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Raffaello in Umbria
Art in Umbria

Umbria, il 2020 nel segno di Raffaello

Tappe imperdibili per il vostro viaggio sulle tracce di Raffaello sono Perugia e Città di Castello.

Vi trovate in Umbria o state programmando un viaggio nel Cuore verde d’Italia?
Prendete nota dei luoghi dove ammirare le opere del geniale artista che si formò proprio in terra umbra e delle mostre a lui dedicate, a 500 anni dalla sua scomparsa.

Tappe imperdibili per il vostro viaggio sulle tracce di Raffaello sono Perugia e Città di Castello.

Nel capoluogo umbro, dove si presume che il giovane Raffaello, dopo la morte del padre abbia svolto l’apprendistato nella Bottega del Perugino, sopravvive l’unica opera delle tante realizzate dal divin pittore a Perugia: la Trinità e santi. Una meraviglia d’affresco che propone un insolito confronto fra Raffaello e il suo maestro e che troverete nella Cappella San Severo, del XV secolo, attigua alla chiesa e al convento dei Camaldolesi e oggi trasformata in un piccolo museo.

Preparatevi ad affrontare una bella salita perché il complesso, fresco di un progetto di restauro conservativo e di un rinnovato allestimento, si trova in uno dei punti più elevati della città. Ma vi assicuriamo che ne vale la pena.
Vi raccontiamo come si svolsero i fatti. Mentre il grande Urbinate decorava la parte superiore della cappella con le figure della Trinità e dei santi Mauro, Placido, Benedetto abate, Romualdo, Benedetto martire e Giovanni monaco, gli si presentò l’occasione di trasferirsi a Roma, dove avrebbe lavorato per papa Giulio II. Senza pensarci due volte, il giovane ventisettenne volò nello Stato pontificio lasciando incompiuto il suo affresco. Era il 1508.
Per oltre 12 anni l’affresco rimase incompiuto e quando Raffaello morì nel 1520, i camaldolesi chiamarono il Perugino, suo “antico” maestro, che completò le parti mancanti con le figure dei santi Scolastica, Girolamo, Giovanni evangelista, Gregorio Magno, Bonifacio e Marta, e al centro una nicchia con una Madonna col Bambino in terracotta.
Un dialogo e un confronto fra due grandi dell’arte e fra due epoche diverse, che si perpetua da oltre 500 anni e vi lascerà incantati.

Nella Pinacoteca comunale di Città di Castello potete ammirare invece la seconda delle due opere originali di Raffaello presenti in regione: il Gonfalone della Santissima Trinità. Si tratta dell’unico lavoro del pittore marchigiano rimasto nella città dove l’artista operò tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, una volta lasciata la bottega del Perugino con il titolo di magister.
L’opera datata forse 1499 è composta da una parte dalla Trinità con ai lati i santi Rocco e Sebastiano mentre dall’altra è la Creazione di Eva dalla costola di Adamo e due angeli.
Secondo le fonti, il gonfalone fu portato in processione dai confratelli almeno fino al 1627 quando, a causa dell’usura, si decise di separare le tele e riporle su due altari laterali della chiesa di Santa Trinità per garantire una migliore conservazione. Da qui lo stendardo fu rimosso nel 1855 e dal 1912 divenne parte della collezione della Pinacoteca.
Sapevate poi che il dolce pittore proprio a Città di Castello e a Perugia realizzò molte altre opere? Tra queste, uno dei suoi capolavori: lo Sposalizio della Vergine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera.
Vi consigliamo a questo proposito di entrare nella chiesa di San Francesco dove il maestro dipinse l’opera nel 1504 poi sottratta nel 1798 da un generale delle truppe napoleoniche. Sull’altare se ne può ammirare una copia.

 


L’Umbria ricorda Raffaello

A Palazzo Baldeschi al Corso, Perugia celebra Raffaello con l’esposizione “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” dal 18 settembre al 6 gennaio 2021. Il percorso espositivo organizzato dalla Fondazione CariPerugia Arte insieme all’Accademia di Belle Arti di Perugia si sviluppa attraverso due parti. Una è dedicata al periodo umbro di Raffaello, grazie a una importante sezione multimediale con straordinarie videoproiezioni immersive e all’esposizione di alcune opere dei maestri di Raffaello: Perugino, Pintoricchio e Signorelli. L’altra, prettamente espositiva, è dedicata all’eredità lasciata dall’artista soprattutto in ambito accademico.

Sempre seguendo il filo conduttore delle celebrazioni raffaellesche, la Fondazione CariPerugia Arte organizza, dall'11 settembre al 6 gennaio 2021, un’altra mostra a Gubbio, nelle Logge dei Tiratori della Lana dal titolo ”Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica”. L’esposizione è centrata sulle produzioni di ceramica a lustro e intende documentare, attraverso l’allestimento di circa centoquaranta opere, altri materiali e supporti multimediali, le caratteristiche e il rapido passaggio dalla produzione a lustro a quella istoriata con particolare riferimento alla riproduzione dalle incisioni e stampe delle opere di Raffaello e altri pittori dell’epoca.

Il Comune di Foligno, dal 25 settembre al 24 gennaio 2021, celebra il genio del pittore urbinate con una mostra dedicata alla fortuna di una delle sue opere più illustri, la Madonna di Foligno, fortemente legata alla storia della città. La mostra intende documentare la fortuna che l’opera di Raffaello raccolse nel corso dei due secoli trascorsi all’interno del monastero di Sant’Anna, divenendo il modello di riferimento per la produzione di grandi pale d’altare destinate ad alcuni centri di culto locali e il prototipo per numerose repliche in vari formati e in differenti tipologie artistiche. La sua indiscussa notorietà tramandata dalle fonti antiche e dalla penna di artisti e viaggiatori che ebbero modo di ammirarla a Foligno, a Parigi e in seguito a Roma, favorì anche una produzione consistente di incisioni e stampe decretandone il costante apprezzamento e un’ammirazione ininterrotta fino ai nostri giorni.
Per essere costantemente aggiornati sulle celebrazioni raffaellesche, seguite questo link.

Per maggiori informazioni:
www.raffaelloinumbria.it