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Weekend nella natura e nella storia, tra Amelia, Narni e non solo
I percorsi del gusto

Weekend nella natura e nella storia, tra Amelia, Narni e non solo

Da Amelia a San Gemini, dalla Cascata delle Marmore a Narni: ecco un percorso adatto a tutti gli appassionati di natura e di storia. Un paradiso anche per i buongustai.

Il segreto della felicità? Un paio di scarpe comode, la nostra compagnia preferita e due giorni liberi. Pronti? Bene, adesso inizia il viaggio alla scoperta dell'Umbria!

Non basta un weekend per conoscere tutte le bellezze della regione, ma è sufficiente per coglierne i valori, i segreti e la cultura: un primo approccio che vi farà appassionare e vi farà tornare sul posto.

L'itinerario che vi proponiamo ha inizio ad Amelia, anticamente conosciuta come Ameria poiché venne edificata da Ameroe.

Ci troviamo in una tera ricca di profumi e tradizioni: un paradiso fatto di vini, arrosti, erbe e artigianato di qualità. La cucina qui è infatti un vero stile di vita e sposa la filosofia del vivere slow: il sapere e la conoscenza vengono applicati ogni giorno per realizzare ricette e piatti di origine antica.

Qualche esempio? Se siete affamati potete assaggiare ottime minestre di ceci, zucca e piselli; oppure il palombaccio alla leccarda, servito su fette di pane arrostito; i manfricoli; il panpepato o i biscotti con il mosto.

Da segnalare anche la coltura dell'olivo che viene portata avanti da secoli. Non è un caso se Amelia si trova proprio lungo la Strada dell'Olio DOP Umbria e non deve sorprenderci se la stessa zona è nota anche per la presenza di numerose cantine vitivinicole: se passate di qua, un calice di Malvasia o di Novello è d'obbligo.

Dopo aver assaporato appieno i prodotti tipici, andiamo alla scoperta delle Mura Ciclopiche, le grandi custodi della città risalenti al VI – IV secolo a.C.

Continuiamo il nostro tour alla volta di San Gemini, un borgo preromano che deve il suo nome da Gemine, un monaco siriano che di qui passò a predicare. Suggeriamo di visitare l'Abbazia di San Nicolò, la chiesa di San Giovanni, la poderosa cinta muraria e Carsulae, resti di un antico nucleo urbano con le terme annesse.

Il giorno successivo partiamo per la Cascata delle Marmore, una tappa fondamentale per tutti gli amanti dei viaggi wild. Siamo di fronte a uno dei getti più alti di tutta Europa, con un dislivello complessivo di circa 165 metri, suddiviso in tre salti.


Dopo aver ammirato i luoghi che, a suo tempo, hanno saputo incantare anche Virgilio, Cicerone e Byron, ci incamminiamo verso Narni per conoscere il suo centro storico. Il Municipio, i sotterranei di San Domenico, il Palazzo Comunale e la Rocca Albornoz sono solo alcuni dei monumenti che si incontrano per le strade: una vista magnifica sul passato è l'ideale per chiudere al meglio la serata.

The Holy Week in Umbria

La settimana Santa in Umbria

La settimana Santa in Umbria

La Pasqua richiama in tutta l’Umbria antiche celebrazioni, in particolar modo i riti religiosi, senza dimenticare però le tradizioni più festose.

 

Il periodo pasquale è un momento che porta con sé grande spiritualità e misticismo, in cui riti e gesti sono carichi di significati profondi che affondano le loro radici nella fede religiosa ma anche in antiche tradizioni popolari e nella cultura contadina, che festeggia la natura che si risveglia e un nuovo ciclo della vita che comincia.
Le celebrazioni della Settimana Santa hanno una lunga storia in tutta l'Umbria, raccontata dai suoi riti religiosi, e non solo religiosi, davvero unici e particolari, che abbracciano e coinvolgono ogni luogo, dal piccolo paese alle città capoluogo.

 

Ad Assisi la Pasqua è sicuramente un momento di grande intensità: i riti dei Triduo Pasquale sono tra i più caratteristici dell’Umbria. Il Giovedì Santo nella Cattedrale di S. Rufino si svolge la Scavigliazione (ovvero la Deposizione del Crocefisso), tradizione che prende ispirazione da una lauda trecentesca sulla Passione denominata appunto “Lauda della Scavigliazione”. La mattina del Venerdì Santo, il Cristo Morto è trasferito nella Basilica di S. Francesco con un percorso che tocca i principali conventi. La sera, con la città illuminata dalle fiaccole, prende il via la suggestiva Processione delle Confraternite, a cui partecipano tutte le antiche confraternite di Assisi: da S. Rufino si va verso la Basilica di S. Francesco per poi riportare in cattedrale il Cristo Morto. In questi due santuari si celebra la Veglia che termina con la Messa. E la Domenica di Pasqua inizia con la immancabile colazione pasquale umbra.

Una tradizione di origine trecentesca si rinnova il Venerdì Santo a Bevagna con la Processione del Cristo Morto. I componenti della Confraternita della Misericordia, in tunica nera e cordone viola, sfilano alla luce delle fiaccole per le vie del borgo, in una rappresentazione di straordinario impatto emotivo che crea un’atmosfera mistica. Protagonisti della processione sono i tre Crociferi (rappresentanti il Cristo vestito di rosso e i due Ladroni vestiti di nero), la Maddalena e la Veronica, la Confraternita della Misericordia e le tre Marie. I Crociferi hanno in testa una corona di spine e al collo una corda e procedono a piedi scalzi con un incedere cadenzato, accompagnato dal suono delle catene. La domenica di Pasqua si tiene la Corsa del Cristo Risorto: la statua lignea del Cristo viene portata in spalla da quattro appartenenti alla Confraternita, dalla Chiesa del Seminario a quella di San Michele Arcangelo; quando viene intonato il Gloria la statua viene portata di corsa lungo la navata centrale della chiesa fino all’altare maggiore. Nel pomeriggio poi si celebra la Rinchinata, l’incontro delle statue del Cristo e della Madonna: quando avviene l’inchino (ovvero i portatori si inchinano provocando il contatto fra le due statue), le campane della chiesa suonano a festa.

A Città della Pieve, nei suggestivi sotterranei di Palazzo Orca, la Domenica e il Lunedì di Pasqua vengono rappresentati i Quadri Viventi. I temi della Passione, della Morte e della Resurrezione di Cristo vengono interpretati da circa 40 figuranti, con scene incentrate sull'Ultima Cena, l'Orto del Getsemani, l'Ecce Homo, la Flagellazione, la Pietà sul Cristo Morto e la Resurrezione. Le scene, rese particolarmente coinvolgenti dalla loro scrupolosa ricostruzione in base alla Storia Sacra, sono ispirate dagli esempi della tradizione pittorica italiana, in particolar modo da quella cinque-seicentesca: un omaggio alla ricchezza artistica della città, che vanta i natali del Perugino e di Antonio Circignani detto il Pomarancio.

La Processione del Cristo Morto di Città di Castello ha una tradizione lunga oltre ottocento anni. Per l’occasione le luci del centro storico vengono spente; il corteo, illuminato a “foco vivo”, è composto dalle autorità religiose, tra cui i membri della Confraternita del Buon Consiglio che hanno un legame plurisecolare con i morti e con la passione di Cristo. In passato, infatti, erano incaricati del trasporto delle salme, tant’è che venivano chiamati "Compagnia della Buona Morte”. I membri della Confraternita del Buon Consiglio hanno quindi ereditato questo ruolo di accompagnamento del simulacro del Cristo Deposto, portando avanti l’antica tradizione della processione del venerdì santo.

A Gubbio la Processione del Cristo Morto è una rappresentazione simbolica della Passione e della Morte di Gesù che coinvolge da secoli il tessuto sociale e culturale della Città di Pietra. Il corteo è aperto da confratelli vestiti di sacco che suonano le “battistrangole” (strumenti che provocano un suono di ferraglia), seguiti dai confratelli che portano il teschio raffigurante il Golgota e i simboli della Passione. Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, sculture lignee dell’artigianato locale. Dietro le statue i cantori intonano il “Miserere”, canto popolare tramandato per tradizione orale. La processione attraversa le principali vie della città, partendo all’imbrunire dalla Chiesa di S. Domenico in Piazza Giordano Bruno, e durante il suo passaggio vengono accesi grandi fuochi in alcuni punti del percorso.

Nell’antico borgo di Montone sono ancora vive le tradizioni del Medioevo con la Donazione della Santa Spina, rievocazione storica patrocinata dall’Unesco che celebra l’antica Contea di Braccio da Montone. Tra il 1470 e il 1477 Carlo Fortebracci per le sue virtù militari ereditate dal padre, il celebre Braccio Fortebraccio, combattendo al servizio della Repubblica di Venezia ricevette una Spina della corona di Gesù, che portò in dono a Montone; ne decretò la festa il Lunedì dell’Angelo. Secondo la leggenda la Spina fioriva il Venerdì Santo emanando un dolcissimo profumo: il richiamo era talmente forte da attrarre migliaia di pellegrini. Dal 1798 la Santa Spina è custodita dalle suore del Convento di S. Agnese e viene esposta due volte l’anno: il Lunedì dell’Angelo appunto e ad agosto in occasione della rievocazione storica della donazione della Spina, quando i tre rioni si sfidano per aggiudicarsi il Palio ed eleggere la propria Castellana, che nella vicenda storica era Margherita Malatesta di Rimini moglie del Conte Carlo, per finire poi con il Gran Corteo Storico della Donazione della Santa Spina.

In occasione della Via Crucis, Spello invece si trasforma in una galleria d'arte a cielo aperto: le quattordici stazioni che celebrano la Passione del Cristo diventano motivo d’ispirazione per artisti nazionali e internazionali, che realizzano dipinti da collocare nei luoghi più significativi della città antica secondo l’iconografia cattolica che ricorda le tappe del Cristo condannato a morte verso il Monte Getzemani. In questa Via Crucis d'Autore, dalla Chiesa di S. Andrea a quella di S. Lorenzo, le quattordici stazioni diventano soste davanti ai quadri, in una dimensione in cui spiritualità, emozione, partecipazione e cultura creano un’atmosfera davvero unica. Le opere restano visibili per tutta la Settimana Santa.

Montefalco ha una festosa tradizione, quella della Gloria del Cristo Risorto. Si tratta della rievocazione di un’antica usanza religiosa e popolare: la notte del Sabato Santo, la stupenda statua lignea settecentesca del Cristo Risorto irrompe improvvisamente nella Chiesa di S. Bartolomeo che, come d’incanto, si incendia di luci mentre risuonano le campane di tutti i campanili della città.

Tante sono anche le usanze legate a tradizioni più prettamente popolari che celebrano simbolicamente la gioia della “rinascita” e dell’inizio di un nuovo ciclo di vita. Come quella di Pietralunga, dove la Domenica di Pasqua in piazza gli abitanti si sfidano in una gara all’ultimo uovo con La Tocciata: i giocatori si dispongono in centro con un uovo sodo in mano e a turno si picchia quello dell’avversario; chi rimane con l’uovo integro va avanti nella gara. Secondo la tradizione chi vince porta a casa le uova degli avversari e le condivide con la famiglia durante il pranzo pasquale.

Anche a Ferentillo la gara a colpi di uova è protagonista de Lu Ciuccittu: i tre Terzieri di Matterella, Sacrato e Borzino si sfidano in tre giochi tra la Domenica di Pasqua e il Lunedì di Pasquetta per vincere l’ambito Uovo d’oro…mentre tutte le uova usate nei giochi finiscono nella classica frittata al tartufo finale!

A Panicale invece, il Lunedì dell’Angelo, si svolge la tradizionale gara del Ruzzolone, che consiste nel lanciare una grossa forma di formaggio facendola rotolare a terra come una ruota. Si avvolge la forma con una fascia di tela dotata di un'impugnatura in legno, si lascia oscillare il formaggio avvolto nella fascia tenuto saldamente con la mano lungo il fianco e poi si lancia con forza e precisione lungo un percorso prestabilito. Vince chi arriva per primo al traguardo con il formaggio intero e con il minor numero di lanci.

Chiude il periodo delle celebrazioni pasquali La Sbeccica che si tiene il Martedì di Pasqua a Spello: è la festa della Madonna più cara agli abitanti del borgo. Secondo la tradizione storica, l’immagine lignea della Madonna che si venera nella chiesa di S. Lorenzo fu portata in dono agli spellani da S. Bernardino da Siena nel 1483. È usanza che i folignati, nel pomeriggio di questo giorno, si rechino a Spello per festeggiare la “Sbeccica”… e per degustare la vernaccia, un vino dolce tipico della zona.


Ciclovia Perugia-Trasimeno
Ciclovie
Facile

Ciclovia Perugia-Trasimeno

Difficoltà
Facile
Dislivello
+180m | -200m
Distanza
29,9 km
Un itinerario semplice che parte da una inedita “Perugia “verde” per proseguire attraverso le ridenti campagne a ridosso dei Monti del Trasimeno, sino al Lago che si rivela all'improvviso.

Distanza: 29,9 km | Dislivello: +180m; -200m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 19,2 km (66%); sterrato 10,7 km (34%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Perugia, Monte Sperello, Magione, San Savino.

 

La Perugia – Trasimeno, pur essendo concepita come un fondamentale asse di collegamento tra le ciclabili che insistono in diverse aree dell'Umbria, merita in sé di essere percorsa.

Essa proietta il ciclista sin dalle prime pedalate in una Perugia verde” del tutto inedita anche per chi crede di conoscerla, per poi addentrarsi nelle ridenti campagne a ridosso dei Monti del Trasimeno, sino al Lago, che si rivela all’improvviso, quando si è ormai praticamente sulle sue sponde.

L’itinerario parte dal capoluogo di regione, Perugia, città d’arte tra le più dinamiche d’Italia, con i suoi palazzi medievali e rinascimentali, i musei, le imponenti chiese e le splendide piazze, connubio di modernità e tradizione che conserva gelosamente i resti delle antiche civiltà che ne hanno delineato così fortemente il profilo urbanistico e l’identità culturale.

Attraversando aree verdi della città, il percorso prosegue in direzione Trasimeno su strade per lo più asfaltate, a cui si alternano tratti sterrati di lieve difficoltà e a bassa intensità di traffico, fatta eccezione per alcuni attraversamenti su strade molto trafficate, per ricongiungersi alla fine alla ciclabile del Trasimeno.


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INTERMODALITÀ 

In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscita “Orte” per chi proviene da Sud.

Autostrada A14, da Nord uscita “Cesena” per poi seguire la superstrada E45, da Sud uscita “Civitanova Marche” per immettersi sulla SS 77.

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma o Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazione di Foligno e poi collegamento con treno regionale per Perugia.

Ciclovia Assisi-Spoleto-Marmore
Ciclovie
Medio
Facile

Ciclovia Assisi-Spoleto-Marmore

Difficoltà
Facile-Medio
Dislivello
650m
Distanza
98 Km
Un giro in bici in (quasi) totale relax: salta in sella e percorri i 104 chilometri della ciclovia Assisi-Spoleto-Cascate delle Marmore!

1. Ciclovia Assisi-Spoleto

Lunghezza: 51 km | Dislivello: 100 metri | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto | Bici consigliata: ibrida, mtb, ebike, corsa | Principali punti di accesso: Assisi, stazione di Santa Maria degli Angeli, Rivotorto, Cannara, Bevagna, Torre di Montefalco, Casco dell’Acqua, San Giacomo, Spoleto

È il connubio ideale tra sport, natura e cultura. Lungo i 51 chilometri di questo percorso, vi potrete imbattere o potrete raggiungere molti centri e borghi caratteristici della Regione. Tra i primi, particolarmente conosciuti sono Assisi, luogo di nascita di San Francesco e Santa Chiara, e Spoleto, celebre per il Festival dei Due Mondi e per la convivenza di stili artistici che vanno dal paleocristiano al contemporaneo; tra i borghi attraversati, Cannara, Bevagna, Montefalco e Castel Ritaldi. Pressoché parallela al percorso scorre una seconda direttrice, raggiungibile con una deviazione di meno di 10 chilometri, lungo la quale sorgono Foligno (città della Quintana), e i borghi di Spello e Trevi.
La ciclovia si compone di due segmenti principali: i primi 23 chilometri, tra Assisi e Bevagna, si sviluppano per lo più su strade secondarie a bassissimo traffico; la seconda parte, fino a Spoleto, è invece interamente in sede propria, offrendo completa protezione dal traffico automobilistico fino alle vicinanze del centro di Spoleto.

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2. Da Spoleto a Sant’Anatolia di Narco (lungo l’Ex ferrovia Spoleto-Norcia)

Lunghezza: 18 km | Dislivello: 300 metri | Difficoltà: medio | Fondo: sterrato | Bici consigliata: mtb, ibrida, gravel, ebike (con luci frontali) | Principali punti di accesso: Spoleto, Caprareccia, Tassinare, Sant’Anatolia di Narco

Se la prima parte del percorso è quella più storico-culturale, la seconda è invece quella con vocazione più naturalistica e sportiva: a fronte del chilometraggio ridotto, aumentano il dislivello ed il grado di difficoltà (anche se di poco). I desideri dei ciclisti più avventurosi saranno esauditi, tra boschi, paesaggi mozzafiato e buie gallerie: sono, queste, il lascito della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia, capolavoro di ingegneria ormai in disuso e recentemente recuperato per la gioia degli escursionisti.
Due doverosi accorgimenti prima di intraprendere questo percorso: per prima cosa, munitevi di luci per le vostre biciclette per attraversare le gallerie in completa sicurezza. In secondo luogo, si consiglia di non affrontare il percorso se si è a completo digiuno di allenamento. Ride safe!

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3. Da Sant’Anatolia di Narco alle Cascate delle Marmore (lungo la Ciclovia del Nera)

Lunghezza: 29 km | Dislivello: 250 metri | Difficoltà: facile | Fondo: 70% sterrato e 30% asfalto | Bici consigliata: mtb, ibrida, gravel, ebike | Principali punti di accesso: Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Ceselli, Macenano, Ferentillo, Arrone, Castel di Lago, Cascata delle Marmore

Gli ultimi 29 chilometri dell’escursione uniscono quanto di buono abbiamo incontrato lungo il cammino: lungo la Valle del fiume Nera natura e storia vanno a braccetto, tra il verde della vegetazione e la presenza dei borghi medievali di Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Ceselli, Arrone, Ferentillo (famosa tra gli appassionati per le sue pareti di arrampicata) e Castel di Lago: una sosta è doverosa, sia per godere dei piccoli centri storici e della cucina locale che per riposare le gambe: il dislivello di quest’ultima parte di itinerario, sebbene minore rispetto alla seconda parte, potrebbe risultare comunque troppo impegnativo, soprattutto per chi non è allenato.
Recuperate le forze, pochi chilometri di boschi vi separano dalla meta finale, le Cascate delle Marmore, le imponenti cascate artificiali costruite dai Romani e per secoli fonte di ammirazione per chiunque vi si imbatte. Per gli sportivi che ancora hanno energie da spendere, attorno alle cascate si snodano sei sentieri, di diversa lunghezza e difficoltà, per godere appieno delle bellezze naturali del luogo; per tutti gli altri, gli schizzi d’acqua delle cascate daranno sollievo contro la stanchezza e saranno la giusta ricompensa dopo tanti chilometri di attività!
Una raccomandazione: le Cascate non scorrono sempre alla loro massima portata, ma solo in giorni specifici e in alcune fasce orarie, che variano durante l’anno a seconda della stagione. Controllate gli orari e i giorni di apertura della Cascate per godere appieno della loro bellezza!

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INTERMODALITÀ

Per le varie tappe abbiamo indicato vari “punti di accesso”, raggiungibili con facilità grazie ai mezzi pubblici:

In treno si possono raggiungere alcuni degli snodi cardine del percorso, o località limitrofe da dove è possibile accedere con facilità al percorso; ad esempio, Santa Maria degli Angeli (Assisi), Foligno, Borgo Trevi, Spoleto, Terni. Potete trovare gli orari e le condizioni di trasporto bici su trenitalia.com;

In autobus è possibile trasportare la propria bici con un piccolo sovrapprezzo lungo le tratte Terni-Marmore-Scheggino e Spoleto-Norcia. Potete trovare informazioni su tariffe e orari su fsbusitalia.it;


INTERMODALITÀ

Per le varie tappe abbiamo indicato vari “punti di accesso”, raggiungibili con facilità grazie ai mezzi pubblici:

In treno si possono raggiungere alcuni degli snodi cardine del percorso, o località limitrofe da dove è possibile accedere con facilità al percorso; ad esempio, Santa Maria degli Angeli (Assisi), Foligno, Borgo Trevi, Spoleto, Terni. Potete trovare gli orari e le condizioni di trasporto bici su trenitalia.com;

In autobus è possibile trasportare la propria bici con un piccolo sovrapprezzo lungo le tratte Terni-Marmore-Scheggino e Spoleto-Norcia. Potete trovare informazioni su tariffe e orari su fsbusitalia.it;

Via di Francesco: via del Nord e via del Sud
Ciclovie
La via di Francesco
Difficile
Facile
Medio

Via di Francesco: via del Nord e via del Sud

Un percorso naturalistico e spirituale di grande suggestione che attraversa l'Umbria da Nord a Sud

La Via di Francesco è un percorso naturalistico e spirituale di grande suggestione che attraversa l'Umbria da Nord a Sud, toccando le città più belle della regione, ma soprattutto i luoghi francescani più importanti e significativi.

 

Un itinerario in bicicletta da affrontare con spirito pellegrino per pedalare nel verde, ma allo stesso tempo immersi nella spiritualità e nel misticismo di queste terre, incontrando la gente del posto, che ogni volta sa sorprendere con la sua accoglienza e la sua autenticità.

 

La via si può percorrere da Nord o da Sud, sempre con meta finale Assisi.

Quella del Nord parte dal santuario de La Verna, in Toscana, per poi attraversare Sansepolcro, entrare in Umbria e passare per Città di Castello, Pietralunga, Gubbio e Perugia prima di raggiungere il Sacro Convento di Assisi. Un percorso selvaggio, attraverso cui scoprire luoghi e strade poco conosciute, ma che richiede un buon livello di allenamento per superare una serie di salite impegnative.

La Via del Sud parte da Piediluco, attraversa i borghi della bassa Valnerina come Arrone, Ferentillo e Scheggino, prima di raggiungere Spoleto e poi arrivare in una delle zone più conosciute dell'Umbria, toccando Trevi, Foligno e Spello. Un equilibrio quasi perfetto tra bellezze naturalistiche e perle artistiche e culturali, un viaggio più breve e meno difficile della via del Nord.

Via del Nord o Via del Sud, in ogni caso un'esperienza che affascina, a prescindere dall'aspetto religioso. Un viaggio che ognuno può interpretare a suo modo, con spirito pellegrino o semplicemente godendosi la bellezza del percorso e le eccellenze naturalistiche, artistiche, culturali ed enogastronomiche di questo territorio.


Collegamento Ciclovia del Tevere - Ciclovia Assisi-Spoleto
Ciclovie
Facile

Collegamento tra Ciclovia del Tevere e Ciclovia Assisi-Spoleto

Difficoltà
facile
Dislivello
+80 | - 30
Distanza
12,8 km
Un breve tratto da percorrere in tutta tranquillità, che unisce Perugia e Assisi. Un modo per attraversare su due ruote da nord a sud, tra diverse ciclovie, le meraviglie dell’Umbria

Partenza: Collestrada – Rifugio Enpa (innesto Ciclovia del Tevere) | Arrivo: Assisi – incrocio Via Francesca e Mattonata (innesto Ciclovia Assisi-Spoleto) | Distanza: 12,8 km | Dislivello: +80m; -30m| Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 10 km (79,1%) sterrato 2,8 km (21,9%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Perugia, Collestrada, Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli, Assisi 

Il collegamento ciclabile tra Perugia e Assisi collega la ciclovia del Tevere (che da Città di Castello, facendo tappa a Umbertide, arriva a Ponte San Giovanni a Perugia) con la ciclovia Assisi-Spoleto (che passa per Bevagna). Questo vi permetterà, attraverso diverse ciclovie regionali, di compiere un itinerario di quasi 200km dal nord al sud dell’Umbria partendo da San Giustino, passando da Ponte San Giovanni, Assisi, Spoleto, Sant’Anatolia di Narco, fino alla Cascata delle Marmore.

Il collegamento si sviluppa su una viabilità a bassa e bassissima intensità di traffico, soprattutto attraverso aree rurali. Potrete raggiungere Assisi godendo della sua veduta per la maggior parte del viaggio.
Da Collestrada è possibile percorrerlo con ogni tipo di bici (tranne quelle da corsa). Il primo tratto, invece, è terroso e potrebbe essere fangoso nella parte pianeggiante, inoltre è piuttosto accidentato nella breve salita che porta alle prime case di Collestrada, per cui è praticabile solo con mountain bike e fat bike.

 

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INTERMODALITÀ
Per raggiungere Perugia:
In treno:
Direttrice Milano-Firenze-Roma o Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazione di Foligno e poi collegamento con treno regionale per Perugia.

In auto:
Per chi proviene da Nord: 

  • Autostrada A1 del Sole  – Uscita Valdichiana 
  • Autostrada A14 Adriatica – Uscita Cesena e proseguire sulla E 45

Per chi proviene da Sud:

  • Autostrada A1 del Sole – Uscita Orte 
  • Autostrada A14 Adriatica – Uscita Civitanova Marche e proseguire sulla SS 77 
Collegamento Ciclovia del Sole - Ciclovia del Trasimeno
Ciclovie
Facile
Medio

Collegamento Ciclovia del Sole - Ciclovia del Trasimeno

Difficoltà
Facile, Medio-Facile
Dislivello
+30m; -20m | +150m; -150m | +200m; -200m
Distanza
16,9 Km | 12 Km | 34 Km
Un itinerario adatto a tutti gli amanti della bicicletta, anche a quelli meno esperti che vogliono cimentarsi in una passeggiata non troppo impegnativa.

Partenza: Chiusi | Arrivo: Passignano sul Trasimeno | Distanza: 16,9 km | Dislivello: +30m; -20m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 10,4 km (61,9%); sterrato 6,4 km (38,1%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Chiusi, Castiglione del Lago, Paciano, Panicale.

Il collegamento si sviluppa su viabilità ordinaria a bassa e media intensità di traffico e permette di connettere con un semplice percorso pianeggiante la Ciclovia del Sole da Chiusi Scalo alla Ciclovia del Trasimeno. In località “Muffa”, potete inoltre seguire due percorsi panoramici:
- quello che si innesta nella ciclabile a Sant’Arcangelo sul Trasimeno;
- il percorso verso la stazione ferroviaria di Terontola, dalla quale potete facilmente raggiungere la ciclabile del Trasimeno.

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Percorso panoramico verso Sant’Arcangelo sul Trasimeno
Partenza: Innesto collegamento ciclabile Chiusi-Trasimeno in Loc. Muffa | Arrivo: Innesto ciclovia del Trasimeno presso Sant'Arcangelo | Distanza: 12 km | Dislivello: +150m; -150m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 5,75 km (47,9%); sterrato 6,25 km (52,1%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Paciano, Panicale, Sant’Arcangelo sul Trasimeno

Un itinerario leggermente più impegnativo vi farà raggiungere la piccola frazione di Sant’Arcangelo sul Trasimeno e le sue colline, dalle quali potrete apprezzare in tutta la sua bellezza il panorama del Lago. Se decidete di fare una sosta nel borgo approfittatene per una visita all’omonima Abbazia o Badia, come viene chiamata dagli abitanti del luogo, le cui origini sono molto antiche (la sua presenza è documentata fin dal 1115). Da vedere anche la Torre Colombaia e la Cappella di San Giovanni. Ma un interesse particolare va rivolto alla Chiesa di Santa Maria di Ancaelle, una piccola chiesa del XIII secolo, all’interno della quale potrete ammirare una preziosa tavola raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio del XIII secolo e degli affreschi attribuiti a Giovanni Battista Caporali, del XII secolo. 

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Percorso panoramico verso Terontola
Partenza: Innesto collegamento ciclabile Chiusi-Trasimeno in Loc. Muffa | Arrivo: Innesto ciclovia del Trasimeno presso Borghetto | Distanza: 34 km | Dislivello: +200m; -200m | Difficoltà: medio-facile | Fondo: asfalto 32,1 km (94,4%); sterrato 1,9 km (5,6%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Castiglione del Lago

Se volete arrivare a Terontola attraversando le panoramiche colline che dominano la parte occidentale del Lago, seguite l’itinerario descritto da Chiusi ma, giunti in prossimità del cavalcavia in Località Muffa, proseguite diritti sino a Sanfatucchio e proseguite in direzione di Gioiella e, continuando la SP 301, che serpeggia tra le colline, sino all’abitato di Pozzuolo, borgo di origine altomedievale, frazione del comune di Castiglione del Lago, dove merita una visita la splendida Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, vecchia pieve risalente al XII secolo, ricostruita nel 1743 insieme al campanile di 30 metri, nella quale avvenne il battesimo di Santa Margherita da Cortona. Traversato il piccolo centro, seguite le indicazioni per Piana e successivamente per Petrignano del Lago e Ferretto. La strada serpeggia tra le colline, con magnifiche vedute, oltrepassando i resti della Quercia del Pentimento, legata alla vicenda di Santa Margherita da Cortona.
 

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INTERMODALITÀ

In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscite “Fabro” e “Chiusi-Chianciano Terme” per chi proviene da Sud
E 45, Uscita “Perugia”, direzione Lago Trasimeno

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma: Stazioni di Castiglione del Lago, Chiusi-Chianciano Terme o Terontola Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazioni di Magione, Passignano sul Trasimeno o Tuoro sul Trasimeno

Da Passignano a Castiglione lungo la Strada dei vini Colli del Trasimeno
I percorsi del gusto

Da Passignano a Castiglione lungo la Strada dei vini Colli del Trasimeno

Il morbido tannino del Gamay e la moderata acidità del grechetto: classiche conferme e inaspettate sorprese enologiche tra i luoghi di Annibale

Dopo aver parcheggiato comodamente lungo il molo inizia il tuo giro per Passignano sul Trasimeno.
Il nucleo più antico è ancora oggi cinto dalle mura medioevali che testimoniano lo sviluppo da piccolo borgo agricolo, durante l'Impero romano, a castello aspramente conteso fra Arezzo, Perugia e Firenze. Non ci sono grandi monumenti, ma passeggiate e località molto piacevoli, come la cinta muraria, la chiesa di San Rocco e il santuario della Madonna dell'Oliveto.
Proprio l'olio è uno dei prodotti più antichi e tipici dell'area: ricorda di assaggiare la varietà "Dolce Agogia", indicata per le pietanze delicate e il pesce. Prosegui fino a Tuoro sul Trasimeno, un quattrocentesco villaggio di pescatori che sorge nell'area che fu teatro della battaglia in cui l'esercito cartaginese di Annibale annientò oltre 16.000 romani: un evento celebrato ogni anno con uno spettacolo.
A poca distanza puoi visitare la Pieve di Confine, un edificio romanico degli inizi del XII secolo ed il castello di Monte Gualandro. Se viene l'appetito, inizia con insalata di farro e fagiolina del Trasimeno: un legume coltivato fin dall'antichità, oggi presidio slow food. A seguire il pescato del lago, magari in zuppa al "tegamaccio" di coccio: un'occasione per brindare con il Gamay del Trasimeno. Eresia? Non essere scettico, questo rosso giovane e fruttato, dai tannini vellutati e poco aggressivi, sembra nato per accompagnare questa pietanza.


Per i fritti, le insalate di pesce o i crostacei meglio un grechetto secco o un trebbiano, spesso in tandem con pinot grigio o chardonnay, a scelta tra le doc dei Colli del Trasimeno, Perugini o Altotiberini. Per digerire, quattro passi alla Punta Navaccia, Lido di Tuoro, per vedere le colonne di Campo del Sole: un insieme architettonico di sculture realizzato da artisti internazionali.
Quando arrivi a Castiglione del Lago, il percorso ideale inizia con la visita alla chiesa di Santa Maria Maddalena: a seguire il Castello del Leone e il contiguo Palazzo della Corgna. Il premio, a fine giornata, sarà un piatto a base di zafferano della vicina Città della Pieve.

Ciclovia Ex Ferrovia Spoleto-Norcia
Ciclovie
Medio

Ciclovia Ex Ferrovia Spoleto-Norcia

Difficoltà
Media
Dislivello
+400 | - 440
Distanza
23,5 km
Una vecchia ferrovia riconvertita in pista ciclabile, per un percorso abbastanza impegnativo che da Spoleto raggiunge Sant’Anatolia di Narco, attraversando colline, gole, gallerie, ponti e viadotti.

Distanza: 23,5 km | Dislivello: +400m; -440m | Difficoltà: media | Fondo: asfalto 12,3 km (52%); sterrato 11,2 km (48%)| Bici consigliata: mtb | Da vedere in zona: Spoleto, Piedipaterno, Vallo di Nera, Castel San Felice, Abbazia SS. Felice e Mauro, Sant’Anatolia di Narco

 

Nel 1926 venne inaugurata la linea ferroviaria che congiungeva la città di Spoleto a Norcia e che rappresentava in quei tempi un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria: lungo il percorso di poco più di 50 chilometri vennero costruite 19 gallerie, 24 ponti e viadotti di grande pregio architettonico, con tratti di linea elicoidali e pendenze fino al 4,5%.

La ferrovia fu chiusa nel 1968 e, dopo molti anni di inutilizzo, nel luglio del 2014 sul tracciato della vecchia ferrovia è stato inaugurato un percorso ciclopedonale, percorribile fino a Piedipaterno.

Il percorso è caratterizzato da strette gole, paesaggi di alta montagna con lievi pendenze, fino a raggiungere la quota massima nel punto in cui si trova la galleria della Caprareccia.

Al momento attuale, per motivi di sicurezza, un tratto del percorso Spoleto-Piedipaterno è interdetto e per questo si sviluppa come segue:

–    Primo tratto, 6,5 km sul tracciato della ex ferrovia da Spoleto a Caprareccia

–    Secondo tratto, variante di 18,8 km sulla statale tra Caprareccia e Piedipaterno

–    Da Piedipaterno, anziché proseguire in direzione Norcia, proponiamo di percorrere un terzo tratto di 4,7 km in direzione Spoleto sul tracciato della ex ferrovia, fino alla ex stazione di Sant'Anatolia di Narco - Scheggino; da qui ci si ricollega ad un’altra ciclovia Regionale, la ciclovia del Nera, che permette di raggiungere la Cascata delle Marmore da Sant'Anatolia di Narco.

Giunti all'inizio della ciclabile, l'itinerario prosegue sul tracciato della ex ferrovia, con salita costante al 4,5% di pendenza e senza alcun bivio. Oltrepassa gallerie e viadotti, con panorami mozzafiato sulla Valle Umbra Spoletana; costeggia i caselli abbandonati e raggiunge il grande slargo che segue la straordinaria opera ingegneristica del Ponte delle Torri.

Qui, purtroppo, dovrete abbandonare l'antico tracciato che condurrebbe a Sant'Anatolia di Narco (per problemi legati al sisma del 2016). La variante, tuttavia, è estremamente panoramica e conduce a Forca di Cerro (m 733 slm) da cui lo sguardo spazia sui monti della Valnerina.

Qui inizia la fase discensiva dell'itinerario che tocca la chiesina di Madonna delle Scentelle, Grotti, raggiungendo il fondo vallivo a Piedipaterno.
 

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INTERMODALITÀ

In auto
- Autostrada “del Sole” A1 (Milano-Firenze-Roma-Napoli), per chi proviene da nord uscita casello Valdichiana, per chi proviene da sud uscita casello di Orte
- Autostrada “Adriatica” A14 (Bologna-Taranto), per chi proviene da nord uscita casello di Civitanova Marche, per chi proviene da sud uscita casello di San Benedetto del Tronto 
- Superstrada E45 (Cesena-Orte), uscita su SS 75 in direzione Assisi, uscita Acquasparta, poi SS 418, uscita Terni, poi SS 3

In Treno
- Linea Roma – Ancona
- Linea Roma – Foligno – Perugia – Terontola – Firenze

In autobus
Sul sito di Busitalia tutti gli orari degli autobus urbani ed extraurbani di Spoleto e dell’Umbria

Rafting in Umbria
Torrentismo e rafting

Lungo il corso dei fiumi Corno e Nera, tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e la Cascata delle Marmore

Rafting tra i Monti Sibillini e la Cascata delle Marmore

Vuoi passare un paio d'ore a bordo di un raft e scendere lungo un fiume immerso nella natura? Il fiume Corno e il fiume Nera, offrono diversi punti in cui praticare il rafting a cavallo tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e la Cascata delle Marmore. Il rafting è uno sport adrenalinico e avventuroso, ma che possono fare tutti, anche chi è alle prime armi, basta saper nuotare.

 

Il fiume Corno è un corso d'acqua naturale, affluente del fiume Nera, amato dagli appassionati di sport che coinvolgono l'acqua perché passa da luoghi dalla natura lussureggiante e incontaminata. Raggiungi Biselli di Norcia o Serravalle di Norcia, in Valnerina. Da lì partono dei percorsi guidati da esperti per provare l'ebbrezza di accompagnare il fiume nella sua discesa. Rafting, canoa pneumatica, hydrospeed, torrentismo e se la temperatura lo consente, ci sono dei punti in cui puoi fare il bagno approfittando di trampolini naturali o lasciandoti trasportare dalle acque spumeggianti. Con i bambini da non perdere il Parco Avventura con ponte tibetano o l’escursione con gli asinelli o nella Val Castoriana all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove potersi dedicare anche ad una passeggiata nella natura montana oppure, se ti piacciono gli animali, puoi visitare il centro faunistico del cervo e quello del camoscio.

 

Se hai voglia di mangiare qualcosa assaggia il pecorino prodotto in questa zona in cui l'ovinocultura è ancora un'attività importantissima.

Il fiume Velino e Nera si incontrano invece nella celebre Cascata delle Marmore, una delle più alte d'Europa. Approfitta di questa portentosa confluenza e dirigiti alla base della cascata dove c'è un centro attrezzato per il rafting. Il fiume Nera in questo punto è particolarmente portentoso, ma sicuramente non ti spaventa, anzi aumenta l'adrenalina e il piacere della discesa. Quindi, sali sul tuo raft, da solo o in compagnia, e asseconda i movimenti della tua guida; ti sembrerà di guadare il fiume, immerso in uno scenario che conserva una bellezza quasi primordiale. Appena finito il giro in raft dirigiti all'interno del parco in cui puoi vedere la Cascata delle Marmore dall'alto: la cascata è artificiale, ma rappresenta una delle più importanti opere d'ingegneria rimaste dall'epoca romana. Un posto così suggestivo che ha impressionato anche Lord Byron che, rapito dallo spettacolo visivo dei suoi scenari, ha definito la cascata "orribilmente bella".


Ciclovia del Trasimeno
Ciclovie
Medio

Ciclovia del Trasimeno

Difficoltà
Medio
Dislivello
+100 | -100
Distanza
57,2 km
Un itinerario ad anello che costeggia il lago Trasimeno regalando panorami mozzafiato e straordinari scorci naturalistici.

Distanza: 57,2 km | Dislivello: +100m; -100m | Difficoltà: media | Fondo: asfalto 24,1 km (42%); sterrato 33,1 km (58%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Passignano sul Trasimeno, Monte del Lago, San Feliciano, Oasi la Valle, Sant'Arcangelo, Castiglione del Lago, Tuoro sul Trasimeno, Isole Polvese e Maggiore.

Il percorso si snoda lungo il perimetro del Trasimeno, costeggiando le sue rive fino a spingersi all’interno e al confine dell’omonimo Parco Regionale. Ogni svolta vi regala lo spettacolo mutevole delle acque lacustri, dei canneti, delle isole e della ricchissima avifauna. 

L’itinerario, nella sua interezza, è percorribile solo con mountain bike, fat bike o con i modelli più robusti di bici da turismo. In periodi di piogge persistenti, solo con mountain bike e fat bike. Non mancano tuttavia i tratti asfaltati percorribili con ogni tipo di bici. 

Con l’eccezione del tratto Anguillara – Castiglione del Lago, che si sviluppa su una strada molto trafficata e di brevi tratti stradali regionali e provinciali, i fondi asfaltati sono su vie secondarie e a bassa intensità di traffico.

Con partenza dalla Stazione ferroviaria di Passignano sul Trasimeno, splendido borgo sulle sponde del Lago, felice combinazione di natura, storia, arte e folclore, il percorso ad anello alterna tratti asfaltati e tratti inghiaiati, permettendovi di incontrare caratteristici centri abitati come Torricella, San Feliciano (con il suo tipico porto) e Sant’Arcangelo (frazioni di Magione), Mirabella (frazione di Panicale), fino a Castiglione del Lago, in origine la quarta isola del Trasimeno oggi tra i Borghi più belli d’Italia.

Da qui il percorso prosegue costeggiando il Lungo Lago e su una strada di terra non battuta che, in circa 2 km, si trasforma in un piacevole itinerario ciclopedonale su terra inghiaiata e pressata, con numerosi ponticelli pedonali e aree picnic. Lo scenario dei canneti e la facilità con cui riuscirete a scorgere l'avifauna selvatica in questo tratto merita numerose soste che consentono di spaziare con lo sguardo sul Lago. 

L'itinerario torna in sede stradale dopo 5 km per raggiungere il piccolo centro di Borghetto per poi proseguire in direzione Tuoro sul Trasimeno, borgo di origine medievale che si affaccia sulle sponde del lago, teatro della “battaglia del Trasimeno”, avvenuta il 24 giugno del 217 a.C., nella quale l'esercito cartaginese di Annibale sconfisse l'esercito romano.
L'itinerario riprende a costeggiare la ferrovia sino a raggiungere l’abitato di Passignano.

Se siete arrivati in treno potete raggiungere il piazzale della piccola stazione ferroviaria, mentre se desiderate raggiungere il Lungo Lago o l’imbarco per i traghetti, prendete il recentissimo itinerario ciclopedonale che vi condurrà piacevolmente alla meta.
Chi volesse suddividere il percorso in due giorni, potrebbe coordinare il proprio rientro con il traghetto che copre la rotta Passignano – Castiglione del Lago e che trasporta senza problemi le biciclette.

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INTERMODALITÀ


In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscite “Fabro” e “Chiusi-Chianciano Terme” per chi proviene da Sud.
E45, Uscita “Perugia”, direzione Lago Trasimeno

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma: Stazioni di Castiglione del Lago, Chiusi-Chianciano Terme o Terontola
Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazioni di Magione, Passignano sul Trasimeno o Tuoro sul Trasimeno 

Orari dei servizi di navigazione sul lago Trasimeno (in vigore dal 6 giugno 2020)

Ciclovia del Tevere
Ciclovie
Facile

Ciclovia del Tevere

Difficoltà
Facile
Dislivello
+80m | -150m
Distanza
44,5 km
Percorso cicloturistico che collega Città di Castello a Perugia e si sviluppa lungo le sponde del fiume Tevere.

Per i meno esperti o per coloro che preferiscono abbinare all’attività sportiva la conoscenza del territorio, è possibile dividere il percorso in due tappe: la prima da San Giustino a Umbertide e la seconda da Umbertide a Ponte San Giovanni

 

Tappa 1: da San Giustino a Umbertide

Distanza: 44,5 km | Dislivello: +80m; -150m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 13,20 km (29,7%); sterrato 31,3 km (60,3%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: San Giustino, Città di Castello, Trestina, Umbertide


Il percorso costeggia costantemente il Tevere che, in questo suo tratto ancora giovanile, mostra in ogni stagione delle acque straordinariamente trasparenti, circondate da una rigogliosa vegetazione ripariale, spesso di alto valore.

La tappa corre in buona parte su sede riservata, spesso in sede propria. Il fondo è molto vario: si va dall'asfalto stradale, all'asfalto leggero, allo sterrato inghiaiato e pressato, alla terra battuta o erbosa. Proprio questa alternanza fa sì che i tratti in terra più vicini al fiume, in caso di pioggia, siano praticabili in sicurezza e con qualche soddisfazione, solo da mountain bike, fat e cross bike mentre anche i modelli più robusti e "campestri" di bici da cicloturismo sono adeguati alla tappa solo con suolo asciutto.

Il percorso raggiunge la più importante città dell'Alta Valle del Tevere, Città di Castello, per seguire il corso del fiume verso Sud, pedalando in un contesto prevalentemente agreste, tra campi coltivati e boschi.

Attraverso una piccola deviazione e una breve salita si può visitare il borgo arroccato di Montone, uno dei più belli d'Italia, prima di raggiungere Umbertide.

 

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Tappa 2: da Umbertide a Ponte San Giovanni

Distanza: 40,6 km | Dislivello: +220; -270m | Difficoltà: media | Fondo: asfalto 19,80 km (48,8%); sterrato 20,8 km (51,2%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Umbertide, Abbazia di San Salvatore di Montecorona, Ponte Pattoli, Perugia

Anche questa tappa corre in buona parte su sede riservata, spesso propria, con fondo molto vario. A differenza della precedente, presenta alcuni sali scendi impegnativi. Inoltre anche in condizioni di suolo persistentemente asciutto, in alcuni tratti, causa il fondo sconnesso, è necessario l'utilizzo della mountain bike (e dalla fat bike) a meno di non essere disposti a procedere con la bici a mano.

Tra antichi poderi, abbazie, piccoli paesi, la ciclovia continua a seguire il corso del fiume fino ad arrivare alle porte di Perugia, alternando strade a basso traffico con tratti sterrati in sede propria.

Se avete un po’ di allenamento in più, giunti a Ponte San Giovanni potrete salire in bici fino al centro storico di Perugia, affrontando una salita di circa 5 chilometri, con un po’ di traffico. Altrimenti potrete optare per l’utilizzo dei mezzi pubblici, ma in ogni caso vi consigliamo una visita al centro storico di Perugia.

L'Arco Etrusco, il complesso di San Pietro e di San Francesco al Prato, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Palazzo dei Priori e la Fontana Maggiore, i tanti Palazzi Storici, insieme ai numerosi locali dove degustare i prodotti tipici e agli eventi culturali che animano il capoluogo umbro, fanno da degna cornice alla parte conclusiva di questo itinerario.
 

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Ciclovia del Sole
Ciclovie
Facile
Medio

Ciclovia del Sole

Difficoltà
Facile; Medio-Facile
Dislivello
+100m; -100m | +450m; -600m
Distanza
20,2 Km | 26,3 Km
Il tratto umbro della Ciclovia del Sole non è molto lungo e non presenta tratti molto impegnativi ma rappresenta un ottimo banco di prova per chi vuole cimentarsi in percorsi non interamente pianeggianti.

Il tratto umbro della Ciclovia del Sole che, con i suoi 3000 km, permette di percorrere in bicicletta tutto il Paese, dal Brennero alla Sicilia, non è molto lungo e non presenta tratti molto impegnativi ma rappresenta un ottimo banco di prova per chi vuole cimentarsi in percorsi non interamente pianeggianti.

Tappa 1 da Chiusi Scalo a Fabro Scalo

Distanza: 20,2 km | Dislivello: +100m; -100m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 6,2 km (30%); sterrato 14 km (70%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Chiusi, Città della Pieve, Monteleone di Orvieto, Fabro

Questo primo tratto di Ciclovia del Sole si sviluppa su viabilità esistente a bassa intensità di traffico su una bella campagna tra Chiusi Scalo a Fabro Scalo ed è consigliabile a tutti i tipi di bicicletta, con esclusione delle bici da strada e delle reclinate.
Quasi tutto il percorso si svolge su strade di terra inghiaiata tra campi coltivati e boschi collinari, fino a raggiungere Fabro passando per la Strada Statale 71. Salendo al borgo fortificato (100 m di dislivello in salita), sono interessanti da visitare il Castello, di matrice fortificata, con caratteristica forma a mandorla, fondato intorno al Mille e restaurato nel ‘400 e ancora nel ‘500, la Chiesa parrocchiale di San Martino, eretta nel XIX secolo, e l’ottocentesco Palazzo Comunale, il cui progetto è attribuito all'architetto perugino Guglielmo Calderini. Le terre rigogliose che circondano il paese donano spontaneamente il pregiato tartufo bianco.

 

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Tappa 2 da Fabro Scalo a Orvieto

Distanza: 26,3 km | Dislivello: +450m; -600m | Difficoltà: medio-facile | Fondo: asfalto 26,3 km (100%) | Bici consigliata: strada, ibrida, mtb | Da vedere in zona: Fabro, Ficulle, Orvieto

Il percorso parte dalla Stazione Ferroviaria di Fabro sulla SS71, che inizia a inerpicarsi sulle colline e che in poco più di 7 km conduce al caratteristico abitato di Ficulle che si presenta come un borgo medioevale con le sue porte, il castello dei Conti Bonavicini (X-XI secolo), del quale sono visibili i resti delle mura merlate e due torri, le chiese di Santa Maria Vecchia, con portale gotico e alcuni importanti affreschi della seconda metà del Quattrocento, e di Santa Maria Nuova, in stile tardo rinascimentale (1606), con pianta a tre navate e un notevole coro ligneo posto dietro l'altare maggiore.
All'uscita del paese sono accessibili giardini attrezzati, con area picnic, area camper e servizi, dove concedersi una pausa rilassante all’ombra, prima di visitare, lungo il percorso, la chiesa della Maestà e iniziare l'ultima leggera salita che porta alla fase discensiva del viaggio, dalla quale lo sguardo può spaziare sulla Val Tiberina e sulla rupe di Orvieto, le cui origini risalgono alla civiltà etrusca, che offre un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell’Umbria.

 

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INTERMODALITÀ 

In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscite “Fabro” e “Chiusi-Chianciano Terme” per chi proviene da Sud E 45, Uscita “Perugia”, direzione Lago Trasimeno, passando per Raccordo Autostradale 6 Bettolle-Perugia/Raccordo Autostradale A1 Perugia e SR599.

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma e Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazione di Chiusi-Chianciano Terme.

 

Ciclovia del Nera
Ciclovie
Facile

Ciclovia del Fiume Nera

Difficoltà
Facile
Dislivello
+90 | - 120
Distanza
28,2 Km
Da Sant'Anatolia di Narco alla Cascata delle Marmore un itinerario facile, adatto a tutti coloro che vogliono godersi una giornata immersi nella natura della Valnerina.

Distanza: 28,2 km | Dislivello: +90m; -120m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 11,350 km (40%); ghiaia 16,850 km (60%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Abbazia di San Pietro in Valle, Ferentillo, Arrone, Casteldilago, Cascata delle Marmore

La ciclovia del Nera, nel tratto da Sant’Anatolia di Narco alla Cascata delle Marmore, fa parte del più ampio e impegnativo anello della Greenway del Nera e unisce l'ex ferrovia Spoleto-Norcia con la bassa Valnerina e i suoi borghi, scorrendo per lunghi tratti anche in parallelo con la Via di Francesco.

L'itinerario misura poco più di 28 chilometri, alternando asfalto e ghiaia, ma sempre su vie secondarie senza traffico. Lungo il percorso non vi sono salite importanti, ma solo una serie di brevi dossi; l'ascesa più significativa è quella di circa 1 chilometro che porta dai piedi di Sant’Anatolia al centro storico.


Il percorso costeggia le rive del fiume Nera, lambendo i boschi dei ripidi pendi dei fianchi della valle, ed è costantemente immerso nel verde, rendendolo veramente piacevole dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. 

Allo stesso tempo attraversa i tanti borghi arroccati di questa parte della Valnerina. Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Ceselli, Ferentillo, Arrone, Casteldilago: veri gioielli che meritano brevi soste per visitare i centri storici e assaporare le bontà enogastronomiche del territorio. Ferentillo, pittoresco borgo sormontato da due rocche, è sede dell’affascinante Museo delle Mummie e di una nota falesia di arrampicata posta appena fuori del centro abitato.

Gli ultimi chilometri del percorso si sviluppano tra suggestivi e divertenti tratti nel bosco e dopo aver attraversato una piccola galleria, proseguono su un ponticello che conduce al Belvedere Inferiore, ai piedi dell'imponente Cascata delle Marmore.

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INTERMODALITÀ
In auto
Autostrada del Sole A1 (Firenze-Roma), per chi proviene da nord uscita casello di Valdichiana, per chi proviene da sud uscita casello di Orte
Autostrada A14 (Bologna-Taranto), per chi proviene da nord uscire al casello di Civitanova Marche, per chi proviene da sud uscire al casello di S. Benedetto del Tronto
Strade statali: SS. 3, SS. 209, SS. 395, SS. 320, SS. 396

In autobus
Collegamenti giornalieri da Roma (Stazione Tiburtina) e da Spoleto (orario estivo in vigore dall’8 giugno 2020

In treno
La Stazione ferroviaria più vicina è quella di Spoleto

Ciclovia Assisi - Spoleto
Ciclovie
Facile

Ciclovia Assisi - Spoleto

Difficoltà
Facile
Dislivello
+150 | - 170
Distanza
51,2 km
Dalla città di Francesco a quella del Festival dei Due Mondi, un itinerario da percorrere in due facili tappe, per non perdere nulla dei borghi e delle splendide campagne umbre

ASSISI - BEVAGNA
Distanza
: 22,5 km | Dislivello: +150m; -170m| Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 22,1 km (98%) sterrato 0,4 km (2%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Assisi, Santa Maria degli Angeli, Santuario di Rivotorto, Cannara, Pian d'Arca, Bevagna
 

La prima tappa di questa via verde conduce dal cuore di Assisi a Bevagna, incantevole borgo situato nella valle Umbra.

Anche se attraversa zone piuttosto antropizzate, si sviluppa su strade a bassissimo traffico, che rendono piacevole la pedalata e vi permetteranno di godere delle bellezze della campagna umbra e dei luoghi francescani in tutta tranquillità. Il percorso è interamente segnalato, quindi è facile seguirlo senza rischio di sbagliare strada.

La tappa non presenta difficoltà altimetriche, per cui può essere percorsa da cicloturisti di ogni livello, anche da famiglie con bambini; un po' di attenzione va prestata solo in corrispondenza delle intersezioni. Quasi interamente su asfalto, presenta alcune discontinuità, buche e gibbosità, per cui non è adatta ai modelli da strada ma è perfetta per qualsiasi altro tipo di bici.

Questo piacevole percorso vi offre l’occasione per scoprire in modo diverso e da nuovi punti di vista la valle Umbra, procedendo con tutta calma e gustandovi l’atmosfera di Assisi, dalla Chiesa di San Niccolò al Santuario di Rivotorto, al Cimitero di Guerra Inglese, a Santa Maria degli Angeli, la sponda del fiume Topino, il centro di Cannara fino a Bevagna.
Se siete ben allenati, potete ripartire e arrivare Spoleto in un solo giorno, percorrendo in totale circa 50 chilometri quasi completamente pianeggianti, oppure potete allungare di qualche chilometro e raggiungere il borgo di Montefalco.
 

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BEVAGNA - SPOLETO
Distanza
: 28,7 km | Dislivello: +80m; -20m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 28,7 km (100%)| Bici consigliata: strada, ibrida, mtb | Da vedere in zona: Bevagna, Montefalco, Trevi, Fonti del Clitunno, Pissignano, Castello di San Giacomo, Spoleto
 

La seconda tappa riparte da Bevagna – aggirando la città lungo le antiche mura o entrando nel borgo per passare dalla splendida piazza Filippo Silvestri – e si sviluppa completamente sulla pista ciclabile asfaltata che costeggia l’argine dei fiumi Teverone e Maroggia.

L'itinerario, sempre ben segnalato, è completamente pianeggiante e non presenta alcuna difficoltà altimetrica, quindi è un'ottima occasione per avvicinarsi alle due ruote anche per i neofiti o per le famiglie con bambini che vogliono scoprire l'Umbria in modo slow. 

Il percorso infatti scorre lento lungo la valle Umbra, offrendo in pochi chilometri scorci paesaggistici imperdibili sui borghi di pendio dei Monti Serano e Brunette (Trevi, Pigge, Campello sul Clitunno) e sui Colli Martani, dominati dalla sagoma di Montefalco. Alcuni di questi sono facilmente raggiungibili con brevi deviazioni, su strade anche trafficate – in particolare percorrendo la SS3-Flaminia prestate molta attenzione.

In pochi chilometri pianeggianti potrete raggiungere anche Bovara con la sua Abbazia di San Pietro del XII sec. e l’Olivo di Sant'Emiliano, uno degli alberi più antichi dell'Umbria, il borgo medievale di Pissignano, il Tempio del Clitunno e le Fonti del Clitunno, luogo ideale per riposarvi e godere la tranquillità del posto, il castello di San Giacomo che merita una visita.

L'itinerario si conclude appena fuori Spoleto, al bici grill del Terminal. Da qui, tramite un raccordo su viabilità ordinaria, potete raggiungere il centro di Spoleto o l’innesto dell'ex ferrovia Spoleto-Norcia.
Chi invece vuole fare rientro ad Assisi può sfruttare la linea degli autobus, pagando un biglietto extra per caricare la bici, o il treno sulla linea Spoleto-Assisi verificando in anticipo se è previsto il trasporto bici in carrozza.

 

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INTERMODALITÀ
Per raggiungere Assisi:
In treno:
Linea Firenze-Terontola-Perugia-Foligno, Stazione di Assisi/S. Maria degli Angeli
Collegata con servizio di bus - Azienda Perugina della Mobilità (APM)

In Auto:
Per chi proviene da Nord: 

  • Autostrada A 14 Adriatica – Uscita Cesena (150 km da Assisi) e proseguire per Perugia (E 45) fino all’uscita per Assisi
  • Autostrada A 1 del Sole – Uscita Valdichiana fino a raggiungere Perugia, proseguire per Cesena (E45) fino all’uscita per Assisi

Per chi proviene da Sud:

  • Autostrada A 14 Adriatica – Uscita Civitanova Marche e proseguire per Foligno- Perugia fino all’uscita per Assisi
  • Autostrada A 1 del Sole – Uscita di Orte e proseguire sulla E 45 in direzione Perugia-Cesena fino all’uscita per Assisi
     
Italia Coast2Coast
Trekking
Difficile
Ciclovie

Italia Coast2Coast

Dall'Adriatico al Tirreno, passando per l’Umbria, a piedi e in bicicletta

Italia Coast to Coast è una “Route 66” tricolore da percorrere a piedi e in bicicletta, lungo sentieri, sterrate o stradine dal traffico pressoché inesistente: un vero e proprio viaggio alla scoperta del Belpaese, dei suoi eremi, delle sue antiche vie e delle città sepolte, dei suoi personaggi, tradizioni, popoli scomparsi e luoghi singolari.

 

Il percorso

 

L'itinerario misura circa quattrocento chilometri e attraversa quattro Regioni (Marche, Umbria, Lazio e Toscana), in un percorso altamente panoramico e ricco di natura, storia, arte, spiritualità.

È possibile percorrerlo sia a piedi che in bicicletta.
A piedi, il percorso si sviluppa per 410 km in 18 tappe giornaliere su sentieri, carrarecce e strade secondarie. Le tappe sono pensate in funzione delle distanze (lunghezza media di circa 23 km), dei dislivelli, e delle possibilità di alloggio. In bici, invece, la distanza coperta è di 440 km e può essere suddivisa in 9 tappe.

Partendo da Portonovo si raggiunge Osimo e da qui, passando per le colline marchigiane, si arriva a Filottrano e Treia, per proseguire poi verso San Severino Marche, prima, e Pioraco, poi.
Risalendo la valle del fiume Potenza, si giunge a Nocera Umbra e, una volta aggirato il monte Subasio, si arriva ad Assisi, prima importante mèta del C2C.
Si attraversa la Valle Umbra, passando per Bevagna e Gualdo Cattaneo, fino a Todi e, da lì, attraversando il Parco Fluviale del Tevere, ci si immerge in una natura mozzafiato. Dal balcone naturale di Civitella del Lago ci si sposta verso Orvieto, città etrusca che sorge su un’imponente rupe di tufo.
Percorrendo una via etrusca e poi romana, si riprende il C2C alla volta di Bolsena, per continuare quindi lungo un tratto della via Francigena, e raggiungere Onano, nella Tuscia viterbese.
Le tappe successive conducono a Sorano, Pitigliano, Manciano e Capalbio, fino alla mèta finale del C2C, Orbetello.

 

Le tappe in Umbria

Il C2C, nel Cuore Verde d’Italia, parte da Nocera Umbra, situata lungo la via Flaminia che collega Foligno e Gualdo Tadino, sulla sommità di uno sperone roccioso dal quale domina l'alta valle del fiume Topino. La risorsa naturale più significativa del territorio sono le acque naturali: le qualità terapeutiche sono note fin dal XVI secolo, quando furono costruiti stabilimenti, sistemi di prelievo e di trasporto.
Da Nocera Umbra prosegue poi verso Assisi che, adagiata sulle pendici del Monte Subasio, è celebre per essere la città di san Francesco e Santa Chiara, centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo.
Una volta lasciata Assisi, il C2C arriva a Cannara, alla sinistra del fiume Topino, al centro della pianura della Valle Umbra. Secondo la tradizione, il nome deriverebbe dalla presenza di abbondanti canneti che anticamente crescevano lungo la zona paludosa del Topino.
Dopo Cannara, è la volta di Bevagna, collocata al margine occidentale della piana di Foligno, ai piedi del gruppo collinare dove si trova anche Montefalco, presso l'ansa del fiume Timia. Il colle della Valle Umbra dove sorge la città è circondato da una fertile pianura ricca di acque e coltivata a grano, viti ed olivi. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia".
Passata Bevagna, l'itinerario giunge a Gualdo Cattaneo, borgo medievale arroccato su una collina alle pendici dei Monti Martani in una posizione particolarmente suggestiva. Il toponimo si fa derivare da "Wald" (selva, bosco) e testimonia la ricchezza di foreste che circondano questo territorio.
Superato Gualdo, la tappa successiva è Todi, splendida città d'arte posizionata sull'alto di un colle che affaccia sulla Media Valle del Tevere. Per la sua ricchezza storica, artistica ed architettonica è una delle mete turistiche più apprezzate dell'Umbria.
Da Todi, attraverso una strada lungo la quale è possibile ammirare boschi rigogliosi ricchi di fauna tipica e profonde voragini carsiche, si arriva a Baschi, posto sulla cima di uno sperone roccioso sulla valle del Tevere, poco distante dalla confluenza con il Paglia.
Il C2C termina in Umbria ad Orvieto, splendida cittadina di origine etrusca che si innalza su un'imponente rupe di tufo. La città, che dispone di un importante patrimonio artistico e culturale, porta con sé la magia e la forza di tremila anni di storia visibili nella struttura urbanistica medievale rimasta inalterata nel tempo. Per la sua secolare tradizione ceramistica aderisce all'Associazione Italiana Città della Ceramica (marchio nazionale "Ceramica Artistica e Tradizionale").

 

Per maggiori informazioni:

www.italiacoast2coast.it

 


MTB - Itinerario nella natura di Amelia
Trekking
Mountain bike
Difficile

MTB 13 - Amelia e i boschi dell'Amerino 

Difficoltà
Medio-difficile
Dislivello
950 metri
Distanza
30 km
Dal Parco Rio Grande verso Collicello, passando per Sambucetole: 30 chilometri di naturale bellezza da percorrere tra boschi dell'Amerino e piccoli borghi medievali.
Partenza Amelia
Arrivo Amelia
Distanza 30 Km
Dislivello 950 m
Difficoltà medio-difficile
Fondo 90% sterrato, 10% asfalto
Bici consigliata MTB e E-MTB
Da vedere in zona Amelia, Narni, Porchiano, Lugnano in Teverina, Collicello

 

Dal Parco Rio Grande verso Collicello, passando per Sambucetole: 30 chilometri di naturale bellezza da percorrere tra boschi dell'Amerino e piccoli borghi medievali.

Scarpe comode, acqua e tanta voglia di esplorare: ecco cosa vi serve per assaporare il meglio dell'Umbria. Tra i percorsi più belli immersi nel verde, vi consigliamo quello che ha inizio al Parco Rio Grande, a pochi chilometri da Amelia. Da qui, ci dirigiamo poi verso Sambucetole, un territorio ricco di storia e cultura che si erge su una collina e conserva ancora l'originale impianto esagonale.

L'itinerario, adatto agli amanti del trekking ma anche della mountain bike, presenta alcuni tratti impegnativi, caratterizzati da salite ripide e fondo sconnesso. Per questo motivo, è consigliato a bikers e camminatori ben allenati.

Dal Parco Rio Grande, meglio conosciuto come Lago Vecchio, andiamo in direzione Sambucetole e iniziamo una salita abbastanza ripida su una strada sterrata. Da qui, si alternano tratti brevi su asfalto e altri in mezzo al bosco, ma la fatica è ripagata dalla vista sulla città di Amelia. Anche se in lontananza, si possono scorgere la cinta muraria, la cattedrale, la chiesa di Sant'Agostino, nonché la chiesa rurale della Madonna delle Cinque Fonti la quale, secondo un'antica leggenda, avrebbe offerto riparo anche a San Francesco.

Dopo aver percorso all'incirca 5 km, svoltiamo a destra fino a che non si raggiunge la prima e vera salita impegnativa del viaggio. Il fondo della strada è sassoso, ciò rende più difficile l'aderenza delle ruote della bici.

Conclusa la salita, al chilometro 7,7, ci meritiamo un attimo di relax e ci gustiamo la vista sul caratteristico borgo di Collicello. Questo piccolo centro, quasi un guardiano lungo la Via Amerina, è un luogo ideale per recuperare le forze e riempire le borracce grazie a una fontanella che si trova nei pressi della porta d'ingresso.

Ci lasciamo alle spalle il paese e continuiamo il nostro viaggio alla volta di Frattuccia. Inizia così la seconda salita del percorso che termina al chilometro 17. In mezzo agli alberi e alle sfumature del bosco, prendiamo il sentiero per Macchie e iniziamo la discesa. Da questo momento in poi, il tragitto è più facile e si raggiunge senza problemi la città di Amelia.

Facendo sempre attenzione al terreno che, talvolta, può presentare ostacoli, al chilometro 22 troviamo il piccolo centro di Macchie, divenuto famoso anche per aver ospitato Federico Barbarossa durante la sua discesa per Roma. Dopo un breve tratto su asfalto, torniamo sullo sterrato e giriamo a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo Rocca Basso.


Per alcuni chilometri, proseguiamo su un altopiano lungo un tratto spettacolare che si snoda in mezzo a prati e pascoli. Dopodiché entriamo nel bosco della Cavallerizza, dove si può godere dell'ombra del lecceto e usufruire dell'area picnic. Continuando a scendere lungo il sentiero, torniamo di nuovo al Parco Rio Grande, giungendo così al nostro punto di partenza.

 

In mountain bike a Castelluccio di Norcia
Mountain bike
Facile

MTB 06 - I Monti Sibillini e i Tre Piani di Castelluccio

Difficoltà
medio-facile
Dislivello
450 m
Distanza
26 km
Un percorso adatto a tutti che permette di pedalare alle pendici del Monte Vettore e di scoprire alcuni degli scorci più belli dei Monti Sibillini.
Partenza Castelluccio di Norcia
Arrivo Castelluccio di Norcia
Distanza 26 Km
Dislivello 450 m
Difficoltà facile
Fondo 55% sterrato, 45% asfalto
Bici consigliata MTB e E-MTB
Da vedere in zona Castelluccio di Norcia, Norcia, il Monte Vettore e il Parco dei Monti Sibillini.

 

Questo magnifico itinerario prende il via dal borgo di Castelluccio di Norcia, piccolo centro abitato immerso nella natura incontaminata del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e ti permetterà di pedalare tra bellezze paesaggistiche indimenticabili e atmosfere uniche.

Il percorso non è particolarmente difficile, come testimoniano i soli 450 metri di dislivello, ma rispetto agli altri itinerari facili richiede un minimo di allenamento.
La prima parte dell'itinerario, che scorre su asfalto e attraversa il Pian Grande, ti condurrà ai piedi dell'asperità più impegnativa di giornata: circa 3 chilometri di asfalto abbastanza impegnativi da affrontare con calma. Giunto in vetta alla salita concediti una sosta per ammirare il fantastico panorama che vi si aprirà su Castelluccio e sul Monte Vettore.

Da qui il percorso prosegue quasi per intero su sterrato, attraversando il Pian Perduto e poi tornando sul Pian Grande, offrendo ad ogni angolo vedute mozzafiato sul paesaggio unico di questo angolo dei Sibillini. Ricorda solo di lasciare qualche energia per affrontare l'ultimo chilometro di salita che ti ricondurrà a Castelluccio.
Il periodo migliore per affrontare questo itinerario è tra giugno e luglio, quando potrai anche godere della "fioritura" del Pian Grande, che in questi mesi si trasforma in un caleidoscopio di colori. Troverai un po' più di confusione rispetto alla solita tranquillità di questi luoghi, ma i tuoi occhi ringrazieranno…


    

MTB - Boschi e salite sulle colline del lago Trasimeno
Mountain bike
Difficile

MTB 15 - Foreste e salite sulle colline del Trasimeno

Difficoltà
Impegnativo
Dislivello
1100 m.
Distanza
48 Km
L'itinerario si sviluppa sulle colline che sovrastano il lago Trasimeno e offre splendidi scorci sul lago e sui monti circostanti.
Partenza Passignano del Trasimeno
Arrivo Passignano del Trasimeno
Distanza 48 Km
Dislivello 1100 m
Difficoltà difficile
Fondo 70% sterrato, 30% asfalto
Bici consigliata MTB e E-MTB
Da vedere in zona Passignano, Tuoro, Castel Rigone, Magione, Parco del Trasimeno

 

L'itinerario si sviluppa sulle colline che sovrastano il lago Trasimeno e offre splendidi scorci sul lago e sui monti circostanti.

Il chilometraggio di 48 chilometri e oltre 1000 metri di dislivello richiedono un buon allenamento.

L'itinerario prende il via da Passignano e si sviluppa sulle colline che sovrastano il versante Nord del lago Trasimeno. Si tratta di un percorso molto apprezzato dai bikers della zona, per la varietà di fondo e la bellezza del paesaggio che sa offrire: non incontrerai pendenze proibitive o passaggi troppo tecnici, ma la lunghezza di 48 chilometri e un dislivello superiore ai 1000 metri lo rendono un itinerario adatto a bikers preparati.

La prima parte scorre in pianura lungo il percorso ciclabile del Trasimeno, ideale per scaldare le gambe e godere con calma l'atmosfera del lago. Dopo circa 10 chilometri arriverai a Borghetto, dove cominci a fare sul serio entrando nella parte più difficile e affascinante del percorso: dovrai affrontare diversi chilometri di salita per raggiungere il Monte Castiglione, e da qui proseguire per un lungo tratto sulla cresta del monte fino a raggiungere Valico Gosparini, punto panoramico che ti lascerà a bocca aperta.


Da qui riprendi ancora a salire e dovrai affrontare una lunga serie di ripidi saliscendi che metteranno a dura prova le tue gambe, ma i panorami che potrai ammirare ti ripagheranno in pieno delle fatiche affrontate, visto che ti trovi in uno dei punti più panoramici dell'area del lago Trasimeno.

Gli ultimi chilometri sono in discesa e pianura, ideali per sciogliere i muscoli e godere ancora un po' del panorama.

L'itinerario può essere percorso in ogni periodo dell'anno, ma il nostro consiglio è di affrontarlo nel periodo autunnale, quando i boschi che circondano il lago si trasformano in una tavolozza di colori mozzafiato.
 

 

Veduta di Perugia
Bici da strada
Difficile

STRADA 23 - Verso Assisi, sulle Orme di San Francesco    

Difficoltà
Impegnativo
Dislivello
1.200 m
Distanza
75 km
Dall'immediata periferia di Perugia e sulle colline che sovrastano Assisi, città conosciuta dai pellegrini di tutto il mondo, attraversando uno straordinario mix tra spiritualità, arte e bellezze naturali.
Partenza Ponte Valleceppi
Arrivo Ponte Valleceppi
Distanza 75 km
Dislivello 1200 m
Difficoltà difficile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada, ibrida, e-bike
Da vedere in zona Perugia, Assisi, Valle del Chiascio, Valfabbrica.

 

Il percorso misura 75 chilometri per 1200 metri di dislivello, ma la parte veramente impegnativa è quella centrale, subito dopo Assisi, con la lunga salita di San Presto e i successivi saliscendi che conducono a Casa Castalda. Da qui fino al termine dell'itinerario la strada è quasi totalmente in discesa e pianura. Se ti senti scalatore e hai il gusto della scoperta, da Assisi fai una deviazione verso la cima del Monte Subasio, una salita vera, che misura circa 10 chilometri con una pendenza media superiore all'8%.

Uno dei passaggi più suggestivi dell'itinerario è sicuramente quello ad Assisi, dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità, dove non potrai perdere la Rocca Maggiore e la suggestione del centro storico, con la Basilica di Santa Chiara, il convento di San Domenico e la splendida Basilica di San Francesco.