Nature parks and theme parks

Escursioni nei dintorni della Cascata delle Marmore

L’acqua è il personaggio principale di questo itinerario che vi propone alcuni fra i luoghi più suggestivi della provincia di Terni e di tutta l’Umbria.

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Prendete nota delle suggestioni che riceverete da questo breve ma intenso tour in un lembo della conca ternana che ruota attorno alla Cascata delle Marmore, celebrata da artisti e scrittori di ogni epoca, definita da Lord Byronorribilmente bella” e che, come un’attrice, è stata al centro di numerosi film, tra cui “L’Intervista”, del maestro Federico Fellini.
Tutti sappiamo che si tratta di un’eccellente opera d’ingegneria, ma ci piace farvi conoscere la leggendaria storia d’amore da cui ha origine la Cascata. Essa narra della ninfa Nera e del suo amore per il pastore Velino. Quando la dea Giunone venne a sapere di questo amore profano, decise di punire la Ninfa portandola in cima al Monte Vettore dove la fanciulla fu trasformata in un fiume: il Nera. Velino decise di gettarsi dalla rupe delle Marmore per potersi ricongiungere alla sua amata. Quel salto d’acqua, oggi la Cascata delle Marmore, è il simbolo del loro amore eterno.
Oltre alle favole, alle leggende e alla fantasia, bisogna avere gambe buone come le tue per entrare nel cuore della Cascata. Puoi scegliere sei tipi di sentieri proposti nell’area escursionistica.

A soli sei km dalla Cascata è il Lago di Piediluco, sinuoso specchio d’acqua dove si riflette il minuscolo borgo circondato da boschi. Il luogo è un salotto di perfezione e armonia che induce alla contemplazione e al silenzio, ma anche allo sport come il canottaggio: qui si allenano da anni tutti i campioni della specialità grazie a condizioni di acqua e vento sempre ottimali.
Potete fare un bel giro in battello della durata di 40 minuti, con una guida a bordo che vi racconterà le suggestioni e i misteri del lago; al ritorno, se il clima lo consente, potete affittare un lettino e un ombrello ai piedi dell’acqua che riflette tutto il verde circostante; si allungano sull’acqua anche i due monti dell’altra sponda, il Caperno e il Luco, dalla strana forma piramidale che ha dato origini a storie leggendarie.
E quando il giorno volge alla sera, una tappa al paese è d’obbligo. Non mancate di vedere la chiesa di San Francesco, monumento gotico della fine del XIII secolo, che si innalza sopra una larga scalinata.
E se avete ancora voglia di sgambettare, salite ai ruderi della Rocca, eretta nel 1364 per ordine del cardinale spagnolo Egidio Albornoz. Qui fu tenuto prigioniero Corrado Trinci, signore di Foligno.

A circa 20 km da Piediluco è Ferentillo che sorge in una gola boscosa allo sbocco del fosso Salto del Cieco nel fiume Nera e si sviluppa su due nuclei, Matterella e Precetto.
Vi chiederete: “Perché questa località in particolare?”. E noi rispondiamo: “Perché c’è un museo, unico del suo genere, che non potete perdere, Le Mummie di Ferentillo”.
L’esposizione, ospitata nella cripta della chiesa di Santo Stefano, che domina dall’alto il nucleo di Precetto, conserva appunto in grandi teche oltre 30 corpi mummificati con abiti, capelli, denti e unghie, ancora intatti. Ci sono anche 270 teschi, una bara ancora sigillata e due volatili, uno dei quali un’aquila. Anch’essi mummificati. E la scritta che domina all’entrata – e che vi farà di certo riflettere - è più esplicativa che mai: “Oggi a me, domani a te, io fui quel che tu sei, tu sarai quel che io sono. Pensa mortal che il tuo fine è questo e pensa pur che ciò sarà ben presto”. La prima frase è presa dalla Bibbia, la seconda è stata scritta da un cittadino del luogo.
Qui, dal XVI secolo in poi, vennero sepolti i morti del borgo di Precetto. In seguito, nel 1806, fu esteso all’Italia l’editto napoleonico di Saint Cloud, (Décret Impérial sur les Sépultures) che vietava la sepoltura all’interno delle mura cittadine e che impose la costruzione dei cimiteri extraurbani. Oltre a vietare la sepoltura, l’editto impose anche la riesumazione dei corpi e così ci si accorse della mummificazione di alcuni di essi.
Rimarrete di certo strabiliati da questi corpi e dal loro straordinario stato di conservazione, dovuto probabilmente alla composizione del suolo dove venivano deposti i cadaveri: era – come è stato accertato - un terreno particolarmente ricco di microorganismi che, assieme alla continua ventilazione delle finestrelle sempre aperte, pare abbia consentito questo processo.
Ma c’è un’altra particolarità che non vi può sfuggire: di molte salme si conosce la storia, che continua a essere tramandata oralmente o si ritrova negli archivi ecclesiastici: chi morì sotto i ferri del chirurgo, chi a pugnalate, chi, come una suora, seppellita con indosso il suo abito. C’è anche il corpo di una mamma, probabilmente morta di parto e al suo fianco quello di un bambino appena nato, poggiato sopra le fasce in cui era avvolto.
La storia più curiosa, e forse più triste, riguarda le mummie di due asiatici, riconoscibili dalla caratteristica fisionomia. La storia racconta che la coppia voleva raggiungere la capitale attraverso la Via Flaminia forse per l’anno giubilare del XVIII secolo, ma cadde vittima del colera nei pressi di Ferentillo e fu seppellita in questa cripta.

Informazioni
Museo delle Mummie di Ferentillo
via della Rocca, località Precetto
tel. +39 335 6543008
Orario: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.