Agrégateur de contenus

Foligno e la via delle abbazie
Vélo Tout Terrain
Difficile

MTB 22 - Foligno e la via delle abbazie

Difficoltà
Difficile
Dislivello
700 m
Distanza
26 km
Da Porta Romana, nel centro di Foligno, attraverso gli uliveti e i boschi del Monte Cologna, toccando o lambendo numerosi conventi, abbazie, chiese e borghi caratteristici.

Partenza e arrivo: Foligno
Distanza: 26 km
Dislivello: 700 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: 60% sterrato, 40% asfalto
Da vedere in zona: Assisi, Spello, Santa Maria degli Angeli, Basilica di Rivotorto, Eremo delle Carceri, Parco Regionale del Monte Subasio.


Il chilometraggio non è particolarmente impegnativo, ma la presenza di due importanti salite, il fondo in gran parte sassoso e smosso e i diversi tratti di discesa tecnica rendono questo itinerario adatto a biker con un discreto livello di allenamento e con buone capacità di guida.

Una volta usciti dal centro di Foligno, dirigetevi verso il Convento di San Bartolomeo, arrivando al chilometro 3,8. Qui, lasciate l'asfalto e dopo pochi metri iniziate la prima salita del percorso, che porta quasi in vetta al monte Cologna. Il primo tratto dell'ascesa scorre tra gli uliveti ed è molto impegnativa, con diversi tratti che superano anche il 15% di pendenza. La seconda parte dell'ascesa si sviluppa all'interno di un fitto bosco e, sebbene le pendenze siano un po’ meno severe, risulta estremamente faticosa a causa del terreno sassoso che in alcuni tratti può costringere anche a mettere piede a terra. La vetta della salita si raggiunge al chilometro 11,5, dove si può godere di una bella vista su Foligno e su tutta la valle Umbra. 

Iniziate la discesa prestando sempre attenzione al terreno smosso e al chilometro 12,5 arrivate al caratteristico borgo di Roviglieto, luogo di battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui, potete riempire la borraccia e poi iniziare il tratto più divertente, ma anche più tecnico del percorso. Usciti dal paese, infatti, si inizia a scendere per un ripido sterrato e poco dopo (km 13,7) svoltando a destra, si prosegue su uno stretto single track in cui bisogna procedere prestando estrema attenzione al percorso, perché il sentiero è stretto e avvolto da una fitta vegetazione boschiva.

Terminato il single track, proseguite in discesa prima di affrontare la seconda salita del percorso (km 15,6): è breve, ma abbastanza impegnativa. La salita termina al chilometro 16,3 e da qui si scende verso Foligno, prima su sterrato poi su asfalto. Attraversate Cancellara, passando vicino a Scandolaro, prima di lasciare di nuovo l'asfalto al chilometro 19,3 e imboccare uno sterrato che vi riporta fino a Carpello e poi al Convento di San Bartolomeo, da dove potete ripercorrere la stessa strada fatta all'andata.


Lungo il percorso, o nelle immediate vicinanze, meritano una visita anche la chiesa di Santa Maria in Campis, il Convento di San Bartolomeo, l'Abbazia di Sassovivo e l'eremo di Pale. Sono inoltre. particolarmente caratteristici i piccoli borghi di Scandolaro e Roviglieto, arrampicati tra i boschi e gli ulivi.
Da non perdere: Foligno. Terza città dell'Umbria, il suo centro storico conserva edifici religiosi e palazzi di assoluto pregio tra cui il Duomo, con una facciata secondaria dei maestri Rodolfo e Binello; il Palazzo Comunale e Palazzo Trinci. Una visita è d’obbligo anche alla chiesa romanica di Santa Maria Infraportas; alla chiesa di San Salvatore e all'ex chiesa di San Domenico, oggi sede dell'Auditorium. Notevoli anche l'oratorio della Nunziatella, la chiesa di San Francesco e il duomo di San Feliciano.
 

Lungo il Tevere da Umbertide a Montone
Vélo Tout Terrain
Medio

MTB 09 - Lungo il Tevere da Umbertide a Montone

Difficoltà
Medio
Dislivello
450 m
Distanza
26 km
Dal centro di Umbertide, risalendo lungo il corso del Tevere, verso le colline fino a raggiungere l'affascinante borgo arroccato di Montone, tra i Borghi più Belli d'Italia.

Partenza e arrivo: Umbertide
Distanza: 26 km
Dislivello: 450 metri
Difficoltá: medio
Fondo stradale: 50% sterrato, 50% asfalto
Da vedere in zona: Umbertide, Montone, Fiume Tevere, Eremo di Montecorona, Rocca d'Aries.


Il percorso può essere interpretato anche come una prosecuzione dell'itinerario che da Ponte Pattoli conduce ad Umbertide: è incluso tra quelli di media difficoltà per la presenza di diverse ondulazioni lungo l’itinerario e della salita che porta fino al centro di Montone. In ogni caso, ad eccezione di un tratto particolarmente ripido, gran parte dell'itinerario è di facile accessibilità: pertanto, anche i meno allenati, se armati di un po' di pazienza, possono riuscire a portarlo a termine senza troppi patemi.

Partite da Piazza Mazzini e dirigetevi verso il corso del Tevere. Imboccate lo sterrato che risale il fiume in direzione di Montone, pedalando lungo il Tevere per circa tre chilometri. Poi, piegate verso l'interno e raggiungete la strada principale che va da Umbertide a Montone al chilometro 5,5. Qui, girate a sinistra e subito dopo (al km 5,8) svoltate a destra imboccando la strada secondaria verso San Lorenzo. 

Lasciate l'asfalto al chilometro 6,2 imboccando sulla sinistra uno sterrato vallonato che scorre in mezzo ai campi e che, sempre sulla sinistra, vi offre una bella visuale su Montone. Al chilometro 10, al termine di una breve salita, reimmettetevi su una strada asfaltata secondaria che, dopo un breve tratto di discesa, vi riporta sulla strada principale (al km 11,5). 

Prestando molta attenzione al traffico, attraversate la strada e imboccante un nuovo sterrato, iniziando a salire verso Montone: questo è il tratto più difficile dell'itinerario, con gli ultimi metri di sterrato che sono davvero ripidi e costringeranno i meno preparati a mettere i piedi a terra. Una volta tornati sull'asfalto (km 12,3), la salita si fa molto più dolce e in poco più di un chilometro conduce alle porte di Montone. Da qui, riscendete per l'asfalto verso Umbertide e riprendete lo sterrato al chilometro 18,7, svoltando a destra dopo un tornante a sinistra. 

Da questo punto in poi, il percorso è sempre in pianura tra un dedalo di stradine, alternando asfalto e sterrato, fino a tornare sul lungo Tevere (km 23) per ripercorrete la prima parte dell'itinerario, tornando in Piazza Mazzini, a pochi metri dalla Rocca medievale e dal centro della città di Umbertide.


Oltre al centro storico di Umbertide con la sua superba Rocca medievale, lungo questo itinerario approfittate per vedere anche il castello di Civitella Ranieri, non lontano dalla città. Notevoli anche gli aspetti paesaggistici, caratterizzati dal fiume Tevere e da colline ancora ricoperte da una vegetazione incontaminata. 
Da non perdere lo splendido centro fortificato di Montone, tra i Borghi più Belli d’Italia e bandiera Arancione del Touring Club Italiano. L'edificio di maggior pregio della città è la chiesa di San Francesco (XIV secolo) con una navata e abside poligonale. Sempre nel centro storico, nell'ex convento di Santa Caterina, si trova l'archivio Storico Comunale, uno dei più importanti dell'Umbria per il ricco patrimonio documentario.
Altro importante edificio religioso è la pieve di San Gregorio, la chiesa più antica di Montone, costruita intorno al 1000 in stile romanico-bizantino. Dal borgo potete ammirate anche un magnifico panorama sulle valli sottostanti e poco fuori del centro abitato di Montone merita una visita la Rocca d'Aries, imponente castello da poco restaurato.
 

Sui Monti Martani e nella Città dei Due Mondi
Vélo de route
Difficile

STRADA 26 - Sui Monti Martani e nella Città dei Due Mondi

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1200 m
Distanza
83,5 km
Tra boschi, vigneti, uliveti, campi di grano e girasoli, in un percorso vallonato che da Spoleto arriva alle colline dei Monti Martani, toccando borghi di grande interesse storico e artistico.

Partenza e arrivo: Spoleto
Distanza: 83,5 km
Dislivello: 1.200 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Spoleto, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Montecchio, Monti Martani, Massa Martana, Acquasparta.


Questo itinerario, così come il percorso STRADA 27, parte dagli impianti sportivi di Spoleto e si sviluppa nel cuore dell'Umbria, sulle colline dei Monti Martani, attraversando borghi di grande pregio come Giano dell'Umbria e Massa Martana. Presenta anche numerose zone di interesse naturalistico e scorci paesaggistici tipici di questa zona della regione. 

Dirigetevi verso la via Flaminia costeggiando la zona militare: alla rotonda prendete a sinistra in direzione di Castel Ritaldi. Al semaforo girate a destra, affrontando uno dei pochi tratti trafficati dell'itinerario. Al chilometro 3, arrivati a San Venanzo, svoltate a destra in direzione di Protte lasciandovi il traffico alle spalle. Superando Protte, all'incrocio con la SP457 girate a sinistra, toccando Beroide e Castel San Giovanni e al chilometro 14, arrivati a Bruna, iniziate la breve salita che conduce al caratteristico borgo di Castel Ritaldi.

Terminata la discesa, all'incrocio proseguite diritti ricominciando a salire verso Torregrosso e Colle del Marchese, tra uliveti e campi di grano e con una splendida visuale sulla Valle Umbra. Al termine della discesa, a Bivio Moscardini, imboccate a sinistra la SP451 e dopo pochi metri girate ancora a sinistra in direzione di Giano dell'Umbria, che si raggiunge al chilometro 30 dopo aver superato circa 5 chilometri di ascesa. Proseguite in direzione del Monte Cerreto e attraverso una tortuosa strada che si snoda ai piedi del Monte Martano, tra uliveti e una fitta pineta, toccate il suggestivo castello di Castagnola e arrivate all'incrocio con la SS316: qui, girate a sinistra in direzione di Massa Martana.

Ricominciate a salire leggermente fino al Valico di Viepri (km 42) per poi scendere verso Massa Martana, dove potete fermarvi per una sosta ristoratrice. Continuate a scendere fiancheggiando i resti dell'Antica via Flaminia fino a Massa Martana Scalo e poi girate a sinistra verso Acquasparta.

Arrivati ad Acquasparta (km 59), seguite le indicazioni per Spoleto ed imboccando la SR418 iniziate la salita più impegnativa di giornata, quella che in circa 6 chilometri immersi nel bosco conduce al Valico di Firenzuola. Da qui, scendete verso Spoleto, entrate a Baiano per evitare un po' di traffico e al chilometro 81,4, alle porte di Spoleto, girate a sinistra verso San Niccolò imboccando la stretta strada che costeggia il canale. Al successivo incrocio girate a destra e al semaforo attraversate la strada principale, andando diritti per imboccare Via Visso, ripercorrendo a ritroso la prima parte dell'itinerario fino agli impianti sportivi.

 


Percorrendo questo itinerario potete visitare il centro storico di Spoleto, una delle più belle cittadine del centro Italia, che accanto ad evidenti influssi di epoca romana, mantiene intatta la struttura di epoca medievale. Il monumento più importante della Città dei due Mondi è il Duomo, ma interessanti sono anche la chiesa di Sant'Eufemia, la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, l'abbazia di San Ponziano, la chiesa di San Domenico e la chiesa di San Nicolò ed il palazzo Comunale. Di grande interesse la chiesa di San Paolo inter vineas (X secolo), con un importante ciclo di affreschi del 1200, e la chiesa di San Pietro, eretta nel V secolo, con una splendida facciata scultorea romanica ornata con straordinari bassorilievi. Sopra la città si erge l'imponente Rocca albornoziana, realizzata a partire dal 1352. Nei dintorni, di grande interesse naturalistico e spirituale il Bosco sacro di Monteluco, con una fitta vegetazione di leccio sempreverde. A Massa Martana, nei cui pressi vi sono ancora molti resti di epoca romana, da vedere la Chiesa di San Felice, dedicata al patrono della città, la Chiesa di San Sebastiano, ed il Palazzo Comunale del '500.
Poco fuori del centro s’incontrano la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di Santa Maria della Pace con l'esterno completamente rivestito in travertino. Da visitare anche i suggestivi centri di Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Montecchio, situati alle pendici dei Monti Martani, che si distinguono per la loro bellezza paesaggistica ma anche per la ricchezza di bellezze storiche e artistiche.
 

La natura incontaminata dei Colli Amerini
Vélo de route
Medio

STRADA 19 - La natura incontaminata dei Colli Amerini

Difficoltà
Medio
Dislivello
1000 m
Distanza
51,5 km
Da Amelia, attraversando l'incontaminato e affascinante paesaggio collinare che va a digradare verso la valle del Tevere, toccando centri come Penna e Lugnano in Teverina, Giove e Porchiano.

Partenza e arrivo: Amelia
Distanza: 51,5 km
Dislivello: 1.000 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto, sterrato
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Amelia, Penna in Teverina, Giove, Porchiano.


L'itinerario parte da Amelia e si sviluppa affrontando anche qualche chilometro di sterrato ben battuto che ha il sapore dei tempi andati. Da un punto di vista tecnico, il percorso è vallonato e si caratterizza per due salite importanti, quella di Penna in Teverina e quella di Porchiano, che presentano pendenze non impegnative ma sono piuttosto lunghe e quindi richiedono un discreto grado di allenamento.

La partenza è fissata dai giardini pubblici di Amelia, pochi metri fuori dalle mura del centro storico; da qui ci si muove seguendo le indicazioni per Orte, iniziando una sinuosa e piacevole discesa che in poco più di 13 chilometri conduce alle porte della cittadina laziale. Al chilometro 13,5, prima di giungere a Orte, svoltate a destra sulla SP84 in direzione di Penna in Teverina, pedalando per diversi chilometri immersi nella natura, tra colline verdi e boschi secolari. 

Al chilometro 18 inizia la salita che conduce a Penna in Teverina, che si raggiunge dopo 4,5 chilometri: alla rotonda trovate una fontanella dove potervi rifocillare per proseguire poi a sinistra in direzione di Giove, percorrendo circa tre chilometri su un magnifico altopiano da dove si godono panorami magnifici. Al successivo incrocio proseguite a sinistra ancora in direzione di Giove, antica città medievale che conserva ancora le mura ed alcuni torrioni, dove si giunge al chilometro 29. Dopo una breve sosta ed un caffè, iniziate a scendere in direzione di Attigliano e a fine discesa (km 33) svoltate a destra su una strada sterrata iniziando la salita per Porchiano.

Lo sterrato, molto ben tenuto, si conclude al chilometro 36, mentre la salita continua “a scalini” fino a Porchiano, che si raggiunge al chilometro 42,5 dopo aver superato un paio di incroci. Da questo antico borgo antico situato su un colle in mezzo ad una fitta boscaglia, proseguite in direzione di Amelia e all'incrocio con la SS205 (km 44) girate ancora a destra verso Amelia, facendo ritorno al chilometro 51,5 dopo aver percorso una tortuosa e panoramica strada immersa tra i boschi. Prima di tornare ai giardini pubblici, potete svoltare a sinistra entrando all'interno dell'antica cinta muraria per visitare le bellezze storico-artistiche della città.

 


Lungo questo itinerario potrete scoprire tutta la meraviglia di Amelia, uno dei centri storici più importanti dell'Umbria. All'interno dell'imponente cinta muraria poligonale gli edifici di maggior pregio sono la Cattedrale, il Monastero di San Magno, la chiesa di San Francesco, la Chiesa di S. Agostino e la chiesa rurale della Madonna delle Cinque Fonti, che secondo la leggenda offrì soggiorno a San Francesco. Notevoli il quattrocentesco Palazzo Nacci ed i cinquecenteschi Palazzo Farrattini e Petrignani, la Torre Civica, simbolo delle libertà comunali, e lo splendido Teatro settecentesco. Bellissima anche tutta l'area circostante, con morbide colline ricoperte da boschi di lecceti, macchia mediterranea e prati che creano uno scenario suggestivo e armonioso. Arroccate su queste colline meritano una visita anche le affascinanti cittadine fortificate di origine medievale di Giove, Penna in Teverina e Lugnano in Teverina.

Da Orvieto a Todi intorno al Lago di Corbara
Vélo de route
Difficile

STRADA 30 - Da Orvieto a Todi intorno al Lago di Corbara

Difficoltà
Difficile
Dislivello
2000 m
Distanza
87 km
Sulle colline che sovrastano il bacino artificiale di Corbara, attraversando due città d'arte d’importanza mondiale come Orvieto e Todi, immersi in scenari e paesaggi di grande interesse naturalistico.

Partenza e arrivo: Orvieto
Distanza: 87 km
Dislivello: 2.000 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Orvieto, Todi, Civitella del Lago, Baschi, Lago di Corbara.

 
Il percorso è caratterizzato da numerose salite e, pur non presentando pendenze impossibili, è adatto a ciclisti esperti e ben allenati, come testimoniano i 2.000 metri di dislivello in 90 chilometri. La partenza è collocata di fronte alla chiesa di Ciconia, ai piedi della rupe di Orvieto, da dove ci si muove in direzione di Todi e del Monte Peglia. 

Dopo poco più di 1,5 chilometri inizia subito la prima salita del percorso, quella che in circa 8 chilometri conduce a Colonnetta di Prodo: rampe pedalabili che permettono di godere di stupende vedute su Orvieto prima e sul lago di Corbara poi. Dopo circa 4 chilometri di discesa si riprende a salire, superando il borgo antico di Prodo e arrivando fino a quota 616 metri, immersi in una natura incontaminata tra boschi e pascoli, lontani dal traffico e da rumori molesti. Da qui inizia una lunga discesa verso la valle del Tevere che conduce all'incrocio con la SS448 (km37,5), dove bisogna svoltare a sinistra verso Todi.

Dopo soli 300 metri girate a destra (ancora in direzione di Todi) e iniziate a salire verso il centro della città: al chilometro 40,5, chi vuole può continuare a salire per un altro chilometro fino al centro storico di Todi, città d'arte che merita una visita, altrimenti girate a destra scendendo in direzione di Fiore ed Izzalini.

Al termine della discesa (km 43) proseguite in direzione di Izzalini e Fiore prima e Montecchio e Civitella del Lago poi, iniziando una lunga salita che, seppure intervallata da brevi tratti di discesa e falsopiano, ci conduce in oltre 15 chilometri a quota 740 metri (km 61). Qui, svoltate a destra ed iniziate a scendere verso Civitella del Lago, suggestivo borgo famoso soprattutto per la sua posizione panoramica sul lago di Corbara.

Una volta visitato il centro iniziate a scendere verso Orvieto, arrivando sulle sponde del lago, dove, all'incrocio con la SS448 bisogna girare a sinistra seguendo ancora le indicazioni per Orvieto.

Al chilometro 75, superata la diga, lasciate la strada principale e girate a destra verso il piccolo paese di Corbara (che dà il nome al lago), effettuando un suggestivo passaggio proprio ai piedi della diga. A Corbara svoltate a sinistra in direzione di Orvieto e attraverso una strada vallonata e poco trafficata in poco più di 10 chilometri tornate di nuovo a Ciconia, da dove è poi possibile salire fino al centro storico di Orvieto, famoso per il Duomo, il pozzo di San Patrizio e moltissimi altri capolavori artistici.


 


Orvieto è una delle città più famose del centro Italia e dispone di un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria. Pedalando su questo itinerario, potrete fare una sosta e visitare: il Duomo, una delle più maestose realizzazioni dell'architettura italiana, opera di Lorenzo Maitani (XIII secolo), la chiesa di San Giovenale, la chiesa di San Giovanni, la chiesa di Sant'Andrea, la chiesa di San Lorenzo de' Arari, la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo), che conserva il monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio. Tra gli edifici pubblici più rappresentativi: palazzo Comunale, palazzo del Popolo, palazzo dei Sette ed il teatro Comunale Luigi Mancinelli. Singolare la visita al pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria profondo 62 metri, è formato da due scale elicoidali indipendenti che permettevano di scendere al fondo per prendere l'acqua senza incontrarsi con chi risaliva. Sotto la città si nasconde la suggestiva Orvieto sotterranea, dove un incredibile numero di cavità artificiali danno vita ad un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine. Appena fuori dalle mura la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo (IV-V secolo a.C.) con tombe a camera costruite con blocchi di tufo e identificate con il nome del capostipite inciso sull'architrave. Lungo l'itinerario attorno al lago meritano una visita i borghi di Prodo, Montecchio, Baschi e soprattutto Civitella del Lago, famosa per la sua posizione panoramica che la rende una vera terrazza sul lago di Corbara. Da apprezzare, inoltre, le infinite bellezze naturalistiche, tra le quali si distinguono in particolare le Gole del Forello, con il Tevere che si insinua tra alte pareti rocciose di travertino creando scenari stupendi. A Scoppieto, notevole la fabbrica di ceramica romana del I secolo rinvenuta nei pressi del lago: scoperta di recente, l'area archeologica fu un importante centro di produzione romano di ceramiche e terrecotte che, attraverso il Tevere, venivano trasportate fino a Roma da dove, passando per il Mar Mediterraneo raggiungevano le città affacciate su di esso.

Valnerina
Vélo de route
Difficile

STRADA 27 - Fatica vera sui passi a cavallo della Valnerina

Difficoltà
Difficile
Dislivello
2300 m
Distanza
114,5 km
Da Spoleto, verso le cime dell'Appennino Umbro-Marchigiano, tra scorci naturalistici straordinari attraverso la Valnerina e affrontando quattro salite di notevole difficoltà, più per lunghezza che per le pendenze.

Partenza e arrivo: Spoleto
Distanza: 114,5 km
Dislivello: 2.300 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Spoleto, Sellano, Cerreto di Spoleto, Poggiodomo, Monteleone di Spoleto, Caso, Sant’Anatolia di Narco, Valnerina.


Il percorso si snoda in gran parte su strade deserte, ma richiede un elevato livello di preparazione, come testimoniano i 114,5 chilometri, i 2.300 metri di dislivello e i quattro colli da affrontare. Si parte dagli impianti sportivi di Spoleto per muoversi verso la via Flaminia, costeggiando la zona militare e prendendo a destra alla rotonda, girando verso il centro.

Alle successive rotonde seguite le indicazioni per San Giacomo e al chilometro 3,5, in località Madonna di Lugo girate a destra imboccando una strada secondaria che porta direttamente ai piedi della prima salita. Al chilometro 6,2 girate a destra verso Fabbreria e iniziate a salire verso il Passo della Spina, una lunga ascesa di 13 chilometri che risale la valle e non presenta pendenze severe. Al termine della discesa proseguite sempre diritti in direzione di Sellano fino all'incrocio con la SS319 (km 27,8); svoltate a destra verso Sellano e iniziate la salita che conduce al Valico del Soglio (km 31), anche in questo caso senza pendenze troppo dure.

Giunti al valico iniziate una lunga e sinuosa discesa che, passando per Sellano, uno dei paesi più duramente colpiti dal terremoto del 1997, conduce fino a Borgo Cerreto e all'incrocio con la SS209 della Valnerina. Qui si può approfittare per fare una sosta lungo il fiume Nera e rifocillarsi un po', visto che i successivi chilometri saranno quasi completamente isolati e immersi nella boscaglia. All'incrocio con la Valnerina (km 46) girate a sinistra verso Visso e al successivo incrocio svoltate a destra verso Monteleone di Spoleto e Gavelli, iniziando la lunghissima salita di Passo Gavelli che, pur considerando qualche tratto di discesa e pianura, misura oltre 15 chilometri.

Le prime rampe sono probabilmente le più impegnative e, guardando sulla destra, permettono di ammirare uno splendido panorama sulla Valnerina e su Cerreto di Spoleto. I successivi chilometri si snodano immersi nella boscaglia e nel silenzio più assoluto. Al chilometro 64,5 s’incontra il borgo di Poggiodomo, il comune più piccolo dell'Umbria. Al chilometro 69,5 girate a destra verso Spoleto e Gavelli, affrontando le ultime rampe della salita; svoltando a sinistra, invece, in pochi chilometri si può visitare il borgo di Monteleone di Spoleto.

Al termine della discesa, superato il centro di Sant'Anatolia di Narco, vi ritroverete sulla SS209: imboccate ancora in direzione di Visso, ma al chilometro 93,5 lasciatela nuovamente girando a sinistra verso Piedipaterno e iniziando l'ultima salita del percorso, quella di Forca di Cerro: dopo i primi tornanti, sulla sinistra, si può scorgere il bel centro di Vallo di Nera, tra i Borghi più Belli d'Italia. Il valico è posto al chilometro 103 e da qui non resta che scendere verso Spoleto e seguire le indicazioni per gli impianti sportivi, dove si fa rientro al chilometro 114,5.

 


Oltre al centro storico di Spoleto e alla sua imponente Rocca Albornoziana, lungo questo itinerario sarete conquistati dalla particolare bellezza dei panorami di cui si può godere tra i rilievi della Valnerina, ancora in gran parte isolati e incontaminati e caratterizzati dal passaggio delle fresche e pescose acque del Nera. Molto bello il borgo arroccato di Cerreto di Spoleto, nel cui centro storico, che conserva i tratti di natura medievale, si possono ammirare interessanti edifici religiosi come l'ex monastero di S. Giacomo, attualmente sede dell'Archivio Storico Comunale e del Cedrav (Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra). Notevoli anche la chiesa di S. Maria De Libera, di epoca rinascimentale, la chiesa di S. Maria Annunziata e la chiesa del Castello. Suggestivo è poi il centro montano di Monteleone di Spoleto, il cui gioiello è la Biga etrusca, un prezioso reperto archeologico risalente al VI secolo avanti Cristo, ritrovato fortuitamente nel 1902 in una necropoli a pochi chilometri dal paese (località Colle del Capitano), dove era deposta in una tomba a tumulo. La prestigiosa biga è oggi conservata nel Metropolitan Museum di New York: a Monteleone è visibile una copia a grandezza naturale custodita nei sotterranei del complesso monumentale di San Francesco. Da visitare anche Poggiodomo, il comune più piccolo dell'Umbria, e soprattutto i borghi fortificati di Caso, Sant'Anatolia di Narco e Vallo di Nera, quest'ultimo inserito tra i Borghi più Belli d'Italia.
 

Tra la Valle del Nestore e il Monte Peglia
Vélo de route
Difficile

STRADA 25 - Poca pianura tra la Valle del Nestore e il Monte Peglia

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1600 m
Distanza
94 km
Attraversando la valle del Nestore fino al Monte Peglia, pedalando in un paesaggio collinare e prevalentemente agreste, tra piccoli borghi e castelli nel Cuore Verde d’Italia.

Partenza e arrivo: Marsciano
Distanza: 94 km
Dislivello: 1.600 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Marsciano, Compignano, Montegabbione, Montegiove, Monte Peglia, Pornello, San Venanzo.
 

Con i suoi 1.600 metri di dislivello in 94 chilometri, questo è uno degli itinerari più impegnativi tra quelli proposti. Viste le continue difficoltà altimetriche e la poca pianura, necessita di rapporti adeguati e si rivolge solo a ciclisti allenati, ma non poteva essere escluso vista la bellezza dei paesaggi attraversati, in particolare nella valle del Nestore e tra Piegaro e il Monte Peglia, dove la strada si sviluppa in mezzo ai boschi, in territori in cui ancora l'intervento dell'uomo è quasi impercettibile.

Si parte dal centro sportivo di Marsciano, città famosa per la lavorazione del laterizio. Dirigetevi verso San Venanzo e poi verso il centro della città, girando a sinistra sulla SP376 in direzione di Migliano e Morcella. Giunti al bivio per Morcella girate a sinistra verso Migliano, iniziando la salita e proseguendo sulla SP340 fino al bivio per Mercatello, pedalando in un paesaggio collinare e ancora prevalentemente agreste.

Al chilometro 11 girate a destra verso Mercatello, passando di fronte all'antica fornace di Compignano e superato il paese proseguite fino ai piedi di Spina, che si raggiunge al chilometro 19 dopo aver superato un chilometro di salita piuttosto impegnativo. Continuate in direzione Castiglione della Valle e da qui proseguite verso Tavernelle sulla SS220, dove occorre prestare attenzione a causa del traffico. Superata Tavernelle continuate diritti fino al chilometro 43, girate a sinistra verso Piegaro e iniziate la salita che conduce fino a Monteleone di Orvieto.

Da qui, dopo una ripida discesa e una salita altrettanto erta, si arriva a Montegabbione, dove è possibile fare una sosta prima di svoltare a sinistra sulla SP57 in direzione di Montegiove, strada che scorre per molti chilometri in mezzo ai boschi e lontano dal traffico. Questo è il tratto più difficile dell'itinerario, dove bisogna superare diversi saliscendi ed in particolare le salite di Montegiove e Pornello, ma la bellezza dei paesaggi attraversati ripaga ampiamente della fatica.

Al chilometro 76 si conclude la salita che da Pornello porta quasi in vetta al Monte Peglia. Qui, prendete a destra verso San Venanzo e Marsciano. Un chilometro dopo, all'incrocio con la SS317 girate a sinistra verso Marsciano e, passando per San Venanzo, in 15 chilometri di discesa tornate di nuovo al punto di partenza. Chi invece ha ancora un po' di forze nelle gambe, può girare a destra e percorrere altri sette chilometri per terminare l'ascesa al Monte Peglia, da dove poi si può tornare indietro per la stessa strada riscendendo fino a Marsciano.

 


Quest’itinerario permette di farvi scoprire le bellezze naturalistiche dei colli dell'Umbria centrale, ed in particolare del Monte Peglia, da dove si può godere una splendida visuale su tutta la regione. A Marsciano invece, non perdete la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, patrono della città, il Palazzo Comunale, costruito nel 1871, il Teatro della Concordia, lo splendido Palazzo Battaglia, arricchito dalle decorazioni del pittore futurista Geraldo Dottori. In questo borgo, il maggiore centro umbro di produzione del laterizio, ha sede anche il Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, un museo diffuso che si articola sul territorio percorrendo i luoghi della civiltà contadina, artigianale ed industriale. Lungo l'itinerario meritano attenzione gli antichi castelli fortificati di Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Montegiove, nonché i piccoli centri abitati di Pornello e San Venanzo. Nei pressi di Montegiove degno di nota è il suggestivo Convento francescano della Scarzuola, fondato da San Francesco d'Assisi nel 1218.
 

L’atmosfera unica dell’Appennino Umbro-Marchigiano
Vélo de route
Difficile

STRADA 22 - L’atmosfera unica dell’Appennino Umbro-Marchigiano

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1550 m
Distanza
82 km
Da un incantevole centro medievale umbro come Montone fino alle vette dell’Appennino Umbro-Marchigiano, in un percorso impegnativo affascinante, immerso nel verde e intriso di storia.

Partenza e arrivo: Montone
Distanza: 82 km
Dislivello: 1.550 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Montone, Città di Castello, Pietralunga.


La partenza di questo itinerario è a Montone, centro medievale che conserva ancora intatto tutto il suo fascino e il suo passato ricco di storia. Dopo aver superato Città di Castello, il percorso va verso le cime dell'Appennino Umbro-Marchigiano, affrontando due salite di notevole difficoltà. I luoghi attraversati sono straordinari, ma la difficoltà dell'itinerario lo rende adatto solo a ciclisti esperti e con un livello di preparazione elevato e richiede l'uso di rapporti adeguati, visto che l'ascesa che parte da Apecchio presenta tratti con pendenze superiori al 10%. Ricordiamo che la parte centrale dell'itinerario si sviluppa lontano da centri abitati importanti e dunque è opportuno portare sempre con sé un kit per le riparazioni di emergenza della bici.

Si parte dallo stadio di Montone, appena fuori le mura della cittadina: iniziate a scendere in direzione di Montecastelli e Città di Castello per una strada ombreggiata e ricca di tornanti. All'incrocio con la SS3bis girate a destra verso Città di Castello, che si raggiunge dopo circa 17 chilometri quasi interamente pianeggianti.

Alla periferia della città girate a destra in direzione di Pietralunga e subito dopo ancora a sinistra seguendo le indicazioni per l'ospedale: in questo modo eviterete il traffico del centro di Città di Castello e seguendo le indicazioni per l'ospedale vi ritroverete sulla SS257 che conduce a Fano.

Alla rotonda girate a destra e iniziate la salita di Bocca Serriola, ascesa molto lunga ma con pendenze che non superano mai il 6%. Dal valico, che segna il confine tra Umbria e Marche, riscendete per la valle del torrente Biscubio fino ad Apecchio (km 45), girate a destra verso Pietralunga, iniziando il tratto più selvaggio, affascinante, ma anche difficile dell'itinerario. La seconda salita del percorso, infatti, che si snoda tra prati e fitti boschi, presenta tratti con pendenze superiori al 10% che esigono un ottimo livello di preparazione e l'uso di rapporti molto agili. 

La salita termina al chilometro 54, ma prima di iniziare la discesa bisogna affrontare ancora 3 chilometri vallonati. La picchiata inizia al chilometro 57,5 e richiede particolare prudenza, poiché il primo chilometro è ripido e molto tecnico. Al chilometro 58 girate a destra e reimmettetevi sulla SP201, dove la discesa diventa più dolce e in 5 chilometri conduce a Pietralunga. Da qui, proseguite diritti in direzione di Umbertide, con la strada che continua a scorrere in mezzo ai boschi e tira sempre leggermente a scendere facilitando il ritorno verso Montone. Al chilometro 78,5 abbandonate la strada principale e girate a destra verso Montone, in cui si ritorna dopo 3 chilometri di salita ombreggiata e non particolarmente difficile.

 


Arroccato sulla sommità di un piccolo colle, lo stupendo centro storico di Montone, uno dei Borghi più Belli d'Italia, apre questo percorso pieno di siti d’interesse da non perdere. L'edificio di maggior pregio da vedere a Montone è sicuramente la chiesa di San Francesco (XIV secolo) con una navata e abside poligonale. Sempre nel centro storico, nell'ex convento di Santa Caterina, si trova l'archivio Storico Comunale, uno dei più importanti dell'Umbria per il ricco patrimonio documentario. Altro importante edificio religioso è la pieve di San Gregorio, la chiesa più antica di Montone, costruita intorno al 1000 in stile romanico-bizantino. Poco fuori del centro abitato merita una visita la Rocca d'Aries, imponente castello da poco restaurato. Da vedere anche il nucleo antico di Pietralunga, immerso tra i boschi, e poco lontano il complesso di Candeleto, ampia struttura nel verde, dotata di ogni servizio per il campeggio, il ristoro e la sosta. Sempre a Candeleto si trova il Museo Naturalistico, dove è conservata un'importante raccolta ornitologica.

Dal Tevere al Trasimeno
Vélo de route
Difficile

STRADA 21 - Percorso duro dal Tevere al Trasimeno

Difficoltà
Difficile
Dislivello
1380 m
Distanza
70 km
Dal Tevere fino al Lago Trasimeno, tra i paesaggi d’acqua più affascinanti del Cuore Verde d’Italia, in un itinerario impegnativo alla scoperta di bellezze naturalistiche senza tempo.

Partenza e arrivo: Umbertide
Distanza: 70 km
Dislivello: 1.380 metri
Difficoltà: difficile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Umbertide, Castel Rigone, Passignano, Tuoro, Lago Trasimeno, Montone.
 

L'itinerario, come quello STRADA 02, parte da Piazza Mazzini, nel centro di Umbertide e attraverso due importanti salite mette in comunicazione la valle del Tevere con il Lago Trasimeno. Le strade su cui si sviluppa sono quasi totalmente prive di traffico e i panorami ripagano pienamente della fatica fatta sui pedali. La distanza non è proibitiva, ma la presenza di due salite lunghe (Colle Campana e Valico Gosparini), anche se non ripide, richiede un livello di allenamento elevato.

600 metri dopo aver lasciato Umbertide in direzione Città di Castello, girate a sinistra verso Castel Rigone e Preggio e iniziate le prime rampe: in circa 15 chilometri arriverete ai 750 metri di Colle Campana. Intervallata nel mezzo da un paio di chilometri di discesa, la salita non è ripida ad esclusione dell'ultimo tratto che conduce in vetta, punto in cui si può godere di una splendida visuale: a sinistra, sul Monte Tezio e sull'Appennino Umbro-Marchigiano; a destra, sul lago Trasimeno fino al Monte Amiata. La strada prosegue per alcuni chilometri a saliscendi, un paio dei quali piuttosto impegnativi, fino a Castel Rigone, località che si raggiunge al chilometro 18. Qui è possibile fare una sosta per rifocillarsi prima di iniziare la panoramica discesa che conduce lungo le rive del lago Trasimeno.

A fine discesa (km 27) girate a destra in direzione di Passignano, potete fermarvi qui per un caffè e poi proseguire sulla SS75 bis fino a Tuoro: svoltate a destra seguendo le indicazioni per Umbertide e Lisciano Niccone. Da qui iniziano i 6 chilometri di salita che conducono al Valico Gosparini, dove una sosta è sicuramente d'obbligo per godersi la splendida vista sul lago Trasimeno. Da qui, scendete verso Lisciano Niccone e a fine discesa (km 49) girate a sinistra in direzione di Umbertide, iniziando così a pedalare nella valle del Niccone, caratterizzata da geometrici appezzamenti di terreno, ciascuno adibito ad una differente coltura.

A Mengaccini, al chilometro 51, potete riempire la borraccia ad una fontanella sulla destra, operazione possibile anche a Niccone, al chilometro 66,5. Da qui si prende a destra sulla SS3bis e in meno di 4 chilometri si torna al punto di partenza. Chi però volesse allungare l'itinerario, a Niccone può girare a sinistra in direzione di Città di Castello. Circa un chilometro dopo Montecastelli si lascia la SS3bis girando a destra verso la cittadina medievale di Montone che si raggiunge dopo circa 4 chilometri di tornanti in salita: la bellezza e il fascino di questo antico borgo valgono sicuramente la fatica supplementare, anche perché da qui, seguendo le indicazioni per Umbertide, si ritorna al punto di partenza in meno di 10 chilometri, la maggior parte dei quali in discesa.

 


Oltre al centro storico di Umbertide, questo percorso si caratterizza per la bellezza dei paesaggi che vanno dai caratteri tipicamente montani di Colle Campana e Castel Rigone ai panorami lacustri del lago Trasimeno. A Castel Rigone, da vedere il Santuario di Maria Santissima dei Miracoli, edificato verso la fine del XV secolo da un allievo del Bramante e considerato uno dei migliori esempi dell'architettura rinascimentale umbra. A Tuoro, sulle rive del lago, il percorso storico della "battaglia del Trasimeno" del 217 a.C. tra Romani e Cartaginesi, che ricostruisce le fasi salienti della disfatta dell'esercito romano contro i cartaginesi di Annibale.

Narni, gli Albornoz e i resti romani di Ocricolum
Vélo de route
Medio

STRADA 20 - Narni, gli Albornoz e i resti romani di Ocricolum

Difficoltà
Medio
Dislivello
800 m
Distanza
43 km
Da Narni, l’antica e affascinante Narnia, fino alle colline dell'estrema punta sud-occidentale dell'Umbria, toccando altri borghi antichi come Otricoli, Calvi dell'Umbria e Poggio.

Partenza e arrivo: Narni
Distanza: 43 km
Dislivello: 800 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Narni, Otricoli, Calvi, Poggio, Castello di Narni


L'itinerario parte da Narni, precisamente dalla Rocca Albornoziana, antico avamposto costruito a metà del XIV sec. collocato sul punto più alto dello sperone dove sorge la città. Da qui, scendete verso il centro di Narni e prendete a sinistra in direzione di Testaccio, piccolo centro che s’incontra al chilometro 2,5. Proseguite in direzione di Roma fino all'incrocio con la SS3 (km 6,5) e girate a sinistra ancora in direzione di Roma. Continuando sui saliscendi di questa strada fino al chilometro 14, svoltate a sinistra verso l'antico centro di Otricoli, famoso per la zona archeologica di Ocricolum, la città romana che si sviluppò lungo il Tevere presso il porto dell'Olio ed i cui resti appartengono in gran parte all'età Augustea.

Superato il centro della città, svoltate a sinistra seguendo le indicazioni per Calvi dell'Umbria: superato qualche tornante in discesa, al chilometro 17 inizia la salita verso Calvi, dove si giunge al chilometro 24,5 e dove ci si può fermare per un ristoro. Qui, oltre a numerose opere artistiche e storiche, pedalando per le vie del paese è possibile ammirare numerosi murales raffiguranti la Natività. Da Calvi ripartite sulla SP18 in direzione di Narni, pedalando per diversi chilometri immersi in un paesaggio surreale, fatto di boschi e silenzio. Al chilometro 30, incontrato l'antico borgo di Poggio, proseguite diritti fino all'incrocio con la SS3 (km 37) e prendete a destra verso Narni, ripercorrendo a ritroso la strada già fatta all'inizio dell'itinerario. Superate Testaccio, arrivando alle porte di Narni al chilometro 42: prima di svoltare a destra e riprendere la salita che conduce alla Rocca (km 43).

 


Pedalando lungo questo percorso si deve assolutamente entrare nel centro storico di Narni, città con oltre 3.000 anni di storia e conquistata dai romani nel 299 a.C. con il nome di Narnia. Visitate le bellezze che riserva, comprese le emozionanti sorprese del sottosuolo nel suggestivo percorso della Narni sotterranea, un paesaggio misterioso racchiuso nel cuore di una città che diventa meta di un itinerario attraverso la storia, l'arte e la cultura delle civiltà del passato con acquedotti, cisterne, cunicoli, cripte e perfino la sala delle torture del Tribunale dell'Inquisizione, con una cella che ancora mostra i graffiti incisi dai prigionieri in attesa di essere condannati. Dell'epoca romana restano il grandioso ponte di Augusto, il ponte Cadona e l'acquedotto della Formina. Al periodo medievale, invece, risalgono opere come la cattedrale di San Giovenale, la chiesa di San Domenico, la chiesa di Santa Maria Inpensole, la chiesa di Sant'Agostino e la chiesa di San Francesco. Stupenda la piazza dei Priori, dove, oltre all'austero palazzo del Podestà, si innalza la loggia dei Priori che mostra la deliziosa Loggia del banditore. Sopra la città svetta la superba Rocca albornoziana, recentemente restaurata, innalzata nella seconda metà del XIV secolo per volere del Cardinale Albornoz. 
A Otricoli da visitare la zona archeologica di Ocricolum, la città romana che si sviluppò lungo il Tevere presso il porto dell'Olio: il complesso dei resti superstiti appartengono quasi tutti all'età Augustea: un Teatro, un Anfiteatro e un imponente costruzione ad arcate che forse sosteneva uno dei monumenti più importanti della città, il Capitolium. A Calvi dell'Umbria, da vedere i murales rappresentanti la natività. opera di noti pittori italiani e stranieri che ogni anno, dal 1982, arrivano a Calvi per affrescare le pareti delle antiche case cittadine in una galleria di dipinti murali che hanno valso a questa cittadina il titolo di "città dei presepi".

Montefalco e le Strade del Sagrantino
Vélo de route
Medio

STRADA 17 - Montefalco e le Strade del Sagrantino

Difficoltà
Medio
Dislivello
400 m
Distanza
41 km
Lungo le strade del Sagrantino di Montefalco, tra colline dense di uliveti e vigneti regolarmente alternati, borghi fiabeschi e castelli, in terre incontaminate intrise dei sentori dell’olio e del vino di qualità.

Partenza e arrivo: Montefalco
Distanza: 41 km
Dislivello: 400 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Montefalco, Campello sul Clitunno, Pissignano, Trevi, Fonti del Clitunno.
  

Si parte dall'ampio parcheggio appena fuori dal centro e da qui ci si dirige verso il paese e poi in direzione di Spoleto e Trevi. Dopo 1,3 chilometri girate a sinistra in direzione di Trevi e alla rotonda successiva svoltate a destra seguendo le indicazioni per Spoleto. Iniziate a scendere verso valle, ammirando la collina di Montefalco con le sue coltivazioni di uliveti e vigneti alternati ordinatamente. Al termine della discesa, seguite le indicazioni per Spoleto finché non raggiungete Bruna (km 10,5), girate a sinistra verso Campello sul Clitunno, Beroide e Castel San Giovanni. Superati questi due ultimi paesi, continuate a pedalare in pianura sulla SP457 fino al chilometro 17,5: girate a destra su una stradina secondaria, subito dopo svoltate a sinistra e dopo circa un chilometro tenete di nuovo la destra superando lo stretto ponte sul fiume Maroggia e dirigetevi verso il semaforo e il sottopassaggio che riconducono alla SS3 Flaminia. Da qui, prendete a destra ed in meno di un chilometro raggiungete le Fonti del Clitunno, dove la bellezza e la tranquillità del posto invitano ad una sosta rilassante.

Ripartite ripercorrendo a ritroso la strada percorsa fino al sottopassaggio e subito dopo prendete a destra sulla strada ZTL che costeggia il fiume Maroggia. Proseguite diritti per diversi chilometri, attraversando quattro incroci e lasciando sulla vostra destra il Castello di Pissignano e il suggestivo borgo di Trevi, arroccati a mezza costa tra pregiati uliveti. Al chilometro 32 svoltate a sinistra e attraversate il fiume Teverone; subito dopo, imboccate la pista ciclabile che scorre lungo l'argine opposto e porta fino ai piedi di Montefalco. Abbandonate la pista ciclabile al chilometro 36, girate a sinistra ed immettetevi sulla SP444: in 5 chilometri di leggera salita vi ricondurrà al punto di partenza.

 


Questo itinerario prende il via a due passi dalle mura di Montefalco, poiché i dintorni del borgo, si caratterizzano anche per l'ottima ciclabilità. Conosciuto nel mondo per il Sagrantino, vino tra i più pregiati del territorio umbro, ma anche per la bontà dell'olio e per la bellezza delle colline circostanti, Montefalco fa parte dei Borghi più Belli d'Italia e la sua posizione privilegiata, che permette di ammirare stupendi panorami sulla parte centrale regione, gli è valsa il nome di “Ringhiera dell'Umbria”.
Tra gli edifici che meritano una visita durante il percorso ci sono: la chiesa di San Francesco, oggi Museo, costruita dai frati minori conventuali tra il 1335 ed il 1338; la Pinacoteca, con opere di Francesco Melanzio, Antoniazzo Romano e dipinti di scuola umbra dal ‘300 al ‘700; e la cripta, con reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche. Il borgo è ancora racchiuso nella cinta muraria duecentesca ed è dominato dalla chiesa di Sant'Agostino, costruita insieme al convento nella seconda metà del XIII secolo. A pochi chilometri da Montefalco sorge Foligno, terza città dell'Umbria, che conserva edifici e palazzi di assoluto pregio, come il Duomo, la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas, la chiesa di San Salvatore, l'ex chiesa di San Domenico e l'oratorio della Nunziatella. Lungo l'itinerario, da vedere anche il caratteristico Castello di Pissignano, edificato nei secoli XI e XII ed oggi adibito a complesso residenziale.

Gubbio, i Ceri e i misteri del Bottaccione
Vélo de route
Medio

STRADA 15 - Gubbio, i Ceri e i misteri del Bottaccione

Difficoltà
Medio
Dislivello
1070 m
Distanza
52 km
Immersi nelle bellezze artistiche della Città dei Ceri, attraversando i capolavori paesaggistici che la circondano, dalle Gole del Bottaccione fino al Monte Cucco in un itinerario medio di assoluto fascino.

Partenza e arrivo: Gubbio
Distanza: 52 km
Dislivello: 1.070 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Gubbio, Gole del Bottaccione, Monte Cucco, Scheggia, Cantiano.


Il percorso, che nella parte centrale tocca anche le Marche, si può considerare di media difficoltà visto il chilometraggio non eccessivo, ma richiede comunque un buon livello di allenamento in virtù delle numerose difficoltà altimetriche.

Si parte dal parcheggio antistante lo stadio comunale Barbetti, a pochi metri dall’anfiteatro romano e dal centro della città. Prendete a sinistra e seguendo le indicazioni per Scheggia, dopo circa un chilometro iniziate la salita che conduce al Valico del Bottaccione: 4 chilometri non duri che presentano pendenze difficili solo nell’ultimo chilometro e che scorrono all’interno della Gola del Bottaccione, sito naturalistico e scientifico di interesse mondiale dove si ritiene sia avvenuto uno degli eventi chiave che provocò l’estinzione dei dinosauri. Al termine della discesa, arrivati a Scheggia, prendete a destra verso Roma; 500 metri dopo (km 12,5) girate a sinistra seguendo le indicazioni per Sassoferrato. 

Continuate a pedalare immersi in una fitta vegetazione ed in leggera discesa fino al chilometro 17,5: lasciate la SS360 girando a sinistra in direzione di Cantiano. Da qui, la strada riprende a salire leggermente per altri tre chilometri e si sviluppa in una stretta gola alle pendici del Monte Catria, in un’atmosfera talmente tranquilla da sembrare quasi irreale. Al chilometro 23, superate Chiaserna. Poi, al chilometro 28, arrivati a Cantiano, girate a sinistra seguendo le indicazioni per Gubbio e Roma. Al successivo incrocio per Roma (km 29,5) proseguite diritti verso S. Rocco, reimmettendovi sulla strada principale solo al chilometro 32 e prestando molta attenzione perché si può trovare traffico in questo punto.

Dopo circa 500 metri girate a sinistra proseguendo sulla SP3 Flaminia in direzione di Roma e salite senza grandi pendenze fino al valico di Scheggia (km 39), che si raggiungerà dopo un chilometro di discesa. Da qui, girate a destra verso Gubbio e riprendete a salire in direzione del valico del Bottaccione che, ad eccezione dell’ultimo chilometro, da questo versante non è particolarmente impegnativo. Raggiunto il valico al chilometro 47, in 5 chilometri di discesa si torna di nuovo a Gubbio. 

 


Grazie a questo itinerario di 52 chilometri avrete la possibilità di scoprirne le bellezze artistiche, ma anche le bellezze paesaggistiche che circondano Gubbio, famosa per la corsa dei Ceri e tra le località più belle e conosciute dell’Umbria. Imperdibile il suo centro storico, che rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Tra gli splendori architettonici, quelli di maggior fama sono il complesso urbanistico del palazzo dei Consoli, simbolo della città e sede della pinacoteca e del museo Archeologico. Da ricordare inoltre palazzo Beni, palazzo del Bargello con la famosa fontana, e palazzo del Capitano del Popolo. Di grande interesse anche la Cattedrale (XII secolo), Santa Maria Nuova, al cui interno si trova la Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli, la chiesa e Convento di Sant'Agostino (XIII secolo) con all'interno affreschi del Nelli, la chiesa e Convento di San Francesco, San Giovanni, caratterizzata dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro e San Domenico. Fuori le mura, a sovrastare la città, da visitare la monumentale basilica di Sant'Ubaldo, che custodisce le spoglie del patrono. 
Lungo il percorso, sarete affascinati da Scheggia, insediamento di origine romana, nei cui pressi sono visibili numerosi resti della via Flaminia antica. Nella zona meritano una visita due aree naturalistiche di grande valore, il Parco del Monte Cucco e le Gole del Bottaccione, sito scientifico di interesse mondiale dove si ritiene sia avvenuto uno degli eventi chiave che provocò l’estinzione dei dinosauri.

Borghi e castelli nell’Alta Valle del Tevere
Vélo de route
Medio

STRADA 14 - Borghi e castelli nell’Alta Valle del Tevere

Difficoltà
Medio
Dislivello
750 m
Distanza
45,5 km
Da Città di Castello, lungo un itinerario che mescola la bellezza paesaggistica e la ricchezza storico-culturale dell’Alta Valle del Tevere, da sempre terra di confine, offrendo scorci naturalistici straordinari.

Partenza e arrivo: Città di Castello
Distanza: 45,5 km
Dislivello: 750 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada
Da vedere in zona: Città di Castello, Monte Santa Maria Tiberina, Lippiano, Monterchi, Citerna.


La distanza è piuttosto breve, ma le tre salite collocate nella parte centrale, che è anche quella più suggestiva, giustificano a pieno la classificazione di questo itinerario tra le escursioni di media difficoltà. La partenza è situata in viale Nazzario Sauro, appena fuori dalle mura di Città di Castello. Da qui, bisogna dirigersi verso il Tevere in direzione di Cortona e Trestina. Superato il ponte sul Tevere si prende subito a sinistra seguendo le stesse indicazioni fino a San Secondo. Qui, al chilometro 7,2, girate a destra in direzione di Monte Santa Maria Tiberina, il punto più alto e suggestivo dell’itinerario, che arroccata su un cucuzzolo troneggia sulle valli dell’Umbria e della Toscana. 

Un falsopiano leggero vi conduce fino all’inizio della salita vera e propria, al chilometro 13,6: l’ascesa misura circa 4 chilometri, ma le pendenze non superano mai il 6-7% e permettono di godere degli splendidi panorami circostanti. Stupendi e maestosi boschi di castagni e la quasi totale assenza di traffico fanno il resto. Al chilometro 17,5 girate a destra e raggiungete Monte Santa Maria Tiberina un chilometro dopo. Dopo una visita per le caratteristiche vie del paese, tornate indietro fino all’incrocio precedente e prendete a destra in direzione di Monterchi, Arezzo. Al termine della discesa si susseguono in rapida serie le altre due salite della giornata, entrambe lunghe non più di 1,5 chilometri e senza pendenze particolarmente impegnative. In questa zona a cavallo tra Umbria e Toscana la natura fa ancora da padrona e anche i piccoli borghi medievali che dominano le verdeggianti colline sono perfettamente in sintonia con essa: un vero paradiso per le escursioni su due ruote.

Terminata anche la terza discesa lasciate alle spalle il borgo di Lippiano e pedalate per alcuni chilometri in Toscana raggiungendo Monterchi, paese natale di Piero della Francesca. Da qui reimmettevi sulla più trafficata SS221 in direzione di Città di Castello, rientrando in una decina di chilometri quasi completamente pianeggianti. Giunti alle porte della Città, al chilometro 42,5, lasciate la statale girando a destra in direzione di Cortona, Trestina e al chilometro 45 vi ritroverete al ponte sul Tevere già percorso all’inizio dell’itinerario. A questo punto, prima di tornare al punto di partenza, non resta che visitare il centro di Città di Castello che, con le sue opere e i suoi monumenti, rappresenta davvero la perla dell’Alta Valle del Tevere.


Assolutamente da non perdere lungo il percorso lo stupendo centro storico di Città di Castello, facilmente identificabile per l’imponente campanile cilindrico romanico del duomo (Chiesa di Santi Florido e Amanzio) e l’alta torre civica medievale, e tutta l’Alta Valle del Tevere. Il borgo medievale di Monte Santa Maria Tiberina, che si erge arroccato su un cucuzzolo in mezzo ai boschi e da dove si dominano le valli umbre e toscane. Se la giornata è limpida, si spazia con lo sguardo fino alle Alpi Apuane e al Gran Sasso d'Abruzzo. All’interno delle mura si possono apprezzare il castello, che si fa risalire all’XVI secolo, e la chiesa di Santa Maria. La cittadina di Citerna, di antiche origini umbro-etrusche, nel cui centro storico meritano una visita la chiesa di S. Michele Arcangelo, che custodisce la pregevole Crocifissione su tavola del Pomarancio, il quattrocentesco Palazzo Vitelli e la chiesa di S. Francesco (1316), con una tavola a tempera della Deposizione del Pomarancio e il Cristo in gloria di Raffaellino del Colle. Uscendo dalla chiesa si incontra il piccolo palazzetto "Prosperi". Poco dopo un piccolo arco immette nel percorso del suggestivo camminamento medievale che corre lungo il perimetro delle mura.

Da Trestina tra boschi, prati e santuari...
Vélo de route
Medio

STRADA 11 - Da Trestina tra boschi, prati e santuari...

Difficoltà
Medio
Dislivello
700 m
Distanza
49,5 km
Un itinerario di grande interesse paesaggistico, in un’area prevalentemente agreste, su strade per la maggior parte prive di traffico che scorrono tra prati, campi coltivati, fitti boschi e natura incontaminata.

Partenza e arrivo: Trestina
Distanza: 49,5 km
Dislivello: 700 metri
Difficoltà: medio
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Lisciano Niccone, Santuario della Madonna del Transito di Canoscio.


Di media difficoltà, l’itinerario n. 11 parte dalla stazione ferroviaria di Trestina piccola cittadina situata tra Città di Castello e Umbertide, offrendo l’opportunità di sfruttare la soluzione treno+bici. Da qui, muovetevi sulla SP105 verso Umbertide e continuate, successivamente, sulla SP140 fino a Montecastelli. Proseguite in direzione di Niccone e girate a destra verso Cortona e Lisciano Niccone, imboccando la SS416 che scorre nella valle del Niccone, caratterizzata da paesaggi ancora prevalentemente di natura agreste.

La strada è poco trafficata e quasi completamente pianeggiante, se si esclude il breve strappo che conduce al borgo di Sant’Andrea di Sorbello. Al chilometro 21, superato un bar sulla destra, abbandonate la SS416 e girate a destra seguendo le indicazioni per Leoncini, Sasso di San Donnino. Poco più avanti girate a sinistra sempre verso il Sasso di San Donnino, indicazione da abbandonare al successivo bivio, in cui invece bisogna svoltare a destra. Al chilometro 23 iniziate una splendida salita, che nel primo chilometro presenta anche pendenze piuttosto impegnative, che vi porta a sconfinare in Toscana e si snoda a tornanti in mezzo ad un fitto bosco, alternato solo da piccoli tratti di prato e pascolo.

Il valico è posto al chilometro 25,5 e da qui inizia una discesa che richiede attenzione poiché ricca di curve e con strada a tratti molto dissestata. In fondo alla discesa si tiene la destra, poi si gira a sinistra al primo incrocio e a destra al secondo, fino a ritornare sulla SP105 in prossimità di San Leo Bastia, dove è possibile fermarsi per una piccola pausa e un caffè. Da qui, si riparte in direzione di Trestina fino al chilometro 36: girate a sinistra, seguendo le indicazioni per Lugnano e immettendovi su una tortuosa stradina di campagna. 

Al chilometro 39,5 girate ancora a destra verso Trestina, azione da ripetere anche in località Bivio Lugnano. Al chilometro 42 attraversate Bivio Canoscio e girate a sinistra in direzione di Canoscio: qui inizia la panoramica salita che conduce al Santuario di Canoscio, ma chi non se la sente di affrontare un’altra salita può proseguire diritto e rientrare a Trestina in un paio di chilometri. L’ascesa, ricca di curve, non presenta pendenze di rilievo e in poco meno di tre chilometri conduce al Santuario da dove lo sguardo spazia sull’intera valle del Tevere. A questo punto, scendete dalla parte opposta verso Fabbrecce e al termine della discesa riprendete a destra in direzione di Trestina, dove si ritorna in circa due chilometri. 


Seguendo l’itinerario, merita sicuramente una visita il castello di Lisciano, costruito intorno al IX-X secolo sulla cima della collina che sovrasta il borgo di Lisciano Niccone, piccolo paese immerso nella campagna. Nei dintorni, da non perdere i castelli di Reschio, Sorbello e Pierle.  Poco sopra Trestina, invece, si trova il Santuario di Canoscio, realizzato alla fine del XIX secolo, che rappresenta il punto di riferimento più importante della devozione mariana in Umbria, visitato ogni anno da oltre 100.000 fedeli.

Lungo il Tevere per visitare l’Oasi del WWF
Vélo de route
Facile

STRADA 10 - Lungo il Tevere per visitare l’Oasi del WWF

Difficoltà
Dislivello
300 m
Distanza
26 km
Un percorso facile e quasi interamente pianeggiante, lungo il corso del Tevere sul confine tra Umbria e Lazio, a due passi dall’Oasi WWF del Lago di Alviano, luogo privilegiato per la pratica del birdwatching.

Partenza e arrivo: Alviano Scalo
Distanza: 26 km
Dislivello: 300 metri
Difficoltà: facile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Alviano, Oasi WWF del Lago di Alviano, Attigliano, Guardea, Giove.


L’itinerario parte dalla stazione di Alviano ed è uno dei più facili tra quelli proposti per il chilometraggio ridotto e il dislivello quasi inesistente. Il percorso si sviluppa lungo il corso del Tevere sul confine tra Umbria e Lazio, a due passi dall’Oasi naturale del WWF, un’area protetta di circa 900 ettari collocata proprio al lago di Alviano, attrazione eccezionale per gli amanti del birdwatching.

L’itinerario parte dalla stazione, muovendosi in direzione di Attigliano e Viterbo: dopo meno di 400 metri, lasciate la SP11 e svoltate a sinistra su una stradina secondaria che scorre in mezzo alla campagna e conduce ad Attigliano, che si raggiungerà al chilometro 9,5. Da Attigliano, antico borgo medievale adagiato sulla valle del Tevere, svoltate a destra seguendo le indicazioni per Bomarzo e Viterbo sconfinando per qualche chilometro nella campagna laziale.

Al chilometro 12,6, superato il ponte sul Tevere, girate a destra sulla SP19 verso Alviano, Sipicciano e Castiglione in Teverina. La strada, completamente pianeggiante, segue il corso del Tevere e si snoda tra boschi e campi coltivati: percorretela fino al chilometro 23 e girate a destra tornando verso Alviano. In poco più di 3 chilometri si torna al punto di partenza: qui, girando a destra, chi ha ancora energie può salire in circa 2 chilometri fino al centro di Alviano, borgo medievale all’interno del quale spicca l’imponente Rocca risalente al XV secolo e da dove si può godere di affascinanti panorami sulla valle del Tevere.


L’edificio più significativo che s’incontra lungo il percorso è la Rocca di Alviano, edificata nel 1495 e che, oggi, ospita il Municipio, il Museo Multimediale di Bartolomeo d’Alviano e dei Capitani di ventura umbri, il Centro di documentazione audiovisiva dell’Oasi di Alviano ed il Museo della Civiltà Contadina. Nella zona del lago la principale attrazione è l’Oasi naturalistica del WWF: un’area protetta che copre circa 900 ettari. Il sentiero natura che la attraversa permette di osservare da vicino la flora e la fauna del luogo grazie ad appositi capanni per il "birdwatching", torri, passerelle e perfino un’aula scolastica all’aperto. Ad Attigliano, città di origine etrusca, tra i monumenti più belli ci sono il campanile dell’orologio, la Fontana dei Delfini ed il castello medievale. Poco distante merita una visita anche l’antico borgo di Guardea, con il Castello di Guardea Vecchia.

Tra Trevi e Spoleto sulla ciclabile della Valle Umbra
Vélo de route
Facile

STRADA 08 - Tra Trevi e Spoleto sulla ciclabile della Valle Umbra

Difficoltà
Facile
Dislivello
250 m
Distanza
28,5 km
Un percorso prevalentemente pianeggiante e privo di traffico, attraversando la valle Umbra e la bellezza delle vedute su Trevi, i suoi uliveti e una natura incontaminata da vivere con tutta la famiglia.

Partenza e arrivo: Borgo Trevi
Distanza: 28,5 km
Dislivello: 250 metri
Difficoltà: facile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Trevi, Pissignano, Fonti del Clitunno, Campello sul Clitunno.


Questo itinerario, che si sviluppa nella valle pianeggiante tra Trevi e Spoleto, sfrutta per molti chilometri la pista ciclabile che costeggia il torrente Maroggia ed è uno dei più facili e dei più piacevoli da pedalare tra quelli proposti.

Il tracciato è prevalentemente pianeggiante e privo di traffico, anche quando esce dalla pista ciclabile, offre belle vedute su Trevi e i suoi uliveti (qui vicino, a Bovara, si trova l’ulivo più vecchio dell’Umbria), Pissignano e Spoleto, ed è adatto anche ai principianti o a chi vuole fare una bella pedalata con la famiglia.

Si parte dalla stazione di Borgo Trevi, ai piedi di Trevi, così che anche chi arriva in treno può subito partire sulle due ruote. Usciti, prendete a destra in direzione della via Flaminia e all’incrocio posto al chilometro 0,4 svoltate a destra in Via Faustana. Al successivo incrocio al chilometro 0,8 girate ancora a destra in direzione Spoleto e dopo aver superato il ponte sulla ferrovia svoltate ancora a destra in via Clitunno. Al chilometro 2,5, appena prima del torrente Maroggia, prendete a sinistra la strada ZTL che in alcuni periodi è interdetta al traffico e diventa una vera e propria strada a preferibilità ciclabile.  

Proseguite diritti fino al chilometro 6, svoltate a destra superando il torrente Maroggia e poi riprendete subito a sinistra, mentre alla vostra sinistra si può ammirare il castello di Pissignano che si erge a mezza costa tra gli ulivi, dominando le sottostanti fonti del Clitunno. Ai successivi incroci proseguite sempre diritti fino al chilometro 11, svoltate a sinistra e, superato il ponte, prendete a destra ed imboccate la pista ciclabile vera e propria che ci conduce fino a San Venanzo, alle porte di Spoleto (km 15). 

All’incrocio con la SP451 prendete a destra verso San Venanzo e 300 metri dopo svoltate ancora a destra in direzione di Protte. Proseguite diritti verso Beroide fino all’incrocio con la SP457, svoltate a sinistra e subito dopo a destra verso Borgo Trevi. Al chilometro 25,5 tenete la destra e superato il torrente Maroggia rientrate verso Borgo Trevi ripercorrendo a ritroso la strada fatta in partenza.

 


Lungo l’itinerario, non perdete la cittadina di Trevi che, immersa tra gli ulivi, conserva testimonianze romane e medievali. Tra gli edifici religiosi particolarmente interessanti ci sono: la chiesa di Sant'Emiliano (XII secolo), con all’interno l’altare del Sacramento di Rocco da Vicenza (1522) ed affreschi cinquecenteschi attribuiti a Francesco Melanzio e la chiesa di San Francesco. Da visitare anche la Pinacoteca, nel quattrocentesco palazzo Comunale. Nella frazione di Bovara si trova l’ulivo più vecchio dell’Umbria, il piantone di Sant'Emiliano, alto 9 metri e che data 1700 anni, dove nel 304, secondo una tradizione, venne legato ed ucciso il santo protettore della città. Da non perdere anche il borgo fortificato di Campello sul Clitunno ed il castello di Pissignano, anch’esso immerso tra gli ulivi. Tra Trevi e Campello si trovano le Fonti del Clitunno, vero gioiello naturalistico di questa zona: si tratta di un insieme di sorgenti, già famose in epoca romana, che formano un laghetto da cui nasce il piccolo fiume Clitunno. Poco distante si trova il Tempietto del Clitunno (o chiesa di S. Salvatore), antico edificio di origine paleocristiana.
 

Da Spello ad Assisi sulla via degli ulivi
Vélo de route
Facile

STRADA 06 - Da Spello ad Assisi sulla via degli ulivi

Difficoltà
Facile
Dislivello
400 m
Distanza
24 km
In una delle zone più affascinanti e conosciute dell’Umbria, dove le bellezze artistiche e culturali di Assisi e Spello incontrano il fascino dei paesaggi a cavallo tra il Monte Subasio e la pianura di Foligno.

Partenza e arrivo: Spello
Distanza: 24 km
Dislivello: 400 metri
Difficoltà: facile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Spello, Assisi, Santa Maria degli Angeli, Rivotorto, Villa Fidelia.


Per la sua breve distanza e le difficoltà altimetriche molto lievi quest’itinerario è sicuramente alla portata di tutti: si parte dalla parte alta della città di Spello, precisamente uscendo da Porta Montanara e seguendo le indicazioni per Perugia, senza prendere la strada che va verso Collepino e il Monte Subasio. 

Imboccate via Poeta e alla prima diramazione mantenete la sinistra: dopo circa 300 metri, imboccate sulla destra Via degli Ulivi. Questo è uno dei tratti più suggestivi dell’itinerario, con la strada che taglia a mezza costa la montagna per diversi chilometri e scorre in mezzo ad uno stupendo uliveto, come suggerisce il nome stesso della strada. All’incrocio che s’incontra al chilometro 3,3 continuate ancora diritti fino a Capodacqua: tenetevi sempre sulla destra, senza imboccare le numerose stradine che scendono sulla sinistra. 

Al chilometro 6,5, arrivati a Viole, imboccate la SS147 salendo verso Assisi, con pendenze sempre molto lievi. Dopo tre chilometri, alla rotonda appena fuori dal centro di Assisi, girate a sinistra verso Santa Maria degli Angeli e la Basilica di San Francesco: proseguendo diritti si può visitare la parte più alta della città e poi scendere al centro, magari fermandosi per un caffè.  Al chilometro 9,8, subito dopo il grande parcheggio che si trova sulla destra, girate a sinistra sulla ripida discesa che va verso Rivotorto e San Damiano. Al termine della discesa, attraversate via Francesca e proseguite diritti in via Salette, fino a raggiungere l’incrocio con la strada principale al chilometro12,8. Qui, girate a sinistra: dopo circa 400 metri troverete la Basilica di Rivotorto. Da qui, ripartite e proseguite diritti per la strada principale che costeggia le quattro corsie, continuando diritti anche all’incrocio del chilometro 15,5.

Al chilometro 17 attraversate Capodacqua, mentre al chilometro 20 transitate davanti a Villa Fidelia, stupenda costruzione realizzata nel XVI secolo e arricchita nel XVIII secolo da un magnifico giardino all’italiana. Dopo circa un chilometro e mezzo ritornate a Spello e seguendo le indicazioni per il centro risalite fino al punto di partenza.


Spello, antica colonia romana, periodo del quale ancora oggi possiamo ammirare i resti del teatro, dell’Anfiteatro, delle mura, delle terme e dell’Arco di Augusto, è uno dei borghi più affascinanti da visitare lungo questo percorso. Il centro storico di Spello, che si mostra con caratteristiche medievali, ma ha mantenuto molte testimonianze di quando fu colonia romana, come il teatro, l’anfiteatro, le terme e il cosiddetto Arco di Augusto, antica porta di accesso all’acropoli. Tra gli edifici religiosi è notevole la chiesa di Santa Maria Maggiore (XII-XIII secolo), con grandi tesori d’arte all’interno: sul lato sinistro della navata la splendida cappella Baglioni decorata con affreschi del Pintoricchio, oltre a dipinti del Perugino e un antico pavimento in maiolica di Deruta. Appena fuori Spello si trova la splendida Villa Fidelia (XVI secolo), edificata dove un tempo sorgevano il Tempio di Venere, il Teatro e le Terme, ospita una ricca collezione di quadri, sculture, oggetti di antiquariato. Una visita d’obbligo va dedicata ad Assisi e alla Basilica di San Francesco, meglio descritte nell’itinerario STRADA 23, nonché al Parco Regionale del Monte Subasio e alla Basilica di Rivotorto.

La campagna di Bevagna
Vélo de route
Facile

STRADA 05 - La campagna di Bevagna

Difficoltà
Facile
Dislivello
200 m
Distanza
26 km
Un itinerario facile e unico alla scoperta di Bevagna, cittadina antica dalla storia importante e ricca di opere artistico-culturali di grande bellezza e che ha mantenuto ancora inalterato il suo aspetto medievale.

Partenza e arrivo: Bevagna
Distanza: 26 km
Dislivello: 200 metri
Difficoltà: facile
Fondo stradale: asfalto, sterrato
Bici consigliata: strada, ibrida, mtb
Da vedere in zona: Bevagna, Cannara, Bettona, Torre del Colle, Collemancio.
 

Questo percorso è tra i più facili proposti, ma non per questo si può considerare meno affascinante poiché permette di scoprire i tesori del bordo e dei dintorni di Bevagna, attraverso strade senza traffico e l’atmosfera indimenticabile della campagna tra il Subasio ed i colli che sovrastano Bevagna e Bettona, dove l’itinerario si sviluppa.

La partenza è situata al centro di Bevagna. Usciate seguendo Corso Matteotti e, fuori dalla cittadina, prendete a sinistra, svoltando a destra subito dopo sulla secondaria Via Sant’Anna, che in breve vi porta fuori dalle abitazioni e immersi nella campagna. All’incrocio per Foligno e Cannara, attraversate la strada e proseguite diritti fino al chilometro 2,8, girate a destra e, costeggiando il corso del fiume Topino, percorrete circa un chilometro di strada sterrata.

All’incrocio con la SS316 girate a sinistra verso Foligno, prestando molta attenzione perché si tratta di una delle poche strade trafficate dell’itinerario. Al chilometro 5 lasciate la statale girando a sinistra in direzione del piccolo centro di Budino, arrivando al chilometro 6,8. Da qui seguite le indicazioni per Cannara, raggiungendola dopo circa 4 chilometri completamente pianeggianti lungo l’argine del Topino. Visitato il centro di Cannara, famosa per la prelibata cipolla, uscite in direzione di Bevagna proseguendo sulla SP410 fino all’incrocio con la SP403. Girate a sinistra, sempre in direzione di Bevagna. Prendendo a destra, con una deviazione di circa 10 chilometri, è possibile visitare anche il centro storico di Bettona, tra i Borghi più belli d’Italia. 

Al chilometro 18, arrivati a Cantalupo, girate a destra: passando una rotonda, seguite le indicazioni per Castelbuono, imboccando la strada che costeggia sulla destra il canale. Proseguite su questa strada tra i campi fino all’incrocio posto al chilometro 19,8 e girate a sinistra abbandonando le indicazioni per Castelbuono. Tenete sempre la sinistra e, superato il ponte sul torrente Attone, svoltate a destra verso Torre del Colle. Da qui inizia una breve salita di circa un chilometro che conduce sino a questo piccolo e caratteristico borgo da dove proseguire in direzione di Bevagna. Al chilometro 24,8, arrivati alle porte della cittadina, girate a destra costeggiando il fiume Clitunno fino al bivio con Viale Roma: prendete a sinistra e rientriate verso il centro di Bevagna.


Lungo questo itinerario, sarete sicuramente conquistati da Bevagna. Antico centro che mantiene ancora intatta la sua struttura medievale, Bevagna conserva anche numerose testimonianze di epoca romana. Nel cuore del borgo meritano una visita la splendida Piazza Silvestri, il palazzo dei Consoli (1270), che ospita il Teatro Torti, le chiese romaniche di San Silvestro e di San Michele, entrambe della fine del XII secolo, la chiesa di San Domenico e Giacomo (1291). Sul luogo più alto della città sorge la chiesa di San Francesco (fine XIII secolo): accanto all’altare la pietra su cui poggiò San Francesco per predicare agli uccelli a Pian d’Arca. Seguendo l’itinerario puoi, potete fare una sosta a Cannara: qui, sono molto interessanti la chiesa di San Biagio, esempio di tardo romanico umbro, la chiesa di S. Matteo (XIV), con all’interno un trittico dell’Alunno e la statua lignea dell’Addolorata, e la Chiesa di San Sebastiano, sede della Pinacoteca. 
A pochi chilometri da Cannara, in località Collemancio si possono ammirare i resti dell’antico municipio romano di Urvinum Hortense, dove gli scavi archeologici hanno riportato alla luce molti importanti reperti, esposti in modo permanente nell’Antiquarium. Poco distante dal percorso dell’itinerario si trova anche il borgo forticato di Bettona, che per il suo patrimonio artistico e paesaggistico è entrato a far parte dei Borghi più Belli d’Italia.

Poderi e tenute lungo la valle del Tevere
Vélo de route
Facile

STRADA 02 - Poderi e tenute lungo la valle del Tevere

Difficoltà
Facile
Dislivello
300 m
Distanza
30 km
Un percorso semplice da fare seguendo il corso del Tevere, tra campi e terreni incontaminati, immersi in paesaggi unici, allietati da viste mozzafiato sul Monte Tezio e altri gioielli naturali dell’Umbria.

Partenza e arrivo: Umbertide
Distanza: 30 km
Dislivello: 300 metri
Difficoltà: facile
Fondo stradale: asfalto
Bici consigliata: strada, ibrida
Da vedere in zona: Umbertide, Pierantonio, Fiume Tevere, Pieve San Quirico, Civitella Ranieri, Eremo di Montecorona.


L’itinerario parte da Piazza Mazzini, nel centro di Umbertide, e si sviluppa seguendo il corso del Tevere tra i vecchi poderi e le tenute tipiche di questa zona. Da Piazza Mazzini lasciate Umbertide seguendo le indicazioni per Perugia, Roma e Pierantonio, immettendovi sulla SS3 bis. Continuate su questa strada per alcuni chilometri, sfruttando anche la pista ciclabile a fianco della strada, fino al chilometro 4, dove si arriva all’incrocio con la SS219 per Gubbio. Qui, tenete la destra seguendo sempre le indicazioni per Pierantonio, transitando al chilometro 7.

Dopo aver superato Sant’Orfeto della Cinella proseguite ancora diritti sulla Strada Tiberina Nord in direzione di Perugia. Al chilometro 11 attraversate Tavernacce, da dove, sulla destra, è possibile godere di una bellissima vista sul Monte Tezio. Superate anche Solfagnano-Parlesca e al chilometro 13,8 incontrando la deviazione verso La Bruna. girate a destra e immettetevi sulla strada comunale della Bruna, che si dipana in mezzo alla campagna praticamente quasi priva di traffico. Di fronte si erge l’incantevole borgo di Pieve San Quirico, mentre, lasciando il fiume Tevere alla vostra destra, al chilometro 18 arrivate in località La Bruna. 

Continuate sempre su questa strada fino all’incrocio con la SP169 del Pantano e girate a destra. Dopo pochi metri, girate a sinistra (km 21,6), immettendovi di nuovo in una strada secondaria e poco trafficata. Un paio di strappetti vi conducono in località La Badia di Montecorona, dove bisogna proseguire sulla SP170. Tenete la destra e dopo pochi metri, in corrispondenza dell’incrocio per Perugia-Roma proseguite diritti superando il Podere di Santa Beatrice di Guardengo. Continuate su questa strada per circa 3 chilometri, con il Tevere alla vostra destra e il Monte Acuto alla vostra sinistra, fino al ponte sotto la ferrovia e all’incrocio con la SS3 bis. Qui, prendete a destra, rientrando ad Umbertide. Subito dopo il ponte sul Tevere girate a sinistra in direzione Montone, ritrovandovi di nuovo in Piazza Mazzini.


Il centro storico di Umbertide, all’interno del quale spicca la Rocca, superba fortezza medievale, da sempre simbolo della città merita sicuramente una visita se si percorre questo itinerario. Sempre ad Umbertide, non perdete il Centro per l’Arte Contemporanea. Notevoli anche la chiesa di Santa Maria della Reggia; la chiesa di Santa Croce; la chiesa di San Bernardino (1556), la chiesa di Santa Maria della Pietà (1486), con un affresco attribuito a Pinturicchio, e la chiesa di San Francesco, la più antica di Umbertide (1299). A pochi chilometri, potete pensare di visitare l’Eremo di Montecorona, realizzato a 700 metri di altezza in un bosco di faggi e castagni che sovrasta la sottostante abbazia camaldolese fondata nel 1008. Nei dintorni poi, meritano una visita i castelli di Civitella Ranieri, di Serra Partucci, Montalto, Ascagnano, Romeggio e Polgeto, e gli antichi borghi medievali di Montemigiano, di Santa Giuliana e di Pieve San Quirico.

Colli e castelli intorno a Corciano
Vélo de route
Facile

STRADA 03 - Colli e castelli intorno a Corciano

Difficoltà
Facile
Dislivello
500 m
Distanza
25 km
Dalle mura di Corciano, affascinante borgo medievale, ricco di storia e che si erge a 408 metri sul livello del mare, tra castelli e aree boschive che vi lasceranno senza fiato in un percorso facile e adatto a tutti.

Partenza e arrivo: Corciano
Distanza: 25 km
Dislivello: 500 metri
Difficoltà: facile
Fondo stradale: asfalto, sterrato
Bici consigliata: ibrida, mtb
Da vedere in zona: Corciano, Pieve del Vescovo, Mantignana, Capocavallo, Villa del Colle del Cardinale.


L’itinerario prende il via dal parcheggio che si trova appena sotto le mura di Corciano: partite in discesa in direzione di Ellera e dopo poco più di un chilometro, all’incrocio con la strada provinciale, girate a sinistra e continuate in discesa per altri 2 chilometri. Al termine della discesa proseguite diritti lasciando sulla vostra destra il caratteristico paese di Migiana, mentre a sinistra osservate ergersi imponente l’antico castello di Pieve del Vescovo. 

Pedalate su un percorso leggermente vallonato seguendo le indicazioni per Mantignana, arrivando al chilometro 9: qui, subito dopo la banca, girate a destra in via Michelangelo Buonarroti. Circa un chilometro dopo superate la chiesa e, subito dopo, svoltate a destra per una stradina secondaria in mezzo a campi e casolari. All’incrocio con la SP171 girate a sinistra in direzione di Castel Rigone e già dopo un chilometro lasciate questa strada girando a destra. Qui, inizia un breve e suggestivo tratto di strada sterrata (1,5 km), caratterizzato nei primi 500 metri da alcuni tornanti in salita, e poi da una discesa priva di curve che scorre in mezzo alla campagna e permette di godere di una splendida visuale sulla Villa del Colle del Cardinale . 

Ritornando sull’asfalto, prendete a destra e poi, all’incrocio con la SP170 del Maestrello, attraversate la strada, prestando molta attenzione perché il tratto è molto trafficato, e proseguite diritti verso Colle Umberto. Qui, superato un piccolo ponte su un torrente, trovate un incrocio dove prendere a sinistra in direzione di Perugia. Al chilometro 17, in località Canneto, girate a destra verso Corciano per ritrovarvi nuovamente e in pochi chilometri ai piedi del borgo medievale.

Al chilometro 22 cominciate la salita che riconduce in vetta (la stessa percorsa in discesa all’inizio dell’itinerario), unica vera asperità del percorso. Al chilometro 25 tornate al punto di partenza, ammirando la magnifica visuale che spazia fino al profilo del Monte Amiata.


Decidendo di pedalare lungo questo itinerario potete fare una sosta nel piccolo borgo medievale di Corciano che all’interno delle sue alte mura racchiude un dedalo di viuzze, vicoli, torri e scalinate. Da vedere, nel centro del paese, il torrione di Porta S. Maria, piazza Coragino con un bel pozzo del ‘500, il Palazzo comunale, il Palazzo del Capitano del Popolo ed il Palazzo dei Priori, la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, al cui interno è conservata la tavola dell’Assunta del Perugino (1513) ed il Gonfalone di Benedetto Bonfigli dipinto nel 1472. A un chilometro da Corciano, merita una visita il Castello di Pieve del Vescovo, edificio fortificato ha pianta quadrangolare con cortile interno e quattro torri d’angolo. Fu realizzato intorno al XIII sec., ma tra il 1.560 ed il 1.570 venne trasformato in residenza signorile. L’ampia area boschiva che di Monte Malbe, che si estende sopra l’abitato di Corciano. I castelli fortificati di San Mariano, Solomeo, Chiugiana, Mantignana, Chiugiana e Capocavallo, tutti a pochi chilometri l’uno dall’altro, che mantengono ancora il loro aspetto antico.