I vini e l'olio

Vini Doc e Docg Orvieto

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Appoggiata su di una grandiosa rupe di tufo, la città di Orvieto sorge su un luogo che era abitato ancor prima degli insediamenti etruschi. Annessa allo Stato Pontificio nel XV secolo fu per lungo tempo considerato un luogo prediletto da tanti papi romani. A testimonianza di questo suo ruolo centrale nella chiesa, il Duomo, una delle più belle cattedrali nazionali e capolavoro dell'architettura gotica italiana.

La tradizione vinicola dell'Orvietano ha radici antiche. Gli Etruschi avevano scavato cantine nel massiccio tufaceo che caratterizza la zona e nel fresco di queste grotte la fermentazione si completava solo dopo parecchi mesi, lasciando al vino un residuo zuccherino che contribuì non poco a decretarne il successo, mentre i Romani lo esportarono fin nelle Gallie.

E come forse pochi sanno, per secoli alcuni Papi della vicina Roma hanno apprezzato questo vino bianco prodotto con uve in prevalenza di grechetto e procanico (Paolo III Farnese ne era particolarmente ghiotto, Gregorio XVI volle che il suo corpo fosse lavato con questo vino prima di essere inumato).

Oggi la zona dell’orvietano prevede due distinte Doc che si sovrappongono per l’intero territorio: quella dell’ "Orvieto" (il bianco tradizionale, quello prodotto per secoli, il cui disciplinare insieme a quello del rosso è stato tra l’altro aggiornato verso la ulteriore tipicizzazione dei vini, con la previsione di un minimo del 40% di grechetto - vitigno tipico della zona - e un minimo­ di 20% e massimo del 40% di trebbiano o procanico - nome dato nella zona al trebbiano appunto) e quella del Rosso orvietano.
A seguito della semplificazione del disciplinare di produzione per questa ultima tipologia è previsto il tipo “Rosso orvietano o Orvietano rosso” ottenuto con uve Aleatico, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo Rosso, Ciliegiolo, Merlot, Montepulciano, Pinot Nero, Sangiovese da soli o congiuntamente per almeno il 70%.
Tornando alla Doc Orvieto ricordiamo inoltre l'introduzione, tra le tipologie della denominazione, della Vendemmia tardiva e della Muffa nobile, due pregiati vini passiti da bacca bianca.