella mietitura, Scheggino fu presa d’assalto. La difesa fu sostenuta unicamente dalle donne che si scagliarono contro gli aggressori con qualsiasi mezzo, riuscendo così a respingere gli attacchi e salvando il paese. Una rievocazione storica itinerante per le vie del borgo ogni anno celebra questa impresa tutta al femminile.

Scheggino restò assoggettata a Spoleto fino a tutto il XVIII secolo godendo tuttavia di una particolare autonomia (nel 1561 si dotò infatti di un proprio Statuto). 

Il nucleo abitato più antico, detto Capo la terra, risale al XIII secolo e si è sviluppato a ridosso della rocca, probabilmente per accogliere gli abitanti del vicino castello-feudale di Pozzano dopo la sua distruzione. A questa prima cerchia si è addossata, digradando verso valle, l’espansione dei secoli XIV e XV, completata nel XVI secolo con la creazione del borgo, costeggiato dal canale di alimentazione del mulino.
 


UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI 

In pieno centro storico da vedere la chiesa di San Nicola, del XIII secolo e interamente rifatta nel corso del ‘500, con pregevoli affreschi in corrispondenza dell'abside attribuibili allo Spagna, e la chiesa di Santa Felicita, che pur essendo del pieno periodo romanico stupisce per il suo stile primitivo che ne fece erroneamente attribuire la datazione al periodo longobardo. 

Emergono dal tessuto edilizio del paese il Palazzo Graziani, residenza padronale del XVIII secolo costruita a ridosso della prima cerchia di mura e di una delle torri angolari, e il Palazzo comunale insediato in un edificio singolare del XVII secolo, caratterizzato da un piano mansardato o loggia coperta, destinato nel XX secolo a uso pubblico con l’innalzamento del lato destro di una moderna torre civica munita di orologio e campane.

Nell’archivio storico comunale sono conservati i documenti del comune di Scheggino, a partire dal XIV secolo e dei comuni soppressi di Ceselli, Civitella e Monte S. Vito.

Al termine meridionale della Via di Borgo si apre, sull’antica strada della Valnerina in direzione di Osteria di Ceselli, la seicentesca Porta del Pozzo, così chiamata per la presenza di una sorgente. All’estremità opposta della Via si incontra Palazzo Profili, tipico palazzo signorile settecentesco recentemente restaurato, che conserva ancora il portale principale, l’atrio d’ingresso, il cortile con ninfeo e la scala di accesso ai piani superiori. L’edificio comprendeva originariamente anche un giardino nello spazio antistante, la serra e la peschiera.
Sotto un’ala del palazzo Profili, si apre la Porta Valcasana del XVI secolo, da dove un tempo si dipartiva un tratto della Via del Ferro, ossia la strada utilizzata per il trasporto dei materiali delle miniere e delle ferriere, che da Scheggino raggiungeva Monteleone di Spoleto attraversando Caso e Gavelli. La strada fu potenziata nel XVII secolo, sotto il pontificato di Urbano VIII, grazie ai buoni uffici del cardinale Fausto Poli di Usigni.

L’area fuori della Porta Valcasana è ricca di acque sorgive e di vegetazione acquatica, tanto che, fin dall’inizio del XIX secolo, fu destinata a parco pubblico.

 

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Il territorio offre un paesaggio veramente singolare, dovuto alla particolare bellezza della vallata del Nera: le splendide fonti di Valcasana che sgorgano a poca distanza dal paese sono un esempio dello spettacolo che si può osservare in quest’area e una meta ideale per gli appassionati degli sport acquatici.

Scheggino è tappa lungo la Via di Francesco.
 

Torgiano
Torgiano
Antico borgo medievale tra i vigneti
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Situato nel cuore dell'Umbria, Torgiano è un antico borgo medievale fortificato posto sulla confluenza del Tevere con il Chiascio in mezzo a colline sinuose tappezzate di vigneti e uliveti. Centro vinicolo di fama internazionale, nel 1968 il vino di Torgiano è stato tra i primi in Italia a ottenere la Denominazione di Origine Controllata.

Immerso in una cornice paesaggistica straordinaria, ricca di suggestioni naturalistiche, di storia, arte e cultura, ha saputo fondere la memoria storica del passato con una moderna vocazione all'ospitalità.

LA SUA STORIA

Il territorio era abitato già in epoca romana, come attestano i ritrovamenti archeologici nella zona (resti di una villa, epigrafi). In seguito fu occupato dai Goti e dai Longobardi.

Nel XIII secolo fu eretto il castello e Torgiano entrò a far parte dei domini del Comune di Perugia, città di cui seguì le vicende. Con la sconfitta di Perugia nella "Guerra del Sale" (1540), divenne territorio dello Stato della Chiesa e vi rimase, salvo il periodo dell'occupazione francese (1798), fino al 1860 quando si unì al Regno d'Italia.


UN VIAGGIO TRA LE SUE BELLEZZE ARTISTICHE E CULTURALI

Nel centro storico è possibile ammirare la Torre Baglioni, testimonianza dell'antica cinta muraria fortificata, e due fontane, opera dell'artista Nino Caruso: la Fonte di Giano e la Fonte dei Cocciari. Torgiano è ricca di edifici religiosi, come la Chiesa di San Bartolomeo, edificata nel XVIII secolo sopra un'antica pieve medievale, la Chiesa di Santa Maria del Castello, la Chiesa della Madonna dell'Ulivello e l'Oratorio della Misericordia. All'interno della Chiesa della Madonna dell'Ulivello si possono ammirare tele del XVI e XVII secolo, mentre l'Oratorio di Sant'Antonio propone affreschi del XVI secolo.

Torgiano annovera ben due musei, entrambi gestiti dalla Fondazione Lungarotti: il Museo del Vino, uno dei più famosi musei enologici in Italia, ideato e realizzato da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti nel 1974, con sede nel seicentesco Palazzo Graziani-Baglioni, e il Museo dell'Olivo e dell'Olio, situato in un piccolo nucleo di abitazioni medioevali all'interno delle mura castellane, dove sono custoditi documenti, incisioni, recipienti d'epoca per la conservazione e altri oggetti storici.

COSA VEDERE E COSA FARE NEI DINTORNI

Nei dintorni merita una visita Brufa, località nota per essere tappa della Strada del Vino e dell'Arte, che ogni anno ospita artisti che lasciano le proprie sculture sul territorio, dando vita ad un museo all'aria aperta. A Miralduolo, invece, è da visitare la Chiesa di Santa Maria in Bucarelli, lascito benedettino del XIV secolo che conserva una Maestà affrescata dello stesso periodo.
Da vedere anche la Chiesa della Madonna del Ponte in località Ponterosciano e la Chiesa del Crocifisso e di San Lorenzo a Pontenuovo.

Scheggia e Pascelupo
Nel cuore del Parco del Monte Cucco
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STORIA

L'importanza militare ed economica dovuta alla sua posizione fu all'origine del suo sviluppo, ma anche causa, dopo la caduta dell'Impero Romano, di violenti scontri tra Goti e Bizantini (VI secolo) e di successive contese tra Gubbio, Perugia, i Montefeltro e la Chiesa. Quest’ultima, dal XV secolo, mantenne la propria giurisdizione sul territorio fino all'Unità d'Italia.

La riunione in un solo centro amministrativo dei due comuni, Scheggia e Pascelupo, avvenne nel 1870 allo scopo di ottimizzare risorse e strutture.
 

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Il nome più antico di Scheggia è Ad Hensem, legato alle vicende della Via Flaminia, lungo la quale sarebbe sorto un Tempio Romano dedicato a Giove Pennino.

Da menzionare il Ponte a Botte, costruito sul torrente La Foce, lungo la Via Flaminia in direzione di Cantiano (chiamato così per la sua struttura a forma di Botte perfettamente circolare di 22 metri di diametro, detto anche Botte d'Italia).

Nella parte a nord-est del territorio si trovano numerose abbazie benedettine e camaldolesi: l'Abbazia dei Santi Emiliano e Bartolomeo in Congiuntoli (XII secolo), con interno a due navate divise da alti pilastri ottagonali, mentre la chiesa primitiva è costituita da un unico vano con volta a botte. Nei pressi di Isola Fossara sorge l'Abbazia di Santa Maria di Sitria, fondata all'inizio dell’XI secolo da San Romualdo: la chiesa romanica attuale, risalente al XII-XIII secolo, ha un'unica navata con volta a botte e un presbiterio rialzato con la cripta sottostante sorretta da un’unica colonna romana con capitello corinzio. Nei pressi di Pascelupo, sul ripido versante del fosso di Rio Freddo, sorge l'Eremo di San Girolamo, secondo la tradizione edificato sopra il rifugio che il santo scelse per sfuggire alle persecuzioni.

Di grande interesse naturalistico, l'intero territorio comunale che si trova nel cuore del Parco regionale del Monte Cucco, tra quest’ultimo e il Monte Catria. Le suggestive gole e le vallate, le acque pure e la natura incontaminata sono la meta ideale per gli escursionisti e gli amanti degli sport all'aria aperta.


Valfabbrica
Valfabbrica
Lungo il Sentiero francescano della pace
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STORIA

Le origini del Castello di Valfabbrica sono strettamente legate alle vicende di Santa Maria in Vado Fabricae, abbazia documentata dal lontano 820, fondata dai Benedettini lungo le sponde del fiume Chiascio nel punto in cui il guado collegava Assisi e Gubbio.
L'antica abbazia fu talmente potente da poter competere con i maggiori vicini feudatari.

Durante il Medioevo il territorio fu a lungo conteso fra le città di Perugia, Assisi e Gubbio.
Nel XVI secolo entrò definitivamente nei domini della Chiesa, sotto il cui governo, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino alla costituzione del Regno d'Italia (1860).

 


ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Nel centro storico, l'antico Castello medievale conserva belle mura duecentesche e un possente Torrione. All'interno del Castello è possibile ammirare la chiesa di San Sebastiano, un tempo Oratorio, ristrutturata nel XVI secolo. Fuori del Castello la chiesina della Madonna di Foce, realizzata tra il 1634 ed il 1636, con ampio rosone in terracotta e, lungo la strada, la moderna chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta con vetrate policrome. Da menzionare le tre porte di accesso: Porta Perugina, Porta Eugubina e Porta del Giglio che immettono nell'abitato fatto di vicoli, antichi palazzi in pietra e stretti cunicoli. Interessante, presso il cimitero, la chiesa di Santa Maria Assunta, ciò che rimane dell'antico monastero Benedettino di Santa Maria in Vado Fabricae, ampliamente rimaneggiata.

Del territorio comunale fa parte anche Casacastalda, piccolo paesino fondato dagli Umbri. Nella chiesa parrocchiale è conservata un'opera del pittore Matteo da Gualdo, così come il vicino Santuario della Madonna dell'Olmo è ricco anche di affreschi di scuola umbra (1486-1488).

Caratterizzato da una suggestiva spiritualità e meta di grande interesse naturalistico è il Sentiero francescano della pace Assisi-Gubbio. Il percorso, tra i boschi di Assisi e Valfabbrica, tra il castello di Giomici e il monte della Biscina, lungo la valle del Chiascio, lungo circa 40 km, è un sentiero pensato e realizzato attorno agli elementi classici della natura: acqua, legno e pietra, predisposto per essere percorso a piedi, a cavallo e in bicicletta.


Sigillo
Sigillo
La meta ideale per gli sport d'aria
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STORIA

Sigillo era già abitata dagli Umbri quando arrivarono i Romani che ne fecero un loro Municipio. Dopo la caduta dell'Impero Romano la città fu distrutta da Totila (552) e poi ricostruita dai Longobardi che la inclusero nel Ducato di Spoleto.

Per tutto il Medioevo subì varie dominazioni, saccheggi, distruzioni e ricostruzioni fino a quando, nel XV secolo, entrò a far parte dello Stato della Chiesa, nei cui territori rimase fino all'Unità d'Italia.
 

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Le maggiori testimonianze artistiche si trovano negli edifici religiosi: la chiesa di Sant'Andrea, sorta sui resti di un'antica pieve, con l'interno ad unica navata in stile neorinascimentale, la chiesa di Sant'Agostino, realizzata tra il 1788 ed il 1791 dall'architetto svizzero Giacomo Cantoni sui resti della precedente chiesa di Santa Caterina, della quale rimane solo la cripta medievale, la chiesa di Sant'Anna, presso il cimitero, eretta verso la metà del '400 lungo la Via Flaminia e la chiesa delle Monache Agostiniane. La ex chiesa di San Giuseppe invece è degna di nota per gli importanti dipinti che custodisce all'interno e per la volta affrescata negli anni '30 del XX secolo. Nella piazza principale della città affaccia palazzo Comunale, costruito nel XII secolo, oggi sede dell'Archivio Comunale.

Nei dintorni meritano una visita i resti di un imponente ponte romano detto "Spiano" e la chiesa di Santa Maria Assunta (XIII secolo) in località Villa Scirca, una tra le più antiche di Sigillo, al cui interno sono conservati affreschi del pittore Matteo da Gualdo (1484).

L'ambiente naturale, vera ricchezza di Sigillo, ha fatto del suo territorio, all'interno del Parco del Monte Cucco, la meta ideale per gli amanti del turismo sportivo, soprattutto deltaplano e parapendio.


Gubbio
Gubbio
La Città dei Ceri, simbolo della Regione Umbria
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STORIA

Antica città le cui origini risalgono al culmine della civiltà umbra, come testimoniano le Tavole Eugubine, sette tavole bronzee scritte in lingua umbra conservate presso il locale Museo civico Palazzo dei Consoli. I Romani la designarono con il nome di Iguvium e poi Eugubium. Distrutta dai Goti (552), ai quali subentrarono prima i Bizantini (592) e poi i Longobardi (772), risorse nell'XI secolo, quando si costituì come libero Comune.
Nel XII secolo Gubbio, con la guida spirituale del vescovo Ubaldo vinse una guerra contro Perugia e altre città vicine. Grazie alla sua florida attività manifatturiera, specializzata in maioliche, raggiunse il massimo splendore nel XIV secolo, periodo in cui si arricchì di monumenti e assunse il caratteristico impianto medievale che ancora oggi la caratterizza. Dal 1384 divenne parte del Ducato di Urbino e con questo passò alla Chiesa nel 1631.

 

ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Gubbio è tra le più antiche città dell'Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine e il teatro romano situato appena fuori le mura. Domina dall'alto la monumentale basilica di Sant'Ubaldo, custode delle spoglie del santo patrono.

Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

Risale all'inizio del XIV secolo, la costruzione del complesso urbanistico di palazzo dei Consoli, simbolo della città e sede museale, della piazza pensile (piazza Grande) e del palazzo Pretorio, oggi sede del Municipio. Da segnalare, inoltre, palazzo Beni, palazzo del Bargello con la famosa fontana detta "dei Matti", e palazzo del Capitano del Popolo. Di linee rinascimentali il palazzo Ducale, quasi certamente progettato da Francesco di Giorgio Martini, che documenta il fulgido periodo vissuto sotto la signoria dei Montefeltro.

Di grande interesse anche la Cattedrale (XII secolo), dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, Santa Maria Nuova, al cui interno si trova la Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli, la chiesa di Sant'Agostino (XIII secolo) appena fuori le mura, San Pietro e la chiesa di Sant'Andrea o Monastero di San Marziale. La chiesa di San Domenico fu costruita dai Domenicani insediatisi nel vicino convento all'inizio del XIV secolo, sulla più piccola chiesa di San Martino, già esistente nel 1180.

Nella parte bassa dell'abitato si sviluppa piazza Quaranta Martiri, nel Medioevo area di mercato, che ospita nel lato meridionale la chiesa di San Francesco, eretta presso il fondaco degli Spadalonga, famiglia che accolse e vestì San Francesco dopo l'abbandono della casa paterna. Di fronte, è possibile ammirare la Loggia dei Tiratori e, sempre nei pressi, la chiesa di San Giovanni, probabilmente uno degli edifici religiosi più antichi della città. Fuori dalle mura, da vedere il Mausoleo romano, la chiesa di San Secondo, la chiesa della Madonna del Prato e la chiesa della Vittorina.

Di grande interesse naturalistico, oltre all'area del Parco del Monte Cucco, la suggestiva Gola del Bottaccione.


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