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I santuari terapeutici dell'Umbria, tra sacro e profano

Abbazia di San Pietro in Valle

Il santuario per la cura del mal d'ossa

È da molto tempo che quel piccolo passaggio intorno all'altare, volto alla cura del mal di ossa, non viene più praticato. La singolare posizione di questo altare, detto dei Santi Lazzaro e Giovanni e posto davanti all'abside del braccio sinistro del transetto, forma una sorta di angusto ambulacro che devi percorrere accucciato con gli occhi rivolti ai frammenti sacri. Infatti, sul lato destro dell'altare è stata praticata una piccola apertura, protetta da una grata di ferro, la fenestrella confessionis, attraverso la quale puoi vedere le reliquie dei santi monaci.

La storia di San Pietro in Valle è raccolta nei manoscritti conservati nell'Archivio del Duomo di Spoleto. La leggenda vuole che Lazzaro e Giovanni nell'anno 516 arrivarono in Italia dalla Siria erigendo un eremo identificato con la Romitoria sul Monte Solenne, sopra Macenano.
Fu Faroaldo II, duca longobardo di Spoleto, a edificare sulla tomba dei Santi Lazzaro e Giovanni l'abbazia dedicata a San Pietro in cui si ritirò nel 720 quando fu spodestato dal figlio e dove morì da monaco nel 728. Le sepolture dei vari Duchi di Spoleto, ritrovate nel 996 nei lavori di restauro iniziati da Ottone III di Sassonia, furono sistemate nell'abside della chiesa reimpiegando i sarcofagi romani ritrovati nella zona.
L'abbazia divenne un mausoleo ducale che estese la sua influenza religiosa ed economica in un vasto territorio, con il privilegio di non dipendere dal potere vescovile.

 

L'abbazia oggi

Attualmente il monastero è di proprietà privata e destinato alla ricettività come residenza d'epoca. 
La chiesa si presenta con una facciata rinascimentale rivolta verso l'antico accesso da Spoleto mentre il possente campanile a quattro ordini è databile alla fine del secolo XI. L'interno, a navata unica coperta con capriate, è decorato da un ciclo di affreschi con Scene del Vecchio e Nuovo Testamento, uno dei capisaldi della pittura umbra del XII secolo. Il transetto termina con tre absidi semicircolari, secondo i modelli dell'architettura ottoniana


lago Trasimeno
Camper e roulotte

Un viaggio in camper tra paesaggi d’acqua e città sotterranee

Un viaggio in camper tra paesaggi d’acqua e città sotterranee

Il Lago Trasimeno è un paradiso per tutti i camperisti: molti villaggi e camping hanno scelto le rive o il territorio del “velo argenteo” per accogliere turisti da tutta Europa. Ma potrai trovare posti per sostare con il tuo camper lungo tutto questo itinerario, fino al lago di Piediluco.

 

Un’idea per iniziare il viaggio è quella di partire da Magione, situato su un colle poco distante dal Lago: consigliamo una visita alla Torre dei Lambardi e al Castello dei Cavalieri di Malta. Dopodiché, spostati verso Passignano sul Trasimeno: se si prende la strada in direzione del lago è d’obbligo una veloce sosta al piccolo ma suggestivo Monte del Lago.

Arrivato a Passignano, se la tabella di marcia lo consente considera di abbandonare per un po’ il camper e cambiare mezzo di trasporto, per salpare verso le isole del Trasimeno; altrimenti, fai una rilassante passeggiata sul lungolago e fai una visita alla Rocca e ai ristoranti locali per provare le specialità a base di pesce di lago. Se poi sei in zona a fine luglio, prima di partire non puoi non assistere al Palio delle Barche!

Castiglione del Lago è uno dei luoghi più caratteristici e suggestivi del Trasimeno: il cammino di ronda della Rocca del Leone, che domina lo specchio d’acqua, offre uno spettacolo mozzafiato del lago e delle colline che circondano il promontorio su cui si erge il borgo. Ma Castiglione non è solo vedute: visita il Palazzo della Corgna, abbellito dagli stupendi affreschi di Salvio Savini e del Pomarancio.

Con Castiglione del Lago si chiude la prima parte dell’itinerario. Prendi l’E45 in direzione sud e lasciati il Trasimeno alle spalle, prima di passare al prossimo lago è in programma una sosta a Orvieto: puoi trovare agevolmente un parcheggio per il camper, sia in zona centrale che fuori dalla città, vicinissimo alla stazione della funicolare.

L’impatto iniziale con Orvieto è decisamente suggestivo, con la vista dell’intero borgo su un massiccio di tufo che sovrasta il territorio circostante. Di grande interesse sono gli edifici religiosi, sui quali primeggia il Duomo, con la sua ricca facciata, le ceramiche dei suoi mosaici e le sue colonne bicromatiche; di pregio l’artigianato locale (le ceramiche e il merletto di Orvieto), e gustose le specialità enogastronomiche, in particolare i vini locali. Ma anche il sottosuolo nasconde tesori: visita il Pozzo di San Patrizio e la città sotterranea, ricavata nei cunicoli che si snodano nelle viscere della rupe.

A breve distanza da Orvieto il tuo tragitto incontrerà il corso del fiume Tevere: ti stai addentrando nel territorio del Parco fluviale del Tevere, un’area protetta che conta al suo interno altri due specchi d’acqua, il lago di Corbara e il lago di Alviano. Entrambi ospitano aironi ed uccelli rari, che trovano riparo nella rigogliosa vegetazione del fiume, facendo di questi luoghi una tappa obbligata per ogni amante della natura e del birdwatching. Saranno soddisfatti anche i più attivi: torrentismo e canottaggio, oltre alla pesca sportiva, sono attività perfette per godere della natura senza trascurare lo sport.

Cambiamo di nuovo elemento, passando dall’acqua alla terra! Anche Narni, proprio come Orvieto, custodisce infatti sotto la superficie un sistema di cripte, cisterne ed acquedotti, che fanno tornare indietro nel tempo fino all’epoca degli Etruschi. Tornato alla luce del sole, visita le numerose chiese di Narni e la Piazza dei Priori, con i palazzi che vi si affacciano e le opere d’arte da questi custodite. Prima di lasciare la città, ammira il Ponte di Augusto, tra i monumenti più amati dai viaggiatori di passaggio per l’antica via Flaminia.

Dirigiti infine verso Terni e avvicinati alle ultime mete del tuo viaggio. A pochi minuti dalla città di San Valentino si trova un’altra bellezza, stavolta naturale (ma con un decisivo intervento dell’uomo), sempre apprezzata da scrittori, artisti e amanti della natura. La Cascata delle Marmore, tra le più alte d’Europa, con i suoi tre salti e i suoi cinque percorsi a piedi, ti aspetta per mostrarsi in tutta la sua poderosa forza (e farti una doccia fuori programma, gradita soprattutto in estate!).

Concludiamo con il Lago di Piediluco: altra tappa obbligata del tratto umbro del Grand Tour ottocentesco per il suo ameno scenario, oggi per le sue acque quiete è apprezzato tanto dagli appassionati di canottaggio, quanto per chiunque voglia godere di una tranquilla passeggiata sul lungolago e tra i vicoli del piccolo borgo di Piediluco. Insomma, è il luogo perfetto per ogni camperista, dai più attivi ai più “tranquilli”.

Questo itinerario è giunto alla conclusione, ma l’Umbria ha in serbo tante altre bellezze che aspettano solo di essere visitate. Buon viaggio!

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Città di Castello
Camper e roulotte

Storia, arte e cultura: un viaggio in camper tra le città umbre

Storia, arte e cultura: un viaggio in camper tra le città umbre

Questo itinerario ci porterà alla scoperta di alcune delle città più conosciute dell’Umbria. Un tragitto pensato per il viaggio in camper, ma adatto a tutti coloro che vogliano vivere appieno la storia e la cultura del Cuore Verde d’Italia

 

Iniziamo da Città di Castello, la più importante città dell’Alta valle del Tevere, dove i canoni artistici del Quattrocento e del Novecento sembrano trovare una naturale combinazione. Come è possibile? Passa dalla Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio e dai ricchi palazzi rinascimentali alle opere contemporanee di Alberto Burri, custodite a Palazzo Albizzini e agli ex Seccatoi del Tabacco, per trovare la risposta a questo interrogativo.

 

Gubbio è una delle città più antiche dell'Umbria, ma raggiunse il suo massimo splendore tra Duecento e Trecento, e la fama nazional-popolare con la serie televisiva “Don Matteo”. Visita la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, Palazzo dei Priori e palazzo del Capitano del Popolo, e concludi in bellezza con il panorama dalla scenografica Piazza Grande. Un consiglio per vivere la città in tutta la sua bellezza: capita a Gubbio il 15 maggio, il giorno della celeberrima Corsa dei Ceri.

Il viaggio continua con Perugia. Concediti tutto il tempo necessario per scoprire i tesori del centro storico, da Piazza IV Novembre (su cui si affacciano la Fontana Maggiore, la Cattedrale di San Lorenzo e Palazzo dei Priori) alla Galleria Nazionale dell'Umbria (con capolavori di Piero della Francesca, Pinturicchio, Perugino) all'Arco Etrusco. La terrazza dei Giardini Carducci, costruita sui bastioni della Rocca Paolina, con la sua vista splendida vista sulla valle e sul Monte Subasio è il punto di osservazione ideale per avere un’anticipazione della prossima tappa: Assisi!

Assisi è famosa nel mondo per aver dato i natali a San Francesco e Santa Chiara, e per il messaggio di pace da loro tramandato; il centro storico è dal 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Inutile dire che gran parte dei monumenti della città sono legati a doppio filo con i due santi, a partire dalla Basilica di Santa Chiara, alla Basilica di San Francesco, al bosco di San Francesco, all’Eremo delle Carceri; sfuggono a questo legame la Rocca Maggiore e soprattutto il Tempio di Minerva, che con il suo stile classico spicca tra gli edifici cittadini. Mentre scendi dal Subasio non dimenticarti di fermarti a valle, a Santa Maria degli Angeli, per visitare la Basilica dove è custodita la Porziuncola, la chiesa che vide la nascita della prima comunità francescana. Sapevi che la città di Los Angeles è stata chiamata così in suo onore?

Prendi la superstrada in direzione Foligno: nel folignate ci sono aree di sosta e camping che potrai utilizzare come “quartier generale” per la tua visita della città e dei vicini borghi di Bevagna e Montefalco.

Foligno, “il centro del mondo” come dicono i suoi abitanti, luogo di nascita di Santa Angela, è anch’essa una città con forte vocazione spirituale: ne sono una prova il Duomo di San Feliciano, le altre numerose chiese dell’abitato e le opere di pregio che le adornano. Altrettanto forte il legame con la storia: meritano attenzione Piazza della Repubblica e gli edifici che vi si affacciano, come Palazzo Trinci, ma soprattutto la Giostra della Quintana, tra le rievocazioni storiche più sentite della Regione.

E a proposito di rievocazioni, una delle più caratteristiche e conosciute è il Mercato delle Gaite di Bevagna, che ogni anno alla fine di giugno fa compiere al paese un deciso salto indietro nel tempo fino al Medioevo, tra costumi, sapori, e mestieri rigorosamente d’epoca.

Montefalco, distante pochi minuti da Bevagna, è uno dei “Borghi più belli d’Italia”: tra i suoi vicoli troverai chiese e palazzi di grande valore, ma l’attrattiva più notevole è sicuramente il Complesso museale di San Francesco, che conserva affreschi del Perugino e di Gozzoli. Non puoi lasciare questo borgo senza provare i suoi vini rossi Doc e Docg (Sagrantino e Rosso di Montefalco), che lo hanno reso famoso in Italia e nel mondo.

Terminata la visita del folignate, riprendi la superstrada e raggiungi Spoleto, la città del “Festival dei due mondi”. Il maggiore monumento cittadino è il Duomo, la cui costruzione duecentesca è tradita dal mosaico bizantineggiante della facciata, ma sono di grande interesse anche gli altri edifici sacri, come la chiesa di San Paolo inter vineas e la chiesa di San Pietro, da dove si gode un'ampia vista che abbraccia tutta Spoleto fino al possente ponte delle Torri, che collega la Rocca albornoziana al monte che domina la città e alla lecceta sempreverde del “bosco sacro” di Monteluco.

Ti sei abituato a pianure e dolci colline? Bene, ora si cambia registro: le ultime tappe del viaggio sono infatti in montagna, nel tratto umbro degli Appenini. Ma non preoccuparti, il viaggio non sarà scomodo, e anzi sarà abbastanza breve: meno di un’ora separa infatti Spoleto da Cascia e Norcia, città natali rispettivamente di Santa Rita e San Benedetto. A Cascia, meritano una visita la Collegiata di Santa Maria e il moderno Santuario di Santa Rita; a Norcia, impegnata nella ricostruzione, potete camminare per le strade del paese e ammirare la bellezza ferita dei suoi monumenti (in primis la Basilica di San Benedetto), assaggiare le specialità locali tra tartufo e insaccati (non perdetevi il prosciutto di Norcia!), e infine approfittare della vicinanza del Parco nazionale dei Monti Sibillini per chiudere nella natura questo lungo viaggio tra le città umbre.

 

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Buon viaggio!


MTB - Boschi e salite sulle colline del lago Trasimeno
Mountain bike

MTB 15 - Foreste e salite sulle colline del Trasimeno

Difficoltà
Impegnativo
Dislivello
1100 m.
Distanza
48 Km
L'itinerario si sviluppa sulle colline che sovrastano il lago Trasimeno e offre splendidi scorci sul lago e sui monti circostanti.
Partenza Passignano del Trasimeno
Arrivo Passignano del Trasimeno
Distanza 48 Km
Dislivello 1100 m
Difficoltà difficile
Fondo 70% sterrato, 30% asfalto
Bici consigliata MTB e E-MTB
Da vedere in zona Passignano, Tuoro, Castel Rigone, Magione, Parco del Trasimeno

 

L'itinerario si sviluppa sulle colline che sovrastano il lago Trasimeno e offre splendidi scorci sul lago e sui monti circostanti.

Il chilometraggio di 48 chilometri e oltre 1000 metri di dislivello richiedono un buon allenamento.

L'itinerario prende il via da Passignano e si sviluppa sulle colline che sovrastano il versante Nord del lago Trasimeno. Si tratta di un percorso molto apprezzato dai bikers della zona, per la varietà di fondo e la bellezza del paesaggio che sa offrire: non incontrerai pendenze proibitive o passaggi troppo tecnici, ma la lunghezza di 48 chilometri e un dislivello superiore ai 1000 metri lo rendono un itinerario adatto a bikers preparati.

La prima parte scorre in pianura lungo il percorso ciclabile del Trasimeno, ideale per scaldare le gambe e godere con calma l'atmosfera del lago. Dopo circa 10 chilometri arriverai a Borghetto, dove cominci a fare sul serio entrando nella parte più difficile e affascinante del percorso: dovrai affrontare diversi chilometri di salita per raggiungere il Monte Castiglione, e da qui proseguire per un lungo tratto sulla cresta del monte fino a raggiungere Valico Gosparini, punto panoramico che ti lascerà a bocca aperta.


Da qui riprendi ancora a salire e dovrai affrontare una lunga serie di ripidi saliscendi che metteranno a dura prova le tue gambe, ma i panorami che potrai ammirare ti ripagheranno in pieno delle fatiche affrontate, visto che ti trovi in uno dei punti più panoramici dell'area del lago Trasimeno.

Gli ultimi chilometri sono in discesa e pianura, ideali per sciogliere i muscoli e godere ancora un po' del panorama.

L'itinerario può essere percorso in ogni periodo dell'anno, ma il nostro consiglio è di affrontarlo nel periodo autunnale, quando i boschi che circondano il lago si trasformano in una tavolozza di colori mozzafiato.
 

 

Sport acquatici al Lago Trasimeno
Torrentismo e rafting

Sport acquatici al Lago Trasimeno

Sport Acquatici al Lago Trasimeno: quali sono e dove praticarli

La zona del Trasimeno è una meta molto amata dai turisti italiani e stranieri e dagli stessi umbri – i perugini in modo particolare – che non mancano mai di godersi il lago durante la bella stagione. Il lago Trasimeno, con la sua ampia superficie e la bassa profondità, si adatta bene alla pratica degli sport acquatici e si sta affermando sempre più come meta ideale per discipline come windsurf, kitesurf, wakeboard, vela, sci nautico. Sulle prime, alcune di esse ti possono far venire in mente posti lontani: praticarli in Umbria è invece possibile, basta solo portare con sé tanta voglia di divertimento!

 

Se sei amante di sport adrenalinici come Windsurf, Kitesurf e Wakeboard il lago Trasimeno è il posto giusto per te: divertiti correndo sull'acqua, lasciati trasportare dal vento e sentiti libero di sperimentare le tue acrobazie in tutta sicurezza.

 

Se lo desideri, potrai mettere alla prova le tue capacità ed imparare a veleggiare in una delle scuole presenti in zona. Per divertimento, sport o semplice passione, avvicinandoti al mondo della vela potrai assaporare il contatto con la natura e quella indefinibile sensazione di libertà.

Che tu sia un esperto dotato di patente nautica oppure un principiante alle prime armi, avrai inoltre la possibilità di noleggiare un'imbarcazione a vela o a motore per partire all'esplorazione del lago, in totale autonomia o accompagnato da uno skipper professionista. Durante il tuo itinerario di navigazione, non perderti le bellezze delle tre isole: la Polvese con la sua Rocca, le aree attrezzate per i pic-nic, le spiagge. La Maggiore che ospita il piccolo paese, nota per il museo del merletto e la Minore, quest'ultima privata e pertanto non visitabile. E se la giornata è calda non mancare l'occasione per un bel tuffo nel lago!

Sul Trasimeno è anche possibile praticare lo sci nautico, grazie alle scuole che organizzano i corsi e forniscono le attrezzature necessarie agli amanti di questo sport. Per chi voglia praticare una di queste discipline, il consiglio è quello di recarsi a Castiglione del Lago, Passignano o Tuoro sul Trasimeno, dove troverai circoli velici con istruttori qualificati.

E dopo un'intensa giornata di sport, goditi una passeggiata rilassante lungolago e nelle zone della Darsena. Lasciati incantare da un tramonto che tutti definiscono straordinario, dove le acque immobili del lago incontrano gli ultimi raggi solari creando un gioco di luci davvero magico.


Ciclovia del Trasimeno
Ciclovie

Ciclovia del Trasimeno

Difficoltà
Medio
Dislivello
+100 | -100
Distanza
57,2 km
Un itinerario ad anello che costeggia il lago Trasimeno regalando panorami mozzafiato e straordinari scorci naturalistici.
Distanza 57,2 km
Dislivello +100m; -100m
Difficoltà medio
Fondo asfalto 24,1 km (42%); sterrato 33,1 km (58%)
Bici consigliata ibrida, mtb
Da vedere in zona Passignano sul Trasimeno, Monte del Lago, San Feliciano, Oasi la Valle, Sant'Arcangelo, Castiglione del Lago, Tuoro sul Trasimeno, Isole Polvese e Maggiore.

 

Il percorso si snoda lungo il perimetro del Trasimeno, costeggiando le sue rive fino a spingersi all’interno e al confine dell’omonimo Parco Regionale. Ogni svolta vi regala lo spettacolo mutevole delle acque lacustri, dei canneti, delle isole e della ricchissima avifauna. 

L’itinerario, nella sua interezza, è percorribile solo con mountain bike, fat bike o con i modelli più robusti di bici da turismo. In periodi di piogge persistenti, solo con mountain bike e fat bike. Non mancano tuttavia i tratti asfaltati percorribili con ogni tipo di bici. 

Con l’eccezione del tratto Anguillara – Castiglione del Lago, che si sviluppa su una strada molto trafficata e di brevi tratti stradali regionali e provinciali, i fondi asfaltati sono su vie secondarie e a bassa intensità di traffico.

Con partenza dalla Stazione ferroviaria di Passignano sul Trasimeno, splendido borgo sulle sponde del Lago, felice combinazione di natura, storia, arte e folclore, il percorso ad anello alterna tratti asfaltati e tratti inghiaiati, permettendovi di incontrare caratteristici centri abitati come Torricella, San Feliciano (con il suo tipico porto) e Sant’Arcangelo (frazioni di Magione), Mirabella (frazione di Panicale), fino a Castiglione del Lago, in origine la quarta isola del Trasimeno oggi tra i Borghi più belli d’Italia.

Da qui il percorso prosegue costeggiando il Lungo Lago e su una strada di terra non battuta che, in circa 2 km, si trasforma in un piacevole itinerario ciclopedonale su terra inghiaiata e pressata, con numerosi ponticelli pedonali e aree picnic. Lo scenario dei canneti e la facilità con cui riuscirete a scorgere l'avifauna selvatica in questo tratto merita numerose soste che consentono di spaziare con lo sguardo sul Lago. 

L'itinerario torna in sede stradale dopo 5 km per raggiungere il piccolo centro di Borghetto per poi proseguire in direzione Tuoro sul Trasimeno, borgo di origine medievale che si affaccia sulle sponde del lago, teatro della “battaglia del Trasimeno”, avvenuta il 24 giugno del 217 a.C., nella quale l'esercito cartaginese di Annibale sconfisse l'esercito romano.
L'itinerario riprende a costeggiare la ferrovia sino a raggiungere l’abitato di Passignano.

Se siete arrivati in treno potete raggiungere il piazzale della piccola stazione ferroviaria, mentre se desiderate raggiungere il Lungo Lago o l’imbarco per i traghetti, prendete il recentissimo itinerario ciclopedonale che vi condurrà piacevolmente alla meta.
Chi volesse suddividere il percorso in due giorni, potrebbe coordinare il proprio rientro con il traghetto che copre la rotta Passignano – Castiglione del Lago e che trasporta senza problemi le biciclette.

Altimetria
Altimetria
Mappa
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Roadbook
Roadbook
GPX
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INTERMODALITÀ


In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscite “Fabro” e “Chiusi-Chianciano Terme” per chi proviene da Sud.
E45, Uscita “Perugia”, direzione Lago Trasimeno

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma: Stazioni di Castiglione del Lago, Chiusi-Chianciano Terme o Terontola
Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazioni di Magione, Passignano sul Trasimeno o Tuoro sul Trasimeno 

Orari dei servizi di navigazione sul lago Trasimeno

Le colline tra il Lago Trasimeno e la Toscana
Bici da strada

STRADA 01 - Le colline tra il Trasimeno e la Toscana    

Difficoltà
Facile
Dislivello
400 m
Distanza
34 km
Un itinerario facile tra Toscana e Umbria, con partenza da Castiglione del Lago e vista mozzafiato sul Trasimeno.
Partenza Castiglione del Lago
Arrivo Castiglione del Lago
Distanza 34 km
Dislivello 4000 m
Difficoltà facile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada, ibrida, mtb, e-bike
Da vedere in zona Castiglione, Lago Trasimeno

 

Il percorso non presenta asperità di rilievo e per questo può essere considerato facile, anche se è caratterizzato da una lunga serie di saliscendi nella parte centrale, quella che offre anche gli scorci naturalistici più belli.

Il chilometraggio totale è di 34 chilometri, con un dislivello di 400 metri. La prima parte del percorso sale leggermente fino a Casamaggiore, da dove affronti una serie di saliscendi che conducono a Gioiella, Vaiano e Villastrada, percorrendo la Strada del Vino dei Colli del Trasimeno.


Questo tratto, completamente privo di traffico, si snoda tra vigneti e prati verdi, e offre bellissimi panorami sul Lago Trasimeno, il Lago di Chiusi e la campagna Toscana.

Le strade sono quasi tutte a basso traffico veicolare, ad esclusione dei due chilometri di SS71 che si percorrono poco prima di tornare a Castiglione del Lago, quindi adatte anche ai principianti.

L'Adorazione dei Magi, Pietro Vannucci
L'arte in Umbria

Il Perugino a Città della Pieve

Città della Pieve: la città che diede i natali al Divin Pittore

Pietro Vannucci, conosciuto anche come il Perugino, il "Divin Pittore" nacque a Città della Pieve nel 1446. Ed è proprio la sua città natale a conservare alcune delle sue bellissime opere pittoriche.

 

Ti proponiamo di scoprirle in un tour nel borgo e nei prossimi dintorni che ti condurrà in dei posti che ti lasceranno a bocca aperta.

 

L'opera più suggestiva del Perugino che si trova a Città della Pieve è l'Adorazione dei Magi: essa è si trova su una delle pareti dell'Oratorio dei Bianchi, in via Pietro Vannucci. L'oratorio per metà di proprietà comunale, per metà appartenente alla Confraternita dei Bianchi, è visitabile solo nella prima stanza, quella che contiene l'imponente dipinto del Perugino: si tratta di un affresco largo sette metri e alto sei metri mezzo e risalente all'anno 1504. Entrando non potrai non essere meravigliato dalla sua grandezza, dai suoi colori così reali, dai giochi prospettici perfetti e soprattutto dalla dolcezza che accomuna i volti ritratti nei dipinti del Perugino. In quest'affresco, la storia dell'adorazione è rappresentata in uno dei paesaggi più vasti ideati dal Divin Pittore, ossia la rappresentazione ideale di una vista che va da Città della Pieve verso il Trasimeno e la Val di Chiana. Qui i personaggi si inseriscono in maniera elegante, richiamando le posture elleniche. Questa è tra le ultime opere del Perugino, infatti egli già guardava con attenzione ad uno dei suoi allievi per il quale nutriva una profonda stima: Raffaello.

Ora risali verso la piazza centrale ed entra nel duomo della città: la bellissima cattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio. La chiesa ha origini preromaniche ed offre la vista di numerose opere d'arte: la Madonna col bambino di Domenico Alfani, la Vergine in Trono di Salvio Salvini e tanti ancora. Ma fermati ad osservare i due quadri del Perugino. Il primo si trova entrando, sulla sinistra: è Il Battesimo di Cristo del 1510. Anche qui la prospettiva utilizzata dal Divin Pittore è perfetta e le due figure, quella di San Giovanni e di Gesù Cristo, si trovano in una posa che richiama le statue dell'Antica Grecia. Sull'abside si trova un altro quadro di Pietro Vannucci: una tavola che rappresenta la Madonna In Gloria tra i Santi protettori Gervasio e Protasio, firmata e datata nel 1514.

Tra la piazza del Duomo e l'attuale via Vittorio Veneto sorgeva la casa di famiglia di Pietro Vannucci, ora ricordata con una lapide. L'abitazione è ora sostituita da una struttura che nulla conserva della vecchia casa, ma fermati comunque ad osservare la lapide.

Come ultima tappa del tuo percorso dirigiti alla Chiesa di Santa Maria dei Servi, appena fuori le mura. La Chiesa, aperta solo su prenotazione e per visite guidate, oggi ospita il Museo Civico Diocesano ed è la casa di un altro importante quadro del Perugino. Nonostante il dipinto sia visibile solo in parte non potrai non notare la sua mano unica: si tratta della Deposizione della Croce del 1517, l'opera più importante della vecchiaia del maestro (il dipinto, nascosto da un'intercapedine, fu scoperto nel 1834).


Ordine di Malta
L'arte in Umbria

Sulle orme dei Cavalieri di Malta

Tra Magione e Corciano, i luoghi dei Cavalieri di Malta

Un alone di fascino avvolge ancora oggi l'Ordine dei Cavalieri di Malta, uno dei pochi ordini cavallereschi ufficialmente riconosciuti dalla Santa Sede e che in Umbria hanno lasciato il segno soprattutto nella zona di Corciano e Magione.

 

Per rivivere l'ambiente medievale e scoprire i numerosi interventi architettonici ti proponiamo di partire da Magione, dove l'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (l'antico nome dei Cavalieri di Malta) fondò agli inizi del XIII secolo un ospedale dedicato a San Giovanni Battista con l'omonima chiesa. L'ordine trasformò poi l'ospedale in castello nella prima metà del sec XV.

Sorge a circa un chilometro da Corciano, Pieve del Vescovo, un castello del XVI secolo, così chiamato perché da secoli è proprietà della Mensa arcivescovile di Perugia. Puoi visitare la struttura disposta su tre livelli approfittandone per vedere la collezione dell'Arcidiocesi di Perugia ospitata dal Museo Diocesano Diffuso di Pieve del Vescovo. Una volta nei dintorni di Corciano visita la Chiesa di Santa Maria Assunta che ospita capolavori del Perugino e del Bonfigli.

I castelli che sono stati costruiti intorno al lago Trasimeno possono accompagnarti in un viaggio indietro nel tempo in un mondo antico popolato da cavalieri e da re. A difesa del territorio controllato da Perugia, infatti, tra il XII e il XIV secolo, sono nate le fortezze di Montecolognola, San Savino, Monte del Lago, Castello di Zocco. Puoi visitare ogni borgo (sono poco distanti tra loro) oppure sceglierne uno e goderti qualche ora tra le sue antiche mura e lasciandoti conquistare dal paesaggio del lago Trasimeno.

 


Montecolognola è un piccolo borgo affacciato sul lago Trasimeno in posizione panoramica, che conserva quasi intatto l'aspetto medievale con le sue mura di cinta e le porte d'ingresso. San Savino è un vocabolo caratterizzato da una torre triangolare e dall'alta cinta muraria. Monte del Lago è un piccolo centro medievale a ridosso del Trasimeno dove oltre alle mura medievali potrai vedere la Chiesa di Sant'Andrea che custodisce alcuni affreschi del XV scolo. Il Castello di Zocco fu costruito nel 1274 accanto ad un convento francescano e gli fu dato il nome di Zocco probabilmente per la sua forma, molto simile ad uno zoccolo di cavallo.
Nelle vicinanze puoi visitare anche la Rocca Monaldi, un'imponente struttura medievale nelle campagne di Magione, composta da cinta murarie alte che custodiscono la residenza signorile.

Birdwatching al Lago Trasimeno
Birdwatching

Birdwatching al Lago Trasimeno

Vista su falchi, aironi, uccelli acquatici e specie migratorie

Raggiungiamo facilmente Magione, che prende il nome dal Castello dei Cavalieri di Malta - visitabile in parte su richiesta - uscendo dalla E455. Dopo una breve tappa alla torre dei Lambardi, ex torre di avvistamento con panorama unico su Perugia sul Trasimeno posta proprio sopra la piccola cittadina, punta verso Monte del Lago.
Passando per Montecolognola e la strada provinciale 314, prendi la sp 316. Una breve fermata nel grazioso centro di pescatori per visitare il castello di Zocco, enorme fortezza militare del XIII sec. dove ancora resistono imponenti mura e torrioni e riparti alla volta di San Feliciano. Vale la visita il Museo della Pesca : un percorso di quattro sale segue il cammino del sole documentando tecniche, strumenti e persino i termini dialettali legati alla pesca, dalla preistoria a oggi.

Se è l'ora di un break mangiereccio il pesce di lago è un must: carpa regina in porchetta , frittura di latterini o il "tegamaccio", una sorta di spezzatino in umido fatto con i pesci del Trasimeno, l'anguilla in primis.

La sp 316 ti porta dritto alla nostra meta, l' Oasi naturalistica la Valle, alle porte di San Savino di Magione, nel cuore del Parco del Trasimeno. Questo è un centro di educazione e di esperienza ambientale: il posto ideale dove portare i tuoi bambini. Prima di andare alla scoperta degli angoli più suggestivi della riserva, a caccia degli svassi maggiori e dei tarabusini, puoi usufruire di aule didattiche attrezzate, un laboratorio con stereomicroscopi e un centro di documentazione.

Da non perdere la stazione per l'inanellamento degli uccelli e una passerella che si inoltra nel canneto con un osservatorio per birdwatching. E se non hai l'attrezzatura niente paura: sono disponibili binocoli e cannocchiali per l'osservazione degli uccelli. Qui vivono e si riproducono molte specie: folaghe e germani reali, alzavole, moriglioni, fischioni, marzaiole e canapiglie oltre che aironi rossi e cinerini, gazzette e cannereccione. Con un po' di pazienza potrai ammirare il volo del falco di palude ma anche del gufo, del falco pellegrino e di tante specie migratorie


Da Passignano a Castiglione lungo la Strada dei vini Colli del Trasimeno
I percorsi del gusto

Da Passignano a Castiglione lungo la Strada dei vini Colli del Trasimeno

Il morbido tannino del Gamay e la moderata acidità del grechetto: classiche conferme e inaspettate sorprese enologiche tra i luoghi di Annibale

Dopo aver parcheggiato comodamente lungo il molo inizia il tuo giro per Passignano sul Trasimeno.
Il nucleo più antico è ancora oggi cinto dalle mura medioevali che testimoniano lo sviluppo da piccolo borgo agricolo, durante l'Impero romano, a castello aspramente conteso fra Arezzo, Perugia e Firenze. Non ci sono grandi monumenti, ma passeggiate e località molto piacevoli, come la cinta muraria, la chiesa di San Rocco e il santuario della Madonna dell'Oliveto.
Proprio l'olio è uno dei prodotti più antichi e tipici dell'area: ricorda di assaggiare la varietà "Dolce Agogia", indicata per le pietanze delicate e il pesce. Prosegui fino a Tuoro sul Trasimeno, un quattrocentesco villaggio di pescatori che sorge nell'area che fu teatro della battaglia in cui l'esercito cartaginese di Annibale annientò oltre 16.000 romani: un evento celebrato ogni anno con uno spettacolo.
A poca distanza puoi visitare la Pieve di Confine, un edificio romanico degli inizi del XII secolo ed il castello di Monte Gualandro. Se viene l'appetito, inizia con insalata di farro e fagiolina del Trasimeno: un legume coltivato fin dall'antichità, oggi presidio slow food. A seguire il pescato del lago, magari in zuppa al "tegamaccio" di coccio: un'occasione per brindare con il Gamay del Trasimeno. Eresia? Non essere scettico, questo rosso giovane e fruttato, dai tannini vellutati e poco aggressivi, sembra nato per accompagnare questa pietanza.


Per i fritti, le insalate di pesce o i crostacei meglio un grechetto secco o un trebbiano, spesso in tandem con pinot grigio o chardonnay, a scelta tra le doc dei Colli del Trasimeno, Perugini o Altotiberini. Per digerire, quattro passi alla Punta Navaccia, Lido di Tuoro, per vedere le colonne di Campo del Sole: un insieme architettonico di sculture realizzato da artisti internazionali.
Quando arrivi a Castiglione del Lago, il percorso ideale inizia con la visita alla chiesa di Santa Maria Maddalena: a seguire il Castello del Leone e il contiguo Palazzo della Corgna. Il premio, a fine giornata, sarà un piatto a base di zafferano della vicina Città della Pieve.

Castiglione del Lago
L'arte in Umbria

Castiglione del Lago, Paciano, Panicale

Ad ovest del Trasimeno: Castiglione del Lago, Paciano e Panicale
L'Umbria ha una ricchezza unica: l'acqua. Sorgenti, fiumi, cascate e laghi.

Il lago Trasimeno è tra i più grandi laghi d'Italia. Se vuoi conoscere la zona ad ovest del lago, parti per un tour alla scoperta dei borghi di quest'area.

Dirigiti verso Castiglione del Lago: giungendo nelle vicinanze del paese vedi la sua rocca che domina lo specchio d'acqua. Castiglione del Lago sorge su un promontorio che un tempo era la quarta isola del lago Trasimeno, poi unita alla terraferma grazie all'abbassamento della acque del lago. Varca le mura medievali e raggiungi subito il centro del paese che si trova nella parte alta. Il corso principale ti conduce alla Rocca del Leone, uno degli esempi più interessanti di architettura militare umbra del Medioevo: realizzata nel 1247, è a forma di pentagono irregolare, con cinque torri e tre porti, dominata da un mastio triangolare alto quasi 30 metri. Entra e segui il cammino della Ronda che ti offre una splendida visuale del lago, mentre il vasto spazio interno è oggi utilizzato come anfiteatro per spettacoli. A Castiglione puoi fermarti in uno dei tanti ristoranti per assaggiare il prelibato pesce di lago: ottimo il persico, così come la tinca e la trota.

Lasciati il lago alle spalle e dirigiti all'interno, la tua meta è Paciano. Paciano è un borgo medievale, ma di origine etrusco-romana: veniva infatti chiamata Castrum Paciani Veteris. Varca le mura medievali e dirigiti nella piazza principale del paese; fermati a guardare il palazzo comunale, risalente al XIV Secolo e palazzo Baldeschi, sede del museo naturalistico. Lasciando la piazza principale dedicati ad un breve tour delle chiese: tra le più importanti sono la chiesa di San Giuseppe e la Chiesa della Madonna della Stella.

L'ultima tappa del tuo tour è Panicale, un borgo poco distante da Paciano. Panicale è un borgo medievale perfettamente conservato nella sua struttura medievale cinto da mura intervallato da 10 torri.

Entra dalla Porta Perugina e giungi al Palazzo del Podestà, sede dell'Accademia Masoliniana e punto più alto della città. Ora scendi verso la piazza San Michele e giungi alla Collegiata di San Michele Arcangelo, edificata nel XVII secolo su una chiesa romanica. Entra nella chiesa e guarda la Natività, eseguita nel 1519 da Giovan Battista Caporali e l'Annunciazione di Masolino. Il ricamo su tulle di Panicale è una produzione tipica dell'artigianato locale e le lavorazioni più pregiate sono esposte nel museo dedicato.

Lo zafferano in Umbria
I percorsi del gusto

Lo zafferano in Umbria

Cascia, Città della Pieve, Gubbio e Spoleto: scopri i luoghi dell'eccellenza

Una spezia che arricchisce i piatti che la contengono di una nota aromatica, al contempo avvolgente e raffinata: lo zafferano è una delle “gemme” più preziose dell’enogastronomia umbra.

 

 

Lo zafferano (Crocus Sativus), originario dell'Asia Minore, fu impiegato fin dall'antichità per uso tintorio, farmacologico, cosmetico e gastronomico. A diffonderlo in Occidente furono gli Arabi. La parola deriva dal persiano “sahafaran”, da “asfar” (giallo), passato nell'arabo “za’faran” e quindi nello spagnolo “azafran”.

Le sue proprietà erano note agli Egizi e nella Bibbia viene nominato nel Cantico dei Cantici. Omero lo cita nell'Iliade tra i fiori del letto di nuvole di Zeus. Il medico greco Ippocrate loda le sue facoltà farmacologiche. Il collega Galeno addirittura lo prescrive per tutti i mali. Conosciuto anche in India, viene ancora usato dai monaci buddisti per tingere le vesti.

In Italia, e soprattutto nelle regioni dell’Italia centrale, viene coltivata da secoli. Si tratta di una delle lavorazioni più preziose dell’Umbria che coinvolgono i territori di Città della Pieve, Cascia, Gubbio e Spoleto.

La produzione di zafferano a Città della Pieve affonda le sue origini nel XIII secolo: tra le più antiche testimonianze quella del 1279, nello Statuto di Perugia dove si vietava nell'intero contado e a Città della Pieve la semina della pianta da parte di forestieri. La sua preziosità era legata alla tintura dei tessuti pregiati. Oggi il consorzio “Il croco di Pietro Perugino – Zafferano di Città della Pieve” è costituito da 30 soci produttori di zafferano che viene commercializzato esclusivamente in fili per garantire la sua autenticità. (Per informazioni sui produttori associati al consorzio clicca qui).

A Cascia, dopo una grande diffusione dal ‘200 al ‘500 anche per le sue proprietà terapeutiche, la produzione dello zafferano è stata reintrodotta nel 1999. Nel 2003 è nata l’Associazione dello Zafferano di Cascia – Zafferano purissimo dell’Umbria, a cui aderiscono circa ventitré produttori e che coinvolge tutto il territorio della Valnerina. Ogni anno viene fissato il prezzo minimo del prodotto il 25 novembre, in occasione della festa di Santa Caterina di Alessandria, seguendo un’antica tradizione medievale. A fine ottobre, non perdete l’occasione di visitare la Mostra Mercato dello Zafferano di Cascia.

Sedici produttori dello spoletino sono invece riuniti nell’Associazione “Zafferano del Ducato” che promuove il consumo dell’oro rosso con manifestazioni, sagre, mostre mercato in Italia e all'estero. Cerca in uno dei tanti ristoranti di Spoleto i maltagliati allo zafferano e ceci, un piatto unico e delizioso.

L'Associazione Zafferano di Gubbio, invece, nasce dall’intento di alcuni giovani di recuperare e far conoscere la produzione dell’antica spezia, dove alcune specie di Crocus sativus nascono spontaneamente. (per informazioni sui produttori clicca qui). A Gubbio vi suggeriamo di assaggiare il Coniglio allo Zafferano, un piatto dal sapore deciso, ma addolcito dalla delicatezza della carne bianca.

 

Sapevate che occorrono circa 200 pistilli per fare un grammo di zafferano?

I fiori vengono raccolti manualmente alla fine di ottobre e solo nelle prime ore del mattino, poiché la luce intensa potrebbe alterare le caratteristiche organolettiche degli stimmi: questi di colore rosso mattone intenso, una volta essiccati possono essere commercializzati solo se rigorosamente integri, a garanzia di autenticità del prodotto.

Se desiderate conoscere meglio la produzione, le modalità di raccolta e gustare prodotti a base di zafferano, vi consigliamo di prendere contatto con i consorzi che sapranno orientarvi tra le tante aziende agricole del territorio per organizzare visite guidate e degustazioni. Nelle “città dello zafferano” è inoltre possibile acquistare zafferano puro e prodotti a base di zafferano nelle tante botteghe di prodotti tipici.

 

Ciclovia Perugia-Trasimeno
Ciclovie

Ciclovia Perugia-Trasimeno

Difficoltà
Facile
Dislivello
+180m | -200m
Distanza
29,9 km
Un itinerario semplice che parte da una inedita “Perugia “verde” per proseguire attraverso le ridenti campagne a ridosso dei Monti del Trasimeno, sino al Lago che si rivela all'improvviso.
Distanza 29,9 km
Dislivello +180m; -200m
Difficoltà facile
Fondo asfalto 19,2 km (66%); sterrato 10,7 km (34%)
Bici consigliata ibrida, mtb
Da vedere in zona Perugia, Monte Sperello, Magione, San Savino.

 

La Perugia – Trasimeno, pur essendo concepita come un fondamentale asse di collegamento tra le ciclabili che insistono in diverse aree dell'Umbria, merita in sé di essere percorsa.

Essa proietta il ciclista sin dalle prime pedalate in una Perugia verde” del tutto inedita anche per chi crede di conoscerla, per poi addentrarsi nelle ridenti campagne a ridosso dei Monti del Trasimeno, sino al Lago, che si rivela all’improvviso, quando si è ormai praticamente sulle sue sponde.

L’itinerario parte dal capoluogo di regione, Perugia, città d’arte tra le più dinamiche d’Italia, con i suoi palazzi medievali e rinascimentali, i musei, le imponenti chiese e le splendide piazze, connubio di modernità e tradizione che conserva gelosamente i resti delle antiche civiltà che ne hanno delineato così fortemente il profilo urbanistico e l’identità culturale.

Attraversando aree verdi della città, il percorso prosegue in direzione Trasimeno su strade per lo più asfaltate, a cui si alternano tratti sterrati di lieve difficoltà e a bassa intensità di traffico, fatta eccezione per alcuni attraversamenti su strade molto trafficate, per ricongiungersi alla fine alla ciclabile del Trasimeno.


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INTERMODALITÀ 

In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscita “Orte” per chi proviene da Sud.

Autostrada A14, da Nord uscita “Cesena” per poi seguire la superstrada E45, da Sud uscita “Civitanova Marche” per immettersi sulla SS 77.

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma o Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazione di Foligno e poi collegamento con treno regionale per Perugia.

Collegamento Ciclovia del Sole - Ciclovia del Trasimeno
Ciclovie

Collegamento Ciclovia del Sole - Ciclovia del Trasimeno

Difficoltà
Facile, Medio-Facile
Dislivello
+30m; -20m | +150m; -150m | +200m; -200m
Distanza
16,9 Km | 12 Km | 34 Km
Un itinerario adatto a tutti gli amanti della bicicletta, anche a quelli meno esperti che vogliono cimentarsi in una passeggiata non troppo impegnativa.

Partenza: Chiusi | Arrivo: Passignano sul Trasimeno | Distanza: 16,9 km | Dislivello: +30m; -20m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 10,4 km (61,9%); sterrato 6,4 km (38,1%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Chiusi, Castiglione del Lago, Paciano, Panicale.

Il collegamento si sviluppa su viabilità ordinaria a bassa e media intensità di traffico e permette di connettere con un semplice percorso pianeggiante la Ciclovia del Sole da Chiusi Scalo alla Ciclovia del Trasimeno. In località “Muffa”, potete inoltre seguire due percorsi panoramici:
- quello che si innesta nella ciclabile a Sant’Arcangelo sul Trasimeno;
- il percorso verso la stazione ferroviaria di Terontola, dalla quale potete facilmente raggiungere la ciclabile del Trasimeno.

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Percorso panoramico verso Sant’Arcangelo sul Trasimeno
Partenza: Innesto collegamento ciclabile Chiusi-Trasimeno in Loc. Muffa | Arrivo: Innesto ciclovia del Trasimeno presso Sant'Arcangelo | Distanza: 12 km | Dislivello: +150m; -150m | Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 5,75 km (47,9%); sterrato 6,25 km (52,1%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Paciano, Panicale, Sant’Arcangelo sul Trasimeno

Un itinerario leggermente più impegnativo vi farà raggiungere la piccola frazione di Sant’Arcangelo sul Trasimeno e le sue colline, dalle quali potrete apprezzare in tutta la sua bellezza il panorama del Lago. Se decidete di fare una sosta nel borgo approfittatene per una visita all’omonima Abbazia o Badia, come viene chiamata dagli abitanti del luogo, le cui origini sono molto antiche (la sua presenza è documentata fin dal 1115). Da vedere anche la Torre Colombaia e la Cappella di San Giovanni. Ma un interesse particolare va rivolto alla Chiesa di Santa Maria di Ancaelle, una piccola chiesa del XIII secolo, all’interno della quale potrete ammirare una preziosa tavola raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio del XIII secolo e degli affreschi attribuiti a Giovanni Battista Caporali, del XII secolo. 

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Percorso panoramico verso Terontola
Partenza: Innesto collegamento ciclabile Chiusi-Trasimeno in Loc. Muffa | Arrivo: Innesto ciclovia del Trasimeno presso Borghetto | Distanza: 34 km | Dislivello: +200m; -200m | Difficoltà: medio-facile | Fondo: asfalto 32,1 km (94,4%); sterrato 1,9 km (5,6%) | Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Castiglione del Lago

Se volete arrivare a Terontola attraversando le panoramiche colline che dominano la parte occidentale del Lago, seguite l’itinerario descritto da Chiusi ma, giunti in prossimità del cavalcavia in Località Muffa, proseguite diritti sino a Sanfatucchio e proseguite in direzione di Gioiella e, continuando la SP 301, che serpeggia tra le colline, sino all’abitato di Pozzuolo, borgo di origine altomedievale, frazione del comune di Castiglione del Lago, dove merita una visita la splendida Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, vecchia pieve risalente al XII secolo, ricostruita nel 1743 insieme al campanile di 30 metri, nella quale avvenne il battesimo di Santa Margherita da Cortona. Traversato il piccolo centro, seguite le indicazioni per Piana e successivamente per Petrignano del Lago e Ferretto. La strada serpeggia tra le colline, con magnifiche vedute, oltrepassando i resti della Quercia del Pentimento, legata alla vicenda di Santa Margherita da Cortona.
 

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INTERMODALITÀ

In auto
Autostrada del Sole (A1), Uscita “Valdichiana” per chi proviene da Nord, Uscite “Fabro” e “Chiusi-Chianciano Terme” per chi proviene da Sud
E 45, Uscita “Perugia”, direzione Lago Trasimeno

In treno
Direttrice Milano-Firenze-Roma: Stazioni di Castiglione del Lago, Chiusi-Chianciano Terme o Terontola Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazioni di Magione, Passignano sul Trasimeno o Tuoro sul Trasimeno

Collegamento Ciclovia del Tevere - Ciclovia Assisi-Spoleto
Ciclovie

Collegamento tra Ciclovia del Tevere e Ciclovia Assisi-Spoleto

Difficoltà
facile
Dislivello
+80 | - 30
Distanza
12,8 km
Un breve tratto da percorrere in tutta tranquillità, che unisce Perugia e Assisi. Un modo per attraversare su due ruote da nord a sud, tra diverse ciclovie, le meraviglie dell’Umbria

Partenza: Collestrada – Rifugio Enpa (innesto Ciclovia del Tevere) | Arrivo: Assisi – incrocio Via Francesca e Mattonata (innesto Ciclovia Assisi-Spoleto) | Distanza: 12,8 km | Dislivello: +80m; -30m| Difficoltà: facile | Fondo: asfalto 10 km (79,1%) sterrato 2,8 km (21,9%)| Bici consigliata: ibrida, mtb | Da vedere in zona: Perugia, Collestrada, Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli, Assisi 

Il collegamento ciclabile tra Perugia e Assisi collega la ciclovia del Tevere (che da Città di Castello, facendo tappa a Umbertide, arriva a Ponte San Giovanni a Perugia) con la ciclovia Assisi-Spoleto (che passa per Bevagna). Questo vi permetterà, attraverso diverse ciclovie regionali, di compiere un itinerario di quasi 200km dal nord al sud dell’Umbria partendo da San Giustino, passando da Ponte San Giovanni, Assisi, Spoleto, Sant’Anatolia di Narco, fino alla Cascata delle Marmore.

Il collegamento si sviluppa su una viabilità a bassa e bassissima intensità di traffico, soprattutto attraverso aree rurali. Potrete raggiungere Assisi godendo della sua veduta per la maggior parte del viaggio.
Da Collestrada è possibile percorrerlo con ogni tipo di bici (tranne quelle da corsa). Il primo tratto, invece, è terroso e potrebbe essere fangoso nella parte pianeggiante, inoltre è piuttosto accidentato nella breve salita che porta alle prime case di Collestrada, per cui è praticabile solo con mountain bike e fat bike.

 

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INTERMODALITÀ
Per raggiungere Perugia:
In treno:
Direttrice Milano-Firenze-Roma o Direttrice Ancona-Foligno-Firenze: Stazione di Foligno e poi collegamento con treno regionale per Perugia.

In auto:
Per chi proviene da Nord: 

  • Autostrada A1 del Sole  – Uscita Valdichiana 
  • Autostrada A14 Adriatica – Uscita Cesena e proseguire sulla E 45

Per chi proviene da Sud:

  • Autostrada A1 del Sole – Uscita Orte 
  • Autostrada A14 Adriatica – Uscita Civitanova Marche e proseguire sulla SS 77 
Le vie del Sagrantino e i panorami di Montefalco
Mountain bike

MTB 12 - Le vie del Sagrantino e i panorami di Montefalco

Difficoltà
Medio
Dislivello
650 m
Distanza
24,5 km
Un itinerario di media difficoltà per scoprire le bellezze del centro storico di Montefalco, nel fascino dei territori circostanti ricoperti di vigneti e uliveti e il gusto di un vino di qualità come il Sagrantino.
Partenza Montefalco
Arrivo Montefalco
Distanza 24,5 km
Dislivello 650 m
Difficoltà medio
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Montefalco, Fabbri, Trevi, Bevagna, Giano dell'Umbria, Madonna della Stella.

 

Il percorso si sviluppa quasi interamente tra asfalto e ampie strade sterrate, presentando solo un brevissimo tratto più tecnico e sconnesso. Le salite non sono particolarmente lunghe o impegnative, ma il susseguirsi di saliscendi alla fine lo rendono faticoso, soprattutto per chi è meno allenato.

Uscite dal centro storico di Montefalco e iniziate a scendere verso Camiano, da dove si prosegue in discesa fino al chilometro 2,4. Svoltate a destra e imboccate un largo sterrato che vi porta verso Fabbri. Qui, svoltate ancora a destra, appena prima del cimitero, pedalando per alcuni chilometri in una suggestiva strada campestre che scorre tra i vitigni fino ad arrivare ai piedi di Turrita. Tornati sull'asfalto (km 7,6) girate a sinistra e dopo 600 metri svoltate a destra affrontando lo strappo asfaltato di Turrita, che rappresenta la prima asperità impegnativa dell’itinerario. Da qui, proseguite diritti percorrendo ancora qualche chilometro di asfalto e attraversate la strada principale in direzione di Cortagnone, per tornare sullo sterrato al chilometro 10,3. Qui inizia il tratto paesaggisticamente più bello del percorso, con un ondulato sterrato che supera un susseguirsi di colline ricoperte da vitigni e lascia spaziare lo sguardo tra i Monti Martani (a sinistra) e Montefalco (a destra). 

Al chilometro 15,5 lasciate lo sterrato principale e svoltate sullo sterrato di destra affrontando un breve tratto di discesa e poi una salita piuttosto ripida. All'incrocio con l'asfalto proseguite a destra verso Casale. Qui, dopo la chiesa, girate a sinistra e imboccate un altro sterrato in discesa. Questo è il tratto più tecnico e sconnesso del percorso, ma con un po’ di cautela anche i meno pratici lo possono percorre. In ogni caso, arrivati a questo punto, i meno allenati potranno anche proseguire diritti per rientrare al punto di partenza in pochi chilometri di asfalto, seguendo le indicazioni per Montefalco. In alternativa, al termine della discesa, dopo aver superato un breve tratto tra una fitta vegetazione, si riprende a salire fino all'incrocio con l'asfalto al chilometro 19,5, poco prima di Pietrauta. Qui si potrà rientrare direttamente a Montefalco oppure allungare ulteriormente il percorso affrontando un paio di sterrati che portano fino a Montepennino, da dove si risale fino alle mura di Montefalco e si torna al punto di partenza.


Questo itinerario permette di scoprire le bellezze del centro storico di Montefalco, famosa per il suo pregevole centro storico e per la sua fortunata posizione che, grazie agli splendidi panorami, gli è valsa l'appellativo di "Ringhiera dell'Umbria". Probabilmente però, più di tutto il resto, quello che ha fatto conoscere nel mondo questo borgo sono i suoi vigneti e la qualità del suo vino, il Sagrantino di Montefalco.
Immersi nelle morbide colline, ricoperte di uliveti e vigneti, tra le numerose cantine dove è possibile fermarsi per degustazioni di vino e prodotti tipici, gli edifici che meritano una visita a Montefalco sono sicuramente la chiesa di San Francesco, oggi Museo, costruita dai frati minori conventuali tra il 1335 ed il 1338; la Pinacoteca, con opere di Francesco Melanzio, Antoniazzo Romano e dipinti di scuola umbra dal ‘300 al ‘700 e la cripta, con reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche. Il borgo è ancora racchiuso nella cinta muraria duecentesca ed è dominato dalla chiesa di Sant'Agostino, costruita insieme al convento nella seconda metà del XIII secolo. A pochi chilometri da Montefalco poi sorge Foligno, terza città dell'Umbria, che conserva edifici e palazzi di assoluto pregio, come il Duomo, la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas, la chiesa di San Salvatore, l'ex chiesa di San Domenico e l'oratorio della Nunziatella.

La Romana, i Molini di Galgata e Montelabate
Mountain bike

MTB 11 - La Romana, i Molini di Galgata e Montelabate

Difficoltà
Medio
Dislivello
700 m
Distanza
29,5 km
Dalle boscose colline del capoluogo umbro andando verso Gubbio: una variante medio-difficile all'itinerario che da Perugia risale il Tevere fino a Ponte Pattoli, passando nei pressi di Ramazzano.
Partenza Ramazzano le Pulci
Arrivo Ramazzano le Pulci
Distanza 29,5 km
Dislivello 700 m
Difficoltà medio - difficile
Fondo 65% sterrato, 35% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Perugia, Civitella Benazzone, Abbazia di Montelabate, Molino di Galgata.

 

Lungo la SP 175 Tiberina Nord, l'itinerario prende il via da Ramazzano e si sviluppa nella parte nord-est di Perugia, verso la città dei Ceri. Il percorso di 29,5 chilometri è caratterizzato da due salite principali, una lunga e pedalabile; l'altra breve ma molto ripida. 

Partiti da Ramazzano imboccate la SP 175 verso Casa del Diavolo e al primo incrocio (km 1,2) svoltate a destra in direzione di Piccione e Montelabate. Al chilometro 2,9 girate a sinistra iniziando la salita verso la splendida Abbazia di Montelabate, al chilometro 5,1. Da qui proseguite ancora in salita seguendo il sentiero n. 202, ammirando gli splendidi panorami sulle valli sottostanti e raggiungiamo località Belvedere (km 11,2), dove terminano lo sterrato e la salita. 

Pedalate per pochi metri sulla SS 298, prestando attenzione al traffico, e al chilometro 11,8 svoltate a sinistra imboccando un nuovo sterrato in discesa. Qui, proseguendo diritti per qualche chilometro e poi svoltando a destra in direzione di Biscina, ci si può immettere anche sulla Via di Francesco, altrimenti iniziate la discesa tenendo sempre la sinistra e seguendo le indicazioni per Galgata, fino a raggiungere Molino di Galgata, località nel territorio di Gubbio, da osservare sulla destra proprio sul fondo valle.

Qui iniziate la seconda salita prevista dal percorso: si tratta di uno strappo più breve di un chilometro, ma con pendenze che raggiungono anche il 20% e costringeranno i meno allenati a mettere piede a terra. Terminata la parte più ripida (km 16,6), svoltate a sinistra e proseguite sullo sterrato principale iniziando alcuni chilometri vallonati e tenendovi sempre sulla sinistra. 

Usciti dal bosco, sulla destra potete ammirare il paese arroccato di Civitella Benazzone. Al chilometro 24,9 invece, si torna di nuovo ai piedi dell'Abbazia di Montelabate dove termina lo sterrato: qui, svoltate a destra e ripercorrete a ritroso il percorso già pedalato, per ritrovarvi sulla prima parte dell'itinerario fino a Ramazzano.
 


Da questo percorso, in pochi chilometri si può raggiungere il centro di Perugia, come già illustrato nell'itinerario con partenza da Ponte San Giovanni. 
Inoltre, come accennato, la costruzione più importante da visitare nella zona è sicuramente l'Abbazia di Santa Maria di Valdiponte, meglio conosciuta come Abbazia di Montelabate. Si tratta di un complesso monastico Benedettino situato a nord di Perugia e fondato tra il IX ed il X secolo. Tra la bellezza paesaggistica di tutti i luoghi toccati da questo itinerario, sicuramente è imperdibile un giro nel piccolo borgo arroccato di Civitella Benazzone.

A due passi da Perugia per il giro di Monte Tezio
Mountain bike

MTB 10 - A due passi da Perugia per il giro di Monte Tezio

Difficoltà
Medio
Dislivello
670 m
Distanza
25 km
A pochi chilometri dal centro di Perugia, dalla chiesa di Cenerente proseguendo intorno al Monte Tezio, immergendosi in uno scenario straordinario fatto di magnifici panoramici sulle vallate sottostanti.
Partenza Cenerente (Perugia)
Arrivo Cenerente (Perugia)
Distanza 25 km
Dislivello 670 m
Difficoltà medio
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Corciano, Perugia, Antognolla, Parco del Monte Tezio.


Il chilometraggio è alla portata di tutti, ma anche se non vi sono salite proibitive, la lunga ascesa che conduce a Migiana di Monte Tezio insieme ai molti saliscendi che caratterizzano l'interno percorso, lo rendono piuttosto impegnativo. 

Si parte dalla chiesa di Cenerente, imboccando la strada asfaltata che va verso Migiana di Monte Tezio e superando il castello dell'Oscano . Dopo circa 1,5 chilometri iniziate a salire leggermente, continuando sulla strada asfaltata fino al chilometro 5,6 e svoltate a sinistra sullo sterrato che conduce a Migiana di Monte Tezio, una stupenda terrazza naturale (al chilometro 7,5). 

Proseguite a mezza costa in mezzo al bosco per diversi chilometri, mantenendovi sempre sulla sinistra fin dopo il chilometro 11 fino ad imboccare una ripida discesa che riporta sulla strada asfaltata ai piedi del castello dell'Antognolla. Su questo tratto, prestate attenzione alla catena tesa di traverso sulla strada.

Svoltate a sinistra e percorrete per circa 1 chilometro la trafficata SP 169 e poi, in corrispondenza di San Giovanni del Pantano, girate ancora a sinistra e imboccate un nuovo tratto sterrato in salita seguendo le indicazioni verso Pieve Pietroia. Pedalate per diversi chilometri a mezza costa, affrontando alcune rampe piuttosto dure, finché non raggiungete il parcheggio del Parco del Monte Tezio (km 18,2), altro splendido punto panoramico.

Qui, i più allenati possono anche continuare a sinistra e salire, seguendo diversi sentieri segnati, fino a raggiungere la cima del monte. Altrimenti, il nostro itinerario continua attraversando il parcheggio nella sua parte alta ed imboccando lo sterrato sulla sinistra che porta all'inizio della discesa. Al chilometro 19,6, in piena discesa, svoltate secchi a sinistra e continuate a scendere. In prossimità di un gruppo di case tenete la destra e proseguite sempre in discesa fino a rincontrare la strada asfaltata al chilometro 23, quindi svoltate a destra per tornare al punto di partenza in due chilometri.
 


Percorrendo questo itinerario, il Monte Tezio (961 metri) vi offrirà la possibilità di godere di splendidi panorami sulla valle del Tevere, da un lato, e verso il Monte Acuto e Castel Rigone, dall'altro. Il Parco del Monte Tezio è situato a circa 10 chilometri a nord di Perugia e si estende per 135 ettari. Al confine tra i territori di Corciano, Perugia ed Umbertide, i fianchi del monte sono coperti da fitti querceti di roverella, quercia e olmo, nonché da pinete di diverse specie di conifere. Da vedere in questo percorso anche il borgo arroccato di Capocavallo: prima villa e poi, dal XV secolo, castello fortificato, al suo interno ospita un particolare campanile rococò. Dell'antica fortificazione sono ancora visibili parti di mura e resti di una porta castellana.
 

Lungo il Tevere da Umbertide a Montone
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MTB 09 - Lungo il Tevere da Umbertide a Montone

Difficoltà
Medio
Dislivello
450 m
Distanza
26 km
Dal centro di Umbertide, risalendo lungo il corso del Tevere, verso le colline fino a raggiungere l'affascinante borgo arroccato di Montone, tra i Borghi più Belli d'Italia.
Partenza Umbertide
Arrivo Umbertide
Distanza 26 km
Dislivello 450 m
Difficoltà medio
Fondo 50% sterrato, 50% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Umbertide, Montone, Fiume Tevere, Eremo di Montecorona, Rocca d'Aries.


Il percorso può essere interpretato anche come una prosecuzione dell'itinerario che da Ponte Pattoli conduce ad Umbertide: è incluso tra quelli di media difficoltà per la presenza di diverse ondulazioni lungo l’itinerario e della salita che porta fino al centro di Montone. In ogni caso, ad eccezione di un tratto particolarmente ripido, gran parte dell'itinerario è di facile accessibilità: pertanto, anche i meno allenati, se armati di un po' di pazienza, possono riuscire a portarlo a termine senza troppi patemi.

Partite da Piazza Mazzini e dirigetevi verso il corso del Tevere. Imboccate lo sterrato che risale il fiume in direzione di Montone, pedalando lungo il Tevere per circa tre chilometri. Poi, piegate verso l'interno e raggiungete la strada principale che va da Umbertide a Montone al chilometro 5,5. Qui, girate a sinistra e subito dopo (al km 5,8) svoltate a destra imboccando la strada secondaria verso San Lorenzo. 

Lasciate l'asfalto al chilometro 6,2 imboccando sulla sinistra uno sterrato vallonato che scorre in mezzo ai campi e che, sempre sulla sinistra, vi offre una bella visuale su Montone. Al chilometro 10, al termine di una breve salita, reimmettetevi su una strada asfaltata secondaria che, dopo un breve tratto di discesa, vi riporta sulla strada principale (al km 11,5). 

Prestando molta attenzione al traffico, attraversate la strada e imboccante un nuovo sterrato, iniziando a salire verso Montone: questo è il tratto più difficile dell'itinerario, con gli ultimi metri di sterrato che sono davvero ripidi e costringeranno i meno preparati a mettere i piedi a terra. Una volta tornati sull'asfalto (km 12,3), la salita si fa molto più dolce e in poco più di un chilometro conduce alle porte di Montone. Da qui, riscendete per l'asfalto verso Umbertide e riprendete lo sterrato al chilometro 18,7, svoltando a destra dopo un tornante a sinistra. 

Da questo punto in poi, il percorso è sempre in pianura tra un dedalo di stradine, alternando asfalto e sterrato, fino a tornare sul lungo Tevere (km 23) per ripercorrete la prima parte dell'itinerario, tornando in Piazza Mazzini, a pochi metri dalla Rocca medievale e dal centro della città di Umbertide.


Oltre al centro storico di Umbertide con la sua superba Rocca medievale, lungo questo itinerario approfittate per vedere anche il castello di Civitella Ranieri, non lontano dalla città. Notevoli anche gli aspetti paesaggistici, caratterizzati dal fiume Tevere e da colline ancora ricoperte da una vegetazione incontaminata. 
Da non perdere lo splendido centro fortificato di Montone, tra i Borghi più Belli d’Italia e bandiera Arancione del Touring Club Italiano. L'edificio di maggior pregio della città è la chiesa di San Francesco (XIV secolo) con una navata e abside poligonale. Sempre nel centro storico, nell'ex convento di Santa Caterina, si trova l'archivio Storico Comunale, uno dei più importanti dell'Umbria per il ricco patrimonio documentario.
Altro importante edificio religioso è la pieve di San Gregorio, la chiesa più antica di Montone, costruita intorno al 1000 in stile romanico-bizantino. Dal borgo potete ammirate anche un magnifico panorama sulle valli sottostanti e poco fuori del centro abitato di Montone merita una visita la Rocca d'Aries, imponente castello da poco restaurato.