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Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia

Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia

La Riserva Naturale del Monte Peglia si trova nel ternano, racchiusa tra i bacini fluviali del fiume Tevere, che lo delimita ad est, e del fiume Peglia, a ovest. 

 

A nord, le colline su cui crescono i boschi rigogliosi che caratterizzano la Riserva si estendono in direzione dell’area del Lago Trasimeno, mentre a sud si possono trovare rilievi di altezza maggiore, tra i quali spicca il Monte Peglia.

 

L’intera Riserva, compresa nei quattro comuni di San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle, non ha mai conosciuto il forte incremento demografico di altri centri della Regione: le località e i piccoli borghi che ne punteggiano i 40 mila ettari non hanno mai sfruttato intensamente le risorse del territorio, conservando la grande varietà di flora che abita i boschi della zona, da secoli rimasta pressoché intatta. Lecci, cerri, querce e aceri, insieme a molte altre specie arboree, come il cerro e il carpino nero, che si consociano a specie arbustive, quali l’erica arborea e il corbezzolo, costituiscono un piccolo polmone verde nel “cuore verde d’Italia”. Nel comprensorio  si osservano attualmente 44 specie di mammiferi selvatici. 

Sul Monte Peglia si trovano giacimenti preistorici risalenti a più di 700.000 anni fa, e i vulcani spenti di San Venanzo, sorto sul crinale di uno di essi, dove è possibile osservare l’associazione di rocce rarissime, presenti solo a Quing Ling in Cina, a Bunyaruguru, Katwe Kykorongo in Uganda e a Mata de Corda in Brasile.
Non che l’attività umana sia stata completamente assente: di particolare interesse per chiunque voglia esplorare la zona, oltre ai percorsi aperti e segnati più recentemente, è l’antico sentiero che dal piccolo borgo di Poggio Aquilone si inoltra nella Riserva per raggiungere Parrano e le sorgenti termali delle “Tane del Diavolo”. Poco più a nord, gli appassionati di arte possono invece visitare la Scarzuola, dove a partire da un convento duecentesco l’artista milanese Tommaso Buzzi ideò e costruì la sua visionaria “Città Ideale”.
La percezione che si ha camminando tra questi boschi, o esplorando lo stile di vita “lento” dei centri più o meno grandi della zona, come Ficulle, Montegiove col suo castello o Orvieto, “città slow” per eccellenza, è quella di un equilibrio unico tra uomo e natura.

Proprio questo rapporto virtuoso ha fatto guadagnare a questo territorio il suo status di Riserva della Biosfera Unesco, nell’ambito del Programma “MAB-Man and Biosphere”.

 

Per informazioni:
www.montepegliaperunesco.it

La Riserva Naturale del Monte Peglia si trova nel ternano, racchiusa tra i bacini fluviali del fiume Tevere, che lo delimita ad est, e del fiume Peglia, a ovest. 

 

A nord, le colline su cui crescono i boschi rigogliosi che caratterizzano la Riserva si estendono in direzione dell’area del Lago Trasimeno, mentre a sud si possono trovare rilievi di altezza maggiore, tra i quali spicca il Monte Peglia.

 

L’intera Riserva, compresa nei quattro comuni di San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle, non ha mai conosciuto il forte incremento demografico di altri centri della Regione: le località e i piccoli borghi che ne punteggiano i 40 mila ettari non hanno mai sfruttato intensamente le risorse del territorio, conservando la grande varietà di flora che abita i boschi della zona, da secoli rimasta pressoché intatta. Lecci, cerri, querce e aceri, insieme a molte altre specie arboree, come il cerro e il carpino nero, che si consociano a specie arbustive, quali l’erica arborea e il corbezzolo, costituiscono un piccolo polmone verde nel “cuore verde d’Italia”. Nel comprensorio  si osservano attualmente 44 specie di mammiferi selvatici. 

Sul Monte Peglia si trovano giacimenti preistorici risalenti a più di 700.000 anni fa, e i vulcani spenti di San Venanzo, sorto sul crinale di uno di essi, dove è possibile osservare l’associazione di rocce rarissime, presenti solo a Quing Ling in Cina, a Bunyaruguru, Katwe Kykorongo in Uganda e a Mata de Corda in Brasile.
Non che l’attività umana sia stata completamente assente: di particolare interesse per chiunque voglia esplorare la zona, oltre ai percorsi aperti e segnati più recentemente, è l’antico sentiero che dal piccolo borgo di Poggio Aquilone si inoltra nella Riserva per raggiungere Parrano e le sorgenti termali delle “Tane del Diavolo”. Poco più a nord, gli appassionati di arte possono invece visitare la Scarzuola, dove a partire da un convento duecentesco l’artista milanese Tommaso Buzzi ideò e costruì la sua visionaria “Città Ideale”.
La percezione che si ha camminando tra questi boschi, o esplorando lo stile di vita “lento” dei centri più o meno grandi della zona, come Ficulle, Montegiove col suo castello o Orvieto, “città slow” per eccellenza, è quella di un equilibrio unico tra uomo e natura. Proprio questo rapporto virtuoso ha fatto guadagnare a questo territorio il suo status di Riserva della Biosfera Unesco, nell’ambito del Programma “MAB-Man and Biosphere”.

Per informazioni:
www.montepegliaperunesco.it

La Riserva Naturale del Monte Peglia si trova nel ternano, racchiusa tra i bacini fluviali del fiume Tevere, che lo delimita ad est, e del fiume Peglia, a ovest. 

 

A nord, le colline su cui crescono i boschi rigogliosi che caratterizzano la Riserva si estendono in direzione dell’area del Lago Trasimeno, mentre a sud si possono trovare rilievi di altezza maggiore, tra i quali spicca il Monte Peglia.

 

L’intera Riserva, compresa nei quattro comuni di San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle, non ha mai conosciuto il forte incremento demografico di altri centri della Regione: le località e i piccoli borghi che ne punteggiano i 40 mila ettari non hanno mai sfruttato intensamente le risorse del territorio, conservando la grande varietà di flora che abita i boschi della zona, da secoli rimasta pressoché intatta. Lecci, cerri, querce e aceri, insieme a molte altre specie arboree, come il cerro e il carpino nero, che si consociano a specie arbustive, quali l’erica arborea e il corbezzolo, costituiscono un piccolo polmone verde nel “cuore verde d’Italia”. Nel comprensorio  si osservano attualmente 44 specie di mammiferi selvatici. 

Sul Monte Peglia si trovano giacimenti preistorici risalenti a più di 700.000 anni fa, e i vulcani spenti di San Venanzo, sorto sul crinale di uno di essi, dove è possibile osservare l’associazione di rocce rarissime, presenti solo a Quing Ling in Cina, a Bunyaruguru, Katwe Kykorongo in Uganda e a Mata de Corda in Brasile.
Non che l’attività umana sia stata completamente assente: di particolare interesse per chiunque voglia esplorare la zona, oltre ai percorsi aperti e segnati più recentemente, è l’antico sentiero che dal piccolo borgo di Poggio Aquilone si inoltra nella Riserva per raggiungere Parrano e le sorgenti termali delle “Tane del Diavolo”. Poco più a nord, gli appassionati di arte possono invece visitare la Scarzuola, dove a partire da un convento duecentesco l’artista milanese Tommaso Buzzi ideò e costruì la sua visionaria “Città Ideale”.
La percezione che si ha camminando tra questi boschi, o esplorando lo stile di vita “lento” dei centri più o meno grandi della zona, come Ficulle, Montegiove col suo castello o Orvieto, “città slow” per eccellenza, è quella di un equilibrio unico tra uomo e natura. Proprio questo rapporto virtuoso ha fatto guadagnare a questo territorio il suo status di Riserva della Biosfera Unesco, nell’ambito del Programma “MAB-Man and Biosphere”.

Per informazioni:
www.montepegliaperunesco.it

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