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Intorno a Don Carlos: Prove d'autenticità

Intorno a Don Carlos: Prove d'autenticità

Non è solo uno spettacolo di prosa ma un compendio di diverse forme espressive, un universo dilatato che coinvolge tutti gli aspetti dell'artista sul palcoscenico: l'8 e il 9 aprile il Don Carlos di Marco Filiberti chiude la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Comunale "Accademia degli Avvaloranti".


Ispirato all'opera di Friedrich Schiller, lo spettacolo vede confluire temi cari al primo Romanticismo e insoliti scenari contemporanei con un linguaggio che fondono poesia, letteratura, pittura, musica, cinema, teatro ed elementi di danza. La drammaturgia, nel percorrere trasversalmente la Storia – fuori e dentro Schiller, nel ‘500 spagnolo, nel ‘700 tedesco, nel nostro tempo – porta in primo piano un nodo intricato della coscienza contemporanea: l'annientamento dell'essere umano e il trionfo della dittatura della mediocrità.

 

Intorno a Don Carlos: Prove d'autenticità

Nella corte di Filippo II, l'infante Don Carlos, eccentrico ed epilettico, è accusato di avere una relazione incestuosa con la matrigna, la regina Elisabetta di Valois. Le sensibili istanze di autenticità di Carlos vengono indirizzate verso la liberazione dei popoli delle Fiandre, oppresse da suo padre Filippo II. Da dramma storico-politico, l'accadimento si trasforma in uno psicodramma contemporaneo incentrato sulle insidie che i poteri fintamente democratici operano sulle coscienze. Pensato dentro e fuori dal testo schilleriano, in un rapporto dinamico e provocatorio tra i personaggi e gli attori che li interpretano e tra gli stessi e il pubblico, l'accadimento, tra le tematiche presenti nel testo, enfatizza la relazione tra ogni essere umano e la propria autenticità e il rapporto conseguente tra tale relazione e le strutture istituzionali, politiche e economiche che governano le società. Attraverso un testo "aperto", innervato di inserti originali, la drammaturgia sfocia in dieci grandi scene "a due" nelle quali i personaggi si sfidano in singolari tenzoni costruite sulla dialettica tra dovere e desiderio, tra essere e apparire, tra purezza e ragione, tra vivere e sopravvivere, aprendo una pressante riflessione sulla possibilità di essere nel mondo senza essere del mondo.

 

Regia e drammaturgia Marco Filiberti, con Matteo Tanganelli, Diletta Masetti, Stefano Guerrieri Luca Tanganelli, Giovanni De Giorgi.

Per maggiori informazioni:

http://www.cittadellapieve.org/site/1/teatri/La_stagione.html