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Solomeo
Alla scoperta dei borghi

Solomeo

Un’isola verde dedicata alla cultura, all’arte, alla tradizione, alla storia, alla bellezza

Scopriamo Solomeo e la sua incredibile storia: il minuscolo borgo medievale nel comune di Corciano, in provincia di Perugia, è diventato il sogno concreto dell’imprenditore umbro Brunello Cucinelli, conosciuto in tutto il mondo come“ il re del cashmere”, che lo ha riportato al suo antico splendore. Oggi il borgo con il suo castello e le stradine ricoperte da mattoni in cotto è un’isola verde dedicata alla cultura, all’arte, alla tradizione, alla storia, alla bellezza.

 

Il borgo dello spirito

La visita di Solomeo parte da Piazza della Pace e dal Foro delle Arti, costruito da maestri artigiani umbri ispirandosi agli artisti britannici William Morris e John Ruskin.
Il Teatro Brunello Cucinelli è il monumento centrale del complesso la cui figura riprende il Farnese di Parma e il teatro all’antica di Sabbioneta. Può ospitare oltre 200 posti compresi quelli nelle gradinate della cavea sottostante la galleria.
Sono annessi alla struttura il Giardino dei Filosofi, insieme di terrazze sul paesaggio collinare, ideale per la meditazione, il Ginnasio, l’Anfiteatro e l’Accademia Neoumanistica, nata per promuovere “la cura del valore umano”, che ospita la Biblioteca Neoumanistica Aureliana, luogo di incontri culturali dedicati all’approfondimento di temi filosofici, storici, letterari ed artistici, e ricca di libri antichi e moderni.

Il borgo ospita anche la Scuola di Arti e Mestieri, creata con la volontà di trasmettere alle giovani generazioni l’importanza del patrimonio artigianale e della creatività manuale. La Scuola offre agli alunni corsi di Modelleria e Sartoria femminile, di Taglio e Sartoria maschile, di Rammendo e Rimaglio, di Orticoltura e Giardinaggio e di Arti Murarie.
C’è anche la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, fondata nel XII secolo, ricostruita nel Settecento e infine ampliata nell’Ottocento. Presenta l’esterno in pietra, è fiancheggiata da un imponente campanile e al suo interno è conservato un prezioso organo settecentesco.

Il paese è circondato da una cintura verde di 100 ettari suddivisa in varie sezioni: è la cosiddetta “periferia amabile” in via di trasformazione recuperando parte del terreno già occupato da vecchi opifici in disuso a favore di alberi e frutteti. I prati ora sembrano dipinti tra le colline e ricordano i paesaggi medievali e rinascimentali umbri dei quadri del Perugino e di Piero della Francesca.
Ecco il parco industriale, l’oratorio laico dove raccogliere le energie creative e decomprimere lo stress, il parco agrario costellato di vigneti. Non può mancare il frantoio e la cantina con la statua di Bacco, posta all’ingresso e visibile da ogni parte della campagna e da Solomeo, che simboleggia l’origine greca del bel rapporto tra uomo e paesaggio.
Infine il parco della dignità, dove l’elemento centrale è rappresentato da un monumento a cinque archi in cui campeggia la scritta “Tributo alla dignità dell’uomo”.

 

 


Perugia sotterranea
Trekking urbano
Storia antica

La Perugia Sotterranea

La Perugia Underground: ripercorri la storia dell'acropoli dagli etruschi ai giorni nostri.

Per iniziare il tuo percorso nella Perugia sotterranea, recati presso il Museo del Capitolo di San Lorenzo, adiacente l'omonima Cattedrale. Informati prima sulle modalità di visita: infatti la prenotazione è obbligatoria (http://www.cattedrale.perugia.it/?p=26 , qui troverai tutte le informazioni inerenti a orari e costi).

 

La visita parte dal chiostro della canonica, tramite una scalinata laterale. Ti ritrovi nella Sala del Conclave dove sono stati eletti quattro Papi: Onorio III, Onorio IV, Celestino V e Clemente V. L'ampio salone ti appare diviso da mura di consolidamento realizzate a metà del secolo scorso e rese necessarie per sostenere il piano di calpestio della sovrastante Cattedrale.

 

Esci dalla Sala e segui il percorso indicato che ti conduce ai resti delle maestose mura etrusche, costruite per rendere ancora più maestosa l'acropoli. Qui sorgeva il tempio forse dedicato a Giunone-Era (in etrusco Uni). Scoprirai come in questa zona della città ci sia sempre stata un'ininterrotta continuità d'uso a partire dall'età etrusca. A testimonianza di ciò puoi ammirare la volta, di origine medievale, realizzata a fondamenta della Cattedrale.

Seguendo ancora il percorso, puoi camminare sopra un un'antica strada, etrusca prima e romana poi, sul cui selciato sono ancora ben visibili i solchi lasciati dalle ruote dei carri. Continua ancora la tua escursione seguendo l'antica strada romana e ti ritrovi sotto Piazza Cavallotti.

Se vuoi rendere ancora più emozionante la tua escursione nella Perugia sotterranea controlla il sito del CAI che promuove avvincenti "passeggiate". Per un giorno potrai essere uno speleologo/archeologo e ammirare il pozzo etrusco, i sotterranei della Cattedrale, la Postierla della Conca, porta secondaria di accesso alla città, nei pressi dell'acquedotto romano, e localizzata in corrispondenza dei profondi avvallamenti e destinata al traffico pedonale o anche, secondo alcuni, al deflusso delle acque, il rifugio antiaereo, luogo storico che unisce Corso Cavour alla Rocca Paolina.(http://www.caiperugia.it/)


Parco Fluviale del Nera
Parchi naturalistici e tematici
Valnerina da scoprire
Paesaggi d'acqua

Parco Fluviale del Nera

Il parco fluviale del Nera: natura, attività sportive e sapori

Definito "parco delle acque", il Parco Fluviale del Nera comprende il tratto della Valnerina dall'abitato di Terria fino alla Cascata delle Marmore.
Elemento caratterizzante il parco è il corso medio inferiore del fiume Nera che, con le sue acque limpide e cristalline, scorre per circa 20 chilometri.

La storia del territorio è tutta legata al complesso rapporto tra l'uomo e l'acqua. Elemento vitale, ma al contempo da controllare, l'acqua della valle del Nera fu per prima regimentata dai Romani che aprirono la strada alla colonizzazione agricola del territorio. A loro si deve la bonifica del Lacus Velinus, le cui acque vennero convogliate in quelle del Nera a formare la Cascata delle Marmore, famosa per lo spettacolare salto d'acqua di 165 metri. Oggi è il luogo ideale per una gita con la famiglia oppure per un escursione all'insegna del trekking. Il territorio è inoltre caratterizzato da piccoli borghi fortificati e da castelli sorti nel periodo medievale. Partendo da Terni si incontrano in sequenza: Collestatte, Torre Orsina, Casteldilago, Arrone, Montefranco, Ferentillo, Macenano e Terria, nati per svolgere una funzione di controllo su importanti snodi viari. A Ferentillo, nella cripta della chiesa di Santo Stefano sono conservati corpi che hanno subito il processo di mummificazione naturale grazie alle particolari condizioni ambientali e alla natura chimica del terreno.
A est si trova Polino, il comune più piccolo dell'Umbria, arroccato sulla montagna a ridosso delle antiche vie di transumanza.

L'aspetto sorprendente del parco è la sua impressionante vegetazione: gli olivi occupano tutta la fascia pedemontana e parte di quella montana, soprattutto nella zona del parco più vicina alla conca Ternana. Le ripide pendici dei monti sono coperte da boschi di latifoglie in mezzo ai quali non è raro vedere affiorare pareti rocciose dall'aspetto superbo che, sotto il profilo paesaggistico, rendono unico il territorio. Volete visitare un luogo mistico e al contempo suggestivo? La Valnerina è stata caratterizzata negli anni da una vivace vita religiosa e anacoretica che ha portato alla nascita di abbazie, chiese, eremi: fermati a visitare la bellissima abbazia di San Pietro in Valle.

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Tappa 1
Cascata delle Marmore

La poderosa forza della Cascata delle Marmore è senza dubbio uno degli spettacoli più suggestivi da ammirare in Umbria. Costruita dai romani nel 271 a.C. per bonificare un'area paludosa nelle vicinanze del Fiume Nera, è oggi un magnifico salto di 165 metri all’interno di un rigoglioso parco naturale.

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Tappa 2
Terni

Patria di San Valentino, il Santo protettore degli innamorati, Terni è detta anche la Manchester italiana.

Deve questo soprannome alla sua vocazione industriale, soprattutto nel settore siderurgico, grazie allo sfruttamento delle acque della zona, della Cascata delle Marmore in particolare. Qui macchinari e siti dismessi hanno trovato nuova vita grazie ad alcuni progetti di archeologia industriale: dalla Grande Pressa al Museo delle Armi, dalla Centrale di Galleto al CAOS - Centro per le Arti Opificio Siri, spazio dedicato alla cultura nato dalla riconversione dell'ex fabbrica chimica SIRI che raccoglie esposizioni temporanee nazionali e internazionali, laboratori creativi e il Museo d’arte Moderna e Contemporanea A. De Felice.

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Tappa 3
Arrone

Situato nella parte sud-orientale dell'Umbria, tra i Borghi più belli d’Italia, Arrone sorge su un colle roccioso alla sinistra del fiume Nera, al confine con il territorio della provincia di Rieti.

Prende il nome dal nobile romano che alla fine del X secolo si impossessò di un promontorio roccioso che si ergeva sull'attuale Valnerina e fece costruire un castello fortificato, primo nucleo del paese. Immerso nell'ambiente naturale incontaminato del Parco Fluviale del Nera, è diviso in due nuclei: la parte più alta, detta "La Terra", ha conservato quasi intatta la struttura urbana dell'antico borgo fortificato medioevale.

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Tappa 4
Montefranco

Situato su un colle affacciato sulla Valnerina Ternana, in una splendida posizione panoramica, il borgo nacque in epoca longobarda come baluardo difensivo del Ducato di Spoleto, di cui seguì le vicende.

Nel 1258 divenne Comune indipendente e dopo varie dominazioni entrò nella giurisdizione della Chiesa fino alla creazione del Regno d'Italia. Il nucleo più antico del borgo risale al IX secolo e conserva al suo interno alcuni caratteri del Castello medievale, come testimoniano le due porte, Porta Franca e Porta Spoletina, e le mura esterne.

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Tappa 5
Ferentillo

Piccolo centro della Valnerina, nasce lungo una gola sovrastata da due rocche. La sua storia comincia, con ogni probabilità, nell'VIII secolo e si intreccia a quella della vicina abbazia di San Pietro in Valle, alla quale Ferentillo rimase legata per lungo tempo.

Il paese, di aspetto alto-medievale, è attraversato dal fiume Nera che lo divide in due nuclei: Precetto e Matterella. È la meta ideale per gli amanti dell’arrampicata, grazie alla presenza della falesia più famosa del centro Italia che fa di Ferentillo una delle palestre naturali più importanti e frequentate d'Italia e d'Europa.

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Tappa 6
Polino

Circondato da boschi secolari, Polino è il più piccolo borgo dell’Umbria. Situato tra Spoleto e Rieti, ai piedi del monte Petano si affacciato da un’altitudine di 835 metri sulla Valnerina.

Anticamente detto “Pulino”, fu fatto edificare a scopo difensivo nel XII secolo da una potente famiglia feudataria, i Polini, che gli diedero il nome. Successivamente fu feudo della famiglia Arrone e della famiglia ternana dei Castelli. La storia ricorda Polino come centro fortificato di frontiera tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio e come zecca di monete coniate con l'oro di una miniera locale recentemente riscoperta, detta Cava dell'Oro.

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Tappa 7
Abbazia di San Pietro in Valle

Immersa nel verde dell’Umbria, l’abbazia di San Pietro in Valle a Macenano di Ferentillo è la testimonianza più importante del Ducato di Spoleto e una delle più interessanti di tutto il Medioevo.

Storico monastero della Valnerina e scrigno d'arte e di storia al suo interno conserva un cippo votivo, frammenti scultorei e architettonici anche romani, vari sarcofagi romani e medievali. Accanto alla chiesa, si trova un magnifico chiostro a due ordini del XII secolo.

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Per le escursioni a piedi il parco è dotato di una varia rete sentieristica che ricalca le antiche mulattiere e le strade di collegamento utilizzate per le attività economiche, percorrendole attraversi i borghi, vedi la flora del parco, respirando l'aria pura del Cuore verde d'Italia. Ma questa che è anche una zona che ha conosciuto un forte sviluppo industriale, anche grazie grazie all'abbondanza di energia prodotta dalle acque del Nera e del Velino: vi consigliamo la visita di alcuni reperti archeologia industriale, come centrali idroelettriche e fabbriche oggi dimesse. Di particolare interesse lo stabilimento elettrochimico di Papigno, set cinematografico in cui il premio Oscar Roberto Benigni ha girato gran parte del film La Vita è Bella.

Se siete amanti degli sport acquatici, il Parco Fluviale del Nera fa al caso vostro: la presenza del Fiume Nera e dei suoi affluenti rende questa zona l'ideale per praticare sport quali la pesca, il torrentismo, il rafting, la speleologia e la canoa. Se invece è la montagna ad appassionarti non puoi trascurare la parete di Ferentillo, una delle falesie più attrezzate d'Europa.

Per il vostro pranzo vi consigliamo di assaggiare la trota pescata nelle acque del Nera: si tratta di un pesce dalla carne bianca, dal sapore delicato e che viene lessato oppure cotto alla brace.

La via di Francesco

Via di Francesco - Via del Sud

Via del Sud, da Greccio ad Assisi sui passi di Francesco

Il percorso

Il punto di partenza della Via del Sud è il santuario francescano di Greccio in Lazio, incastonato sulla parete collinare che circonda la Valle Santa di Rieti. Il cammino prende avvio nel luogo in cui intorno al 1223 Francesco diede inizio ad una delle più tenere tradizioni cristiane: il presepe.

La Via di Francesco del Sud ha una lunghezza totale di circa 180 km, che consigliamo di percorrere in 10 tappe ( e con possibilità di scegliere tra alcune varianti), ma sarai libero di decidere di aumentare o ridurre la distanza delle singole tappe per venire incontro alle tue esigenze.

Le prime tappe ti conducono nei principali santuari della Valle Santa: Greccio; Fonte Colombo; La Foresta e Poggio Bustone. Lungo questo primo tratto si affrontano salite e discese di media difficoltà e la fatica è ricompensata dal bellissimo paesaggio della natura.

Dalla Cattedrale di Rieti si prosegue in salita, prima verso il santuario de La Foresta e poi verso il santuario di Poggio Bustone. L'Itinerario prosegue in Umbria verso Piediluco, dove si viene accolti lungo le sponde del rasserenante lago.
Si cammina prima lungo le sponde del fiume Velino, e poi risalendo lungo il fiume Nera. Questo tratto si sviluppa in piano su uno stretto fondovalle (Valnerina), con la possibilità di una deviazione per scoprire le maestose Cascate delle Marmore.

Dopo una salita impegnativa si lascia la Valnerina per giungere nella Valle di Spoleto, tanto cara a Francesco: Nihil iucundius vidi valle mea spoletana.
Le abbazie, le pievi e i conventi testimoniano il fascino spirituale di questo tratto della Via, che racchiude centri storici ricchissimi di arte e storia: Spoleto, Trevi, Foligno, Spello e Assisi.

Il cammino si sviluppa quasi interamente sulla mezzacosta coltivata ad olivo, in un paesaggio che ispira pace. Le salite e le discese, una delle caratteristiche della Via, si susseguono ma senza mai affrontare eccessivi dislivelli. Il tuo cammino da pellegrino si conclude nel silenzio meditando presso la tomba di Francesco all'interno della Basilica Inferiore di Assisi.

 

Nel sito www.viadifrancesco.it troverai tutte le tappe con le relative mappe, le descrizioni del percorso, i dislivelli, i gps e la lista delle accoglienze povere e specializzate per i pellegrini. E non dimenticare di richiedere la Credenziale del Pellegrino.

 

Segnaletica
La Via di Francesco nel tratto laziale è segnalato con la segnaletica CAI (segnale bianco-rosso) e con segnali giallo e blu, in Umbria il percorso è ben segnalato con i colori della Via: il Giallo e il Blu che ti guideranno fino ad Assisi.

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Tappa 1
Piediluco

Piediluco è piccolo borgo di origine medievale posto lungo la riva dell'omonimo lago. Nel pittoresco paesino di pescatori di Piediluco, animato da allegre facciate di case colorate e dai superbi resti della rocca eretta nell'XI secolo a controllo del territorio sabino, devi sicuramente visitare la chiesa di San Francesco edificata intorno al 1338 in ricordo della visita di San Francesco. Da notare i bassorilievi sulle porte d'ingresso raffiguranti pesci e strumenti per la pesca nel lago. Meta ideale per appassionati di velismo, canottaggio e sci acquatico è stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero; qui si svolgono gare internazionali di canottaggio e le sue strutture sportive, oltre a quelle ricettive, sono utilizzate da atleti di tutto il mondo come sede ideale per ritiri e stage. Per chi non è sportivo, vale la pena fare una gita in battello e arrivare al centro del lago, da dove si può godere della vista del borgo da un'angolazione particolare e suggestiva; oppure fare una passeggia intorno al lago, per osservarlo dall'alto percorrendo la  via di Francesco, e poi fermarsi per un momento di relax  nelle spiaggette attrezzate. Tra fine giugno e inizio luglio non puoi perdere la "Festa delle Acque" che celebra il solstizio d'estate e testimonia lo stretto legame tra popolazione e lago: spettacoli teatrali e di danza, concerti musicali, spettacoli pirotecnici che culminano con la sagra gastronomica a base di pesce di lago e con la sfilata delle barche allegoriche. A pochi chilometri da Piediluco trovi Villalago, dimora storica ottocentesca con parco, da cui puoi godere di uno splendido panorama sul lago; in estate, si fa palcoscenico per concerti e spettacoli all'aperto.

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Tappa 2
Cascata delle Marmore

La poderosa forza della Cascata delle Marmore è senza dubbio uno degli spettacoli più suggestivi da ammirare in Umbria. Costruita dai romani nel 271 a.C. per bonificare un'area paludosa nelle vicinanze del Fiume Nera, è oggi un magnifico salto di 165 metri all’interno di un rigoglioso parco naturale.

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Tappa 3
Spoleto

Spoleto è tra le più affascinanti città d'arte dell'Umbria. Più di 2000 anni di arte e cultura ed eventi internazionali la rendono un luogo di bellezze uniche. Si estende sul colle Sant'Elia, ai piedi del bosco sacro di Monteluco. Straordinariamente ricca d'arte di ogni epoca e protagonista di eventi prestigiosi, come il Festival dei Due Mondi. Spoleto è tra le città simbolo della cultura internazionale. Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio (90 a.C.). Dopo la caduta dell'Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dal bizantino Belisario. Espugnata da Totila fu riedificata dal bizantino Narsete. Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio. Il governo del Papato, salvo la parentesi napoleonica, durò fino a quando Spoleto si unì al nuovo Stato Italiano.

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Tappa 4
Trevi

Situata tra Foligno e Spoleto, Trevi si erge sui pendii del Monte Serano, arroccata su un colle ricco di uliveti. Chiese, torri e palazzi disegnano il profilo nobile di questo borgo che dai suoi 412 metri di altezza offre uno spettacolo mozzafiato sulla via Flaminia. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia". Fondata dai Romani, fu un importante centro lungo la via Flaminia. Alla caduta dell'Impero, Trevi, già divenuta cristiana per opera del suo vescovo Emiliano, venne occupata dai Longobardi e inclusa nel Ducato di Spoleto. Durante il Medioevo fu assoggettata a Foligno e a Spoleto. L'instabilità politica e militare continuò fino al XVI secolo quando, dopo varie dominazioni (Trinci, Michelotti, Sforza) entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Immersa tra gli ulivi, Trevi conserva testimonianze romane, come le poderose mura (I secolo a.C.) che cingono il centro abitato, e medievali come Porta del Bruscito, Porta del Cieco, Porta San Fabiano e l'Arco del Mostaccio. Dalle mura che recingono il centro storico ci si affaccia direttamente sugli oliveti: la passeggiata è un magnifico viale alberato lungo 800 metri, pianeggiante, con suggestiva visione panoramica della valle sottostante.

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Tappa 5
Foligno

La città della Quintana ha origini antiche, rintracciabili in eleganti architetture e preziosi dipinti. Non mancano curiosità storiche: qui fu stampata la prima edizione della Divina Commedia (1472). Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Foligno si distende ai piedi dell'Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Menotre. Il territorio comprende la bella pianura della Valle Umbra, con i dolci rilievi collinari e i contrafforti della dorsale appenninica. Agli Umbri, che fondarono Foligno, seguirono i Romani che ne fecero un loro Municipio e un'importante stazione della Via Flaminia. Distrutta successivamente da invasioni barbariche e riedificata, fu libero comune dall'XI secolo, ma intorno al 1310 passò sotto la signoria dei Trinci (dal 1336 vicari della Chiesa), e si sviluppò notevolmente. Con i Trinci estese il proprio dominio su molte città vicine (Assisi, Spello, Montefalco) e nel XV secolo entrò a far parte dello Stato Pontificio e, salvo la parentesi napoleonica, vi rimase fino al 1860. Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio. In piazza della Repubblica, fulcro della vita sociale e civile già dal Medioevo, si affacciano: il palazzo Comunale, di facciata neoclassica; palazzo Trinci (1389-1407), oggi Museo della Città, che conserva splendidi affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Gentile da Fabriano; il Duomo, dedicato al santo patrono Feliciano, con ricco portale scolpito dai maestri Rodolfo e Binello (1201); palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia e il palazzo del Podestà, sede della magistratura comunale dagli inizi del XIII secolo.

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Tappa 6
Spello

Agli Umbri, che secondo molti studiosi fondarono Spello, subentrarono i Romani: elevata a municipio nel 90 a.C. fu rifondata con il titolo di Colonia Julia Hispellum all'inizio del regno di Augusto; a questa fase risale la definitiva strutturazione dell'impianto urbano. Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta dai Goti di Totila ed entrò a far parte del Ducato Longobardo di Spoleto. Nel XII secolo divenne Comune indipendente. Verso la fine del XIV secolo fu sotto i Baglioni di Perugia dove restò fino al 1583, quando, dopo un'epoca di intensa attività artistica in cui la città si arricchì di capolavori rinascimentali del Pinturicchio, Perugino e dell'Alunno, entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Spello unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana, come la cinta muraria, lungo il cui tracciato si aprivano le porte ancora ben conservate, i resti del teatro, dell'anfiteatro e delle terme. L'abitato è ancora circondato da mura, erette nel 1360 inglobando parte della cinta romana e tre splendide porte: porta Consolare (I secolo a.C.), la porta Urbica (o porta San Ventura) e la porta Venere di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri cosiddette di Properzio a pianta dodecagonale.

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Tappa 7
Assisi

La città di San Francesco ha una storia millenaria con importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Il cantiere di Giotto ha segnato l'arte di tutto il centro Italia. Situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio e domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere. La città, che ha dato i natali a san Francesco e santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Agli Umbri, che fondarono Assisi, subentrarono gli Etruschi. Nel I secolo a. C. la città divenne un importante municipio romano. Assisi, con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, unitamente alla quasi totalità del territorio comunale, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino. Dal punto di vista naturalistico merita una visita l'area del Parco Regionale del Monte Subasio, istituito per proteggere un ambiente di grande valore ambientale e permeato da un'atmosfera mistica.

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La Bottega del Perugino
L'arte in Umbria

La bottega del Perugino

Alla scoperta delle opere degli allievi del Divin Pittore

Un viaggio ricco di emozioni vi porterà alla scoperta di alcune delle opere realizzate dai più celebri allievi del grande Pietro Vannucci, nume tutelare della pittura rinascimentale in Umbria.

Una “squadra” di artisti che, una volta usciti dal prestigioso atelier del Divin Pittore, impreziosì chiese, conventi, confraternite e pievi, rendendo il Cuore Verde d’Italia uno scrigno di bellezza.

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Tappa 1
Città di Castello

L’itinerario parte da Città di Castello e dalla Pinacoteca Comunale dove potete ammirare il Gonfalone della Santissima Trinità, l’opera del più talentuoso allievo del Perugino, Raffaello.

Il capolavoro, sottoposto di recente a un grande intervento di restauro, è il suo unico lavoro rimasto in città. Qui, infatti, l’artista operò tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, dopo essersi congedato dalla Bottega del Vannucci con il titolo di “magister”, lasciando diverse opere che in seguito sono approdate in vari musei italiani e stranieri.

Sempre a Città di Castello, potete cominciare a fare la conoscenza di un altro grande pittore, collaboratore del Perugino: Bernardino di Betto Betti, conosciuto come il Pinturicchio; nel Museo del Duomo potrete ammirare la delicata tempera su tavola, databile intorno al 1485 con la Madonna con il Bambino e San Giovannino.

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Tappa 2
Perugia

In auto, in poco più di un’ora, raggiungete Perugia, alla scoperta della seconda delle due opere originali di Raffaello presenti in regione e conservata nella Cappella di San Severo, attigua alla omonima chiesa duecentesca annessa al convento dei Camaldolesi, oggi trasformata in un piccolo museo. Si tratta della Trinità e Santi, un meraviglioso affresco realizzato in un insolito confronto tra Raffaello e il suo maestro. Il giovane artista dipinse nel 1505 la parte alta del dipinto con la Trinità fra angeli e santi, il Perugino completò il registro inferiore con sei santi nel 1521. 

Se volete ulteriormente approfondire l’argomento su altre opere degli allievi del Divin Pittore, visitate anche la Galleria Nazionale dell’Umbria, che conserva una delle più ricche raccolte d’arte in Italia del periodo compreso fra il XIII e il XIX secolo. 

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Tappa 3
Spello

Lasciata Perugia, in venti minuti siete a Spello nella Cappella Baglioni della Collegiata di Santa Maria Maggiore dove potete incontrare di nuovo il Pinturicchio che dipinge un ciclo di affreschi, con le storie di Maria e dell'infanzia di Cristo, considerato tra i più importanti della regione.

Dirigetevi quindi alla vicina chiesa di Sant'Andrea dove trovate un altro suo tesoro, una pala d’altare con la Madonna in trono e Santi, dipinta con l’intervento di aiuti.

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Tappa 4
Trevi

Un’altra manciata di minuti e siete a Trevi dove si palesa un terzo allievo del Divin Pittore, un altro dei protagonisti dell’arte pittorica umbra tra il XV e il XVI secolo: Giovanni di Pietro detto Lo Spagna per l’origine spagnola della sua famiglia, attivo in numerosi centri umbri. 

Meravigliosi i suoi affreschi nella chiesa della Madonna delle Lacrime, che rappresentano il Trasporto di Cristo e Santi. La chiesa conserva anche una tarda Adorazione dei Magi del Perugino, ai lati della nicchia i santi Pietro e Paolo.  

Dello stesso maestro, sempre a Trevi, nel piazzale antistante la chiesa di San Martino, si trova la cappella di San Girolamo, nel cui umile interno si trova un altro grande affresco che raffigura la Vergine Assunta in una mandorla, affiancata da due Angeli; in basso, i santi Girolamo, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, inginocchiati in adorazione; sullo sfondo un paesaggio ripreso dal vero, con la veduta di Foligno

Ancora a Trevi, nella Pinacoteca del Complesso museale di San Francesco potete ammirare, un altro lavoro dello Spagna, una monumentale pala d’altare dipinta nel 1522 per la chiesa francescana di San Martino che raffigura l’Incoronazione della Vergine e santi, secondo un’iconografia molto cara ai pittori attivi in Umbria.

Non lontano da Trevi, lungo la Via Flaminia, fermatevi alla chiesa di San Giacomo, dove trovate un altro ciclo di affreschi di Giovanni di Pietro, che decora l’abside. Nel catino una Incoronazione della Vergine, mentre nella curva absidale il Santo e due suoi miracoli; in una nicchia laterale la Madonna con Bambino con angeli e santi, dello stesso maestro. 

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Tappa 5
Spoleto

In pochi minuti raggiungete Spoleto dove potete fare il pieno delle opere dello Spagna, che qui trovò la sua stabile collocazione fino alla morte, nel 1528.

Tra le opere più significative che l’artista ha lasciato alla città sono due affreschi staccati, provenienti dalla Rocca Albornoziana, uno raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, l’altro le Virtù, poste all’interno di una partitura architettonica in cui, nell’Ottocento, fu inserito il busto di Leone XII. 

Sempre a Spoleto, ecco di nuovo il Pinturicchio con gli affreschi realizzati intorno al 1497 per la Cappella Eroli all’interno del Duomo, raffiguranti la Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Leonardo. Nella volta a botte della cappella resta parte della decorazione con Sibille e storie di Costantino. 

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Tappa 6
Panicale

Se avete tempo a disposizione, potete apprezzare il suo stile in particolar modo a Panicale nella chiesa parrocchiale di Cereseto, con l’affresco Salvatore in trono, tra i santi Pietro e Giovanni, dipinto nel 1510, e nella Collegiata di S. Michele arcangelo, con un’incantevole Adorazione dei pastori, del 1519. 

Prima di rientrare, visitate anche la chiesa di San Sebastiano, dove l’affresco Madonna in trono vi riparla dello Spagna e dove potete ancora ammirare il Martirio di San Sebastiano del Perugino.
 

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Paesaggio di olivi sui colli di Spoleto e Assisi
I percorsi del gusto

Paesaggio di olivi sui colli di Spoleto e Assisi

Paesaggi cangianti di uliveti inerpicati lungo i colli di Spoleto e Assisi. Quiete e testimonianze di diverse epoche storiche tra città e borghi.

Percorrendo l'Umbria, vi sarà sicuramente capitato di notare, sulle pendici delle colline, distese di olivi: da qui nasce uno degli olii extra vergine più buoni e pregiati d'Italia. Ti proponiamo di scoprire uno dei luoghi dell'Olio DOP Umbria: i Colli di Assisi-Spoleto.

In questa zona, dal terreno particolarmente fertile per la coltivazione dalle varietà di olivo Moraiolo, Frantoio e Leccino, viene prodotto un olio di indubbia qualità, dal colore che va dal verde al giallo, dall'odore e dal sapore fruttato forte, con una nota amaro e piccante.

La zona dei Colli Assisi-Spoleto merita una visita di uno o più giorni, non solo per conoscere e assaggiare il prelibato oro giallo, ma anche perché vi sono delle città bellissime come Trevi, Spello, Spoleto, Assisi, Campello sul Clitunno e Foligno. Hai solo l'imbarazzo della scelta: puoi scegliere ognuna di queste città e scoprire i bei centri storici, l'arte e i paesaggi circostanti. Nei ristoranti della zona scegli uno dei piatti che ti danno l'opportunità di assaggiare l'olio a crudo, come l'insalata di farro, la bruschetta o i funghi arrosto oppure assaggia l'olio puro: ne riconoscerai subito il gusto e la nota piccante che lo caratterizzano.

Uno dei periodi migliori per conoscere da vicino la produzione dell'olio in Umbria è il mese di novembre, il mese di Frantoi Aperti. Tutti i fine settimana del mese, i frantoi che aderiscono alla manifestazione, organizzano degli eventi a cui puoi partecipare: visite guidate, degustazioni, concerti e tanto altro. Il programma degli eventi cambia di edizione in edizione ed attira ogni anno turisti da tutta Italia; per maggiori informazioni visita il sito: http://frantoiaperti.net/.


Negli altri mesi dell'anno i frantoi della zona che fanno parte della Strada dell'Olio in Umbria sono pronti ad accoglierti, previa prenotazione (qui, l'elenco dei frantoi aderenti).

Non ti resta che partire, buon appetito!

 

 

 

In moto alla scoperta del Monte Subasio
Umbria in moto

In moto alla scoperta del Monte Subasio

Sali in sella e parti alla scoperta dei tornanti del Monte Subasio: un itinerario che ti porterà a scoprire i luoghi di San Francesco accompagnato dalla tua moto

Se le curve non ti spaventano, sali in moto e segui quest'itinerario tra i tornanti del Subasio, nei luoghi d'eccellenza del francescanesimo, su strade contornate da distese di uliveti.

 

Il percorso inizia da Spello, uno dei borghi più belli d'Italia; imbocca la Statale 147 e dirigiti verso Capitan Loreto e San Vitale. Da San Vitale inizia a salire verso il Monte Subasio. La strada, comoda e panoramica, conduce prima all'Eremo delle Carceri, un luogo di sosta ideale, con i suoi lecci e il suo silenzio mistico e riposante. Approfitta per una visita alle grotte naturali nelle quali santi ed eremiti si ritiravano in meditazione. Il viaggio prosegue in direzione Assisi, raggiungibile in pochi minuti attraverso una strada immersa nel verde che ti porterà all'ingresso di Porta Cappuccini. Prosegui quindi sulla Strada provinciale 251, scendendo verso il centro di Assisi, fino alla deviazione verso la Statale 444 che ti riporterà verso il Parco del Monte Subasio. A questo punto prosegui in direzione Valtopina. Qui puoi decidere se proseguire immediatamente il viaggio o se fermarti per un'escursione tra boschi e prati verso i numerosi castelli presenti in zona: il Castello del Poggio (fino all'inizio del secolo sede del Palazzo Municipale), quello di Gallano, Santa Cristina, Pasano enbspSerra.

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Spello

Agli Umbri, che secondo molti studiosi fondarono Spello, subentrarono i Romani: elevata a municipio nel 90 a.C. fu rifondata con il titolo di Colonia Julia Hispellum all'inizio del regno di Augusto; a questa fase risale la definitiva strutturazione dell'impianto urbano. Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta dai Goti di Totila ed entrò a far parte del Ducato Longobardo di Spoleto. Nel XII secolo divenne Comune indipendente. Verso la fine del XIV secolo fu sotto i Baglioni di Perugia dove restò fino al 1583, quando, dopo un'epoca di intensa attività artistica in cui la città si arricchì di capolavori rinascimentali del Pinturicchio, Perugino e dell'Alunno, entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Spello unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana, come la cinta muraria, lungo il cui tracciato si aprivano le porte ancora ben conservate, i resti del teatro, dell'anfiteatro e delle terme. L'abitato è ancora circondato da mura, erette nel 1360 inglobando parte della cinta romana e tre splendide porte: porta Consolare (I secolo a.C.), la porta Urbica (o porta San Ventura) e la porta Venere di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri cosiddette di Properzio a pianta dodecagonale.

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Assisi

La città di San Francesco ha una storia millenaria con importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Il cantiere di Giotto ha segnato l'arte di tutto il centro Italia. Situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio e domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere. La città, che ha dato i natali a san Francesco e santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Agli Umbri, che fondarono Assisi, subentrarono gli Etruschi. Nel I secolo a. C. la città divenne un importante municipio romano. Assisi, con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, unitamente alla quasi totalità del territorio comunale, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino. Dal punto di vista naturalistico merita una visita l'area del Parco Regionale del Monte Subasio, istituito per proteggere un ambiente di grande valore ambientale e permeato da un'atmosfera mistica.

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Parco del Monte Subasio

Il Parco del Monte Subasio rappresenta il luogo privilegiato delle memorie francescane, non solo perché al suo interno comprende il centro storico di Assisi, ma anche per gli aspetti naturalistici che hanno ispirato l'amore di Francesco verso il creato: dagli oliveti delle pendici si arriva ai grandi prati e ai pascoli della pianura sommitale, passando attraverso i fitti boschi di querce e di lecci della parte intermedia. È proprio qui che, incastonato in una selva di alberi secolari, si trova l' Eremo delle Carceri, uno dei luoghi più ricchi di memorie e suggestioni francescane. Fanno parte dell'area del parco anche i comuni di Spello, Nocera Umbra Valtopina.

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sposarsi in Umbria
Luoghi della cultura

Sposarsi in Umbria

Sposarsi in Umbria tra antichi borghi, castelli incantati e immersi nella bellezza della natura.

Il nostro paese, grazie alle sue bellezze storico-artistiche e naturalistiche, è una delle mete ideali per organizzare la cerimonia e i festeggiamenti per le proprie nozze.

 

L'Umbria è senza dubbio una delle regioni più interessanti d'Italia: una terra dalle antiche tradizioni, dagli splendidi scenari paesaggistici e ricchissima di borghi antichi con mura, torri, stradine e suggestive chiese.

 

Tanti gli spunti per celebrare le proprie nozze.

Se sei alla ricerca di una cerimonia romantica la nostra regione è il posto ideale: tante le location di lusso, ville di charme, antichi castelli, residenze di campagna e - perché no - un matrimonio in stile medievale con antichi costumi, balli e piatti della tradizione locale.

Perugia, Spello, Spoleto, Orvieto, Gubbio, Assisi, Bevagna, Montefalco sono solo alcune delle città dove è possibile trovare chiese incantevoli e scorci indimenticabili, oppure perché non scegliere Terni, città per antonomasia degli innamorati. Molte infatti le coppie che scelgono come giorno delle proprie nozze il 14 Febbraio, giorno di San Valentino, patrono del capoluogo umbro e protettore dei fidanzati.

Se sei amante della natura che si esprime nella sua forza, le Cascate delle Marmore, tra le più alte d'Europa, sono il luogo ideale: la suggestione delle acque scroscianti si unisce al verde dell'ambiente circostante regalandoti un indimenticabile scenario per il tuo SI!

Per una dimensione di serenità il Lago Trasimeno è assolutamente l'ideale, perché lo specchio d'acqua, circondato da amene colline, offre rassicuranti orizzonti romantici per cerimonie eleganti. Le splendide isole, la Maggiore e la Polvese, impreziosiscono il lago e potrebbero essere per voi il luogo ideale per un matrimonio esclusivo. Imbarca tutti i tuoi ospiti in un battello e goditi insieme a loro i bellissimi scenari immortalati dal Perugino.

Per un matrimonio insolito ti consigliamo il più piccolo teatro del mondo che si trova a Monte Castello di Vibio, con i sui ben 99 posti oppure le Fonti del Clitunno, cantate da vari poeti affascinati dalla dolcezza delle acque, dai salici piangenti e dalla suggestiva presenza dell'antico Tempio Paleocristiano.

Impossibile non citare antiche abbazie e santuari, come San Salvatore di Montecorona, San Pietro in Valle, Sant'Eutizio, luoghi di grande suggestione per chi è sensibile al richiamo della spiritualità...e questi non sono che alcuni dei tanti luoghi che l'Umbria offre per una cerimonia indimenticabile.

 

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Perugia

Capoluogo dell’Umbria e città d’arte tra le più dinamiche d’Italia, Perugia accoglie i suoi visitatori in un’atmosfera senza tempo, offrendo in ogni angolo la candida bellezza del suo prestigioso passato e la vitalità del suo fervido presente, connubio di modernità e tradizione. Importante centro etrusco, prosperoso Municipio romano, famosa città medievale, Perugia conserva gelosamente i resti delle antiche civiltà all’interno di un contesto culturale e sociale d’eccezione, dove tradizione enogastronomica e artigianale convivono con l’avanguardia di realizzazioni artistiche contemporanee e l’energia dei grandi eventi. Musei, laboratori di artigianato artistico, il gusto della cucina tipica più autentica, scorci incantevoli e viste mozzafiato sulla valle umbra. Perugia dispone di un immenso patrimonio artistico e culturale. Porte di accesso al centro storico, musei, chiese, monumenti, palazzi, torri, installazioni moderne e contemporanee: in ogni angolo e piazza della città si possono ammirare monumenti che testimoniano secoli di storia, arte e cultura. Tra saliscendi, strade, passaggi sotterranei, vicoli e scalinate, attraversare i suoi cinque rioni è un’esperienza unica, che ci sorprende già con la peculiarità della sua cinta muraria etrusco-romana e di quella medievale.

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Spello

Agli Umbri, che secondo molti studiosi fondarono Spello, subentrarono i Romani: elevata a municipio nel 90 a.C. fu rifondata con il titolo di Colonia Julia Hispellum all'inizio del regno di Augusto; a questa fase risale la definitiva strutturazione dell'impianto urbano. Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta dai Goti di Totila ed entrò a far parte del Ducato Longobardo di Spoleto. Nel XII secolo divenne Comune indipendente. Verso la fine del XIV secolo fu sotto i Baglioni di Perugia dove restò fino al 1583, quando, dopo un'epoca di intensa attività artistica in cui la città si arricchì di capolavori rinascimentali del Pinturicchio, Perugino e dell'Alunno, entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Spello unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana, come la cinta muraria, lungo il cui tracciato si aprivano le porte ancora ben conservate, i resti del teatro, dell'anfiteatro e delle terme. L'abitato è ancora circondato da mura, erette nel 1360 inglobando parte della cinta romana e tre splendide porte: porta Consolare (I secolo a.C.), la porta Urbica (o porta San Ventura) e la porta Venere di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri cosiddette di Properzio a pianta dodecagonale.

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Spoleto

Spoleto è tra le più affascinanti città d'arte dell'Umbria. Più di 2000 anni di arte e cultura ed eventi internazionali la rendono un luogo di bellezze uniche. Si estende sul colle Sant'Elia, ai piedi del bosco sacro di Monteluco. Straordinariamente ricca d'arte di ogni epoca e protagonista di eventi prestigiosi, come il Festival dei Due Mondi. Spoleto è tra le città simbolo della cultura internazionale. Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio (90 a.C.). Dopo la caduta dell'Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dal bizantino Belisario. Espugnata da Totila fu riedificata dal bizantino Narsete. Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio. Il governo del Papato, salvo la parentesi napoleonica, durò fino a quando Spoleto si unì al nuovo Stato Italiano.

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Orvieto

Le origini di Orvieto risalgono alla civiltà etrusca: i primi insediamenti del IX secolo a.C. si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la città. La città dispone di un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria. Il Duomo è tra le più maestose realizzazioni dell'architettura italiana. La sua imponente facciata gotica, con mosaici e bassorilievi, domina l'intero borgo. Pur restando ignoto l'autore del progetto originale si sa per certo che dal 1310 la direzione dei lavori passò a Lorenzo Maitani, che con il suo intervento caratterizzerà la struttura in maniera decisiva. All'interno, tra le molte opere custodite, uno dei capolavori della pittura italiana, il ciclo di affreschi raffigurante temi legati al Giudizio Universale dipinto dal pittore Luca Signorelli, succeduto al Beato Angelico, tra il 1499 e il 1504. Tra gli edifici religiosi più antichi: la chiesa di San Giovenale, costruita nel 1004 e ampliata nel XIV secolo, presenta affreschi di scuola orvietana, la chiesa di San Giovanni, costruita nel 916 sopra il teatro di Costantino con facciata del ‘500, la chiesa di Sant'Andrea, del VI secolo ma completata nel Trecento, la chiesa di San Lorenzo de' Arari, la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo), che conserva il famoso monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio. Orvieto è la capitale delle Città Slow. La città e il territorio sono caratterizzati da una viva tradizione enogastronomica: il prestigioso vino di Orvieto può essere degustato lungo la strada dei vini Etrusco-Romana che comprende tutta la provincia di Terni (i centri di riferimento sono l'Enoteca Regionale ed il Palazzo del Gusto).

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Gubbio

Antica città le cui origini risalgono al culmine della civiltà umbra, come testimoniano le Tavole Eugubine. I Romani la designarono con il nome di Iguvium e poi EugubiumGubbio è tra le più antiche città dell'Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

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Tappa 6
Assisi

La città di San Francesco ha una storia millenaria con importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Il cantiere di Giotto ha segnato l'arte di tutto il centro Italia. Situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio e domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere. La città, che ha dato i natali a san Francesco e santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Agli Umbri, che fondarono Assisi, subentrarono gli Etruschi. Nel I secolo a. C. la città divenne un importante municipio romano. Assisi, con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, unitamente alla quasi totalità del territorio comunale, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino. Dal punto di vista naturalistico merita una visita l'area del Parco Regionale del Monte Subasio, istituito per proteggere un ambiente di grande valore ambientale e permeato da un'atmosfera mistica.

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Tappa 7
Bevagna

Le prime notizie storiche di Bevagna coincidono con la conquista romana dell'Umbria, quando i Romani occuparono la zona e costruirono la Via Flaminia occidentale (220 a.C.) e le strade di collegamento. In epoca romana, come confermano anche recenti ritrovamenti, fu anche porto fluviale collegato direttamente con Roma attraverso il Tevere, nel quale si riversa, il sistema Clitunno-Topino. Il porto era adiacente alla Via Flaminia e costituiva un polo intermodale di scambio tra i vari sistemi di trasporto. Situata nel cuore dell'Umbria, Bevagna è collocata nella piana di Foligno, ai piedi del gruppo collinare dove sorge Montefalco, presso l'ansa del fiume Timia. La città è circondata da una fertile pianura ricca di acque e coltivata a grano, viti ed olivi. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale e artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia". Piazze e vicoli, chiese e palazzi, porte, mura e campanili... I segni del tempo incisi sulle pietre raccontano dell’antica Mevania, “colei che sta nel mezzo”. Fiorente centro commerciale in epoca romana, attraversata dalla antica via Flaminia e sede di un importante porto fluviale, alla confluenza tra Clitunno e Timia, fu cantata da Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, Virgilio, Giovenale e tanti altri fino ai viaggiatori del Grand Tour e al Carducci. Vero e proprio museo a cielo aperto, set cinematografico naturale, famosa per la genuinità dei suoi prodotti, per i suoi eventi culturali, Bevagna è nota oltre i confini nazionali per essere la città delle Gaite, una delle più belle rievocazioni storiche d’Italia.

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Montefalco

Situato nell'area centro-orientale dell'Umbria, Montefalco sorge sul vertice di un colle ricoperto di olivi e viti che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere. Per la sua splendida posizione panoramica è definita la "Ringhiera dell'Umbria". Nel 1452 Benozzo Gozzoli la ritrasse nell'affresco dedicato alla Predica agli Uccelli. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale e artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia". Comune importante già al tempo dei Romani per la sua posizione dominante sulla vallata fra Spoleto e Perugia, dall'XI secolo vide fiorire la civiltà comunale e poi quella rinascimentale. Le lunghe lotte con i Comuni vicini tra il XIII e XIV secolo la videro spesso schierarsi con il Papato contro la ghibellina Foligno dei Trinci. Montefalco racchiude un ricco patrimonio d'arte che ne fa un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra, a cominciare dalla chiesa di San Francesco, oggi Museo, costruita dai frati minori conventuali tra il 1335 ed il 1338. Il museo si articola in tre spazi espositivi: l'ex chiesa, nota in tutto il mondo per il ciclo di affreschi realizzati dal 1450 al 1452 da Benozzo Gozzoli raffigurante le Storie della vita di San Francesco, dove si conservano una Natività del Perugino (inizio XVI secolo), e affreschi di scuola umbra, la Pinacoteca, con opere di Francesco Melanzio, Antoniazzo Romano e dipinti di scuola umbra dal ‘300 al ‘700, e la cripta, con reperti archeologici, altre sculture e frammenti di varie epoche. Compatta la cerchia delle sue mura, la cinta Duecentesca, restaurata nel XIV secolo con interventi di Lorenzo Maitani e ancora oggi ben conservata. Il tessuto medievale del borgo è dominato dalla mole della chiesa di Sant'Agostino, costruita insieme al convento nella seconda metà del XIII secolo sopra un piccolo edificio intitolato a San Giovanni Battista con all'interno affreschi della scuola di Ambrogio Lorenzetti e Bartolomeo Caporali.

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Terni

Patria di San Valentino, il Santo protettore degli innamorati, Terni è detta anche la Manchester italiana.

Deve questo soprannome alla sua vocazione industriale, soprattutto nel settore siderurgico, grazie allo sfruttamento delle acque della zona, della Cascata delle Marmore in particolare. Qui macchinari e siti dismessi hanno trovato nuova vita grazie ad alcuni progetti di archeologia industriale: dalla Grande Pressa al Museo delle Armi, dalla Centrale di Galleto al CAOS - Centro per le Arti Opificio Siri, spazio dedicato alla cultura nato dalla riconversione dell'ex fabbrica chimica SIRI che raccoglie esposizioni temporanee nazionali e internazionali, laboratori creativi e il Museo d’arte Moderna e Contemporanea A. De Felice.

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Tappa 10
Cascate delle Marmore

La poderosa forza della Cascata delle Marmore è senza dubbio uno degli spettacoli più suggestivi da ammirare in Umbria. Costruita dai romani nel 271 a.C. per bonificare un'area paludosa nelle vicinanze del Fiume Nera, è oggi un magnifico salto di 165 metri all’interno di un rigoglioso parco naturale.

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Tappa 11
Lago Trasimeno

Nella parte settentrionale dell'Umbria, a confine con la Toscana, il lago Trasimeno è un vero e proprio paradiso naturale. Quarto lago d'Italia per dimensioni, deve il suo nome ad un'antica leggenda in cui si narra del principe Trasimeno e del suo amore per la ninfa Agilla. Paragonato da Lord Byron ad "un velo d'argento",  nel corso dei secoli il lago ha ammaliato con il suo fascino innumerevoli poeti, pittori e viaggiatori. Parco Regionale dal 1995 è caratterizzato da una zona umida, ove, tra rigogliosi canneti, si affollano anatre selvatiche, cormorani, il nibbio, il martin pescatore. Il lago infatti rappresenta da sempre per l'avifauna acquatica un'importante area di svernamento, sosta e riproduzione e per le specie ittiche un habitat perfetto per riprodursi. Per approfondire la storia della fauna ittica e dell'avifauna del Trasimeno e per conoscere i segreti dei pescatori e gli strumenti da loro utilizzati ti consigliamo di visitare il Museo della Pesca di San Feliciano nel comune di Magione; se vuoi conoscere le imbarcazioni usate dai pescatori a partire dal medioevo ti consigliamo di visitare il museo delle Barche, ospitato nella rocca di Passignano.

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Maggiore
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Tappa 13
Polvese
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Monte Castello di Vibio

Il nome del paese deriva dalla "gens Vibia", nobile famiglia romana, che qui ebbe numerosi possedimenti. La sua struttura urbanistica è quella del tipico castello medievale, costruito su una posizione di dominio sulla valle del Tevere. Questa sua posizione strategica costituì un forte motivo per le ambizioni territoriali della vicina e potente città di Todi, che controllò a lungo il borgo, che in seguito alle ripetute ribellioni fu costretto a subire l'abbattimento delle mura. Nel cuore del paese si trova un gioiello unico, il teatro della Concordia, dalla struttura particolare: è il teatro più piccolo del mondo, con 99 posti suddivisi tra i palchi e la platea. Inaugurato nel 1808, fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese e intitolato a quella "concordia tra i popoli" che si andava ricreando in Europa agli inizi dell'ottocento: fu realizzato su iniziativa di alcune famiglie illustri del paese per costruire a Monte Castello un luogo di divertimenti e riunioni. Nel centro storico, che riproduce fedelmente la struttura urbanistica di un borgo fortificato medievale, da vedere la chiesa di Sant'Illuminata o del Santissimo Crocifisso (origini del XV secolo), dove si venera un crocifisso ligneo del '400, la torre di porta di Maggio, torre merlata posta a sentinella sulla vallata verso Todi, da cui un tempo Monte Castello si difendeva per le continue incursioni della vicina città tuderte, la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo del XIX secolo e la cappella della Madonna delle Carceri del XVI secolo.

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Fonti del Clitunno

La sorgente del fiume Clitunno crea un laghetto dalle acque limpidissime con riflessi smeraldo. Un giardino d'acqua fonte di ispirazione di poeti: Properzio, Plinio, Virgilio, Byron e Carducci. Sono formate da sorgenti sotterranee che fuoriescono da fessurazioni della roccia attraverso numerose polle, individuabili, a tratti, nel fondo del laghetto. Lo specchio d’acqua, dai colori intensi e cangianti, è ricco di numerose specie vegetali che creano un aspetto lussureggiante e di rara suggestione; una fitta vegetazione, in particolare salici piangenti e pioppi, circonda le rive.

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Da Assisi a Vallo di Nera sulle tracce di Giotto e Giotteschi
L'arte in Umbria

Da Assisi a Vallo di Nera sulle tracce di Giotto e Giotteschi

Un percorso che si snoda tra Assisi, Spello, Montefalco e Vallo di Nera per ammirare l’arte innovatrice del pittore toscano in Umbria

Vi proponiamo un itinerario per seguire le tracce in Umbria del grande maestro Giotto e di una schiera di artisti locali che nel Trecento, insieme ad altri pittori sparsi in numerosi luoghi della penisola, divennero seguaci e continuatori del suo stile. 

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Assisi

Iniziate il vostro viaggio nella Basilica di San Francesco ad Assisi, grandioso tempio di arte e di fede riconosciuto patrimonio mondiale Unesco.  

Il complesso è formato da due chiese sovrapposte nelle quali in un periodo compreso fra la seconda metà del XIII e gli inizi del XIV secolo, operarono gli artisti più importanti del tempo che sperimentarono nuove forme stilistiche destinate a segnare una svolta nella storia della pittura italiana.  

Secondo la tradizione, non condivisa da tutti gli studiosi, nella Basilica superiore, nelle storie dell’antico testamento, Giotto avrebbe dipinto i suoi primi affreschi che mutarono le sorti della pittura abbandonando la rigidità dello stile bizantino, a favore del recupero della tradizione antica che lo condusse ad una maggiore attenzione alla realtà. 

Questi aspetti si notano maggiormente nel famosissimo Ciclo francescano, che racconta la vita del Santo in una dimensione più concreta e reale, con scene ambientate spesso nella stessa città di Assisi o nella campagna vicina alla città. 

Giotto fu attivo, con i suoi collaboratori anche nella Basilica inferiore, dipingendo nel transetto destro le Storie dell'Infanzia di Cristo, una Crocifissione con santi francescani e le Storie della Maddalena, nella omonima cappella.  

La paternità degli altri affreschi che ornano le vele del presbiterio con le allegorie delle virtù francescane è attribuita principalmente ai suoi discepoli, che si rivela essere una formidabile squadra di artisti al seguito del maestro che dimostra di avere anche notevoli capacità organizzative. 

Le due basiliche sono comunque una sorta di antologia della pittura gotica in Italia: oltre a Giotto, anche Cimabue, dipinse nella basilica superiore, in particolare nell’area presbiteriale e nel transetto di sinistra; mentre il senese Simone Martini, decorò la cappella di San Martino nella Basilica inferiore con le storie del Santo e Pietro Lorenzetti dipinse le Storie di Cristo nel transetto sinistro, sempre nella chiesa inferiore.  

Lasciata la basilica di San Francesco, la vostra visita si sposta nella Basilica di Santa Chiara, situata dalla parte opposta della città. Qui, all’interno della Cappella di San Giorgio si conserva il Polittico murale della Madonna con il Bambino in trono e santi, opera di Puccio Capanna, che secondo lo storico dell’arte Giorgio Vasari fu tra i principali discepoli di Giotto, e fu attivo ad Assisi nella prima metà del XIV secolo. Sempre nella Cappella di San Giorgio, potete ammirare le opere di un altro giottesco denominato il Maestro Espressionista di Santa Chiara, identificato con Palmerino di Guido, altro collaboratore di fiducia di Giotto ad Assisi.

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Tappa 2
Spello

Uscendo dalla città serafica, dirigetevi verso a Spello, distante 13 chilometri, dove vi aspetta la chiesa romanica di Sant’Andrea, del XIII secolo, dove nel 1253 il beato Andrea Caccioli, che secondo la tradizione ricevette il saio dalle mani di Francesco, vi insediò una delle prime comunità di Frati Minori. 

Posto dietro l’altare maggiore, potete ammirare il Crocifisso su tavola attribuito al “nostro” Maestro Espressionista di Santa Chiara, secondo la nuova iconografia introdotta da Giotto con la croce della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. 

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Tappa 3
Montefalco

Altri 18 chilometri e siete a Montefalco dove, all’interno del Monastero di Santa Chiara, nella Cappella di Santa Croce, vi trovate di fronte a suggestivi affreschi che decorano le pareti laterali raccontando gli Episodi della vita di S. Chiara, di S. Caterina, di S. Biagio, la Vergine, caratteristiche opere di pittori umbri, che riassumono principalmente le influenze giottesche. 

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Tappa 4
Vallo di Nera

A Vallo di Nera, 33 chilometri da Montefalco, non potete perdervi la chiesa di Santa Maria Assunta, recentemente riaperta dopo i lavori di ristrutturazione  e restauro seguiti ai danni provocati dal terremoto del 2016. Il suo interno è ricco di affreschi del XIV e XV secolo, fra tutti le scene dell’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione dei Magi, opere di pittori di scuola umbra che dimostrano di aver conosciuto e assimilato la lezione giottesca. 

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Qui si conclude il nostro viaggio in Umbria nel segno di Giotto e della sua nuova lingua: uno stile pittorico, semplice, chiaro, più espressivo e naturalistico, che illuminò chiese e basiliche lasciandosi alle spalle il Medioevo.

La Via Lauretana
Trekking
Cammini

La Via Lauretana

In marcia tra natura e spirito, alla scoperta di un museo a cielo aperto di luoghi, percorsi e memorie.

Non perdete questo percorso che collega due “monumentali” mete di pellegrinaggio, Assisi e Loreto, e fa parte di un antico tracciato che portava fino a Roma: lo percorrevano i fedeli per andare a visitare nella cittadina marchigiana il Santuario della Santa Casa di Maria. Più che un cammino, è un museo a cielo aperto di luoghi, percorsi e memorie, lungo 150 km e suddiviso in sette tappe, ciascuna di circa 22 km, che per la bellezza dei paesaggi vi rimarrà a lungo nel cuore. 

Vi proponiamo alcune delle tappe del cammino lauretano che si snodano in territorio umbro e in parte in quello marchigiano. Potete intraprenderle tutte oppure solo una, secondo la vostra tabella di marcia. L’importante è che scegliate di partire in autunno o in primavera, le stagioni migliori per un’avventura a piedi nella natura. Un consiglio: state attenti al tracciato non sempre visibile. Solo da qualche mese infatti sono iniziati i lavori di ripristino che prevedono la sistemazione di pali segnavia in legno e totem con l’indicazione del percorso e con informazioni storico culturali sul territorio.

Partite da Assisi verso Spello lungo la Statale 444 e raggiungete l’abbazia di San Benedetto al Subasio. Da qui, con una camminata di oltre tre ore per una decina di km con dislivello massimo in salita di 340 metri, potete godere della costa del Monte Subasio, tra boschi cedui e uliveti, che vi proietta sulla pianura sottostante portandovi in men che non si dica sopra Spello e regalandovi una bella e inaspettata visione del borgo.

La seconda tappa, per i più allenati e motivati, si spinge da Spello sull’altopiano di Colfiorito per oltre otto ore di marcia con un dislivello in salita di circa mille metri.


È di certo la tappa più impegnativa di tutto il percorso, con una lunghezza di circa 29 km fra strade sterrate e sentieri poco battuti, ma l’apprezzerete per la bellezza dei suoi paesaggi solitari, che dalla Valle Spoletana e dalle colline di Spello si arrampicano sull’Appennino e lo attraversano. Percorrerete zone coltivate, boschi e pascoli d’altura fino a toccare la palude di Colfiorito, prezioso scrigno di biodiversità. 

Vi consigliamo la visita alla Chiesa di Santa Maria di Plestia in stile protoromanico, che si trova al confine tra Umbria e Marche: l’edificio si trova nel comune di Serravalle di Chienti, mentre il sagrato è nel comune di Foligno.

La terza tappa, dopo aver attraversato la piana di Colfiorito e la parte alta della Valle del Chienti, entra nelle Marche. Potete ora scegliere tra due percorsi della Via Lauretana: quello che porta a Camerino, per circa 23 km e sei ore di cammino con dislivello in salita di 600 metri, o quello per Muccia, 18 km per oltre 4 ore e mezzo di cammino con dislivello in salita di 350 metri.

Da qui a Loreto sono ancora 80 km di cammino passando per Belforte del Chienti, Tolentino e Macerata, ma qualunque sia la vostra decisione - andare avanti o concludere la marcia - vi sentirete migliori, nel corpo, nella mente e nello spirito.

Per informazioni:
www.camminilauretani.eu 
www.umbriafrancescoways.eu

Le Credenziali del Pellegrino Lauretano (Charta Pelegrini Lauretani) sono rilasciate dalla Confraternita delle SS. Stimmate di San Francesco (www.sacrestimmate.it) presso i luoghi religiosi appositamente autorizzati o con modalità on line, anche in collaborazione con Opera Romana Pellegrinaggi.

Assisi, Spello e le dure rampe del Subasio
Mountain bike

MTB 21 - Assisi, Spello e le dure rampe del Subasio

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1100 m
Distanza
34,5
Pedalando nella bellezza travolgente dei paesaggi del Parco Regionale del Monte Subasio, ritemprati nel corpo e nell’anima dalle atmosfere suggestive di borghi affascinanti come Assisi e Spello.
Partenza Assisi
Arrivo Assisi
Distanza 34,5 km
Dislivello 1100 m
Difficoltà difficile
Fondo 60% sterrato, 40% asfalto
Bici consigliata MTB, E-MTB
Da vedere in zona Assisi, Spello, Santa Maria degli Angeli, Basilica di Rivotorto, Eremo delle Carceri, Parco Regionale del Monte Subasio.

 

Questo affascinante, ma impegnativo percorso prende il via da Piazza Matteotti, nella parte alta di Assisi. L'itinerario, lungo poco meno di 35 chilometri, si caratterizza per la difficile e ripida scalata al monte Subasio, che in alcuni punti presenta pendenze superiori al 20% e perciò è adatta solo a biker con un ottimo grado di allenamento. Chi volesse "alleggerire" in parte le difficoltà del tracciato, può affrontare l'itinerario anche in senso inverso: c'è sempre da scalare il Subasio, ma dal versante di Spello la salita presenta pendenze meno severe.

Lasciando Piazza Matteotti svoltate subito a destra seguendo le indicazioni per il Monte Subasio: uscendo da Porta Cappuccini iniziate immediatamente la salita verso la cima. Visto che la partenza è subito molto impegnativa, si consiglia qualche minuto di riscaldamento, magari visitando il centro di Assisi, prima di iniziare l'itinerario. Dopo 300 metri, appena superata Porta Cappuccini, lasciate l'asfalto svoltando a sinistra e seguite il sentiero n. 50: la prima parte dell'ascesa è sicuramente la più impegnativa e può costringere anche a mettere piede a terra a causa della pendenza e del fondo sconnesso. L'ascesa, che si sviluppa costantemente all'ombra di un fitto bosco, in poco meno di 6 chilometri conduce in località Gli Stazzi, quasi in vetta al Subasio. Qui, uscite dal bosco e attraversate la strada asfaltata, proseguendo sullo sterrato a mezza costa che attraversa l'intera montagna.

A questo punto la parte più difficile dell'itinerario è già alle spalle e il sentiero, che si sviluppa appena sotto la vetta del Subasio, vi ripagherà dello sforzo offrendo panorami assolutamente mozzafiato. Dal chilometro 8,5 al chilometro 12,5 pedalate su un single track prima di reimmettervi sulla strada sterrata che in 5 chilometri di discesa vi conduce a Collepino (km17,4). Qui, tornando sull'asfalto e svoltando a destra, si continua a scendere tra gli ulivi verso Spello, dove una sosta per visitare il centro storico è d'obbligo. 

Da Spello proseguite a destra e al chilometro 22,7 girate a destra in via degli Ulivi, percorrendola fino a Capodacqua (km 25,9). Lasciate di nuovo l'asfalto e iniziate la seconda asperità del percorso che sale tra gli ulivi fino al km 28,4. Da qui, proseguite pedalando in un susseguirsi di saliscendi sempre lungo lo sterrato principale fino al chilometro 30,3. In prossimità di un incrocio, girate a destra e poi subito a sinistra in via Borghettaccio. Al chilometro 30,8 girate a sinistra e reimmettetevi sull'asfalto che in pochi chilometri vi riconduce alla strada principale (km 33) dove, svoltando a destra si risale fino al centro di Assisi.
 

 


La bellezza del paesaggio che caratterizza l'itinerario, che in gran parte si sviluppa all'interno del Parco Regionale del Monte Subasio, vi ripagherà di ogni sforzo. Assolutamente da vedere lungo questo percorso, il centro storico di Assisi, dichiarato dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Qui, potete visitare la Basilica di Santa Chiara, il convento di San Domenico e la splendida Basilica di San Francesco. Appena fuori dalle mura, a dominare la città, c'è la superba rocca Maggiore, ricostruita nel 1367 dal Cardinale Albornoz su una precedente struttura (1174) di un antico castello feudale. Da vedere anche il centro di Spello: pur mostrandosi con caratteristiche medievali, questo borgo ha mantenuto molte testimonianze di quando fu colonia romana, come il teatro, l'anfiteatro, le terme e il cosiddetto Arco di Augusto. Tra gli edifici religiosi è notevole la chiesa di Santa Maria Maggiore (XII-XIII secolo), che racchiude tesori dell'arte come affreschi del Pintoricchio e dipinti del Perugino. Appena fuori Spello poi, si trova Villa Fidelia (XVI secolo), edificata dove un tempo sorgevano il Tempio di Venere, il Teatro e le Terme, che ospita una ricca collezione di quadri, sculture e oggetti di antiquariato.

Da Spello ad Assisi sulla via degli ulivi
Bici da strada

STRADA 06 - Da Spello ad Assisi sulla via degli ulivi

Difficoltà
Facile
Dislivello
400 m
Distanza
24 km
In una delle zone più affascinanti e conosciute dell’Umbria, dove le bellezze artistiche e culturali di Assisi e Spello incontrano il fascino dei paesaggi a cavallo tra il Monte Subasio e la pianura di Foligno.
Partenza Spello
Arrivo Spello
Distanza 24 km
Dislivello 400 m
Difficoltà facile
Fondo asfalto
Bici consigliata strada, ibrida
Da vedere in zona Spello, Assisi, Santa Maria degli Angeli, Rivotorto, Villa Fidelia.


Per la sua breve distanza e le difficoltà altimetriche molto lievi quest’itinerario è sicuramente alla portata di tutti: si parte dalla parte alta della città di Spello, precisamente uscendo da Porta Montanara e seguendo le indicazioni per Perugia, senza prendere la strada che va verso Collepino e il Monte Subasio. 

Imboccate via Poeta e alla prima diramazione mantenete la sinistra: dopo circa 300 metri, imboccate sulla destra Via degli Ulivi. Questo è uno dei tratti più suggestivi dell’itinerario, con la strada che taglia a mezza costa la montagna per diversi chilometri e scorre in mezzo ad uno stupendo uliveto, come suggerisce il nome stesso della strada. All’incrocio che s’incontra al chilometro 3,3 continuate ancora diritti fino a Capodacqua: tenetevi sempre sulla destra, senza imboccare le numerose stradine che scendono sulla sinistra. 

Al chilometro 6,5, arrivati a Viole, imboccate la SS147 salendo verso Assisi, con pendenze sempre molto lievi. Dopo tre chilometri, alla rotonda appena fuori dal centro di Assisi, girate a sinistra verso Santa Maria degli Angeli e la Basilica di San Francesco: proseguendo diritti si può visitare la parte più alta della città e poi scendere al centro, magari fermandosi per un caffè.  Al chilometro 9,8, subito dopo il grande parcheggio che si trova sulla destra, girate a sinistra sulla ripida discesa che va verso Rivotorto e San Damiano. Al termine della discesa, attraversate via Francesca e proseguite diritti in via Salette, fino a raggiungere l’incrocio con la strada principale al chilometro12,8. Qui, girate a sinistra: dopo circa 400 metri troverete la Basilica di Rivotorto. Da qui, ripartite e proseguite diritti per la strada principale che costeggia le quattro corsie, continuando diritti anche all’incrocio del chilometro 15,5.

Al chilometro 17 attraversate Capodacqua, mentre al chilometro 20 transitate davanti a Villa Fidelia, stupenda costruzione realizzata nel XVI secolo e arricchita nel XVIII secolo da un magnifico giardino all’italiana. Dopo circa un chilometro e mezzo ritornate a Spello e seguendo le indicazioni per il centro risalite fino al punto di partenza.


Spello, antica colonia romana, periodo del quale ancora oggi possiamo ammirare i resti del teatro, dell’Anfiteatro, delle mura, delle terme e dell’Arco di Augusto, è uno dei borghi più affascinanti da visitare lungo questo percorso. Il centro storico di Spello, che si mostra con caratteristiche medievali, ma ha mantenuto molte testimonianze di quando fu colonia romana, come il teatro, l’anfiteatro, le terme e il cosiddetto Arco di Augusto, antica porta di accesso all’acropoli. Tra gli edifici religiosi è notevole la chiesa di Santa Maria Maggiore (XII-XIII secolo), con grandi tesori d’arte all’interno: sul lato sinistro della navata la splendida cappella Baglioni decorata con affreschi del Pintoricchio, oltre a dipinti del Perugino e un antico pavimento in maiolica di Deruta. Appena fuori Spello si trova la splendida Villa Fidelia (XVI secolo), edificata dove un tempo sorgevano il Tempio di Venere, il Teatro e le Terme, ospita una ricca collezione di quadri, sculture, oggetti di antiquariato. Una visita d’obbligo va dedicata ad Assisi e alla Basilica di San Francesco, meglio descritte nell’itinerario STRADA 23, nonché al Parco Regionale del Monte Subasio e alla Basilica di Rivotorto.

Il ducato dei Longobardi
L'arte in Umbria

Il ducato dei Longobardi

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Tappa 1
Spoleto

Quando i Longobardi arrivarono in Umbria trovarono un territorio ricco e diversificato: dall'incontro di queste civiltà si è sviluppata nel tempo una cultura nuova, dai tratti peculiari, ancora poco conosciuta. Nel tuo percorso di visita dei luoghi a lungo contesi tra Longobardi e Bizantini partirai da Spoleto, eletta a capo del Ducato nel 576: fra tutti spicca l'imponente Basilica di San Salvatore, già paleocristiana, decorata dall'abile maestria degli scalpellini longobardi. La basilica è una delle testimonianze più importanti di questa cultura e fa parte della rete dei siti Longobardi italiani patrimonio dell'UNESCO.

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Tappa 2
Campello sul Clitunno

Il vicino Tempietto di Campello sul Clitunno rientra anch'esso in questo novero e merita una visita. Quindi, procedi in direzione del piccolo borgo: troverai il tempio appena fuori dall'abitato, lungo il percorso del fiume omonimo. È dedicato anche'esso a San Salvatore e potrai notare il ricorrere di alcuni elementi decorativi visti nella precedente visita. Insieme alle vicine Fonti del Clitunno, già celebrate nell'antichità per la loro amenità e cantate in un'Ode solenne e delicata da Giosuè Carducci, questa visita ti offre un percorso di letterale meraviglia, in cui l'elemento sacro e quello naturalistico sono uniti inscindibilmente, in una dimensione senza tempo.

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Tappa 3
Nocera Umbra

Il viaggio continua nelle terre del ducato, lungo la Valtopina e per i luoghi che furono scenari di lotte per il dominio territoriale in tutta l'età medievale. Questo percorso ti conduce fino Nocera Umbra, altro importante presidio longobardo, per via della sua posizione strategica a dominio della valle e al confine appenninico del Ducato di Spoleto.

La città ha restituito una delle necropoli d'età longobarda più ricche d'Italia, la più importante dell'Umbria, con corredi funerari di notevole bellezza, conservati tra il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto e quello dell'Alto Medioevo, a Roma. La città rivive ogni anno parte della sua storia con il Luglio longobardo, durante il quale, fra rievocazioni in costume e approfondimenti scientifici, ti sembrerà di vivere in prima persona tutte le storie e le leggende di questo popolo.

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La via di Francesco

Via di Francesco - Via di Roma

Da La Verna a Roma passando per Assisi e la Valle Santa di Rieti

Un unico cammino di circa 500 km che unisce La Verna, Assisi, la Valle Santa di Rieti e Roma.

 

La Via di Francesco - Via di Roma, tra Toscana, Umbria e Lazio, collega tra loro alcuni "luoghi" che testimoniano della vita e della predicazione dei Santo di Assisi.
Le 23 tappe del cammino, con possibilità di scegliere alcune varianti di percorso, partono dal sacro monte de La Verna. Il cammino tocca i luoghi dove Francesco passò e pregò: l'eremo di Montecasale, Sansepolcro, Citerna, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio e Valfabbrica e si conclude in Assisi. Qui ti riposerai e mediterai presso la tomba del Santo nella Basilica a lui dedicata, ma ti consigliamo di trovare il tempo per visitare i tanti luoghi che conservano memoria della sua vita e del suo messaggio.

Si prosegue verso Roma e si attraversa la Valle di Spoleto, tanto cara a Francesco che esclamò: Nihil iucundius vidi valle mea spoletana. Le abbazie, le pievi e i conventi testimoniano il fascino spirituale di questo tratto della Via, che racchiude centri storici ricchissimi di arte e storia: Spello, Foligno, Trevi e Spoleto. Si prosegue in Valnerina toccando i borghi di Ceselli, Arrone e Piediluco e con una deviazione si può raggiungere Terni e la Cascata delle Marmore.
Lasciata l'Umbria per entrare in Lazio la Via ti conduce nei principali santuari della Valle Santa di Rieti, tanto amati da Francesco: Greccio; Fonte Colombo; La Foresta e Poggio Bustone. Da Rieti affronterai gli ultimi 100 km per raggiungere Roma, culla della cristianità e meta di pellegrini da tutto il mondo.

 

Nel sito www.viadifrancesco.it troverai tutte le tappe con le relative mappe, le descrizioni del percorso, i dislivelli , i gps e la lista delle accoglienze povere e specializzate per i pellegrini. E non dimenticare di richiedere la Credenziale del Pellegrino.

 

Segnaletica
La Via di Francesco nel tratto toscano è segnalata con la segnaletica CAI (segnale bianco-rosso), in Umbria e in Lazio il percorso è ben segnalato con i colori della Via: il Giallo e il Blu che ti guideranno prima ad Assisi e poi nella Valle Santa di Rieti e quindi a Roma.

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Tappa 1
Citerna
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Tappa 2
Città di Castello

Situata nel versante nord-occidentale dell'Umbria, Città di Castello si distende lungo l'Alta Valle del Tevere ai confini con la vicina Toscana e non distante dalle Marche. Il territorio regala piacevoli sorprese al visitatore: è un'area ricca di storia e di monumenti, con una cultura secolare in un ambiente dove il rispetto della natura è accompagnato ad una vitale realtà industriale. Fondata dagli Umbri, divenne municipio romano con il nome di Tifernum Tiberinum. Dopo aver subito diverse dominazioni e dopo essere stata saccheggiata e distrutta dai Goti di Totila (VI secolo d.C.) fu ricostruita e fortificata assumendo prima il nome di Castrum Felicitatis e poi, dal X secolo, quello definitivo di Castrum Castelli. Cinta per lunghi tratti dalle mura cinquecentesche, a Città di Castello il "respiro dell'arte" si può ritrovare nella suggestiva atmosfera del centro storico, nelle eleganti architetture rinascimentali, nei cortili e nei loggiati dei palazzi gentilizi, nei chiostri e nelle navate delle chiese. Da visitare, nel centro storico, la Pinacoteca comunale, in palazzo Vitelli alla Cannoniera: ampliata con nuove sale espositive conserva capolavori di Raffaello, Luca Signorelli, Ghirlandaio, Raffaellino del Colle e Pomarancio.

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Tappa 3
Pietralunga

La fondazione di Pietralunga si deve al popolo umbro (II-I secolo a.C.). Dell'epoca romana restano testimonianze significative sul territorio, come tracce di insediamenti urbani con relative costruzioni (villae), di cui ancora oggi sono visibili i resti, acquedotti e strade. La storia di Pietralunga è intrecciata a quella di Città di Castello, al quale si sottomise volontariamente nel XIV secolo fino al 1817, quando la città tornò ad essere comune autonomo e parte dello Stato della Chiesa fino al 1860, data di nascita del Regno d'Italia. Il nucleo antico dell'abitato conserva il suggestivo aspetto del borgo medievale cinto da mura, con i suoi caratteristici "vigoli" e raccolto intorno ai resti della rocca Longobarda, antica fortificazione costruita intorno all'VIII secolo. Il territorio di Pietralunga è attraversato da vari tratti di strade romane: il più importante è il diverticulum che collegava l'alta Umbria (Città di Castello, Gubbio e Perugia), attraverso Pietralunga, alla via consolare Flaminia in prossimità di Cagli.

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Tappa 4
Gubbio

Antica città le cui origini risalgono al culmine della civiltà umbra, come testimoniano le Tavole Eugubine. I Romani la designarono con il nome di Iguvium e poi EugubiumGubbio è tra le più antiche città dell'Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

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Tappa 5
Valfabbrica

Le origini del Castello di Valfabbrica sono strettamente legate alle vicende di Santa Maria in Vado Fabricae, abbazia documentata dal lontano 820, fondata dai Benedettini lungo le sponde del fiume Chiascio nel punto in cui il guado collegava Assisi e Gubbio. L'antica abbazia fu talmente potente da poter competere con i maggiori vicini feudatari. Durante il Medioevo il territorio fu a lungo conteso fra le città di Perugia, Assisi e Gubbio. Nel XVI secolo entrò definitivamente nei domini della Chiesa, sotto il cui governo, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino alla costituzione del Regno d'Italia (1860). Nel centro storico, l'antico Castello medievale conserva belle mura duecentesche e un possente Torrione. All'interno del Castello è possibile ammirare la chiesa di San Sebastiano, un tempo Oratorio, ristrutturata nel XVI secolo. Fuori del Castello la chiesina della Madonna di Foce, realizzata tra il 1634 ed il 1636, con ampio rosone in terracotta e, lungo la strada, la moderna chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta con vetrate policrome. Da menzionare le tre porte di accesso: Porta Perugina, Porta Eugubina e Porta del Giglio che immettono nell'abitato fatto di vicoli, antichi palazzi in pietra e stretti cunicoli.

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Tappa 6
Assisi

La città di San Francesco ha una storia millenaria con importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Il cantiere di Giotto ha segnato l'arte di tutto il centro Italia. Situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio e domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere. La città, che ha dato i natali a san Francesco e santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Agli Umbri, che fondarono Assisi, subentrarono gli Etruschi. Nel I secolo a. C. la città divenne un importante municipio romano. Assisi, con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, unitamente alla quasi totalità del territorio comunale, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino. Dal punto di vista naturalistico merita una visita l'area del Parco Regionale del Monte Subasio, istituito per proteggere un ambiente di grande valore ambientale e permeato da un'atmosfera mistica.

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Tappa 7
Spello

Agli Umbri, che secondo molti studiosi fondarono Spello, subentrarono i Romani: elevata a municipio nel 90 a.C. fu rifondata con il titolo di Colonia Julia Hispellum all'inizio del regno di Augusto; a questa fase risale la definitiva strutturazione dell'impianto urbano. Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta dai Goti di Totila ed entrò a far parte del Ducato Longobardo di Spoleto. Nel XII secolo divenne Comune indipendente. Verso la fine del XIV secolo fu sotto i Baglioni di Perugia dove restò fino al 1583, quando, dopo un'epoca di intensa attività artistica in cui la città si arricchì di capolavori rinascimentali del Pinturicchio, Perugino e dell'Alunno, entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Spello unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana, come la cinta muraria, lungo il cui tracciato si aprivano le porte ancora ben conservate, i resti del teatro, dell'anfiteatro e delle terme. L'abitato è ancora circondato da mura, erette nel 1360 inglobando parte della cinta romana e tre splendide porte: porta Consolare (I secolo a.C.), la porta Urbica (o porta San Ventura) e la porta Venere di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri cosiddette di Properzio a pianta dodecagonale.

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Tappa 8
Foligno

La città della Quintana ha origini antiche, rintracciabili in eleganti architetture e preziosi dipinti. Non mancano curiosità storiche: qui fu stampata la prima edizione della Divina Commedia (1472). Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Foligno si distende ai piedi dell'Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Menotre. Il territorio comprende la bella pianura della Valle Umbra, con i dolci rilievi collinari e i contrafforti della dorsale appenninica. Agli Umbri, che fondarono Foligno, seguirono i Romani che ne fecero un loro Municipio e un'importante stazione della Via Flaminia. Distrutta successivamente da invasioni barbariche e riedificata, fu libero comune dall'XI secolo, ma intorno al 1310 passò sotto la signoria dei Trinci (dal 1336 vicari della Chiesa), e si sviluppò notevolmente. Con i Trinci estese il proprio dominio su molte città vicine (Assisi, Spello, Montefalco) e nel XV secolo entrò a far parte dello Stato Pontificio e, salvo la parentesi napoleonica, vi rimase fino al 1860. Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio. In piazza della Repubblica, fulcro della vita sociale e civile già dal Medioevo, si affacciano: il palazzo Comunale, di facciata neoclassica; palazzo Trinci (1389-1407), oggi Museo della Città, che conserva splendidi affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Gentile da Fabriano; il Duomo, dedicato al santo patrono Feliciano, con ricco portale scolpito dai maestri Rodolfo e Binello (1201); palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia e il palazzo del Podestà, sede della magistratura comunale dagli inizi del XIII secolo.

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Tappa 9
Trevi

Situata tra Foligno e Spoleto, Trevi si erge sui pendii del Monte Serano, arroccata su un colle ricco di uliveti. Chiese, torri e palazzi disegnano il profilo nobile di questo borgo che dai suoi 412 metri di altezza offre uno spettacolo mozzafiato sulla via Flaminia. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia". Fondata dai Romani, fu un importante centro lungo la via Flaminia. Alla caduta dell'Impero, Trevi, già divenuta cristiana per opera del suo vescovo Emiliano, venne occupata dai Longobardi e inclusa nel Ducato di Spoleto. Durante il Medioevo fu assoggettata a Foligno e a Spoleto. L'instabilità politica e militare continuò fino al XVI secolo quando, dopo varie dominazioni (Trinci, Michelotti, Sforza) entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Immersa tra gli ulivi, Trevi conserva testimonianze romane, come le poderose mura (I secolo a.C.) che cingono il centro abitato, e medievali come Porta del Bruscito, Porta del Cieco, Porta San Fabiano e l'Arco del Mostaccio. Dalle mura che recingono il centro storico ci si affaccia direttamente sugli oliveti: la passeggiata è un magnifico viale alberato lungo 800 metri, pianeggiante, con suggestiva visione panoramica della valle sottostante.

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Tappa 10
Spoleto

Spoleto è tra le più affascinanti città d'arte dell'Umbria. Più di 2000 anni di arte e cultura ed eventi internazionali la rendono un luogo di bellezze uniche. Si estende sul colle Sant'Elia, ai piedi del bosco sacro di Monteluco. Straordinariamente ricca d'arte di ogni epoca e protagonista di eventi prestigiosi, come il Festival dei Due Mondi. Spoleto è tra le città simbolo della cultura internazionale. Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio (90 a.C.). Dopo la caduta dell'Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dal bizantino Belisario. Espugnata da Totila fu riedificata dal bizantino Narsete. Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio. Il governo del Papato, salvo la parentesi napoleonica, durò fino a quando Spoleto si unì al nuovo Stato Italiano.

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Tappa 12
Arrone

Situato nella parte sud-orientale dell'Umbria, tra i Borghi più belli d’Italia, Arrone sorge su un colle roccioso alla sinistra del fiume Nera, al confine con il territorio della provincia di Rieti.

Prende il nome dal nobile romano che alla fine del X secolo si impossessò di un promontorio roccioso che si ergeva sull'attuale Valnerina e fece costruire un castello fortificato, primo nucleo del paese. Immerso nell'ambiente naturale incontaminato del Parco Fluviale del Nera, è diviso in due nuclei: la parte più alta, detta "La Terra", ha conservato quasi intatta la struttura urbana dell'antico borgo fortificato medioevale.

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Tappa 13
Piediluco

Piediluco è piccolo borgo di origine medievale posto lungo la riva dell'omonimo lago. Nel pittoresco paesino di pescatori di Piediluco, animato da allegre facciate di case colorate e dai superbi resti della rocca eretta nell'XI secolo a controllo del territorio sabino, devi sicuramente visitare la chiesa di San Francesco edificata intorno al 1338 in ricordo della visita di San Francesco. Da notare i bassorilievi sulle porte d'ingresso raffiguranti pesci e strumenti per la pesca nel lago. Meta ideale per appassionati di velismo, canottaggio e sci acquatico è stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero; qui si svolgono gare internazionali di canottaggio e le sue strutture sportive, oltre a quelle ricettive, sono utilizzate da atleti di tutto il mondo come sede ideale per ritiri e stage. Per chi non è sportivo, vale la pena fare una gita in battello e arrivare al centro del lago, da dove si può godere della vista del borgo da un'angolazione particolare e suggestiva; oppure fare una passeggia intorno al lago, per osservarlo dall'alto percorrendo la  via di Francesco, e poi fermarsi per un momento di relax  nelle spiaggette attrezzate. Tra fine giugno e inizio luglio non puoi perdere la "Festa delle Acque" che celebra il solstizio d'estate e testimonia lo stretto legame tra popolazione e lago: spettacoli teatrali e di danza, concerti musicali, spettacoli pirotecnici che culminano con la sagra gastronomica a base di pesce di lago e con la sfilata delle barche allegoriche. A pochi chilometri da Piediluco trovi Villalago, dimora storica ottocentesca con parco, da cui puoi godere di uno splendido panorama sul lago; in estate, si fa palcoscenico per concerti e spettacoli all'aperto.

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Tappa 14
Terni

Patria di San Valentino, il Santo protettore degli innamorati, Terni è detta anche la Manchester italiana.

Deve questo soprannome alla sua vocazione industriale, soprattutto nel settore siderurgico, grazie allo sfruttamento delle acque della zona, della Cascata delle Marmore in particolare. Qui macchinari e siti dismessi hanno trovato nuova vita grazie ad alcuni progetti di archeologia industriale: dalla Grande Pressa al Museo delle Armi, dalla Centrale di Galleto al CAOS - Centro per le Arti Opificio Siri, spazio dedicato alla cultura nato dalla riconversione dell'ex fabbrica chimica SIRI che raccoglie esposizioni temporanee nazionali e internazionali, laboratori creativi e il Museo d’arte Moderna e Contemporanea A. De Felice.

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Tappa 15
Cascata delle Marmore

La poderosa forza della Cascata delle Marmore è senza dubbio uno degli spettacoli più suggestivi da ammirare in Umbria. Costruita dai romani nel 271 a.C. per bonificare un'area paludosa nelle vicinanze del Fiume Nera, è oggi un magnifico salto di 165 metri all’interno di un rigoglioso parco naturale.

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Alla scoperta di Hispellum,
Storia antica
Trekking urbano

Alla scoperta di Hispellum, "Splendidissima Colonia Julia"

Hispellum: viaggio fra i resti della "Splendidissima Colonia Julia"

Adagiata sulla pendice meridionale del Monte Subasio, tra Assisi e Foligno, Spello fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia", grazie al suo ricco patrimonio ambientale, culturale e artistico.

Antico centro di origine umbra, fu elevata a municipio romano nel 90 a.C.: ricordata come "Splendidissima Colonia Julia", la città dell'Infiorata custodisce importanti ed imponenti testimonianze del periodo romano che convivono magnificamente con l'attuale aspetto urbano medievale.

 

Porta Venere e Torri di Properzio

Porta Venere venne eretta in età augustea. Nel secolo XVII alcuni storici locali la misero in stretta relazione con i resti di un tempio dedicato a Venere, scoperti presso la villa Fidelia, fuori la cerchia delle mura urbane di Spello: il nome, infatti, deriva dalla strada "Trionfale" (come testimonierebbe un'iscrizione trovata a Bevagna nel 1589) sovrastata dalla porta e che collegava questo tempio con l'interno della città.

Le due torri che affiancano la porta e che un'antica tradizione ha legato al nome del poeta latino, in genere sono state ritenute di epoca medievale. È altresì leggendaria l'identificazione della torre a monte della porta con il luogo della prigione di Orlando.

Realizzata tipologicamente a tre fornici è ornata da lesene di ordine dorico, interposte fra un arco e l'altro.

È fornita anche di un cavaedium, edificio di fortificazione che prevede una doppia porta. Tutta l'area su cui oggi insiste il complesso era un tempo ricca di altre edificazioni i cui resti sono oggi visibili nelle cantine delle abitazioni che si snodano su tutta via Torri di Properzio (si segnala anche la presenza di un criptoportico).

 

Anfiteatro romano

Fu realizzato, probabilmente, nel I secolo d.C. su un'area interessata in antico da numerosi edifici sacri, posti lungo la strada che collegava la vicina Flaminia con i centri interni di Asisium, Arna e Perusia.

Simbolo del periodo glorioso della Colonia Julia, oggi sono visibili gli accenni di gradinate e tratti dell'originale pavimentazione, inoltre non sono pochi i resti di tratti di muro realizzato prevalentemente in opus vittatum (ricorsi di blocchetti quadrangolari sulla facciavista con nucleo interno in malta a calcestruzzo).

L'intera struttura in origine era di notevoli dimensioni: l'altezza di 16 m circa con due ordini di gradinate, l'asse maggiore dell'ellisse di 59.20 m, quello minore di 35.52 m.

 

Arco romano

L'Arco, anticamente, permetteva la comunicazione della parte alta della città con il monte Subasio. È noto anche come Porta dell'Arce e Porta dei Cappuccini, per la vicinanza, rispettivamente, con i resti della rocca di Federico I Barbarossa e con il convento dei Cappuccini di S. Severino.

Probabilmente risale al periodo preaugusteo, ad un solo fornice e con fenditura mediana per la cateratta è giunta fino a noi parzialmente interrata, la soglia infatti si trova circa 1m sotto il livello stradale. Posta nel punto più alto della cittadina, veniva chiusa a saracinesca; ubicata nel tratto occidentale delle mura era il punto di passaggio per la comunicazione verso il Subasio.

 

Le mura

Percorrendo Via Roma, è possibile costeggiare un tratto delle mura augustee, tra le strutture fortificate antiche meglio conservate in Italia.

Costruita in pietra calcarea del Subasio, la cinta (di circa 2km) fu per un buon tratto riutilizzata in età medievale.

La Via Roma conduce alla porta Urbica, del periodo augusteo, a un fornice di ordine toscano.

 

Villa Fidelia

La villa si trova poco distante dal centro storico di Spello, in prossimità dell'anfiteatro romano e della chiesa romanica di San Claudio.

L’antichissimo insediamento romano sul quale sorge la villa era costituito da un’ampia zona sacra, nella quale si collocavano il cosiddetto tempio di Venere, il Teatro e le Terme. Il primitivo impianto, viene fatto costruire nel XVI secolo dai conti Acuti Urbani di San Lorenzo. Nel ‘700, la villa passa a Donna Teresa Pamphili Grillo che provvede a trasformare ed ampliare la residenza fatta costruire dagli Urbani e ad impiantare il giardino all’italiana. Alla sua morte, la proprietà perviene prima ai conti Sperelli e, successivamente, al ricchissimo proprietario terriero Gregorio Piermarini, che operò notevoli trasformazione ed ampliamenti, tra il 1805 ed il 1830.

Dopo alterne vicende, nel 1923, la villa viene acquistata dall'ingegnere Decio Costanzi che fraziona il complesso vendendo la parte più antica alle Suore Missionarie d’Egitto e la restante parte, comprendente il Casino, i giardini e gli annessi, alla Provincia di Perugia

L’aspetto più rilevante della villa è costituito dalle straordinarie sistemazioni esterne che hanno dato origine al giardino vesuviano d’ingresso, al galoppatoio, al giardino all’italiana e al parco col boschetto di cipressi.

Protagonista del giardino denominato “vesuviano” o barocco, ubicato in prossimità dell’ingresso, è la bella fontana a esedra, collocata in posizione centrale, dotata di statua raffigurante Diana, dea della caccia, e chiusa alla sommità dall’elegante quinta che nasconde la cisterna, ornata di nicchie e sormontata dall’orologio. Giustapposto a questo singolare giardino, nel Novecento, fu costruito l’ampio galoppatoio dalla circiforme sagoma. Di più antico impianto è il giardino all’italiana, risalente al XVIII secolo, situato sul retro del casino. Il giardino, di forma rettangolare stretta e allungata su oltre 150 metri, è attualmente suddiviso in quattro grandi aiuole principali doppiamente bordate da siepi di bosso e a loro volta ripartite in quattro più piccole aiuole.

 

[Fonte: http://turismo.comune.spello.pg.it]


Via di Francesco: via del Nord e via del Sud
Ciclovie
La via di Francesco

Via di Francesco: via del Nord e via del Sud

Un percorso naturalistico e spirituale di grande suggestione che attraversa l'Umbria da Nord a Sud

La Via di Francesco è un percorso naturalistico e spirituale di grande suggestione che attraversa l'Umbria da Nord a Sud, toccando le città più belle della regione, ma soprattutto i luoghi francescani più importanti e significativi.

 

Un itinerario in bicicletta da affrontare con spirito pellegrino per pedalare nel verde, ma allo stesso tempo immersi nella spiritualità e nel misticismo di queste terre, incontrando la gente del posto, che ogni volta sa sorprendere con la sua accoglienza e la sua autenticità.

 

La via si può percorrere da Nord o da Sud, sempre con meta finale Assisi.

Quella del Nord parte dal santuario de La Verna, in Toscana, per poi attraversare Sansepolcro, entrare in Umbria e passare per Città di Castello, Pietralunga, Gubbio e Perugia prima di raggiungere il Sacro Convento di Assisi. Un percorso selvaggio, attraverso cui scoprire luoghi e strade poco conosciute, ma che richiede un buon livello di allenamento per superare una serie di salite impegnative.

La Via del Sud parte da Piediluco, attraversa i borghi della bassa Valnerina come Arrone, Ferentillo e Scheggino, prima di raggiungere Spoleto e poi arrivare in una delle zone più conosciute dell'Umbria, toccando Trevi, Foligno e Spello. Un equilibrio quasi perfetto tra bellezze naturalistiche e perle artistiche e culturali, un viaggio più breve e meno difficile della via del Nord.

Via del Nord o Via del Sud, in ogni caso un'esperienza che affascina, a prescindere dall'aspetto religioso. Un viaggio che ognuno può interpretare a suo modo, con spirito pellegrino o semplicemente godendosi la bellezza del percorso e le eccellenze naturalistiche, artistiche, culturali ed enogastronomiche di questo territorio.

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Città di Castello

Situata nel versante nord-occidentale dell'Umbria, Città di Castello si distende lungo l'Alta Valle del Tevere ai confini con la vicina Toscana e non distante dalle Marche.
Il territorio regala piacevoli sorprese al visitatore: è un'area ricca di storia e di monumenti, con una cultura secolare in un ambiente dove il rispetto della natura è accompagnato ad una vitale realtà industriale. Fondata dagli Umbri, divenne municipio romano con il nome di Tifernum Tiberinum. Dopo aver subito diverse dominazioni e dopo essere stata saccheggiata e distrutta dai Goti di Totila (VI secolo d.C.) fu ricostruita e fortificata assumendo prima il nome di Castrum Felicitatis e poi, dal X secolo, quello definitivo di Castrum Castelli. Cinta per lunghi tratti dalle mura cinquecentesche, a Città di Castello il "respiro dell'arte" si può ritrovare nella suggestiva atmosfera del centro storico, nelle eleganti architetture rinascimentali, nei cortili e nei loggiati dei palazzi gentilizi, nei chiostri e nelle navate delle chiese. Da visitare, nel centro storico, la Pinacoteca comunale, in palazzo Vitelli alla Cannoniera: ampliata con nuove sale espositive conserva capolavori di Raffaello, Luca Signorelli, Ghirlandaio, Raffaellino del Colle e Pomarancio.

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Pietralunga

La fondazione di Pietralunga si deve al popolo umbro (II-I secolo a.C.). Dell'epoca romana restano testimonianze significative sul territorio, come tracce di insediamenti urbani con relative costruzioni (villae), di cui ancora oggi sono visibili i resti, acquedotti e strade. La storia di Pietralunga è intrecciata a quella di Città di Castello, al quale si sottomise volontariamente nel XIV secolo fino al 1817, quando la città tornò ad essere comune autonomo e parte dello Stato della Chiesa fino al 1860, data di nascita del Regno d'Italia. Il nucleo antico dell'abitato conserva il suggestivo aspetto del borgo medievale cinto da mura, con i suoi caratteristici "vigoli" e raccolto intorno ai resti della rocca Longobarda, antica fortificazione costruita intorno all'VIII secolo. Il territorio di Pietralunga è attraversato da vari tratti di strade romane: il più importante è il diverticulum che collegava l'alta Umbria (Città di Castello, Gubbio e Perugia), attraverso Pietralunga, alla via consolare Flaminia in prossimità di Cagli.

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Gubbio

Antica città le cui origini risalgono al culmine della civiltà umbra, come testimoniano le Tavole Eugubine. I Romani la designarono con il nome di Iguvium e poi EugubiumGubbio è tra le più antiche città dell'Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

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Perugia

Capoluogo dell’Umbria e città d’arte tra le più dinamiche d’Italia, Perugia accoglie i suoi visitatori in un’atmosfera senza tempo, offrendo in ogni angolo la candida bellezza del suo prestigioso passato e la vitalità del suo fervido presente, connubio di modernità e tradizione. Importante centro etrusco, prosperoso Municipio romano, famosa città medievale, Perugia conserva gelosamente i resti delle antiche civiltà all’interno di un contesto culturale e sociale d’eccezione, dove tradizione enogastronomica e artigianale convivono con l’avanguardia di realizzazioni artistiche contemporanee e l’energia dei grandi eventi. Musei, laboratori di artigianato artistico, il gusto della cucina tipica più autentica, scorci incantevoli e viste mozzafiato sulla valle umbra. Perugia dispone di un immenso patrimonio artistico e culturale. Porte di accesso al centro storico, musei, chiese, monumenti, palazzi, torri, installazioni moderne e contemporanee: in ogni angolo e piazza della città si possono ammirare monumenti che testimoniano secoli di storia, arte e cultura. Tra saliscendi, strade, passaggi sotterranei, vicoli e scalinate, attraversare i suoi cinque rioni è un’esperienza unica, che ci sorprende già con la peculiarità della sua cinta muraria etrusco-romana e di quella medievale.

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Piediluco

Piediluco è un piccolo borgo di origine medievale posto lungo la riva dell'omonimo lago. Nel pittoresco paesino di pescatori di Piediluco, animato da allegre facciate di case colorate e dai superbi resti della rocca eretta nell'XI secolo a controllo del territorio sabino, devi sicuramente visitare la chiesa di San Francesco edificata intorno al 1338 in ricordo della visita di San Francesco. Da notare i bassorilievi sulle porte d'ingresso raffiguranti pesci e strumenti per la pesca nel lago. Meta ideale per appassionati di velismo, canottaggio e sci acquatico è stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero; qui si svolgono gare internazionali di canottaggio e le sue strutture sportive, oltre a quelle ricettive, sono utilizzate da atleti di tutto il mondo come sede ideale per ritiri e stage. Per chi non è sportivo, vale la pena fare una gita in battello e arrivare al centro del lago, da dove si può godere della vista del borgo da un'angolazione particolare e suggestiva; oppure fare una passeggia intorno al lago, per osservarlo dall'alto percorrendo la  via di Francesco, e poi fermarsi per un momento di relax  nelle spiaggette attrezzate.

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Arrone

Situato nella parte sud-orientale dell'Umbria, tra i Borghi più belli d’Italia, Arrone sorge su un colle roccioso alla sinistra del fiume Nera, al confine con il territorio della provincia di Rieti.

Prende il nome dal nobile romano che alla fine del X secolo si impossessò di un promontorio roccioso che si ergeva sull'attuale Valnerina e fece costruire un castello fortificato, primo nucleo del paese. Immerso nell'ambiente naturale incontaminato del Parco Fluviale del Nera, è diviso in due nuclei: la parte più alta, detta "La Terra", ha conservato quasi intatta la struttura urbana dell'antico borgo fortificato medioevale.

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Ferentillo

Piccolo centro della Valnerina, nasce lungo una gola sovrastata da due rocche. La sua storia comincia, con ogni probabilità, nell'VIII secolo e si intreccia a quella della vicina abbazia di San Pietro in Valle, alla quale Ferentillo rimase legata per lungo tempo.

Il paese, di aspetto alto-medievale, è attraversato dal fiume Nera che lo divide in due nuclei: Precetto Matterella. È la meta ideale per gli amanti dell’arrampicata, grazie alla presenza della falesia più famosa del centro Italia che fa di Ferentillo una delle palestre naturali più importanti e frequentate d'Italia e d'Europa.

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Scheggino

Il piccolo borgo di Scheggino, situato nell’area sud-orientale dell’Umbria, si estende lungo le rive del fiume Nera nel cuore della Valnerina. Sorto intorno a un castello e interamente percorso da un canale artificiale, il borgo si trova in un territorio che offre un paesaggio unico. A poca distanza dal paese, le fonti di Valcasana sono un esempio dello spettacolo che la natura qui può regalare. L’antica Schiaginum ebbe origine come castello medievale recintato da mura triangolari, coronato al vertice dalla torre di avvistamento a pianta quadrata di cui ancora oggi è possibile ammirare la struttura primitiva. Fu edificato intorno al XII secolo dal Ducato di Spoleto per difendere uno dei tre ponti sul fiume Nera, assolvendo così a una funzione di sentinella. Fedele al Ducato, nel XIII secolo assunse un rilevante ruolo strategico ed economico, nonostante attacchi e saccheggi da parte dei comuni che si ribellarono a Spoleto. Il nucleo abitato più antico, detto Capo la terra, risale al XIII secolo e si è sviluppato a ridosso della rocca, probabilmente per accogliere gli abitanti del vicino castello-feudale di Pozzano dopo la sua distruzione. A questa prima cerchia si è addossata, digradando verso valle, l’espansione dei secoli XIV e XV, completata nel XVI secolo con la creazione del borgo, costeggiato dal canale di alimentazione del mulino.

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Spoleto

Spoleto è tra le più affascinanti città d'arte dell'Umbria. Più di 2000 anni di arte e cultura ed eventi internazionali la rendono un luogo di bellezze uniche. Si estende sul colle Sant'Elia, ai piedi del bosco sacro di Monteluco. Straordinariamente ricca d'arte di ogni epoca e protagonista di eventi prestigiosi, come il Festival dei Due Mondi. Spoleto è tra le città simbolo della cultura internazionale. Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio (90 a.C.). Dopo la caduta dell'Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dal bizantino Belisario. Espugnata da Totila fu riedificata dal bizantino Narsete. Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio. Il governo del Papato, salvo la parentesi napoleonica, durò fino a quando Spoleto si unì al nuovo Stato Italiano.

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Trevi

Situata tra Foligno e Spoleto, Trevi si erge sui pendii del Monte Serano, arroccata su un colle ricco di uliveti. Chiese, torri e palazzi disegnano il profilo nobile di questo borgo che dai suoi 412 metri di altezza offre uno spettacolo mozzafiato sulla via Flaminia. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia". Fondata dai Romani, fu un importante centro lungo la via Flaminia. Alla caduta dell'Impero, Trevi, già divenuta cristiana per opera del suo vescovo Emiliano, venne occupata dai Longobardi e inclusa nel Ducato di Spoleto. Durante il Medioevo fu assoggettata a Foligno e a Spoleto. L'instabilità politica e militare continuò fino al XVI secolo quando, dopo varie dominazioni (Trinci, Michelotti, Sforza) entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860. Immersa tra gli ulivi, Trevi conserva testimonianze romane, come le poderose mura (I secolo a.C.) che cingono il centro abitato, e medievali come Porta del Bruscito, Porta del Cieco, Porta San Fabiano e l'Arco del Mostaccio. Dalle mura che recingono il centro storico ci si affaccia direttamente sugli oliveti: la passeggiata è un magnifico viale alberato lungo 800 metri, pianeggiante, con suggestiva visione panoramica della valle sottostante.

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Foligno

La città della Quintana ha origini antiche, rintracciabili in eleganti architetture e preziosi dipinti. Non mancano curiosità storiche: qui fu stampata la prima edizione della Divina Commedia (1472). Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Foligno si distende ai piedi dell'Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Menotre. Il territorio comprende la bella pianura della Valle Umbra, con i dolci rilievi collinari e i contrafforti della dorsale appenninica. Agli Umbri, che fondarono Foligno, seguirono i Romani che ne fecero un loro Municipio e un'importante stazione della Via Flaminia. Distrutta successivamente da invasioni barbariche e riedificata, fu libero comune dall'XI secolo, ma intorno al 1310 passò sotto la signoria dei Trinci (dal 1336 vicari della Chiesa), e si sviluppò notevolmente. Con i Trinci estese il proprio dominio su molte città vicine (Assisi, Spello, Montefalco) e nel XV secolo entrò a far parte dello Stato Pontificio e, salvo la parentesi napoleonica, vi rimase fino al 1860. Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio. In piazza della Repubblica, fulcro della vita sociale e civile già dal Medioevo, si affacciano: il palazzo Comunale, di facciata neoclassica; palazzo Trinci (1389-1407), oggi Museo della Città, che conserva splendidi affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Gentile da Fabriano; il Duomo, dedicato al santo patrono Feliciano, con ricco portale scolpito dai maestri Rodolfo e Binello (1201); palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia e il palazzo del Podestà, sede della magistratura comunale dagli inizi del XIII secolo.

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Tappa 12
Spello

La città della Quintana ha origini antiche, rintracciabili in eleganti architetture e preziosi dipinti. Non mancano curiosità storiche: qui fu stampata la prima edizione della Divina Commedia (1472). Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Foligno si distende ai piedi dell'Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Menotre. Il territorio comprende la bella pianura della Valle Umbra, con i dolci rilievi collinari e i contrafforti della dorsale appenninica. Agli Umbri, che fondarono Foligno, seguirono i Romani che ne fecero un loro Municipio e un'importante stazione della Via Flaminia. Distrutta successivamente da invasioni barbariche e riedificata, fu libero comune dall'XI secolo, ma intorno al 1310 passò sotto la signoria dei Trinci (dal 1336 vicari della Chiesa), e si sviluppò notevolmente. Con i Trinci estese il proprio dominio su molte città vicine (Assisi, Spello, Montefalco) e nel XV secolo entrò a far parte dello Stato Pontificio e, salvo la parentesi napoleonica, vi rimase fino al 1860. Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio. In piazza della Repubblica, fulcro della vita sociale e civile già dal Medioevo, si affacciano: il palazzo Comunale, di facciata neoclassica; palazzo Trinci (1389-1407), oggi Museo della Città, che conserva splendidi affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Gentile da Fabriano; il Duomo, dedicato al santo patrono Feliciano, con ricco portale scolpito dai maestri Rodolfo e Binello (1201); palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia e il palazzo del Podestà, sede della magistratura comunale dagli inizi del XIII secolo.

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Itinerario da Assisi a Gubbio
Cammini
La via di Francesco
Umbria in moto

Itinerario da Assisi a Gubbio

Un percorso che attraversa le bellezze paesaggistiche dell'Umbria e collega due città d'arte uniche

Siete in cerca di emozioni ed esperienze autentiche? L'Umbria ha ciò che fa per voi. Che vi piaccia fare escursioni a cavallo, a piedi o in bicicletta, il panorama che troverete sarà sicuramente la cornice perfetta per trascorrere una giornata di benessere.

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Tappa 1
Assisi

L'itinerario ha inizio ad Assisi, una città che non ha certo bisogno di presentazioni. Qui si trova la nota basilica dedicata a San Francesco, meta di devozione e pellegrinaggio. Oltre alla tomba del Santo, si possono ammirare alcuni dei capolavori artistici più famosi al mondo firmati da Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini.

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Tappa 2
Parco regionale del Monte Subasio

Dal punto di vista naturalistico, la città è abbracciata dal maestoso parco regionale del Monte Subasio che protegge, tra gli altri, anche l'eremo delle Carceri: uno dei luoghi più mistici e spirituali del territorio.

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Valfabbrica

Ci lasciamo alle spalle Assisi e ci dirigiamo verso Valfabbrica, un piccolo centro sorto in epoca medievale sulla sponda del fiume Chiascio. Tra boschi, strade sterrate e colline, è possibile ammirare il castello di Coccorano che deve il suo nome ad una particolare pianta locale che serve per tingere. La leggenda vuole che lo stesso San Francesco si sia goduto la vista dalla torre prima di continuare il suo cammino.

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Tappa 4
Parco regionale del Monte Cucco

Da qui, si prosegue camminando nel verde tra castelli e chiesette verso la città di Gubbio, sulle pendici del Parco regionale del Monte Cucco. Si tratta di un vero e proprio polmone verde che custodisce piccoli borghi come pietre preziose. Si pensi solo a Scheggia e Pascelupo, Costacciaro o Sigillo. Per non parlare del patrimonio ambientale: qui dominano faggete e cascate, grotte e laghetti, ruscelli e ampi pascoli. È in questa atmosfera intrisa di silenzio e pace che troviamo l'eremo di San Girolamo, l'abbazia di Santa Maria di Sitria o quella Benedettina di Sant'Andrea. Infine, il Monte Cucco è anche uno dei luoghi amati dagli sportivi più intrepidi che praticano trekking, sci di fondo, volo a vela e speleologia.

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Tappa 5
Gubbio

Arriviamo così alla nostra destinazione finale: Gubbio. Anche Dante Alighieri in un canto del Paradiso, catturato dal posto, descrive la bellezza eugubina: un territorio arricchito dal corso d'acqua del Topino e dal colle intitolato al santo patrono della città, Sant'Ubaldo.

Una realtà quasi aggrappata alle rocce del monte Ingino, dalle cui mura si scorgono scorci e panorami mozzafiato. Meritano una visita in centro il Teatro romano, la chiesa di San Francesco, situata dove un tempo si trovava il fondaco degli Spadalonga, oppure il palazzo dei Consoli o il coevo palazzo del Podestà.

Oggi, Gubbio è conosciuta non solo per la sua ricchezza culturale e paesaggistica, ma anche per aver fatto da sfondo cinematografico alla serie tv Don Matteo. I suoi vicoli stretti e l'elegante tessuto urbano affascinano e richiamano ogni anno decine di visitatori

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Parco del Monte Subasio
Parchi naturalistici e tematici

Parco del Monte Subasio

Da Assisi a Spello lungo i percorsi del Monte Subasio

Da Assisi a Spello, lungo il Monte Subasio: un tragitto lungo ma adatto a tutti che coinvolge due città medievali umbre, lo spirito francescano dell'Eremo e la natura e i paesaggi del Parco. Raggiungi Assisi e preparati alla passeggiata che collega la città che ha dato i natali a san Francesco a quella dell'infiorata.
Parti da Porta Cappuccini, dove una strada sterrata percorre le mura medievali della città per condurti fino ai boschi di lecci e rovelle. Terminata la salita, arrivi a un'area di sosta dove puoi riposarti prima di iniziare la discesa verso uno dei luoghi simbolo del francescanesimo: l'Eremo delle Carceri, il luogo in cui san Francesco si ritirava per pregare e meditare, tra grotte naturali e lecci secolari.
A questo punto inizia una nuova fase di salita lungo il Fosso delle Carceri che ti conduce alla Croce di Sasso Piano, dove in primavera puoi raccogliere funghi prataioli e turini o, in alternativa, goderti la fioritura di non-ti-scordar-di-me e orchidee.
Prosegui oltre il fosso Rosceto fino al rifugio del Mortaro, osservatorio aereo durante la seconda Guerra Mondiale, e supera il Mortaro Piccolo e il Mortaro Grande, due doline carsiche utilizzate in passato per produrre e conservare ghiaccio.
Quando la stanchezza comincia a farsi sentire prenditi un po' di tempo per assaggiare il "Pan caciato" o "Pan nociato", pane tipico della zona condito con formaggio pecorino e gherigli di noci.
Scendi per Fonte Bregno, dove puoi approfittare dell'area di sosta attrezzata accanto alla sorgente, continua poi in direzione Fosso Renaro per arrivare a Sasso la Botte, dopo aver attraversato il bosco. Stai per entrare nell'ultimo tratto della tua escursione, iniziando la risalita delle pendici del Monte Pietrolungo e giungere così a Poggio Caselle. Da qui, non resta che scendere tra gli oliveti verso Fonte Bulgarella, alle porte di Spello.
Il percorso in parte coincide con La Via di Francesco che puoi seguire comunque all'interno dell'intero parco, segnata in giallo e blu.
Per i più avventurosi e gli amanti delle emozioni forti, il Parco del Subasio ben si presta al parapendio: perché non concedersi un volo sui cieli di Assisi?


Italia Coast2Coast
Trekking
Ciclovie

Italia Coast2Coast

Dall'Adriatico al Tirreno, passando per l’Umbria, a piedi e in bicicletta

Italia Coast to Coast è una “Route 66” tricolore da percorrere a piedi e in bicicletta, lungo sentieri, sterrate o stradine dal traffico pressoché inesistente: un vero e proprio viaggio alla scoperta del Belpaese, dei suoi eremi, delle sue antiche vie e delle città sepolte, dei suoi personaggi, tradizioni, popoli scomparsi e luoghi singolari.

 

Il percorso

 

L'itinerario misura circa quattrocento chilometri e attraversa quattro Regioni (Marche, Umbria, Lazio e Toscana), in un percorso altamente panoramico e ricco di natura, storia, arte, spiritualità.

È possibile percorrerlo sia a piedi che in bicicletta.
A piedi, il percorso si sviluppa per 410 km in 18 tappe giornaliere su sentieri, carrarecce e strade secondarie. Le tappe sono pensate in funzione delle distanze (lunghezza media di circa 23 km), dei dislivelli, e delle possibilità di alloggio. In bici, invece, la distanza coperta è di 440 km e può essere suddivisa in 9 tappe.

Partendo da Portonovo si raggiunge Osimo e da qui, passando per le colline marchigiane, si arriva a Filottrano e Treia, per proseguire poi verso San Severino Marche, prima, e Pioraco, poi.
Risalendo la valle del fiume Potenza, si giunge a Nocera Umbra e, una volta aggirato il monte Subasio, si arriva ad Assisi, prima importante mèta del C2C.
Si attraversa la Valle Umbra, passando per Bevagna e Gualdo Cattaneo, fino a Todi e, da lì, attraversando il Parco Fluviale del Tevere, ci si immerge in una natura mozzafiato. Dal balcone naturale di Civitella del Lago ci si sposta verso Orvieto, città etrusca che sorge su un’imponente rupe di tufo.
Percorrendo una via etrusca e poi romana, si riprende il C2C alla volta di Bolsena, per continuare quindi lungo un tratto della via Francigena, e raggiungere Onano, nella Tuscia viterbese.
Le tappe successive conducono a Sorano, Pitigliano, Manciano e Capalbio, fino alla mèta finale del C2C, Orbetello.

 

Le tappe in Umbria

Il C2C, nel Cuore Verde d’Italia, parte da Nocera Umbra, situata lungo la via Flaminia che collega Foligno e Gualdo Tadino, sulla sommità di uno sperone roccioso dal quale domina l'alta valle del fiume Topino. La risorsa naturale più significativa del territorio sono le acque naturali: le qualità terapeutiche sono note fin dal XVI secolo, quando furono costruiti stabilimenti, sistemi di prelievo e di trasporto.
Da Nocera Umbra prosegue poi verso Assisi che, adagiata sulle pendici del Monte Subasio, è celebre per essere la città di san Francesco e Santa Chiara, centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo.
Una volta lasciata Assisi, il C2C arriva a Cannara, alla sinistra del fiume Topino, al centro della pianura della Valle Umbra. Secondo la tradizione, il nome deriverebbe dalla presenza di abbondanti canneti che anticamente crescevano lungo la zona paludosa del Topino.
Dopo Cannara, è la volta di Bevagna, collocata al margine occidentale della piana di Foligno, ai piedi del gruppo collinare dove si trova anche Montefalco, presso l'ansa del fiume Timia. Il colle della Valle Umbra dove sorge la città è circondato da una fertile pianura ricca di acque e coltivata a grano, viti ed olivi. Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia".
Passata Bevagna, l'itinerario giunge a Gualdo Cattaneo, borgo medievale arroccato su una collina alle pendici dei Monti Martani in una posizione particolarmente suggestiva. Il toponimo si fa derivare da "Wald" (selva, bosco) e testimonia la ricchezza di foreste che circondano questo territorio.
Superato Gualdo, la tappa successiva è Todi, splendida città d'arte posizionata sull'alto di un colle che affaccia sulla Media Valle del Tevere. Per la sua ricchezza storica, artistica ed architettonica è una delle mete turistiche più apprezzate dell'Umbria.
Da Todi, attraverso una strada lungo la quale è possibile ammirare boschi rigogliosi ricchi di fauna tipica e profonde voragini carsiche, si arriva a Baschi, posto sulla cima di uno sperone roccioso sulla valle del Tevere, poco distante dalla confluenza con il Paglia.
Il C2C termina in Umbria ad Orvieto, splendida cittadina di origine etrusca che si innalza su un'imponente rupe di tufo. La città, che dispone di un importante patrimonio artistico e culturale, porta con sé la magia e la forza di tremila anni di storia visibili nella struttura urbanistica medievale rimasta inalterata nel tempo. Per la sua secolare tradizione ceramistica aderisce all'Associazione Italiana Città della Ceramica (marchio nazionale "Ceramica Artistica e Tradizionale").

 

Per maggiori informazioni:

www.italiacoast2coast.it

 


Scuola del Cioccolato Perugina
I percorsi del gusto

La Scuola del Cioccolato e la Casa del Cioccolato Perugina

Una giornata dedicata ad uno dei simboli culinari della città di Perugia: il cioccolato. Scopri dove e come nasce all'interno della Casa del Cioccolato e della Scuola del Cioccolato della Perugina!

Per una giornata con tutta la famiglia all'insegna della dolcezza vi suggeriamo di dirigervi a San Sisto, una delle zone periferiche di Perugia, e di trascorrere qualche ora nella Scuola del Cioccolato della Perugina.

 

La Scuola del Cioccolato Perugina mette a disposizione di chi voglia frequentare uno dei suoi corsi tutta la sapienza dei maestri cioccolatieri che cercano di svelare i segreti per un cioccolato perfetto, le sue tecniche di lavorazione e il temperaggio manuale. I corsi sono ad esempio: "Cioco Cake-Design", "Crea e Decora il tuo cioccolatino" "Fai goal", "La dama di cioccolato", per soddisfare le esigenze sia degli adulti che dei più piccoli. La scuola ha 12 postazioni dotate di tutta la strumentazione necessaria alla lavorazione: ogni postazione può ospitare fino a 2 persone.

 

I luoghi in cui si tengono abitualmente i corsi sono gli stessi dove è stato girato il film "Lezioni di Cioccolato" il celebre film di Claudio Cupellini, con Violante Placido, Luca Argentero e Neri Marcorè.

Dopo aver seguito uno dei corsi della scuola e dopo aver assaggiato le vostre dolci creazioni, potete visitare La Casa del Cioccolato Perugina composta dal Museo Storico della cioccolata e la Fabbrica.

All'interno del museo sarete guidati in un percorso che vi farà ripercorrere la sia la storia dell'azienda, che l'evoluzione del prezioso cioccolato, partendo dalla terra che lo produce, per concludere con i dolci capolavori che ne derivano, tra cui il Bacio Perugina. Il museo rappresenta anche un'importante testimonianza di un secolo di storia imprenditoriale italiana: vi è infatti l'Archivio Storico Buitoni Perugina, tutelato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali.


Dopo la visita al Museo, potrete assaggiare alcuni dei prodotti più buoni e rinomati della produzione Perugina per poi passare a visitare la Fabbrica dove vengono realizzati i Baci Perugina, le uova di Pasqua, le tavolette di cioccolata e tanti altri prodotti che riuscirete sicuramente a riconoscere.

Per info e prenotazioni:

Per tour alla Casa del Cioccolato Perugina® https://www.perugina.com/it/casa-del-cioccolato/la-casa

Per Scuola del cioccolato Perugina®  https://www.perugina.com/it/casa-del-cioccolato/scuola-del-cioccolato