Il raffinato mosaico di Bevagna
Un pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, risalente al II secolo d. C, è il più integro e raffinato segno lasciato a Bevagna dagli antichi Romani che chiamarono la città Mevania.
Un pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, risalente al II secolo d. C, è il più integro e raffinato segno lasciato a Bevagna dagli antichi Romani che chiamarono la città Mevania. L’opera musiva è ciò che rimane delle antiche terme pubbliche, che si trovavano in prossimità del cardo massimo, nelle vicinanze del probabile foro del municipium romano. Il mosaico decora l’ambiente che si può identificare con il frigidarium, (luogo destinato al bagno freddo) ed è di grandi dimensioni (12X6,75): al centro emergono polipi, delfini e aragoste e nei lati corti, disposti simmetricamente, sono rappresentati tritoni e ippocampi. Si tratta di un soggetto tipico delle decorazioni termali, che attinge al repertorio mitologico e ornamentale di tipo marino, e di cui puoi conoscere la storia e quella più generale delle Terme grazie ai pannelli illustrativi posti all’ingresso.
Sempre in prossimità del foro, puoi individuare altre “tracce” romane risalenti al I - II sec. d. C: i resti di un tempio poi trasformato nella ex chiesa della Madonna della Neve e, nella parte alta della città, l’andamento dell’ antico teatro ricalcato dalle case disposte a semicerchio (due colonne scanalate in marmo si trovano all'interno dell’ufficio postale) con i resti di ambulacri, in parte visitabili. Sono le ultime vestigia, che parlano ancora la lingua di Mevania. Per informazioni: tel. +39 0742 360081, via di Porta Guelfa 2, Bevagna www.sistemamuseo.it bevagna@sistemamuseo.it